La Milf Daniela e il porcellino Rocco: incesto senza precedenti

incesto con milfTagliando corto, io mi chiamo Rocco, Daniela è la seconda moglie di mio padre e credo di aver fatto il colpaccio. Sa quando me lo ricordo sono sempre stato uno che nel pomeriggio verso le 16:30 devo per forza farmi una sega. Se saltavo anche una volta sola diventavo distratto ed irascibile e il vizio mi è rimasto. All’inizio avevo una collezione i vecchi porno ereditata da mio cugino, che a sua li aveva avuti da un altro cugino. A pensarci, ora mi vengono i brividi, perché ho sfogliato pagine appiccicate per anni poi sono passato a internet dove il porno abbonda e si trovano racconti hot svelati.

In questa seconda parte della mia carriera di segaiolo ho avuto un po’ più di scelta. nel frattempo i miei sono separati e hanno divorziato ed alla fine mio padre si è sposato con questa Daniela che rideva come un oca e passava i suoi pomeriggi in giro in bicicletta, rientrando tutte le volte in casa sudata.

Ad un certo punto mi ha preso il vizio di aspettare che rientrasse per farmi la sega e nell’ultimo periodo ho anche iniziato ad infilare le mani nel cassetto delle sue mutande e ad odorarle in cerca di un residuo dei profumi che dovevano sicuramente bagnare la fica matura.

Bene la storia si fa interessante a questo punto perché un giorno mentre aprivo il cassetto, mi è rimasto in mano il frontale. Preso dal panico ho levato il cassetto ed ho cominciato a incollarlo. Non è la prima volta che succedeva perché i mobili di casa sono molto vecchi, ma guardando il canterano mi sono accorto che c’era un sacchetto dietro i cassetti, chiuso con del nastro da carrozziere.

Allora l’ho preso e l’ho aperto, trovando che dentro c’era una busta che conteneva un paio di slip di PVC, di quelli che si vedono nei film porno tedeschi. Sono quasi impazzito davanti al ritrovamento di questo tesoro e li ho odorati perché la sua fica aveva lasciato i suoi umori appiccicati a quella plastica nera e sembrava di averla veramente lì davanti. Dopo un po’ mi sono dato una calmata ed ho rimesso tutto a posto. A quel punto era molto confuso perché mi immaginavo chissà quali porcate e ho cominciato a spiare costantemente il cassetto, per capire quando usasse quella roba.

Un pomeriggio me la vedo piombare in camera, con la faccia rossa come un peperone e dirmi: “Smetti di ficcare il naso nei miei cassetti! Non è roba che ti riguarda!”. Mi sono sentito scomparire. Avevo fatto una figuretta veramente barbina. Lei rimase sulla porta, immobile, con le mani sui fianchi ed io avevo davvero paura di finire nei guai anche perché l’università non stava andando bene e mio padre era sempre incazzato con me.

Vidi però una cosa che mi eccitò tantissimo: aveva indosso scarpe coi tacchi, o meglio stivali coi tacchi sotto la tuta. In mano aveva anche un frustino che lì per lì non l’avevo visto bene. “Rocco hai bisogno la lezione!” Non so neanche come ho fatto ad alzarmi, ma l’ho seguita come un cane. Mi fece andare in salotto e con uno schiocco secco di frustino mi ordinò di spogliarmi. Quasi ipnotizzato lo feci. Avevo addosso una tuta da ginnastica e non mi ci volle molto per restare in boxer.

“Adesso ripeti con me: Mio padre è un cornuto ed è colpa mia se è cornuto!”. Ripetei come un automa. Lei si calò velocemente la tuta. Aveva stivali che arrivano a mezza coscia un PVC nero, quelle mutandine ed un corpetto che probabilmente aveva comprato online. “Leccami la fica, testina di cazzo, altrimenti ti sputtano con quel cornuto di tuo padre e lecca la molto perché mi voglio divertire!”.

Obbedii subito perché non volevo fare altro da mesi. Quella donna aveva un corpo maturo ma davvero eccitante e vestite così sembrava una principessa guerriera. Iniziai a leccarle la fica con tutta la lingua. Ero soffocato e inebriato dai profumi fortissimi che venivano dalle sue grandi labbra. Non so se a un certo punto abbia squirtato oppure pisciato, ma sentii il liquido caldo che mi scivolava sul mento. Ero talmente eccitato che non riuscivo neanche a farmi una sega. Daniela mi teneva la testa appiccicata la sua fregna carnosa e solo dopo un’ora quando fu venuta, mi lasciò staccare.

“Bene, spero che tu abbia capito la lezione, ti tengo d’occhio per tutta la settimana, non potrai farti una sega neanche di nascosto, perché me ne accorgerò. Lunedì prossimo dalle 16:30 alle 18:30 dovrai essere pronto a soddisfare le mie voglie e non ho intenzione di ascoltare lamentele!”. Mi lasciò andare con la tuta in mano.

Ho aspettato tutta la settimana, tremante come un coniglio pensando soltanto a quanto fosse vacca la nuova moglie di mio padre. Il lunedì successivo, Daniela si è ripresentata vestita da mistress e si è fatta scopare senza preservativo. Prima le ho ficcato il cazzo nella fica da davanti. Ero quasi impazzito alla vista del suo corpetto stretto e per il profumo intenso che emanava dalla sua lingerie di plastica. Si è fatta fottere da davanti, con i tacchi infilati nei cuscini del divano. Le sono venuto nella regna, ma lei non mi ha lasciato uscire e con il cazzo che mi faceva quasi male e mi ha costretto a scoparla una seconda volta.

Penso di non aver mai goduto così tanto in una volta sola anche se è stata una trombata molto impegnativa ad io mi sentii davvero soddisfatto. Quando ebbi finito le chiesi il permesso di leccarle il sedere un po’, e Daniela da brava matrigna non si è opposta, anzi ne è stata molto contenta, perché ho insistito per quasi mezz’ora sul solito punto, riempiendole di saliva lo sfintere palpitante. Mi sono accorto di una cosa importante: mentre leccavo il buco del culo di quella troia, il muscolo era molto morbido e cedevole e questo mi fece tornare per un po’ duro il cazzo.

Purtroppo Daniela è stata abbastanza chiara: “Non sei ancora degno del mio culetto: prima dovrai dimostrare di aver imparato la lezione! Adesso pulisci tutto, perché non ho di certo voglia di mettere a posto il casino che hai lasciato. La prossima settimana, visto che sei stato così arrogante da farmi capire che vorresti scopare il mio prezioso culetto, per punizione ti tratterò come uno schiavetto: non potrai venire ma soltanto leccarmi! Anzi visto che ci siamo la mia taglia è M. Voglio un corsetto nuovo e lo voglio di pelle rossa; quel frocio di tuo padre non apprezza certe finezze ed io fino ad ora sono stata costretta a trovare sfogo fuori casa ,ma visto che sei un così caro ragazzo, d’ora in poi sarai tu a soddisfarmi, anche perché alla tua età non va tanto bene farsi le seghe di pomeriggio è tutta sborra sprecata!”

Sono Rocco, prima ero un segaiolo, adesso ho una padrona che mi sta istruendo su come si fa a far godere una donna. Ho scoperto quanto mi piace farmi umiliare ed obbedire alla mia padrona. Sto imparando segreti che i miei amici all’università leggono solo nei fumetti giapponesi.

A volte l’odore degli umori della mia padrona mi annebbia la mente, ma a tavola, con mio padre, mi comporto bene, perché non voglio che se ne accorga. Daniela è molto esperta anche in queste cose, e mio padre, mi sa, non sospetta neanche che sua moglie possa essere una simile bomba del sesso senza limiti e perverso.

Resistere da farmi le seghe è sempre più difficile, però, ed al momento non sono ancora riuscito a violarle il culetto. Lo conosco a memoria, perché ci passo almeno due ore alla settimana a venerarlo. Sto studiando i punti deboli della cara vecchia milf Daniela, e presto troverò il sistema di incularla per bene, perché lo so che il suo buchetto non aspetta altro che mi faccia avanti. Sono sicuro che il suo primo orgasmo anale sarà forte quanto il mio, non vedo l’ora!

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