Franca, Miriana e Gessica: mamma e figlie scopate dal bull africano vicino di casa

Quando lo vide parcheggiare in cortile le venne subito alla mente quella GIF che diceva più o meno “Cerco muratore senegalese appena uscito di galera per incontri romantici” appiccicata alla foto di una attricetta americana da quattro soldi.

Stava scaricando qualcosa della macchina, in abiti da lavoro, ricoperto di calce. Probabilmente era un muratore che doveva lavorare alla villetta a tre porte della sua. Non era contenta di avere a pochi metri quell’africano sconosciuto. Dalla macchina stava scaricando delle corde e poi degli altri borsoni. Lo fissava dalla sua camera, sempre più inquieta.

Fu a quel punto che vide sua madre che usciva dalla porta principale e lo salutava. Gessica era rimasta lontana da casa per un paio di mesi e sapeva solo vagamente della vendita dell’appartamento, non se ne era mai interessata.

Sua madre salutò per nome e l’africano, alto quasi un metro e novanta le rispose con un “Salve Franca sono a pezzi! Ho arrampicato su in montagna e bisogna che mi faccia la doccia perché puzzo come uno gnu!”

Franca bofonchiò qualcosa e lo lasciò andare ma Gessica dal terrazzino vide qualcosa di strano, perché mamma aveva tenuto gli occhi appiccicati al sedere del ragazzo con un sorrisetto davvero inequivocabile. Sì c’era qualcosa di strano…

Gessica rimase per qualche minuto sul terrazzino a riflettere, ma sentì un rumore provenire dalla stanza, dove la sorella Miriana stava preparando l’esame di diritto. Quindi, come faceva di abitudine, aprì la porta, per trovarla affacciata alla finestra sul retro. Avvicinandosi si affacciò a sua volta, e lì per lì non riuscì a mettere bene a fuoco l’immagine.

Si vedeva poco, ma si riusciva a dare un’occhiata in tralice esattamente nella stanza da bagno del nuovo vicino. Sua sorella pareva molto interessata allo spettacolo e le bastano pochi secondi per capire il perché: dalla finestra si riusciva a intravedere un enorme pisellone appeso al fisico statuario dell’africano e sua sorella appoggiata alla finestra si teneva una mano nelle mutandine.

“Ah quindi è così che ti prepari all’esame!” le disse scherzando da dietro. Sua sorella sobbalzò e si girò con faccia colpevole, ma invece di cercare di giustificarsi riuscì soltanto a borbottare “Se se lo scopa mamma, secondo me potrebbe essere nostro di diritto !” Gessica rimase interdetta fronte a questa strana uscita ma Miriana aggiunse un: “Aspetta un attimo!” e si affacciò di nuovo alla finestra.

Anche Jessica fece altrettanto e la situazione fu chiara immediatamente, perché mamma approfittando del fatto che a quell’ora di vicini in giro non ce ne erano, era sgattaiolata lungo il passetto sul retro ed adesso si stava spogliando al primo piano della villetta. L’avevano vista un sacco di volte nuda e non c’era dubbio che fosse lei.

Pochi minuti dopo l’africano completamente spogliato fece la sua comparsa in camera e videro mamma Franca accovacciarsi e afferrare le natiche del giovanotto prima di farsi scivolare in gola l’enorme randello di carne che nel frattempo si era tirato su in tutta la sua potenza, con una turgida cappella violacea che si vedeva bene anche da lì, a tre case di distanza. Rimasero a guardare solo un pochino, ma quando Franca si mise carponi sul letto tenendosi le chiappe ben aperte, Said andrò alla finestra e la chiuse, non senza lasciare un’occhiata inequivocabile in direzione delle due ragazze.

La prima volta che Franca aveva visto Said scendere di macchina era rimasta perplessa ma si era dimostrato un ragazzo tranquillo, che parlava bene l’italiano, anche se con accento strano. Adesso era la terza volta in due settimane che si faceva scivolare la sua cappella enorme e profumata come il cuoio dritta nel buco del culo, senza troppi preliminari, ma solo dopo essersi appena massaggiata con due dita e lubrificata con un po’ di saliva.

A più di 50 anni e con tre figli era ancora una donna piacente, con seni grandi e bianchi come la panna, rotondi e neanche rifatti. Era ben curata e soprattutto libera, perché aveva divorziato più di 10 anni prima per riprendere la sua attività di cagna in calore. Said non era il primo africano che le passava tra le cosce, ma sicuramente il cazzo più grande che avesse mai visto, e sentirlo ansimare mentre le pompava nel culo le dava un piacere immenso e non vedeva l’ora di sentirsi invaso della sua sborra calda

Said spingeva come un toro e Franca sentiva le pareti del suo grosso sedere quasi scoppiare e non vedeva l’ora di esplodere in un orgasmo con due dita ficcate nella fica. Non le andava a genio idea farfallina potesse finire sfondata da quella sbarra di carne nera e palpitante.

Ormai abile ed esperta dopo più di 35 anni passati a darla via per il puro piacere di farlo, per lei fu facilissimo capire quando stava per giungere il momento di venire e con la passera palpitante di un orgasmo accecante e che sgocciolava sulle coperte piene di sudore lasciò finire. Il ragazzo tirò ancora qualche colpo prima di estrarre la sua verga nera ancora dura e di cercare di ficcarla in gola alla donna, che divertita glielo concesse senza grandi problemi.

D’altronde ogni volta si era comportato bene e non si era risparmiato, e tutto sommato l’aveva soddisfatta, quindi si meritava una sorta di premio che le sue prestazioni. Il ragazzo esausto sdraiò sul letto, mentre lei spingeva fuori dal suo intestino lo sperma caldo e lo raccoglieva con un fazzolettino prima di uscire dal retro di casa senza farsi vedere.

Le sorelle aspettarono che la mamma prendesse la macchina e uscisse per intrufolarsi in casa dell’africano a loro volta. Salirono le scale leggere come due ladre, tenendo le scarpe coi tacchi in mano, perché quando si erano affacciate alla porta sul retro aperta, lo avevano sentito russare sonoramente. Si infilarono nel bagno e si levarono le tute da ginnastica, sotto avevano della lingerie piuttosto classica ed economica, ma che sui loro corpi di poco più che ventenni faceva davvero una gran figura. Non si erano del tutto accordate sul da farsi, ma l’idea di base era quella di divertirsi con un paio di foto accanto alla preda e poi eventualmente trovare a fare come mamma Franca.

Purtroppo per loro andò tutto molto diversamente, ma anche decisamente meglio rispetto al previsto, perché dopo che Gessica si fu fatta fotografare attaccata quasi al gran pisellone e fu il turno di Miriana di mettersi in posa, la mano nodosa dell’africano si strinse di scatto sul suo collo e la costrinse con la bocca contro la mazza gigante e nera che si era di nuovo drizzata veloce come un serpente. Gessica fece per lanciare un gridolino di sorpresa, ma cade a terra infilando la mano sul fazzolettino sporco di sborra buttato dalla madre pochi minuti prima.

Quella la stessa madre che adesso con un sorriso inquietante si chiudeva la porta alle spalle e mormorava: “Said e di mamma e del culo di mamma! Ma se fate le brave sono sicura che non gli dispiacerà di sfondare anche il vostro…”

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