Figlia gnocca padre pompinaro

Mi chiamo Arianna. Vivo con mio padre Gino. Elisa, mia madre, lo lasciò poco dopo il matrimonio per le dimensioni ridotte del suo cazzo dandogli pure del finocchio. Voglio molto bene a lui e mi dispiaceva vederlo ogni giorno sempre da solo, triste, incapace di cercarsi una donna che comunque, alla fine, non avrebbe potuto soddisfare granchè. Per tirarlo sù di morale a volte mi facevo guardare tutta nuda dopo la doccia e lui sbavava sulle mie grazie esclamando:”Che bambola! Diventi ogni giorno più sexy, meglio di tua madre”. Un giorno papà mi sorprese mentre ero con Manuel, il mio ragazzo cazzuto. Gli stavo giusto facendo un pompino. Gino si avvicinò osservando attentamente. Mio padre esclamò:”Accidenti come sei brava a succhiare l’uccello!”. Lo guardai e d’istinto gli risposi:”Vuoi provare anche tu?”. La complicità scattò subito ai massimi livelli tra noi e ci ritrovammo a leccare insieme la fava di Manuel. Poi lasciai che papi succhiasse da solo. Percepivo in modo più che tangibile la sua voglia repressa di sesso. Il siparietto andò avanti, montai a cavalcioni sul cazzo di Manuel che mi impalò la sorca mentre mio padre mi slinguazzava sapientemente il buco del culo, che brividi! Cambiammo posizione, Manuel proseguì a fottermi mentre accarezzavo teneramente il minuscolo uccello paterno. Il mio ragazzo godette ed esplose con una sborrata colossale che mi inondò la bocca e colò in parte sul petto. Mio padre fu lesto a ripulir le tette minuziosamente con la lingua. Dopo quella inebriante esperienza il sesso ce lo godiamo spesso in tre: io, Manuel e papi pompinaro.