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Alla dottoressa piace penetrare le pazienti

Quando una paziente porcellina si imbatte in una dottoressa sexy dominante può succedere davvero di tutto. La biondina, durante la visita medica, si lascia stuzzicare. L'avvenente dottoressa porca si rende presto conto di poter stantuffare la disponibile paziente con lo strap-on. Le due si trovano così coinvolte in una favolosa trapanata dai sapori saffici: che grandissime maiale! by caldosex















Alla dottoressa piace penetrare le pazienti

Quando una paziente porcellina si imbatte in una dottoressa sexy dominante può succedere davvero di tutto. La biondina, durante la visita medica, si lascia stuzzicare. L'avvenente dottoressa porca si rende presto conto di poter stantuffare la disponibile paziente con lo strap-on. Le due si trovano così coinvolte in una favolosa trapanata dai sapori saffici: che grandissime maiale! by caldosex















La direttrice matura sottomessa alla giovane segretaria

Mi chiamo Alessandra. Svolgevo il lavoro di segretaria presso uno studio commerciale. Il mio capo era una donna, la dottoressa Anna Del Magri. Fin dai primi giorni d'assunzione mi resi conto che la signora era una tipa particolare: piuttosto fredda con gli uomini, dispensava invece sorrisetti alle donne, me compresa. Non ci volle poi tanto a rendersi conto dei gusti sessuali saffici della Del Magri. All'inizio feci finta di non essere interessata alle sue occhiatine sexy anche perchè avevo un fidanzato ma poi pensai che, per la mia carriera, sarebbe stato bene essere disponibile con lei. Nel lavoro le piaceva essere risoluta e comandare ma nell'intimità era ben diversa. Lo constatai quando un giorno, a sorpresa, la trovai in autoreggenti e senza mutande a cosce aperte nell'ufficio. L'invito era fin troppo chiaro. Nuova a quel tipo di pratiche, ma sufficientemente troia per sperimentarle, mi inginocchiai tra le sue cosce leccandole accuratamente la fichetta depilata. Anna gradì quelle attenzioni poi, intrigata ed eccitata, volle assaggiare le mie fessure slinguazzandole mentre stavo a pecorina col pantalone mezzo calato. Mi sedetti sulla scrivania, allargai le cosce, e lasciai che lei continuasse a slinguazzarmi la bernarda: eccitata le spinsi anche la testa contro il mio sesso rovente. Ma Anna era piena di sorprese, non le bastava certo uno scambio di leccatine tra donne, e così tirò fuori lo strap-on. Voleva essere presa e così allacciai la cintura e, con sommo piacere, iniziai a castigarla a pecorina mentre lei si appoggiava sulla scrivania dell'ufficio. Affondai decisa in quella vulva eccitata nel dominare chi, nella vita di tutti i giorni, mi comandava a bacchetta. Continuai a farlo a missionaria, tra le sue urla goderecce. Poi mi sedetti sulla sua poltrona, quella del comando, e lasciai che lei si impalasse sul fallo a candela: fu proprio così che quella troia se ne venne irrorando di umori figali il cazzo finto. Un caldo bacio pose fine quel siparietto bollente al femminile dopodichè riprendemmo a lavorare come se nulla fosse accaduto :) by caldosex              















Vestito da donna e inculato da una lei

trav game by caldosex. Mi chiamo Teresa. Da tempo svolgo l'incarico di governante presso una famiglia altolocata. I signori Wick non c'erano quasi mai. Spesso rimanevo da sola con il loro primogenito, Giovanni. Non c'era stato mai nulla di insolito finchè un giorno, rientrando dalla spesa, lo trovai vestito da donna con tanto di tacchi e calze a rete. Disse di sentirsi Giovanna ed io, troia nell'indole, ressi il torbido gioco. Percepì il suo desiderio irrinunciabile di cazzo e tirai fuori lo strap-on. "Giovanna" fu ben lieta di leccare e succhiare prima di farsi impalare di brutto in varie posizioni. Ci presi proprio gusto in quel zozzo gioco e sfondai quel culetto a pecorina e a missionaria. Detti all'uomo vestito da donna ciò che desiderava sfondandogli il culo per tutto il giorno. Del resto non c'era fretta eravamo soli e liberi di sperimentare porcate...   



















Vi dichiaro moglie e moglie

Created by caldosex Mi chiamo Alessia. Quando conobbi Morena, affascinante moretta spagnola, ero fidanzata con un ragazzo di nome Gerardo. Lei non mi disse subito di essere lesbica ma solo che lavorava qui in Italia come segretaria. Ci comportavamo come normali amiche che escono per passeggiate, cinema, shopping e quant'altro. Notavo la sua indubbia bellezza e, al tempo stesso, l'atteggiamento un pò mascolino come se sotto sotto avesse voluto dominarmi. Gerardo non era certo geloso della mia nuova e bella amica ed anch'io mi sentivo tranquilla anche se la situazione sarebbe cambiata di lì a poco. Morena cominciò a proporsi con le prime avances dopo un mesetto di conoscenza. Stavamo guardando un film al cinema quando mi sussurrò senza pudore all'orecchio:"Sai che hai delle gran belle tettone Alessia?". Non andai subito in allarme perchè pensai che lo dicesse in tono scherzoso. Sorrisi e le risposi:"Ma dai, smettila di scherzare". Quando uscimmo dalla sala per andare a mangiare una pizza ribadì convinta:"Guarda che non stavo affatto scherzando", sorrisi e risposi:"Bhè allora grazie del complimento". Dopo aver cenato la salutai, le dissi:"Allora ciao, ci sentiamo in questi giorni". Lei mi guardò e disse:"Aspetta ti accompagno a casa, ho parcheggiato l'auto proprio qui vicino". Il passaggio mi faceva comodo e così accettai. Durante il tragitto non disse una parola. Giungemmo a destinazione. La ringraziai e la salutai baciandole il viso. Lei disse:"Forse avresti preferito che quel complimento te l'avesse fatto un uomo vero?", risposi:"Bhè si ma comunque ho il ragazzo, non penso ad altri uomini oltre a lui e lui di complimenti in realtà non ne fà quasi mai purtroppo". Lei prese la palla al balzo:"Davvero? E' un peccato essere avari di complimenti con una così bella donna accanto". Sorrisi e replicai:"Accidenti! Tutti quelli che lui risparmia me li stai facendo tu questa sera...". Poi aggiunsi:"Ok Morena adesso devo andare, ci sentiamo in questi giorni", ma lei mi afferrò il braccio e disse:"No, aspetta, ancora un momento". Mi tirò a sè e mi baciò con dolcezza e passione. Non mi aspettavo che facesse una cosa del genere e per questo restai paralizzata ma lei, incurante del mio imbarazzo, cercò il lingua a lingua ad ogni costo ed io finì per cedere. Durò almeno un paio di minuti poi, un pò frastornata, mi staccai da lei, dissi:"Dai Morena basta! Adesso vado sul serio". Notai la delusione sul suo volto ma ero agitata in quel momento e così aprì lo sportello dell'auto, uscì e corsi via verso casa. La notte continuavo a pensare a quel bacio e al fatto che Morena mi aveva nascosto le sue vere tendenze. Il giorno dopo la chiamai e la rimproverai, le dissi:"Ciao Morena sono Alessia. Sei una falsa! Perchè cavolo non mi hai detto che ti piacciono le donne?". Lei rispose:"Proprio per evitare che tra noi si mettesse male. Non volevo perderti, sono innamorata di te". La situazione anomala mi portò un tale nervoso da dirle:"Non voglio più vederti, sparisci!". Molte volte l'agitazione è provocata dalle cose nuove, da ciò a cui non si è preparati. Infondo Morena ci teneva per me solo che io dovevo prendere coscienza di ciò. Naturalmente lei non si arrese. A casa mi arrivavano fiori quasi tutti i giorni con allegati dei bigliettini anonimi firmati solo con una lettera, la "M". Gerardo andò su tutte le furie, pensava che io avessi un altro, stupidello. Sapevo bene che era lei. Questo tormentone dei fiori durò un mese dopodichè mi decisi a richiamarla, trattandola un pò male le dissi:"Ciao, ti ho detto che non voglio più vederti, la pianti con questi dannati fiori?'". Lei rispose:"Okay, okay, voglio solo chiedere un ultimo favore se è possibile e poi prometto che non ti disturberò più". Le risposi:"Sentiamo, cos'è che vuoi?". Lei inventò una scusa per vedermi:"Mia cugina deve sposarsi tra meno di un mese, potresti essere così gentile da indossare l'abito per vedere come và? Sai ho notato che più o meno avete lo stesso fisico...". Accettai e andai a farle visita nel suo appartamentino. Lei si vestì come lo sposo ed io indossai l'abito bianco. Dopo aver indossato l'abito bianco, con tanto di calze e reggicalze, volevo andar via considerando fatto il favore ma lei mi trattenne. Posò le sue calde mani sul mio seno. Si inginocchiò perfino per baciarmi il culetto. Me lo accarezzò dolcemente il sedere mentre io tentavo a malapena di respingere le avances. Sotto sotto ero sempre più intrigata da quella donna. La sua mano bollente sul perizoma mi mandò in estasi. Se ne accorse anche lei sentendo l'umidità della fica sulla stoffa. Stavo perdendo il controllo e lo persi ancor più quando succhiò i miei capezzoli con dedizione. Tirò fuori lo strap-on dildo ed io, infoiata come una puttana in calore, cominciai a leccarlo stando inginocchiata. Ogni freno inibitorio era saltato sciogliendosi come neve al sole. Le misi la lingua nella patata ed incominciai a leccargliela con foga come mai avrei immaginato di fare in vita mia. Le slinguazzai a fondo il clitoride, poi ripresi a leccare il fallo. Continuai a leccare il clitoride infilandole il fallo inumidito dalla mia saliva nella spacca. Morena era al settimo cielo e venne intensamente. Ero pronta a farmi penetrare, le offrì la fessura figale. Morena me la sfondò per tutto il pomeriggio in svariate posizioni. Venni in continuazione mentre addolciva l'impeto della penetrazione con caldi e appaganti baci in bocca. Sull'imbrunire non ci restò che fare un bel brindisi con lo champagne. Fu a quel punto che mi propose di sposarla. Le chiesi dubbiosa:"Figurati... come si fà in Italia?", lei sorridendo rispose:"Chi ha parlato dell'Italia? Si và in Spagna dove sono ammesse le nozze gay". A quel punto dissi:"Cazzo in Spagna? E' fottutamente romantico!". Morena mi baciò in bocca al gusto di champagne, poi disse:"Mi Amor!". E così, qualche tempo dopo, indossai per davvero quell'abito e diventammo ehm... moglie e moglie :)
















Cin Cin