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Quel giorno da schiava


Mi sono sempre piaciute le situazioni piccanti ed intriganti; quelle situazioni in cui tutto può accadere e dove la mia volontà si lascia trasportare dalle sensazioni e le mie emozioni cavalcano libere sui prati dell'erotismo . 
Una di queste occasioni si presentò quel giorno di novembre di un paio di anni fa quando conobbi un ragazzo bellissimo. Ricordo ancora il sorriso disarmante con il quale mi convinse ad iscrivermi ad un corso di barman. Non ci capisco nulla di preparazione di martini e negroni anche se mi piace ,ogni tanto, sentire l'ebrezza di un aperitivo consumato in allegria.
Il ragazzo bellissimo divenne il mio capo istruttore barman e ci frequentammo parecchio in quelle settimane di durata del corso. Ogni volta che stavo con lui mi sentivo diversa,come se la sua presenza mi trasmetteva gli effetti di una sbronza. Lui era un tipo molto cordiale anche se dimostrava tutta la sua personalità forte e dominante.
Quel giorno di novembre si sarebbe dovuta tenere una delle ultime lezioni prima degli esami finali e lui mi invitò a proseguire la lezione senza i miei colleghi di corso con la scusa di volermi fare vedere come si preparava una buona crusta, una tipologia di cocktail in cui il bordo del bicchiere viene incrostato con zucchero,sale o altro in base alla tipologia di liquore utilizzato. Mi convinse dicendomi che io ero come una bellissima crusta,bella fuori ed inebriante dentro. Quel complimento velato e quella allusione molto sensuale mi fecero sciogliere come neve al sole ed accettai senza neanche pensarci. Già pregustavo l'essere degustata dal quel bellissimo ragazzo come uno dei più buoni cocktail.
Rimanemmo soli verso le sette di sera e lui mi portò in un'altra stanza del locale dove venivamo ospitati per il corso. MI disse che adorava i giochi di ruolo e che gli ero piaciuta fin dal primo giorno in cui mi aveva vista. Mi aveva scelta per fare un gioco particolare. Farmi provare l'ebrezza di un buon cocktail legata e senza la possibilità di muovermi. Mezz'ora vissuta in totale sua mercè ,priva di muovermi e di decidere. La cosa , devo dire , un po' mi spavento. In fondo non conoscevo bene quel ragazzo. Decisi di fidarmi però ed acconsentii. Lui cominciò a prendere delle corde ed iniziò a legarmi ben stretta. Era molto bravo e creò un sistema di legatura che mi immobilizzò completamente ma senza farmi per nulla male. Mentre mi legava mi disse che aveva fatto un corso in giappone di legatura artistica e che lì è una vera e propria forma di arte che nobilita la donna e le sue curve. 
Rimasi così ,completamente legata,ma cominciavo ad avere una certa fantasia. Lui capiì che io ero eccitata e cominciò a preparare un'ottima crusta a base di tequila. Sporco il bordo del bicchiere con la tequila e lo inzuppo nel sale. Riempiì il bicchiere con la tequila e mi disse: "Lecca il sale piano piano e poi bevi tutto d'un fiato. Quello che tu farai con questo cocktail , io poi lo farò a te. "Afferrai subito le sue intenzioni e decisi allora di essere io , per una volta, la sua maestra . Comincia a leccare il borsdo del bicchiere salato in maniera veramente eccitante. Simulavo gemiti di piacere ad ogni granello di sale e poi mi tuffai sul contenuto e lo bevvi in un solo sorso. Mi senti subito molto presa da quella situazione estremamente singolare ed eccitante. Lui aveva cambiato espressione. Comincio a toccarmi con dolcezza e , dopo neanche un minuto cominciò a leccare la mia fica così come io avevo fatto con il bordo del bicchiere. Ricordo ancora il mio urlo di piacere ed i miei tremiti ad ogni passaggio di quella lingua morbida e terribilmente penetrante. Legata come un salame ,alla completa sua mercè ed in balia degli effetti di quel sorso inebriante di tequila persi completamente ogni freno e gli chiesi disperatamente di fargli un pompino. Volevo il suo cazzo in bocca ,legata ubriaca ma eccitata. Lui sembrava non capire,voleva farmi soffrire ma poi capitolò e mi offri il suo enorme strumento di piacere. Cominciai a succhiare il suo enorme cazzo; sentivo pulsare le sue vene dentro di me ed il ritmo,bene presto, divenne sincrono. Mi venne in bocca dopo neanche un minuto e ci sdraiammo uno accanto all'altra ,felici,esausti ed ubriachi. Quel giorno da schiava rimase nella mia mente per molto tempo .