Archivi categoria: Racconti Etero

Sara e il buco nel muro – I parte

Sara camminava di fretta nei corridoi del Liceo, la sua inarrestabile avanzata scandita dal tambureggiare ritmico dei suoi tacchi sul linoleum consunto del pianoterra. Anche nella mise castigata che si auto-imponeva (cardigan marroncino aderente, gonna a tubino, scarpe "sensible")in qualità di insegnante, la sua prorompente femminilità sembrava sul punto di esplodere ad ogni movimento: il seno prosperoso, il sedere rotondo e allo stesso tempo sodo, le spalle larghe ed il fisico slanciato...

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Mi piacerebbe

Mi piacerebbe toccarti, metterti le mani sul petto, sentire il tuo battito … avvicinarmi e plasmarmi sinuosa al tuo corpo. Spingerti dolcemente sul letto e farti sdraiare, appoggiandoti le mani sulle spalle e guardandoti negli occhi, naso a naso. Un bacio. Due baci. Leggeri. Ad indicare tutta la fragilità di quell'attimo che pende sul baratro del diniego. Che, grazie al cielo, da te non arriva. È salvo. Un bacio più lungo, più caldo, più avvolgente, le lingue si intrecciano, si rincorrono una nella bocca dell'altro … la passione che cresce insieme al tuo sesso sotto di me.

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Il mio migliore amico

Io e lui ci conosciamo da una vita... Letteralmente.
Lui è praticamente me al maschile, sa tutto di me come io so tutto di lui. Premetto che siamo entrambi "passabili": io non sono molto alta, sono mora e ho una 4° di seno, un culo che, a dire di tutti, è perfetto e un paio di labbra di cui sono orgogliosa e che spesso evidenzio con un rossetto da troia, cioè rosso fuoco.
Lui invece è decisamente più alto di me, di carnagione scura, occhi verdi e un fisico molto muscoloso e sexy.

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Fantasma alle tue spalle

Fantasma nel sogno

Stavo dormendo:
di colpo la tua visione mi ha assalito;
il vento caldo del desiderio mi ha pervaso
mentre il mio corpo eccitato ti reclamava.
“Cosa mai stai facendo in questo momento?”
Ti vedo sopra il corpo di lui mentre ascolti la tua vagina dischiudersi
ogni volta che ridiscendi verso di lui

Mi sveglio:
per un attimo penso: “Beato lui”
giro la testa dall’altra parte
e mi riaddormento

Ed inizia il sogno:
come un fantasma mi intrufolo nella tua stanza, ti vedo, arrivo dietro di te e risalgo la tua schiena baciandola
Ti volti e mi fissi incredula

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La violenza della gelosia

Quella sera, ad una festa, incontrai lui.. e ci allontanammo dal mondo insieme.
Camminammo senza parlare fino a una via deserta, si mise dietro di me e le sue mani con violenza cominciarono a correre lungo il mio corpo, le sue dita giocavano coi miei seni da sotto la maglietta e appena fu possibile mi prese in braccio e mi fece sedere su una macchina, mi tirò giù le calze e infilò un dito dentro di me, poi due, poi tre, poi quattro. "Sei una vacca, sei tutta bagnata".
Gemevo e urlavo sotto quel tocco che tanto amavo.

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Coinquilino

Convivevamo ma eravamo solo buoni amici. Mi ero talmente abituata a lui che spesso andavo in giro per la casa completamente nuda senza tanti problemi; finchè una sera arrivò a casa con una ragazza, la portò in camera poi venne da me e mi disse che gli dispiaceva per il casino che avrei sentito, io gli dissi che andava bene. Dopo qualche minuto iniziai a sentire la ragazza urlare di piacere.

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In campagna

Era ormai vicina la Pasqua e quell’anno decidemmo con i miei amici di festeggiare nel casolare in campagna di mia proprietà il giorno di pasquetta.
Mi preoccupava solo il fatto che stando sempre chiuso bisognava andare a pulire; fu lì che mi venne in mente di chiedere il favore alla moglie del colono che mi aiutava in azienda. Franca era una donna molto in gamba la tipica donna di campagna, attiva e con grande volontà, poi mi voleva tanto bene e non disse di no.

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in campagna

Era ormai vicina Pasqua e quell’anno decidemmo con i miei amici di festeggiare nel casolare in campagna di mia proprietà, il giorno di pasquetta.
Mi preoccupava solo il fatto che, stando sempre chiuso, bisognava andare a pulire, e fu lì che mi venne in mente di chiedere il favore alla moglie del colono che mi aiutava in azienda.
Franca, era una donna molto in gamba, la tipica donna di campagna, attiva e con grande volontà, poi mi voleva tanto bene e non disse di no.

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Riparazioni domestiche

Era piena estate, faceva molto caldo ed io ero costretto a star solo a casa perché gli esami universitari mi costringevano a enormi sacrifici; mai avrei pensato che avrei rimpianto in seguito quei meravigliosi giorni.
Vivevo con mia madre, ma lei aveva raggiunto mio fratello al mare ed io ero rimasto solo in città; la cosa non mi dispiaceva perché potevo studiare tranquillamente e poi d’estate ho sempre amato girar nudo per casa, in realtà indossavo solo un paio di calzoncini di cotone senza mutande e una t-shirt così da potermi toccare quando avevo voglia.

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