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Lo sceicco porco

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7454617-glamour-portrait-of-sexy-woman-on-grey-background.jpgAngela scosse lentamente il capo, abbassando lo sguardo. Lo sceicco rise e venne a piazzarsi di fronte alla ragazza, tenendole lo sguardo inchiodato addosso, ammaliato dalla sua giovane bellezza e dall’abito che pareva solo un velo luminoso sul suo corpo. La pelle bianca come l’avorio rifulgeva dolcemente al lume delle candele e nel riflesso delle fiammelle dorate lo sceicco vide dinanzi a sé una donna, snella e aggraziata, il seno pieno e tondo, che si riversava generosamente e seducentemente fuori dalla veste. E il seno si sollevava e abbassava lentamente a ogni respiro.

Le si accostò e con un fulmineo movimento le fece scivolare un braccio attorno all’esile vita, quasi sollevandola da terra; poi posò la bocca su quella della fanciulla, La ragazza vide se stessa come se fosse uscita dal proprio corpo e sente che tentava di penetrare. La resistenza della ragazza sembrò far desistere l’uomo. Lo sceicco fece un passo indietro, sempre sorridendo, ma con un nuovo fuoco che gli ardeva nello sguardo.

Con gesto repentino le strappò le vesti che caddero in un mucchietto attorno alle caviglie. Fissò l’uomo con gli occhi dilatati, poi si chinò per raccogliere gli abiti, ma le mani dell’uomo la presero per le spalle e la sollevarono. Si trovò così racchiusa tra le braccia dell’uomo. Questa volta lottò aveva in mente di fare. Senza che sapesse spiegarsi come, l’uomo si era liberato delle sue brache e il membro nudo svettava minaccioso. Angela restava senza fiato ogni volta che la bocca dell’uomo s’impadroniva della sua e che i suoi baci appassionati le coprivano il volto e il seno.

Sentì le mani dello sceicco scenderle lungo la schiena e poi le sue dita che la frugavano nelle parti più intime. Quando un dito dell’uomo si piantò con forza nel suo retto, atterrita, vinta dal panico, spinse con tutte le sue forze e per un attimo riuscì a svincolarsi. Lui scoppiò in una risata più fragorosa di quelle precedenti e noncurante delle lacrime della fanciulla si sbarazzò della camicia, mentre i suoi occhi ardevano di passione godendosi lo spettacolo delle grazie completamente svelate, di gran lunga più incantevoli di quanto avesse immaginato o persino sperato.

Quella schiava aveva un corpo degno di una Dea. Angela sbarrò gli occhi con orrore vedendosi dinanzi per la prima volta un uomo nudo. Rimase inchiodata al pavimento finché lui non fece un passo avanti, poi con un gride tuttavia implacabile. Lottò , si dimenò, ma ogni suo movimento non faceva che assecondare l’intento dell’uomo. I capelli le si sciolsero, accendendo ancor di più il desiderio dell’uomo. La verga dell’uomo sembrava acciaio rovente. La cercava , la frugava tra le cosce, poi, con un colpo secco, l’impalò. Angela si sollevò di scatto, dalle labbra le sfuggì un grido, e un dolore cocente parve diffondersi nelle reni.

Lo sceicco si ritrasse bruscamente, attonito per lo stupore, e abbassò lo sguardo su di lei. Le sfiorò teneramente la guancia e mormorò qualcosa con voce bassa e impercettibile, le si accostò dolcemente, baciandole i capelli e la fronte e accarezzandole il corpo con le mani. Poi la penetrò nuovamente a fondo incapace di trattenersi oltre. Angela aveva l’impressione che ogni suo movimento la squarciasse, e le salirono le lacrime agli occhi. Quando le dita dell’uomo le frugarono nuovamente l’ano, involontariamente si inarcò favorendo ancor di più l’inserimento del pene tra le labbra secche della sua vulva.

Il ritmo dello sceicco si fece cadenzato ed Angela, con ancor più terrore, sentì che la clitoride, insensibile ai richiami della ragione e dell’orrore di ciò che le stava accadendo, reclamava il piacere drizzandosi come uno stelo, e le ghiandole cominciarono ad emettere linfa abbondante come le sue lacrime. Sperò che ciò favorisse la conclusione di quello stupro, ma il membro statuario pareva diventato insensibile bronzo. Non poteva vedere il volto dello sceicco, ma lo immaginava teso nello sforzo di resistere quanto più possibile alla tentazione di eiaculare. Allora lo strinse con le cosce e lo avvolse con le braccia, premendo le mammelle gonfie sul torace dell’uomo.

Avvertì la verga gonfiarsi in modo pauroso e, nella sua inesperienza, comprese che tra non molto lo sperma di un uomo avrebbe rinfrescato le pareti dolenti della sua vagina. Un ancor più acuto terrore la prese, al pensiero di restare incinta, ma fu incapace di ribellarsi. Il pube fece un movimento in avanti che spinse sino alla bocca dell’utero la punta del membro.

Come da un abisso infinito, violento, frenetico lo sperma corse a fiotti lungo la canna, lo sentì con le labbra della vulva, finchè l’abbondante getto cremoso la riempì con la sua calda, stupenda vischiosità.

E dopo uno ne venne un altro, poi un altro, poi un terzo e un quarto e, mentre perdeva ogni energia nel pieno di un orgasmo violento, gridò di piacere e come percossa da un fulmine, si accasciò svenuta ai piedi dello sceicco, mentre l’ultima goccia le cadeva sul bianco ventre perlato.

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Io e la professoressa

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Alessandra, liceo, sesso con la professoressa, sesso lesbo, donne sesso, storie di sesso, storie vere di sesso, racconti di sessoIo mi chiamo Alessandra e frequento un liceo , durante il mio primo anno le cose non andavano molto bene e per vari problemi mi ritrovavo a odiare la scuola e di conseguenza odiavo anche la prof. con la quale dovevo passare 19 ore alla settimana. Comunque alla fine l’anno non è andato bene e sono stata rimandata, essendo una testa dura avevo deciso di ripetere lì e non cambiare scuola, più che altro per ripicca…
Quello che allora non sapevo era che questa decisione mi avrebbe cambiato la vita, infatti l’anno successivo successe che questa prof ebbe un incidente in macchina, nulla di veramente grave ma fu costretta a rimanere a casa alcuni mesi. Durante quei mesi presi il coraggio e la consapevolezza che lei non centrava nulla con la mia bocciatura, e in più non era più una mia prof per cui la chiamai per sapere come stava e se aveva bisogno di qualcosa visto che non era sposata e a quanto si diceva a scuola non era neppure fidanzata. La prima volta fu molto imbarazzante per me (sono una persona piuttosto timida, ma lei fu molto gentile e dolce con me. A quella prima telefonata ne seguirono molte altre, nelle quali mi raccontò molto di sè e io cercavo di tirarle su il morale con le mie solite disavventure quotidiane o come le chiamo io le mie figure di m…..
Alla fine si creò una bella amicizia tra noi, ci sentivamo via sms e ci vedevamo ogni tanto per pranzo io la vedevo come un confidente e amica.
Con il passare del tempo però i miei sentimenti cambiarono cominciai a trovarla davvero bella, insomma mi aveva stregato con i suoi modi dolci. Non mi era mai successo di provare cose del genere con una donna, per di più una donna sulla quarantina che a molti può non sembrare bellissima, ma che ai miei occhi era una dea…
Ovviamente non avevo nessuna intenzione di confidarle ciò che provavo per lei anche perchè credevo fosse etero convinta e non volevo rischiare di rovinare tutto.
Le cose continuarono così per quasi tre anni, io che mi struggevo e facevo di tutto per poterla vedere anche solo un secondo nei corridoi, e lei con quel suo sorrisino mi mandava in estasi….
La svolta accadde durante l’estate dei miei 18 anni, mi chiamò per invitarmi a passare un fine settimana con lei al mare per festeggiare il mio compleanno. Non potete immaginare la mia felicità per quella proposta, avrei potuto passare alcuni giorni sola con lei e con le sue gentilezze… come potete immaginare accettai subito! Mi portò in un piccolo paese in toscana poco lontano dal mare in uno splendido alberghetto semplice ma carino. Appena arrivate ci sistemammo e decidemmo di andare subito a buttarci per un bel bagno. arrivate sulla spiaggia mi disse, sempre con la sua voce calda e per me estremamente rilassante, “è meglio che ti spalmi un po’ di crema, se no con la pelle bianca che hai rischi di bruciarti” ovviamente anche se in imbarazzo accettai. Il massaggio ebbe subito effetto su di me, in un secondo mi ritrovai fradicia, ma lei non sembrava essersene accorta. Una volta finita la schiena scese alle gambe e alle cosce al chè ebbi un piccolo sobbalzo e lei ” ti ho fatto male? scusami non volevo” e io ” no no figurati mi stavo appisolando e mi sono svegliata di soprassalto” ovviamente non era vero ero bella sveglia e bagnata come un lago..lei però questa volta non aveva il suo solito sguardo,era come se avesse capito tutto! però se era così non aveva avuto la reazione che temevo anzi mi sembrava mi scrutasse come per vedere sotto il costume. Io comunque non feci nulla e rimasi stesa a pancia sotto, ad un tratto sentii che si era chinata su di me e poco dopo sentii con un filo di voce ” dimmi la verità ti sei eccitata? non credere che non sappia che ti sei innamorata di me…. me ne sono accorta da un pezzo” e dopo sentii la sua mano che voltava verso di lei il mio viso, aprii gli occhi e la vidi a meno di 5 centimetri da me, mi appoggiò le labbra sulle mie e sentii la sua lingua che cercava di entrare per cui aprii leggermente le labbra e finalmente dopo anni di amore segreto le nostre lingue si incontrarono.. fu una sensazione indescrivibile. dopo non so quanto,(persi il senso del tempo) ci staccammo e lei mi bisbigliò nell’orecchio ” forse è meglio tornare in camera”. il tragitto dalla spiaggia all’albergo fu il più lungo della mia vita, arrivate finalmente in camera unimmo i due lettini e mi fece stendere sul letto poi mi ribaciò questa volta con più passione, la sua lingua mi faceva impazzire, intanto sentivo la sua mano ovunque che mi accarezzava come avevo sempre sognato, in un baleno ci ritrovammo nude con lei sopra di me che mi baciava il seno fino a scendere all’ombelico e poi sul mio fiore che ormai colava a dirotto, non so per quanto mi succhiò il clitoride, ma so che non avevo mai goduto tanto. Quando provò a infilare un dito si rese conto che ero ancora vergine e mi tornò a baciare e mi chiese “vuoi che io sia la prima a farti donna?” io non capivo più nulla e dopo un altro bacio le risposi “si! sono tre anni che aspetto questo momento” allora ritornò giù ” stai più rilassata che puoi potresti sentire un po’ di dolore ma stai tranquilla” io in estasi le dissi ” tu non potresti farmi male nemmeno se volessi, ti amo da sempre” e mentre mi sverginava mi disse con una voce d’angelo ” ti amo anch’io”, dopo un po’ di dolore iniziale cominciai a godere come non mai e ebbi più di un orgasmo, lei svanì un momento nel bagno per lavarsi la mano con i miei residui di sangue e quando tornò ricominciò a leccarmi ovunque e a baciarmi.. e mentre lo faceva mi portò la mia mano sul suo sesso già bagnatissimo io non ero molto esperta ma feci come lei e dal seno scesi baciandole e dando piccoli colpi con la lingua sentendola tremare di eccitazione, alla fine arrivai al punto tanto agognato e comincia a succhiare quando più potevo e mi concentrai soprattutto sul clitoride, era così buono da succhiare, lei non tardò molto e cominciò a tremare e a dire ” si dai amore non ti fermare sto venendooooooo” al chè io continuai sempre più veloce e bevvi di gusto i suoi umori, sembrava di bere nettare degli dei… dopo ci abbaracciammo esauste e lei conoscendomi bene si mise a coccolarmi e a baciarmi… anche se per la prima volta sembrava che sapesse perfettamente cosa mi piaceva…. le coccole mi fanno impazzire…

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Sesso in Autogrill

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Uscimmo dal privè che avevo più voglia di quando vi ero entrata. Eppure le occasioni per farmi una e più scopate le avevo avute, ma mio marito quella sera non era particolarmente in vena me lo mise dentro mentre spompinavo un signor cazzo è dopo sborrato mi disse che voleva tornarsene a casa. Ero infuriata, la passera mi pulsava mi sarei infilata dentro qualsiasi cosa pur di godere, ma a lui non feci capire il mio stato d’animo nessun rimprovero da parte mia. Salì in macchina e gli sfoderai uno dei miei migliori sorrisi lui ricambiò e mi accarezzò il ginocchio l’avrei strozzato. E se l’avessi fatto, avrei sbagliato, non mi sembrava giusto per una serata andata male buttare alle ortiche tutto quello che avevamo fatto fino a quella sera. Grazie a lui in quel privè mi ero fatta tutti i single e non so quanti mariti di coppie reali. Quelle fittizie nate per una sera non c’interessavano cercavamo solo gente come noi ossia “vera!”.

“fuori uno fuori due fuori tre!”. Ripensavo ad alta voce a quella volta che sotto lo sguardo attento di un vasto pubblico fatto di coppie ne feci sborrare tre in rapida successione. Eravamo nella sala quella grande riservata a sole coppie, mio marito ed io ci mettemmo su un letto in disparte e iniziammo a pomiciare poco dopo si unirono altre coppie e demmo vita a una vera orgia. Di solito le attenzioni di chi preferisce solo guardare erano rivolte al lettone centrale quello a forma circolare ma quella sera si spostarono tutti dalla nostra parte, anche se impegnata a ciucciare tanti cazzi sentivo i commenti dei maschietti e anche delle femminucce ed erano tutti rivolti a me. Mi definivano una gran vacca, una vera troia questo mi lusingava non poco. Ebbi tanti orgasmi quella notte ero davvero sfinita, ma non abbastanza da privarmi dell’ultima sborrata quella di mio marito con la sua venuta nella mia bocca conclusi quella performance che ebbe un gran successo. Mio marito imbocco l’autostrada 53 km ci dividevano da casa, abbassai lo schienale del sedile e mi sfilai il perizoma che buttai alle mie spalle. “cosa fai?” mi chiese il mio uomo distogliendo per un attimo lo sguardo dalla strada. “guida non badare a me” sollevai la gonna e iniziai a masturbarmi. Lui di tanto in tanto mi lanciava qualche occhiata, aspettavo la sua mano che prendesse il posto della mia, non avvenne allora mi girai dal lato della portiera e continuai a menarmi il grilletto e a ficcarmi due dita dentro. “mi dispiace per stasera, ma non mi sento tanto bene ho un forte mal di testa”. Girai la testa verso di lui per rassicurarlo, “non temere avrai modo per rifarti, non devi sentirti in colpa se mi masturbo sai che mi piace farlo!”era la verità. Mi facevo dei ditali sia mentre mi fotteva che dopo un solo orgasmo non mi saziava. La macchina rallentò alzai la testa e vidi che eravamo entrati in un autogrill. Parcheggiò distante dal bar. Si chinò con la testa tra le mie cosce che allargai per accogliere la sua lingua, ma dopo poche leccate si risollevò. “non ce la faccio mi dispiace”. Aveva solo peggiorato la situazione, rimisi a posto il sedile e i capelli accesi una sigaretta. “va al bar lì magari becchi qualcuno ti aspetto qui se ci sono problemi mi fai uno squillo.” L’avevo pensato prima di lui, ma avevo paura di fare qualche brutto incontro gli dissi di ripartire non lo fece continuava a dirmi di andare al bar alla fine scesi e con le gambe che mi tremavano e la figa zuppa mi avviai verso il bar. Il mio abbigliamento non aveva niente di sconcio indossavo una camicetta bianca e una gonna nera con lo spacco sulla coscia sinistra sotto autoreggente sempre neri e stivali dello stesso colore, il reggiseno di pizzo bordò e il perizoma era rimasto sulla macchina. Non vi era molta gente all’interno del bar ordinai un caffè e comprai delle sigarette. Dopo preso il caffè mi aggirai tra gli scaffali da uno presi un libro e con poco interessa iniziai a sfogliarlo. Dietro di me sentii la presenza di qualcuno che mi alitava sul collo. “sei sola?”mi disse con voce calda, non risposi continuai a far finta che quel libro m’interessava. Il tizio avanzò di qualche centimetro che fu sufficiente a farmi sentire la sua verga sulle chiappe. “allora ti va?” mi girai per vedere che faccia aveva era abbastanza giovane e tutto sommato non male. “cosa dovrebbe andarmi?” gli risposi con non poca emozione. “una chiavatina che ne dici?” la sua crudezza non m’infastidì anzi lì preferivo schietti piuttosto che macchinosi girare intorno a quello che si voleva era solo ipocrisia. “e dove la vorresti fare questa chiavatina?” avevo riposto il libro e mio ero girata verso di lui ora eravamo uno di fronte all’atra. “va nel cesso delle “signore” lì staremo tranquilli sei l’unica donna qui dentro.” Mi avviai verso le toilette mi guardai allo specchio la mia faccia mi sputtanava in modo evidente la voglia che avevo, era stampata su di essa. Lo vidi mi mise le mani sulle spalle e iniziò a baciarmi sul collo. “le donne della tua età sono le più puttane!” si chinò e scomparve sotto la mia gonna. Cristo la sua lingua sembrava la punta di un trapano era veloce e non si soffermava mai sullo stesso punto svariava dal clitoride alla vagina fino al buco del culo. Mi ero appoggiata con le mani sul lavello e curvata in modo che potesse lapparmi bene. Accostai le labbra allo specchio tirai fuori la lingua e mi auto leccavo vedere il mio viso da troia riflesso mi eccitava un casino.
- ohhh… siii lecca fammi godere ti prego. – la voglia, il desiderio di essere appagata non ti fa connettere quel ragazzo che avevo tra le cosce poteva essere un criminale, un maniaco poteva avere qualche brutta malattia, ma tutto questo in quel momento non contava quello che m’importava era il piacere che mi stava dando. Quando mi fece inginocchiare per farsi sbocchinare, sentii dei passi che venivano nella nostra direzione. “non agitarti pensa solo a succhiare!”. Succhiavo, ma non ero tranquilla infatti…una mano si poggiò sulla mia testa e accompagnava il movimento del mio collo. Questo succedeva spesso anche nel privè che mentre ciucciavo uno quello in attesa mi scandiva il tempo. “ora potresti anche succhiare un po’ il mio!”il nuovo arrivato mi girò la testa e me lo mise in bocca all’altro glielo menavo con la mano. Il cesso era stretto il ragazzo conosciuto per primo, si sedette sulla tazza io dandogli le spalle mi ficcai la verga in figa l’altro in piedi me lo rimise in bocca, galoppavo sembravo un’amazzone impazzita e con molta abilità non perdevo il cazzo dalla bocca riuscivo a coordinare le due cose. “posso sborrarti dentro bocchinara?” mi disse quello seduto sul cesso. “NO!” gli intimai e me lo sfilai, e la sborra calda si abbatte sulle mie chiappe la spalmai come fosse crema e nel fare questo non mi accorsi che anche l’altro stava per sborrare e lo fece sul mio viso. Gli schizzi mi centrarono gli occhi, il naso e i capelli. Lo ripresi in bocca era ancora duro sentivo il tizio bestemmiare e offendermi ma non mollavo anche perché stavo per avere un altro orgasmo visto che quello dietro mi aveva ficcato due dita nel culo. “ohhh, oh si…siii vengo, vengooo!” ero venuta e loro scappati. Restai seduta sul cesso per un po’. Dopo mi lavai e ricomposta alla meglio uscii con lo sguardo basso senza guardare gli avventori del bar. Arrivata alla macchina mio marito dormiva. Accesi una sigaretta e la fumavo appoggiata al cofano. Messa così con le gambe incrociate le lo spacco che mostrava la coscia davo proprio l’impressione della puttana e questo dovette pensare l’autista dell’auto che sì accostò. “quanto vuoi?” ero sazia? Forse no visto che buttai la sigaretta e entrai nella macchina. “quello che mi merito” parcheggiò nell’aria destinata ai camion. “sono uno che ama il rischio quindi niente profilattico se accetti ti pago bene”. A me dei suoi soldi non mi fregava niente era il cazzo che volevo e speravo che l’avesse grosso da farmi male. Si sdraiò e lasciò a me ogni iniziativa gli allentai la cintura e calai i calzoni, anche se non ancora duro sembrava abbastanza grosso. Gli accarezzavo le palle e con la punta della lingua giocavo sul glande quando si eresse, lo ingoiai con avidità lui istintivamente si sollevò ed emise un grido di piacere. “stronza così mi fai venire un infarto vacci piano!” per tutta risposta sputai ripetutamente su quella verga maestosa e roteando la mano intorno all’asta spalmavo la mia saliva lo resi talmente viscido che mi arrivò alle tonsille scivolava dentro di me che era un piacere. Il tipo si dimenava sul sedile come se avesse una crisi epilettica quel suo fremere mi contagiava, e come lui anch’io mi dimenavo. Avevo tra le cosce la leva del cambio che stringevo, mi sollevai quel tanto da potermela ficcare dentro nel vedere questo il tipo schizzo il suo piacere sul mio seno che avevo scoperto. Era infuriato perché non era riuscito a chiavarmi la fica. Andavo su e giù su quella leva e stringevo quel cazzo ormai molle quando venni gli morsi le labbra non capiva niente era letteralmente nel pallone. Voleva per forza pagarmi, non accettai un euro. A casa mi misi nella vasca da bagno e ci rimasi fino al mattino.

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Quello che accade nel club Privè

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Quello che accade nel club Privè

club privè.jpgEra la prima volta che io e Andrea ( mio marito ) andavamo in un club privè .
La voglia di provare nuove emozioni nella sfera sessuale, era superiore alla vergogna di essere vista o toccata da altre persone.
Era molto tempo che ne parlavamo e alla fine dopo tanti tentennamenti, si era deciso di entrare in quel locale famoso per gli scambi di coppia.
Io sono Giulia 29 anni, imprenditrice, alta 1,68, mora, capelli crespi sino alle spalle, occhi marroni, terza di seno, abbronzata e con un bel sedere, a detta di tutti.
Aperti nel sesso, ci eravamo accorti che guardando altre coppie fare sesso, (tramite cassette amatoriali)facevamo l’amore con più passione e libertà.
Una coppia di nostri amici, una volta ci aveva raccontato di alcune loro esperienze con scambi di coppia e avevano detto che solo provando, si poteva capire quanto questo fosse bello.
La nostra curiosità era cresciuta ancora di più, le nostre domande erano rivolte a capire come si conosceva un eventuale partner e, quando ci dissero che la scelta era libera, decidemmo di provare.
Ed eccoci lì all’entrata, davanti alla porta una persona sulla cinquantina capisce al volo le nostre paure e gentilmente ci spiega come dobbiamo comportarci e come dobbiamo fare .
Siamo mano nella mano mentre ascoltiamo.
Quando ci dice che dobbiamo dividerci, perlomeno all’inizio, in modo che possiamo vedere e capire, rimango perplessa; guardo Andrea, lui alza le spalle e allora accettiamo di dividerci.
Il signore alla porta che sarà il mio accompagnatore, ci spiega che durante la visita potrebbe anche accadere di essere fermati e toccati o addirittura scopati.
Le mie perplessità crescono, ma mi accorgo che cresce anche il bagnato sotto il mio piccolo perizoma che ho messo per l’occasione.
Già, perchè mi sono vestita per essere scopata e quindi non ce niente di strano se poi mi capita.
Autoreggenti sotto una gonna lunga che ha due spacchi laterali che arrivano all’inguine e che a ogni movimento di gamba, lascia intravedere il tutto..
Sopra una camicetta bianca, trasparente, lascia intravedere i miei capezzoli già erti su un seno di terza abbondante.
Guardandomi allo specchio, prima di uscire di casa, ho pensato che se fossi un uomo vorrei scoparmi e quindi sono una piacevole visione.
Saluto Andrea con la promessa fatua di rivederlo in breve tempo e mi avvio nel mio labirinto del sesso; un tunnel illuminato con luci rosse soffuse, mi porta a una porta dove si sentono chiaramente dei gemiti di donna, mi viene aperta la porta e intravedo una ragazza che è scopata su un tavolo da un bel ragazzo e un altro che col cazzo in mano le sta sborrando sui seni.
Sento subito una fitta che ben conosco tra le gambe, il mio accompagnatore mi mette una mano sul seno e comincia a palparlo, chissà perché avevo pensato che lui non potesse toccarmi.
Guardo estasiato il membro del ragazzo che entra e esce da quella ragazza e vedo che anche i ragazzi mi guardano interessati: il mio accompagnatore si sta divertendo col mio sedere, lo sta toccando e controlla la resistenza, io mi lascio fare aspettando di vedere cosa c è più avanti, lui chiude la porta scambiando un cenno con i ragazzi e mi porta ad un’altra porta dove aprendola, vedo un ragazzo che sta scopando una ragazza piegata a carponi ,non capisco come la stia scopando ,c è poca luce, poi, mettendo a fuoco l’immagine vedo che la ragazza ha un cazzo in bocca e sta facendo un bocchino a uno steso sul divano e concentrandomi vedo che il sesso che ha in bocca è veramente notevole.
Mi cresce la voglia e nello stesso tempo la paura si allontana, vedo una terza persona che stava guardando e si stava accarezzando il membro; avvicinarsi mi guarda, scambia un occhiata con il mio accompagnatore e poi mi mette il cazzo in mano e mi fa capire che devo farlo venire mentre guardiamo la scena.
Comincio a muovermi su quel membro duro e di dimensioni normali, senza mai togliere lo sguardo dalla ragazza scopata a carponi.
Sento un leggero rantolo e poi, sento il liquido vischioso imbrattarmi la mano e colarmi piano;
“Leccalo e pulisci” e io alzando la mano, lo lecco e mi pulisco, poi, sento una spinta sulle mie spalle e capisco che devo piegarmi e leccargli anche l’uccello.
Mi piego e prendendolo in bocca, comincio a succhiarlo proprio mentre capisco che la ragazza sta godendo e in quel momento la mano che si intrufola sotto i miei slip, sente i miei primi umori legati al mio primo godimento.
Ho completamente dimenticato Andrea, penso solo a guardare e godere di quello che vedo.
Vengo fatta rialzare e ricominciamo il nostro percorso; arriviamo in una stanza dove ci sono minimo quattro coppie che stanno scopando, la situazione farsesca e altamente erotica: vengo spinta dentro e subito vengo avvinghiata da qualcuno, sento mani e baci dappertutto, mi sento aprire le gambe e presto sento il calore inconfondibile di un cazzo che mi entra dentro; sono ancora in piedi e col culo appoggiata a un divano, chi mi sta scopando, ci sa fare alla grande, le mani che mi toccano sono un piacevole riempimento al mio secondo orgasmo.
Non riesco a capire chi sia quello che mi scopa e anche questo mi eccita molto, essere presa da uno sconosciuto, è sempre stato un mio desiderio; sento che qualcuno mi sposta e mi fa girar, in quel movimento perdo il cazzo dello sconosciuto, perì,appena girata, vengo subito riempita da un altro e questo è anche grosso…tanto è vero che mi sfugge un gemito all’intrusione.
Adesso mi trovo con le braccia appoggiate a un tavolo e mostro la schiena a tutti: un ragazzo passa sotto di me e mettendosi a sedere sul tavolo, mi invita a chinarmi un poco per prenderglielo in bocca, ovviamente io eseguo e mi abbasso, apro la bocca e lo ingoio con passione; comincio a spompinarlo mentre sento le spinte aumentare dentro di me e poi sento un caldo liquido riempirmi e farmi venire ancora una volta.
Comincio a perdermi in quella stanza, la mia testa è spinta avanti e indietro da delle mani decise e subito sento un altro cazzo entrarmi nella figa e cominciare a scoparmi con un ritmo forsennato, vengo talmente sbattuta che ben presto anche quello che ho in bocca emette il suo piacere riempiendomi.
Sento i sospiri e i gemiti di altre donne e sento nuove mani toccarmi e accarezzarmi e poi sento qualcuno che comincia a farsi strada nel mio culo.
Vorrei dirgli da fare piano, ma la mia bocca è di nuovo riempita e così vengo sodomizzata senza potere dire come vorrei farlo.
Sento uno dire che sono ancora bella stretta e che capita poche volte di trovare un pertugio così aderente e nello stesso tempo un sedere così ben fatto; sento uno che mi fa piegare le gambe e mi fa impalare su un uccello bello duro, quello dietro adesso lo sento ancora di più, la doppia penetrazione non l’avevo mai fatta e devo dire che all’inizio mi fa male, poi, tra le mani, i cazzi e le grida di altri, mi lascio andare e ho un orgasmo multiplo come non credevo possibile.
Vengo ancora una volta riempita di sperma da tutte le parti e poi, spossata mi abbandono per terra, giusto in tempo per sentire la lingua di una ragazza che comincia a leccarmi e a succhiare lo sperma che mi esce.
Sono distrutta dai miei orgasmi e da tutte quelle penetrazioni e comincio a sperare che ben presto finisca, invece ancora per un ora vengo scopata e sodomizzata da altre cinque uomini.
Alla fine,sono tutto un bruciore, ho goduto talmente tanto che non capisco più niente, sono completamente nuda e non me ne sono neanche accorta: qualcuno mi aiuta a rivestirmi e poi, vedo il mio accompagnatore, il quale, mi riporta all’entrata dove ritrovo Andrea. che mi sta aspettando; mi cinge le spalle e mi sussurra
“Ti amo”
Gli chiedo di dirmi cosa ha fatto e lui guardandomi negli occhi, mi dice;
“Ho ammirato la mia donna dare piacere a uomini e donne indistintamente e mi sono fatto fare un pompino da una ragazza mentre ti guardavo venire…”
Mi rendo conto che la festa era per me, e ringrazio Dio di avere un marito così aperto e poi, ridendo dentro, mi viene da pensare che anch’ io sono molto aperta…perlomeno in questo momento…

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