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Racconti di sculacciata: Penitenza

Continuo a ripubblicare i migliori tra i vecchi racconti di sculacciate del passato, questo fu scritto dalla cara Nadine:

La nostra carissima amica Nadine torna con un suo bel racconto, buona lettura e un bacio a Nadine sempre dolcissima.

Dopo il racconto la mia padroncina mi chiese se avevo voglia di ricevere la penitenza della gara, io accettai molto felice  e da qui inizia il racconto.
-piccola allora l’appuntamento e per martedi sei libera la sera?- io abbracciandola – si va bene tanto esco presto dal bar faccio il turno di mattina- sorridendomi mi da una carezza sulla testa – allora martedi si andrà – i giorni passarono veloci e finalmente arrivò martedi, si andò alla villa di francesco , appena arrivate ci accolse abbracciandoci  – ciao come state venite, ma guarda come e bella la nostra piccola nadine – io un imbarazzata dal complimento – sono carina ma lo è molto di più la mia padroncina- e la abbracciai dolcemente , lei mi strinse a sè e mi diede due carezze sui capelli, lui ridendo ci fece entrare, una volta dentro ci si mise in salotto e si parlò del più e del meno ascoltando della musica soft come sottofondo, alle undici l’orologio di lui suonò francesco alzandosi – bene credo sia arrivata l’ora della penitenza no?- io mi accovacciai e poi facendomi coraggio – iniziamo da me va bene?- lui sorrise e prese il paddle di cuoio largo – bene allora conosci la prassi su levati il vestito e resta a sederino scoperto – io levai il vestito restando nuda e mi misi piegata a 90 in mezzo al salotto poggiando le mie mani alle ginocchia , lui si portò dietro di me e guardò il mio sederino – sei stata sculacciata recentemente vedo e anche in modo abbastanza severo non è cosi – mentre lo disse si voltò verso la mia padroncina e gli sorrise, io imbarazzata – si non avevo avuto fiducia in lei e cosi mi ha punita- lui rise – te lo ha fatto capire per bene a quanto vedo di aver sempre fiducia in lei, dai adesso iniziamo- detto ciò alzò il braccio e ciack il primo colpo, andai in avanti per il colpo appena subito era stato molto forte e severo sorprendendomi strinsi le mani alle ginocchia e restai in posizione, lui rialzò il braccio e ciack secondo dopo il ventesimo colpo circa sentii la voce della mia padroncina – ma non sarà un po’ troppo severa come penitenza?- lui la guardò – no e giusta così! se ti lamenterai di nuovo saranno 20 colpi in più a lei – lei si zittì lui invece come prova di potere mi colpì più forte di prima iniziai a piangere ma non mi mossi dalla mia posizione dopo 5 colpi si fermò e dopo colpi ancora più forte per fermarsi dopo altri 5, a quel punto si girò verso la mia padroncina – allora quali andavano bene i primi 5 o i secondi 5?- lei stringendosi sapendo di essere colpevole per la severità della  mia  punizione con voce timida che quasi non la riconoscevo – le prime 5 signore-  lui guardandola – le seconde 5 bene allora hai sentito nadine preparati allora – io mi misi in posizione impaurita e tesa lui alzò il braccio e ciack mi cominciò a colpire severamente e duramente, ogni colpo mi faceva urlare per il male ma finalmente arrivarono al termine, io mi alzai e misi le mani dietro la testa  e restai a piangere per il male.
La mia punizione era finita e adesso toccava alla mia dolce padroncina io mi misi affianco a lei, lei si spogliò come avevo fatto io in precedenza e si posizionò accanto a me, la guardai con imbarazzo e anche con dispiacere, non ero più molto sicura come la ero stata fino al giorno prima , non saprei come descrivere le sensazioni di quella sera, comunque fatto sta che lui si mise dietro a lei come aveva fatto con me – bene erika appena sarai pronta chiedi di essere punita – lei annui la vidi mordersi le labbra e farsi coraggio poi con voce timida – sono pronta per essere colpita la prego inizi signore- lui fece per alzare il braccio, a quel punto quasi inconsciamente mi ritrovai ad abbracciare la mia padroncina dal dietro coprendogli il sederino col mio , lui rimase un interdetto poi con voce leggermente contrariata – cosa stai facendo nadine?- io singhiozzando mi strinsi a lei – non ci riesco a vedere la mia padroncina punita- lui passò il paddle sul mio sedere e poi con voce severa – se non ti togli ti inizierò a colpire molto forte e non come prima – il mio corpo si irrigidii poi piangendo – ti prego lo so che lo abbiamo chiesto noi di ricevere la penitenza ma non ci riesco davvero a vederla punire, so quanto deve essere stata dura per lei vedermi colpire da te signore, se vuoi puoi colpirmi ma non mi toglierò – la mia padroncina ebbe un sussulto a quelle parole poi la sentii rilassarsi e con voce dolce – ti prego dai vai al tuo posto e lascia che mi punisca come merito su- io scossi il capo e mi strinsi, il mio seno si schiacciò contro la sua schiena e il mio sederino si sovrappose al suo coprendolo, lui mi toccò i fianchi mettendomi in posizione –resta ferma cosi e vedremo quanto resisterai detto ciò iniziò a colpire, il colpo era molto forte mi fece urlare più di quelli precedenti era veramente intenzionato a farmi demordere ma io non cedetti mi strinsi a lei i colpi continuarono forti e severi, lei si teneva come poteva per reggere il peso del mio corpo appoggiato a lei che si stava dimenando sotto i colpi severi di francesco, quando arrivò a 50 colpi si fermò io ero a pezzi e piangevo il mio sedere aveva due grossi lividi violacei al centro delle natiche ed era molto gonfio adesso, lo sentivo pulsare ancora e delle piccole fitte come scosse mi attraversavano il sederino, lui incredulo – non ci credo hai resistito fino ad ora ma adesso proverai questa- mentre stava dicendo tutto ciò prese una frusta a nodi di cuoio non tanto lunga la fece schioccare due o tre volte in aria, ad ogni schiocco il mio sangue si gelava, avevo paura di non resistere a quello strumento cosi severo la mia padroncina preoccupata perche sentiva il mio corpo peso su di lei – come stai piccola davvero lasciami non voglio che ti colpisca ancora e troppo cosi – io scossi il capo lei conoscendomi fece un sospiro, a quel punto sentii la voce di francesco – su rimettiti in posizione oppure non ti reggi in piedi?- io presa dall’orgoglio mi feci forza e puntai nuovamente i miei piedi in terra per reggermi, lui mise una gamba in avanti e poi sciack lanciai un urlo molto acuto e iniziai da subito a piangere come una bambina ma non mollai lui continuava ad ogni colpo mi sembrava di sentirmi strappare la pelle da quella frusta , lui continuò fino a 15 poi fermandosi – basta cosi hai vinto non posso punirti ancora – io mi lasciai cadere a terra in ginocchio la mia padroncina si girò e mi baciò dolcemente poi con voce dolce – come stai piccola mia ?- io in lacrime singhiozzante – mi fa malissimo il sederino ma almeno non sei stata punita, non voglio che qualcuno ti tocchi o ti faccia del male – lei sentendosi forse colpevole per avermi lasciata punire da lui – piccola anche io ma ho visto che eri entusiasta- io la bloccai baciandola – no padroncina va bene non hai sbagliato anzi sapevo che era dura per te ma per amore verso di me hai accettato a malincuore la cosa quindi non ti preoccupare- lei sorrise leggermente rincuorata e si iniziò a baciarci, francesco si sedette in attesa di farmi riprendere – beh allora adesso dopo che ti sei ripresa vieni qua che ho una richiesta da farti- io mi girai nel frattempo per guardarmi il sedere, appena vidi come era conciato mi misi una mano davanti alla bocca lui sorrise – non te lo avevano mai fatto cosi e? non ti preoccupare i segni spariranno so fare a gestire certe cose- io annui.

Dopo un 5 minuti mi avvicinai a lui, il quale girandosi verso la mia padroncina tornò a guardare nuovamente me – nadine leggendo i tuoi vari racconti inviati da te via mail ho potuto constatare che ti piace l’idea che le protagoniste facciano qualcosa dopo essere punite- si fermò per farmi rispondere, io sbiancai e annuii lui sorrise il suo viso non era ne severo ne dolce ma rassicurante – quindi volevo dirti che se vuoi puoi provare a farla anche te, non sarà un tradimento verso la tua padroncina sarà solo una prova come i colpi di prima, ne ho parlato già con lei e mi ha detto di chiedertelo senza importi nulla, infatti ne io ne lei vogliamo farti pentire in alcun modo delle tue scelte – detto tutto questo si aprì i calzoni e me lo puntò verso il viso io mi chinai in ginocchio andando a pochi centimetri da esso, l’odore non era male iniziai a scrutarlo, in fin dei conti era la prima volta che lo vedevo da cosi vicino dopo poco sentii francesco sorridere – che fai lo studi?- io imbarazzata – scusami ma lo volevo guardare- rise e con lui la mia padroncina, dentro di me mi sentivo eccitata da esso o perlomeno dall’idea del succhiarlo infatti non so perche ma lo vedo come un atto di sottomissione succhiare il pene ad un uomo, anche se la mia padroncina dice che lo tieni in pugno in realtà un uomo facendo certe cosine, comunque la cosa non mi convince sarà perché non lo ho mai fatto, resistetti alla voglia perché sapevo che spinta dall’eccitazione lo avrei fatto ma subito dopo me ne sarei pentita – scusami non voglio- lui mi guardò e se lo mise nuovamente dentro senza insistere ulteriormente, accarezzandomi i capelli – non ti preoccupare va bene cosi – dopodiché andò di la con la mia padroncina che tornò dopo un 5 minuti, nel frattempo chiaramente avevo controllato la situazione dallo spioncino e li avevo visti chiacchierare tranquillamente (niente idee strane quindi ); la serata terminò cosi e si tornò a casa, nella macchina chiaramente non stetti a sedere ma bensì sdraiata dietro a pancia in giù.
La seconda parte sarà su cosa e avvenuto a casa, e vi assicuro che sarà molto bello anche se parlerà solo in parte di sculacciate un kissolo ciao a tutti

Racconti di sculacciate: Jessica

Il grande ritorno di Ammiratore Segreto, che finalmente ci regala un bel racconto. Buona lettura e grazie ad Ammiratore!

Ciao mi presento, sono Jessica ho 18 anni e vado al liceo scientifico, un po’ timida, a apprezzata da tutti gli amici per la mia simpatia, forse sono un po’ troppo bassa per la mia età, ma non sono affatto una brutta ragazza, mora con occhi di un azzurro intenso e un viso fine, sono minuta, ma con tutte le forme e le curve al posto giusto.
Vado bene a scuola le amicizie sono fantastiche e i miei genitori mi adorano.. ma forse è proprio qui il problema.
Vi spiego, fin da sempre i miei mi trattano come fossi una principessa, non fraintendete è ovvio che le loro attenzioni mi piacciono, ma troppo spesso finiscono per esagerare trattandomi come una bambina di 8 anni, pensate che ancora adesso quando escono pur di non lasciarmi a casa la sera da sola pretendono che una baby sitter si prenda cura di me: è ovvio che fanno tutto ciò perchè non mi hanno mai vista mentre sono fuori con i miei amici! Wink
Solitamente i miei chiamano una donna che ormai viene da noi da molto alla quale sono molto affezionata, e che conoscendomi e rendendosi conto della situazione in cui mi mettono i miei ogni volta che escono mi lascia anche un certo grado di libertà, ma questa volta..
Eravamo nel periodo delle vacanze e i miei dovevano uscire per una cena fra amici così mi chiesero se mi andava di stare con loro, ma io avevo piani ben diversi quella sera, piani che purtroppo non avrei potuto attuare.Quella sera, approfittando della libertà datami dalla signora P. sarei sgattaiolata dalla mia camera per andare a casa del mio nuovo ragazza e probabilmente lo avremmo fatto per la prima volta insieme, ma proprio niente andò come avrei voluto quella sera; infatti, i miei genitori mi dissero che la signora P. era già in vacanza, ma che “ per fortuna” aveva consigliato loro un’altra persona che in quel periodo era disposta a fare da baby sitter. A quelle parole mi cadde il mondo addosso, non sapevo più che fare!! Cercai in tutti i modi di far capire a mio padre che ormai ero grande e che non avevo bisogno di queste cose, ma lui fu irremovibile: “quando dico no è no! Questa sera la baby sitter verrà punto e basta!”.
Quasi un’ora dopo i miei erano pronti per uscire e stavamo attendendo tutti la misteriosa baby sitter quando.. DLIN DLON.. qualcuno suonò alla porta, i miei aprirono e una ragazza alta sui 25 anni varcò la soglia di casa. Era una bella ragazza, slanciata e longilinea, capelli castani lunghi e lisci e occhi scuri, ma due cose subito mi colpirono di lei, portava un paio di occhiali dalle lenti completamente tonde ed enormi per il suo viso, poi aveva un seno molto grande, forse una quarta o addirittura una quinta. Elemento questo che attrasse molto la mia attenzione dal momento che la ragazza non era per niente grassa e che mi portò a chiedermi se avesse il seno rifatto o meno!
I miei intanto si erano presentati e avevano portato la ragazza che avevo scoperto chiamarsi Eleonora nel salotto per fare la sua conoscenza e per valutare le sue doti, lasciandomi fuori ad aspettare trepidante: speravo che non la valutassero in grado di fare quel lavoro in modo da poter rimanere sola a casa, anche se sotto sotto non so perché avrei voluto fare la sua conoscenza.
Dopo un po’ uscirono dal salotto e tutti e tre avevano uno sguardo sereno e felice dai quali capii che il colloquio era andato bene, ma non me ne dispiacqui, infatti Eleonora aveva una faccia molto simpatica e sicuramente mi avrebbe lasciato ancora più libertà della signora P.
Mentre i miei le facevano fare il giro della casa ne approfittai per presentarmi e lei ricambio cortese salutandomiJ bene! Sembrava molto carina e socievole.
Alla fine i miei se ne andarono sollevati e mi lasciarono sola con Eleonora, allora iniziammo a chiacchierare e a conoscerci meglio, così ebbi anche l’occasione di prendere un po’ di confidenza nei suoi riguardi. Era davvero simpatica! Allora dopo parecchio che eravamo lì a chiacchierare ne approfittai e le chiesi se le andava di farmi sgattagliolare dal mio ragazzo solo per poche ore; ma il suo sguardo di colpo diventò di ghiaccio e la sua voce cambiò da un tono amichevole ad un tono aggressivo e severo:
“Stai scherzando Jessica??? Non se ne parla nemmeno, ho la responsabilità di badare a te e così farò! Ci siamo intesi bene??”
“Si” risposi un po’ intimorata e con lo sguardo rivolto verso il pavimento. Lei mi fissò un po’ seria e poi le ritornò sul volto l’espressione cordiale e con voce allegra mi disse
“Dai vieni così ceniamo!!!”.
Rivedendo affiorare il sorriso sul suo volto istantaneamente apparve anche sul mio dal momento che c’era qualcosa di grosso che mi catturava in lei, non so di preciso cosa fosse, forse era molto carismatica, forse perché già da subito mi stava molto simpatica fatto stà che la seguii senza indugiare per andare a cenare.
Cenammo scherzammo e guardammo la tv insieme ma ad un certo punto mi venne un’idea che credevo geniale e così mandai un messaggio al mio ragazzo con scritto che avrei provato a sgattaiolare da casa per andare da lui; allora salutai Eleonora baciandola sulla guancia e dandole la buona notte e subito dopo salii in camera. Arrivata misi qualche cuscino sotto le coperte per far finta di essere a letto e dopo essermi data una ripassata al trucco ed essermi vestita mi avvicinai alla finestra ma purtroppo non avevo sentito i passi che si avvicinavano alla mia stanza e proprio mentre stavo mettendo un piede fuori Eleonora entrò in camera mia cogliendomi nella mia fuga
“Che diamine stai facendo Jessica!!!”
In un lampo mi raggiunse e mi prese per un braccio allontanandomi dalla finestra:
“cosa stavi facendo?? Dove pensavi di andare??”
“Ehm…”
“allora?? Sto parlando con te!!!” Era furiosa, mi faceva letteralmente spavento
“ehm… Io…”
“Ahhh!!! Ho capito dove volevi andare ! Volevi andare dal tuo ragazzo eh??”
“Di colpo arrossii, ammettendo così inequivocabilmente la mia colpa!”
“ Ma brava! Pensa che io avevo quasi paura di svegliarti! Ma ti rendi conto della gravità di quello che stavi per fare?”
non avevo il coraggio di guardarla in faccia e continuavo a fissare il pavimento piena di vergogna.
“Bene!”esclamo “ora vieni con me!”e prendendomi di nuovo per il braccio mi trascinò in cucina e dopo avermi fatta sedere sul divano disse: “ora rimani qui con me finchè non arriveranno i tuoi e poi racconteremo loro che cosa ha combinato la qui presente signorinella” Mi venne la pelle d’oca per l’umiliazione nel sentirmi chiamare così e con quel tono, ma non osai replicare.
“Se vuoi ti do il permesso di guardare la televisione, ma stai buona lì.” Mi sentii avvampare di nuovo; lei mi permetteva??? Nonostante tutto non emisi un fiato e mi misi a guardare la tv mentre lei ricominciò a lavare i piatti.
Guardavo la televisione, ma non vedevo niente di ciò che mi appariva davanti agli occhi, ero amareggiata, iraconda, ma non tanto ne confronti di Eleonora, quanto nei miai che continuavo a farmi trattare così senza fare niente per ribellarmi oppure oppormi. Nessuno nella mia famiglia mi aveva mai trattato così, mio padre era sempre stato fin troppo accondiscendente mentre mia madre mi aveva viziato fra mille baci carezze e coccole; niente da ridire questo è certo ma il modo in cui mi faceva sentire quella Eleonora era terribilmente umiliante. Ma non appena mi ripresi mi accorsi che avrei dovuto fare qualcosa prima che arrivassero i miei per salvare la pellaccia.
Mi voltai verso di lei mi dava le spalle mentre lavava i piatti e non si curava minimamente di me, iniziai a fissarla, aveva davvero un bel corpo, ma non era quello il momento di pensare a certe cose, così le dissi con una voce tremante, quasi supplichevole:
“Ti prego Eleonora non dire ai miei quello che ho fatto.”
Non mi rispose subito, mi lasciò lì in un’attesa, una bruciante attesa che mi sfiniva: Finì di lavare i due piatti che le rimanevano e dopo essersi asciugata le mani si girò di scatto tanto da mozzarmi il fiato e mi disse
“Dammi solo una buona ragione per cui non dovrei farlo!” Mentre mi guardava con quel suo sguardo severo.
Non sapevo che dire non sapevo che fare e così uscì fuori tutta la verità, nient’altro che la verità
“ ti prego non dire niente ai miei, loro mi adorano non voglio che sappiano niente, non voglio che si adirino con me, ti prego, ti preggoo”
“Cosa posso dire.. alla fine ti capisco… anch’io ho avuto la tua età, ma ti rendi conto che non posso lasciarti impunita???”
“Ti scongiuro, farò tutto quello che vuoi ma ti prego non dire niente ai miei!”
Rimase per un po’ pensierosa poi di scatto si avvicinò con il suo volto al mio,fino a che i nostri nasi non si sfioravano, sentivo il soffio del suo respiro, era buono, sapeva di menta e me ne sentivo inebriata: “ quindi accetti la punizione Jessica??”
“Si!” Risposi senza pensare, qualsiasi cosa sarebbe stata meglio del fatto che i miei sarebbero venuti a sapere ciò che avevo fatto.
“Bene, allora sappi che prenderai una bella sculacciata!”

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Il mio cuore prese a battere fortissimo e in un attimo mi cadde il mondo addosso, quella parola mi aveva profondamente umiliata! Il mio volto doveva essere viola, eppure rimanevo lì di fronte a lei senza dire nulla né oppormi, ovviamente non volevo essere punita in quel modo, ma non so come non feci niente quando lei mi prese per un braccio e dopo essersi seduta su una sedia mi coricò di traverso sulle sue ginocchia. Quella posizione era terribilmente imbarazzante mi sentivo una monella di 10 anni. Ero lì che pensavo e ripensavo a come diavolo mi fossi cacciata in quella situazione: stesa sulle ginocchia di Eleonora col culetto all’insù pronta per ricevere una bella dose di sculaccioni, profondamente turbata ero caduta in una sorta di trance l’umiliazione era troppa anche per riuscire a reagire, ma mi risvegliò la mano sinistra di Eleonora che si posò sulla mia schiena con delicatezza e allo stesso tempo con fermezza: “Oggi Jessica ti mostrerò come secondo me vanno punite le ragazze viziate come te.”
E senza neanche darmi il tempo per replicare alzò la mano destra per poi velocemente riabbassarla esattamente al centro del mio fondoschiena con uno schiocco: SCIAFF.
Sentii tutto il sangue del mio corpo affluire alla mia faccia, terribile; la mia prima punizione era appena cominciata. Ebbi appena il tempo di emettere un gemito soffocato che arrivarono gli altri colpi..SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF… Dritti precisi e sicuri sul mio culetto.
Io cercavo di divincolarmi di tanto in tanto, ma la sua presa sulla mia schiena era piuttosto salda, quindi non mi rimaneva che sgambettare.
Tuttavia a dispetto delle apparenze il corpo era totalmente staccato dalla mente, infatti nella mia testa stava succedendo qualcosa di incredibile, ero avvolta da un tornado di pensieri, ma in modo assurdo essi cambiarono radicalmente intorno al 100esimo sculaccione; Infatti sebbene provassi sempre imbarazzo , iniziai a pensare che tutta quell’umiliazione l’avevo meritata, che meritavo di essere sculacciata. Ero combattuta da un lato rifiutavo categoricamente quello che mi stava succedendo, ma dall’altro sentivo che era necessario che io venissi trattata in quel modo, così quasi inconsciamente inarcavo la schiena e alzavo il sedere ad ogni colpo, quasi come a ricevere meglio il successivo bruciante sculaccione.
SCIAFFS CIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF
La punizione continuava ed io ero come imprigionata in quella danza, ma un evento m portò di nuovo ed immediatamente alla realtà;la mano di Eleonora stava armeggiando con i miei pantaloni. Capendo ciò che voleva fare mi girai di scatto cercando di evitare il suo gesto con la mano, ma lei prontamente mi bloccò il braccio dietro la schiena e fece scendere inesorabilmente i pantaloni verso le ginocchia.
Immediatamente sentii l’aria fresca avvolgere le mie natiche bollenti e nude… infatti ero senza mutandine!

I vecchi racconti di Perversionis…

Pervesionis esiste da molti anni, nel corso del tempo ho pubblicato tanti racconti, alcuni dei quali veramente meravigliosi, altri hanno suscitato un dibattito intenso…ogni tanto mi piace rileggere quello che è stato pubblicato in passato e passo molto tempo anche a leggere i commenti, dei tantissimi cari amici che seguono il blog. Oggi mi è tornato alla mente questa racconto di disciplina, Spagna che all’epoca fece discutere parecchio i frequentatori abituali del blog…ve lo ripropongo e buona lettura ;)