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L’amica troia di mia cugina

Mi chiamo Virginia. Quella mattina dovevo recarmi ad un colloquio di lavoro. Non ero molto convinta di andarci, alla fine però mi decisi. Persi l'autobus per cui feci tardi. Affrettai il passo, attraversai una strada, ero quasi arrivata a destinazione quando incrociai un viso conosciuto: si trattava di Maria, un'amica di mia cugina Ilaria. Le spiegai dove stessi andando e la mia scarsa voglia di sostenere il colloquio. A quel punto Maria disse di abitare proprio da quelle parti e mi chiese di accompagnarla. Stavamo sulle scale quando la salutai ma lei mi trattenne. Disse che potevamo fare quattro chiacchiere sedute sulle scale ed io accettai. Da come mi guardava intuì che per lei le donne non erano semplici amiche. Il suo modo di fare mi incuriosì non poco e così restai con lei a parlare ancora del più e del meno finchè accadde la sorpresina hot: avvicinò la sua bocca alla mia, la aprì sensualmente tanto da farlo risultare un chiaro invito al bacio: le nostre lingue finirono dolcemente a contatto. Ormai ci stavamo lasciando andare, avevamo entrambe i pantaloni sbottonati e mezzi calati vogliose di calore. Fu a quel punto che lei mi mostrò il dildo, dicendo che era il suo fido compagno di giochi da tenere sempre in borsa per eventuali occasioni. A quanto pare quella mattina ero io la sua occasione! Mostrò le tette e volle che facessi altrettanto. Le piaceva di giocare, di provocare ed io ci stavo prendendo maledettamente gusto nell'assecondarla. Mi mostrò la figa depilata ed sentì in quel momento di stare per perdere del tutto il controllo. Mi chiesi cosa diavolo ci facessi io, ragazza fidanzata, per le scale di quel palazzo in compagnia di una mezza sconosciuta. Mille pensieri mi frullarono nella testa ma, prima che potessi fare qualsiasi cosa, lei passò all'azione. Con un gesto rapido calò le mie mutandine e iniziò a leccare la patata con la sua linguetta calda col piercing di colore giallo che già avevo sentito durante il bacio precedente. Ormai ero in suo potere: ammirò le mie fessure poi approfittò del fatto che fossi dannatamente eccitata per piazzare il dildo nella fregna. Mentre lo faceva disse che, a differenza del sesso maschile, il dildo resta sempre duro. Andai completamente in estasi e lasciai che quella gran troia seduttrice mi stantuffasse la figa con l'oggetto. Poi me la ritrovai dietro. Ricordo bene le sue mani calde decise ad allargare le mie chiappe per poi deliziarmi culo e figa con la linguetta. Appoggiata alla ringhiera delle scale non potetti far altro che sbrodolarle nella bocca i liquidi vaginali frutto di un intenso e appagante orgasmo. Ci ricomponemmo giusto in tempo prima che qualche condomino si accorgesse di qualcosa. La salutai e corsi via per le scale. Giorni dopo incontrai Ilaria, mia cugina. Senza entrare nei dettagli le dissi:"Sai ho incontrato per caso la tua amica Maria". Ilaria rispose:"Ah si? Bhè Maria è una cara ragazza infondo ma è irrimediabilmente lesbica, ho dovuto respingere varie volte le sue ardite avances. Stà attenta che potrebbe provarci anche con te!". Restai in silenzio per alcuni secondi poi feci finta di cadere dalle nuvole e falsamente risposi:"Ah, davvero? No, stà tranquilla, l'idea di stare con una donna mi fà venire semplicemente il voltastomaco...". By caldosex