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La notte in cui due principesse scoprirono l’Amore

Ancora un racconto riproposto dal passato…molto bello della bravissima Nadine:

Ecco a voi la sesta puntata del racconto di Nadine, che sta diventando sempre più brava.
Per chi le avesse perse, le altre puntate sono qui:

Michela prende la decisione che cambierà la sua vita
La mamma impara
I miei genitori imparano ad usare gli attrezzi
Il giorno in cui diventai matura
Il giorno dell’ultima punizione

Passarono i giorni fino al sabato decisivo.In classe nessuno si era accorto di nulla, ma il primo giorno soprattutto mi ero ritrovata un lago nel pensare di essere lì col culetto che mi faceva un male cane e tutto livido, poi mi erano venute in menti mille situazioni diverse dove venivo sorpresa e derisa da tutti, e come solo dopo avrei capito: io amo essere imbarazzata e umiliata.

Arrivai a casa sua alle 19:30,lei abitava in una bellissima villa con giardino in stile liberty, sorpassai il cancello in ottone e bussai alla porta, mi accolse con un bellissimo vestito da sera nero ricamato in brillanti che formavano bellissimi disegni e truccata in modo perfetto, i capelli erano sciolti, al collo aveva una bellissima collana d’oro con un ciondolo, ai piedi delle scarpe nere col tacco del 10, la guardai stranita – wow sei bellissima, ma perchè tutta questa cosa? – lei mi sorrise – vieni con me. Oggi è arrivata una mia amica stilista, sa truccare perfettamente e trovare l’abito migliore per ogni ragazza su dai entra– mi prese per il braccio e trascinandomi mi portò di là. Arrivata nella sua stanza vidi un appendi abiti da un lato pieno di vestiti stupendi da sera, una sedia e un mobiletto con un grosso specchio e sotto tutta una serie infinita di trucchi e oggetti per manicure, pedicure e chissà cos’altro. Rimasi sorpresa, feci per girarmi e dire qualcosa a Margherita ma poi mi bloccai vedendola sorridere.

Lascia guidarmi dalla sua amica una giapponese di nome Asuka che mi fece sedere, e sorridendomi mentre mi dava il benvenuto mi fece sedere. Era molto attenta, metteva ogni millimetro di trucco con una precisione unica, poi passò alle mani e ai piedi, dopo un 20 minuti mi fece alzare e scelse un vestito bianco molto bello e mi disse di metterlo, uscita dallo spogliatoio mi osservò a lungo, vorrei che Margherita fosse rimasta lì ma purtroppo era stata cacciata da asuka, quindi mi ritrovai da sola. Pensai solo alla fortuna di essermi potuta spogliare di là dato che avevo gli ultimi piccoli lividi ormai schiariti sul sederino. I suoi occhi marroni si spalancarono, disse qualcosa in giapponese sugoi o qualcosa di simile, poi si mise a mettermi il vestito per bene, mi fece sedere nuovamente e mi cominciò ad acconciare i capelli, li raccolse arricciandoli leggermente e lasciandoli cadere di lato. Al termine di tutto ciò mi guardai allo specchio ed ero bellissima, le mie labbra con il rossetto che mi aveva dato era lucide e più grandi del normale, la mia pelle era perfetta, gli occhi venivano risaltati dal trucco intorno ad essi, aveva usato 5 trucchi diversi per loro, dal mascara al pennello per il blending. Adesso mi aveva messo degli orecchini con dei pendenti in diamante, mentre al collo una collana in oro bianco e argento, con un diamante incastonato dentro a un cerchietto in oro bianco contornato da brillanti, alle mani mi aveva messo un anello sempre in oro bianco con un diamante di mezzo carato, al polso mi mise un orologio anch’esso in oro bianco di e diamanti di bulgari, sandali alla gladiatore bianchi con un diamante dove si allacciavano alla caviglia. Mi guardai esterrefatta allo specchio, il vestito mi stava benissimo, ringraziai Asuka che contraccambio sorridendomi e ringraziando con inchini.

Tornai di là Margherita quasi fece cascare la bottiglia che stava portando in salone – sei bellissima – io sorrisi – ma non mi avevi detto di tutto questo – lei sorrise – beh non lo sapevo che Asuka sarebbe arrivata in Italia quest’anno – io mi guardai e poi guardai lei – ma ti sarà costato una fortuna – lei sorrise – no mi costerà solo l’obbligo di coronare il mio sogno – io la guardai non capendo, mi limitai a sorriderle e darle della pazza.

Arrivata di là vidi che era apparecchiato nella veranda che dava sopra il suo giardino curato e la piscina nel mezzo, sopra al tavolo c’era un candelabro con le candele già accese, una porzione di spaghetti agli scampi e una bottiglia di sassicaia. Mi sedetti nervosa ma felice, Margherita era rimasta stranamente silenziosa, si sedette di fronte a me, prese il telecomando e fece partire una musica soft. Era bellissimo , a destra se mi giravo potevo vedere la luna piena nel cielo e sotto ad essa il suo riflesso nella piscina in mezzo ad un prato bellissimo contornato da alberi e piante stupende. La madre di Margherita era da sempre famosa per il suo buon gusto in tutto.

La cena passò tranquilla si parlava del più e del meno e si gustava il piatto buonissimo, la musica era stata scelta in modo da essere perfetta per la serata, era tutto perfetto. A fine cena Margherita mi guardò in modo serio – Michela lo sai che mi hai promesso che mi avresti ascoltata fino in fondo senza chiedere o dire nulla vero?- io la guardai non capendo il perchè di tutta questa preoccupazione ma decisi di annuire per vedere cosa doveva dirmi di così importante, anche perché non l’avevo mai vista così preoccupata e fragile.

Mi prese per le mani e mi portò vicino al muretto del balcone, la luce della luna era l’unica cosa che ci illuminava, lei guardandomi negli occhi e con voce seria iniziò – ciò che sto per dirti probabilmente porterà un grosso cambiamento nella nostra amicizia, ed esso sarà brutto o bellissimo a seconda di ciò che tu risponderai – mi sentii seccare la gola, mi passarono mille motivi in testa per giustificare questa introduzione a ciò che mi stava per dire, e nessuno di essi era minimamente rassicurante, feci per dire qualcosa ma gli occhi di lei mi dissero di tacere in attesa del termine del discorso.

Passarono ancora diversi secondi e adesso Margherita mi fissava come se fossi l’unica cosa su questo mondo, mi imbarazzai ma non distolsi lo sguardo da lei – so che pensi di me che sono una ragazza facile, data la moltitudine di ragazzi che sono uscita, ma ecco in realtà – abbassò lo sguardo per un secondo – sono ancora vergine, l’unica cosa che ho fatto con loro è prenderli in giro perchè non potevo amarli realmente, prima di andare avanti ti confesserò due mie colpe verso di te – la guardai ancora senza capire dove voleva andare a parare. E poi che colpa mi doveva confessare? – ti ricordi Luca e Sebastiano? – io annuii – li ho allontanati io da te – sgranai gli occhi sorpresa, se me l’avesse detto un anno prima le avrei lasciato andare sicuramente un ceffone, ma oramai anche se mi aveva fatta arrabbiare non poco restai in ascolto. Dopo aver fatto una leggera pausa per pesare le mie azioni continuò – lo so. Sono stata stupida e me ne sono pentita subito dopo, ma pensare a te con loro mi faceva stringere lo stomaco, mi faceva così male da ritrovarmi la notte rannicchiata a piangere per ciò che volevo fare ma mai credevo che avrei fatto. Ultimamente avevo deciso di non andare avanti con la mia idea e lasciarti vivere il tuo amore felice con Lorenzo, ciò che provavo io non doveva interferire e poi, se il mio sacrificio ti avesse portato il sorriso sul viso anche solo per un secondo sarei stata più che felice – parlava guardandomi sempre fissa, provavo dentro di me una lieve inquietudine poi non capivo. Cosa stava provando? A cosa si riferiva? – ma l’altra volta quando ho saputo che saresti stata punita,sapere di condividere tutto ciò per la prima volta con te, vedere che non giudicavi né me né mia madre, per tutto ciò mi ha fatta capire la verità.lo so che quello che sto per dirti cambierà radicalmente la nostra relazione, ma non posso continuare così – mi guardò come se fosse stata l’ultima volta che lo faceva, il suo viso si fece malinconico ma felice, rassegnato ma pieno di speranza, la vidi fragile come non l’avevo mai vista, sembrava quasi una dama di cristallo che con una folata più forte di vento si sarebbe sgretolata unendosi ad esso e danzando assieme a lui nel bagliore lunare fino a scomparire nel nero della notte.

Si fece coraggio, una lacrima le scese dagli occhi – Michela ti amo, ti ho sempre amata, lo so che sei una ragazza come me ma ti amo, sei stata il primo amore e lo sei sempre, non ho amato nessuno oltre a te. Lo so che ti può spaventare la cosa e farti sentire stordita ma è la verità – abbassò lo sguardo dato che io mi ero impietrita, quasi shoccata dalla sua dichiarazione – ti prego solo una cosa non ferirmi – il tono di voce con cui mi disse le ultime parole mi fece stringere il petto e annodare lo stomaco, pensai a tutti i momenti passati assieme, i baci dati a stampo, i pigiama party, le risate i momenti belli e i momenti brutti, da quando ci si conosceva si rideva e si piangeva assieme praticamente, ma mai l’avevo guardata al di fuori dell’ottica di migliore amica, certo c’erano state tastate ,bacetti più affettuosi e qualche toccatina qua e là,ma cose normali come capitano a tutte le ragazze.

La guardai attonita per poi riprendere nuovamente il controllo di me stessa e guardandola adesso in modo serio – Margherita se devo essere sincera non ho mai pensato a te in quel modo, ora sono qua davanti a te e ti vedo fragile e triste come non ti ho mai vista. Sei sempre stata solare, allegra, bellissima, sicura di te, seria. Ma adesso che sei qua davanti a me dichiarandomi improvvisamente il tuo amore ti vedo diversa, stasera mi hai mostrato il tuo lato nascosto, ciò mi fa capire l’importanza che mi dai e sarebbe da stupide non accorgersi di come mi stavi guardando prima. Sentirti dire quelle parole mi ha fatto cominciare a battere forte il cuore. Non posso dire che ti amo è troppo presto mi dispiace non sarebbe vero – mi fermai per un secondo, i suoi capelli sciolti si muovevano al ritmo del vento, il suo viso era bellissimo illuminato dalla luna, le sue labbra luccicavano riflettendo le luci, la lacrima cascava in terra colorata dal colore della luna – spero che per ora tu ti accontenterai di ciò che ti posso offrire, ma sono sicura che tu mi accompagnerai verso le parole che voglio poterti dire al più presto. Ma promettimi che le lacrime di stasera saranno le ultime versate per colpa mia. Mi fa troppo male vederti così piccola – detto ciò la presi e la baciai, sgranò gli occhi, il suo corpo tremò al contatto con le mie labbra mi staccai da lei e l’abbracciai, come lo feci mi strinse e cominciò a piangere, la tenevo stretta mentre lei piangeva, accarezzavo i suoi bellissimi capelli, mi sentivo strana, era capitato tutto così veloce, la sua dichiarazione mi aveva stordita e poi svegliata, strattonata e subito dopo stretta , confusa e poi rassicurata. Non pensai al fatto che ero appena diventata lesbica oppure dentro di me l’ero sempre stata, perchè in fondo capii che se lei fosse stata un ragazzo avrei accettato ugualmente il suo amore, quindi tutto ciò che la società mi aveva inculcato nella testa si era in un secondo sgretolato facendomi uscire di botto da quella che tutti classificano come la normalità, su di essa ci sarebbe molto da discutere, ma si andrebbe sul filosofico quindi lascio libero pensiero su questa mia ultima frase. Decisi che avrei vissuto la cosa né da lesbica né da diversa né da trasgressiva, ma da me stessa come avevo sempre fatto.

Un giorno di questi dovrei proprio andare in giro per il centro con un cartello con su scritto “stop alle etichette ammazzano la libertà di pensiero”.

Si liberò dal mio abbraccio dopo cinque minuti, non so cosa mi prese ma la bacia di nuovo con foga, questa volta le sue labbra si socchiusero facendomi entrare dentro di loro, portai le mie mani al suo viso e l’accarezzai fino ad arrivare ai suoi capelli, lei fece lo stesso, ci si strinse baciandoci e quando aprii gli occhi anch’io stavo piangendo perchè sapevo che colei che avevo abbracciata a me era tutto ciò che volevo avere e finalmente adesso conoscevo il vero significato della parola amore.

Sculacciata alle parallele parte 2

Seconda parte del meraviglioso racconto di Nadine, per la prima parte clicca qui.

Alessia entrò in palestra,si guardò in giro per vedere se qualcuna si era accorta della sua sculacciata, come lo fece vide la meneghini sorriderle e fare il cenno delle sculacciate, poi scuoteva la mano come dire aiaiaia. alessia strinse gli occhi pieni di rabbia e andò da lei, fu accolta con un sorriso – te ne ha suonate per bene claudia? si sentivano gli schiocchi da qua sai? – incrociando le braccia – si ridi pure prima o poi ti toccherà anche a te e sarò io a ridere – lei rise spavalda – io non rischio certe cose perchè sono meglio di te, e non devo essere sculacciata per fare quello che devo – alessia ridendo in tono di scherno – questa è bella te meglio di me. se voglio vinco contro di te anche bendata e con una gamba rotta – guardandola con aria di sfida la meneghini -chi vince da una bella ripassata all’altra e davanti alla telecamera che ci danno in dotazione che ne dici? – lei guardandola con un’espressione sorpresa accettò la sfida dicendo – vediamo se ti dovrai pentire di questa tua frase – detto ciò andarono da claudia avvisandola che volevano fare una sfida fra di loro.
Claudia tentennò un po, ma poi acconsentì pensando che in questo modo alessia poteva ritrovare la forma per dare tutta se stessa, anche perchè non sapeva del premio in palio.
Tutte e due andarono di fronte al cameraman – abbiamo deciso di fare una gara fra di noi.chi vince avrà per stasera il completo potere sull’altra, quindi adesso ci sfideremo prima alle parallele poi al corpo libero – detto ciò andarono tutte e due alle parallele a prepararsi. claudia annotò il punteggio di tutte e due e alla fine alessia era la vincitrice, subito la meneghini la guardò leggermente spaventata – lo sai che scherzavo prima? siamo amiche – lei sorrise – stasera lo vedrai che amiche che siamo – la meneghini cercò di scusarsi ancora e di pregarla ma nulla da fare, quindi abbassando il capo se ne andò negli spogliatoi e alessia la seguì. La meneghini al contrario di alessia si fece una bella doccia. finalmente arrivò la sera, elisa era tesissima mentre alessia si godeva la cena con calma e soddisfazione. Per di più le compagne erano uscite per andare in un pub a distrarsi un po quindi aveavno la casa tutta per loro.
Nella stanza oltre al silenzio ristagnava nell’aria l’odore dei piedini di alessia che continuava a muoverli apposta sotto la sedia. Elisa voleva lamentarsi ma non poteva, sperava solo che la sua compagna non volesse metterli sotto il suo naso da li a breve. Ma lo pensava, dato che conoscendo alessia era molto strana la cosa di non farsi la doccia dopo gli allenamenti. Alessia di solito era molto pulita .Ormai erano dieci minuti che non volava una mosca, alessia alzò le gambe poggiando i piedi accanto al piatto di elisa, erano molto belli e curati ma decisamente sudaticci e odorosi. elisa storse il naso e alessia sarcastica – non ti danno fastidio vero? pensando poi al fatto che fra poco dovrai infilarteli in bocca no?- lei allargo gli occhi – no certo tienili pure li non mi danno fastidio – alessia sorrise iniziando a muovere da destra a sinistra il piedino così da far espandere l’odore di esso, elisa faceva finta di nulla ma le dava noia quell’odore così forte.
quando finirono la cena alessia ordinò ad elisa di lavare i piatti e poi di raggiungerla in salotto.
Elisa strusciava sui piatti pensando a ciò che avrebbe dovuto fare dopo, il pensiero di avere i piedi di alessia in bocca la umiliava, ma aveva dato la sua parola non poteva tirarsi indietro, che figura avrebbe fatto. si ripetè più volte ce la posso fare 3 ore al massimo e finisce tutto, dopo la quarta volta che lo ripeteva si diresse verso il salotto. alessia era seduta sul divano con la telecamera in mano e i piedi sul tavolo da fumo, elisa osservò le piante nerastre in cima e sul tallone della compagna leggermente schifata da esse poi si avvicinò.
alessia con un sorrisi trionfante – elisa inginocchiati davanti ai miei piedi e spiega cosa farai e perchè. ma spiega bene come trovi i miei piedini – elisa ingoiò nervosamente poi sforzandosi di sorridere – stasera sarò alla mercè di alessia perche ho perso la gara, quindi farò ciò che vuole per stasera, il suo primo ordine è quello di annusare i suoi piedi e poi baciarli e leccarli, non sono tanto puliti e odorano di sudore, ma fa parte del patto che avevamo deciso oggi pomeriggio quindi mi tocca farlo – detto ciò si avvicinò ai piedini della compagna mentre lei avvicinandosi con un bel sorriso – chissa che buon odore mmm – e tornò a inquadrare elisa che annusava fra le dita in modo veloce e ogni tanto tossiva per l’odore troppo forte. alessia dopo poco squadrandola – annusa per bene su! dai lunghe annusate e inizia anche a leccare forza – elisa si fece forza e aspirò il più possibile quell’odore, lo schifo iniziale la stava abbandonando piano piano e lasciava spazio a qualcosa di diverso mischiato ad esso, anche se,l’emozione piu forte adesso era la vergogna del sapere che tutta italia l’avrebbe vista ai piedi di alessia, mentre li annusava e leccava e in più dopo le toccava sicuramente una sculacciata.
Arrossì a quel pensiero, i primi dubbi affiorarono insieme alle prime domande. Fu quando si domandò “e se mi leva le mutandine?” che sentì chiaramente l’eccitazione salire in lei, cercò fin da subito di scacciarla concentrandosi sul sapore acre e salato dei piedini sporchi di alessia. più volte aveva pure provato a poggiare tutta la lingua proprio dove erano più sporchi per scacciare ancora di più ogni sorta di eccitazione. ma più puliva il suo piede e più le piaceva, più le piaceva più si vergognava e piú si vergognava più si bagnava. a questo punto ormai le sue piccole labbra e l’interno della sua micina erano umide, non riusciva più a trattenersi presa come in uno stato di trance cominciò a leccare affondo e per bene anche fra le dita. Adesso non era più il patto o alessia a farle leccare i suoi piedi era lei, era la sua voglia. Oramai non le fregava nemmeno della telecamera ne di altro, ma solo di leccare il corpo di lei anche se erano i suoi piedi. alessia parlava ma lei non la capiva. Sentiva come delle parole di scherno in sottofondo ma continuava.
Una volta lucidi alessia le tolse i piedi dal viso e il suo stato di trance finì. era un lago ma soprattutto era sconcertata da ciò che era appena successo, cominciò a chiedersi che era successo, era stato il forte odore di essi? o il loro sapore salaticcio e acre a farle perdere la testa? no erano solo scuse. Era lei le piaceva stare ai piedi di alessia, l’umiliazione che provava stando lì. la sensazione di essere una nullità di fronte a lei, ma allo stesso tempo sapere di esserle utile almeno per lavarle i piedi.
i suoi pensieri furono bloccati da uno schiaffetto di alessia, la vide che rideva – ti piacevano? li hai ripuliti alla perfezione – mentre lo diceva mostrava i suoi piedi alla telecamera sorridente, poi girandola verso il suo viso disse – avete visto come li ha ripuliti bene? ora si puó passare alla fase successiva ovvero il sedere. si perche le darò tante belle cinghiate vedrete come la sistemo – con un sorriso sadico poi disse ad elisa posiziona la sedia al centro del salotto e poi piegati gomiti sul sedile della sedia e culetto bello in fuori forza. ma questa parte la saprete la prossima volta ciao basini