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La barista con i bisex

Il mio nome è Ellen e lavoro in un bar. Il capo, che non c'è quasi mai, sfrutta la mia avvenenza fisica per attirare la clientela. Per questo motivo devo sempre stare in tiro in minigonna, autoreggenti e tacchi. Uomini e ragazzi presenti nel locale di solito fanno battutine e apprezzamenti e, naturalmente, lanciano occhiate maliziose a culo, tette e cosce. Ma quel giorno il bar era stranamente deserto a parte due ragazzi che si intrattenevano a bere vino rosso. Mi resi subito conto che non erano affatto dei morti di figa come altri. I modi piuttosto garbati con cui si rivolsero, senza la minima sbirciata alle cosce, mi fecero intuire la loro natura omosessuale. Si trattava di una coppietta. La fantasia mi si accese dal momento che avevo sempre sognato di "introdurmi" tra due gay e vedere come sarebbe stato. L'occasione si presentò lampante dal momento che, a un certo punto, i due si appartarono nella saletta in cerca di emozioni. Li beccai mentre uno dei due slinguazzava il pene dell'altro. Spiegai di aver capito le loro tendenze. Naturalmente mi chiesero cosa volessi ed io, da gran puttana, chiese di far loro compagnia. In meno che non si dica mi ritrovai a leccare il cazzo di uno insieme all'altro, poi ad assistere con interesse ed eccitazione al sesso orale tra di loro. Alzai la gonna, tolsi le mutandine in modo da farmela leccare da uno che a sua volta si lasciava succhiare il cazzo dall'altro. Poi, il ragazzo più scuro di carnagione inchiappettò l'altro che intanto mi leccava la patata sempre più bagnata. La coppietta era versatile sicchè, dopo, quello con la carnagione scura assunse il ruolo da passivo e si lasciò penetrare a candela mentre io gli stimolavo un pò il cazzo con le mani. La mia complicità e troiaggine fu molto apprezzata al punto che, quello con la carnagione chiara, adagiò il suo uccello nella sorca iperlubrificata e mi scopò mentre spompinavo l'amichetto. Continuò a fottermi mentre loro due si baciavano. Anche quello con la pelle scura volle farsi un giretto nella passera e affondò con il suo cazzo duro e voglioso mentre sbocchinava da paura il suo partner. Fu così che godemmo tutti e tre: io venni intensamente, il ragazzo con la pelle chiara eiaculò copiosamente in bocca all'amico che a sua volta riempì la figa già orgasmata di sperma. Dopo quella deliziosa fottuta in tre cercai di ricompormi un minimo, poi, tra il serio e lo scherzo, e per stemperare l'imbarazzo generale, chiesi candidamente: "Ragazzi vi porto il conto?". by caldosex             















La barista con i bisex

Il mio nome è Ellen e lavoro in un bar. Il capo, che non c'è quasi mai, sfrutta la mia avvenenza fisica per attirare la clientela. Per questo motivo devo sempre stare in tiro in minigonna, autoreggenti e tacchi. Uomini e ragazzi presenti nel locale di solito fanno battutine e apprezzamenti e, naturalmente, lanciano occhiate maliziose a culo, tette e cosce. Ma quel giorno il bar era stranamente deserto a parte due ragazzi che si intrattenevano a bere vino rosso. Mi resi subito conto che non erano affatto dei morti di figa come altri. I modi piuttosto garbati con cui si rivolsero, senza la minima sbirciata alle cosce, mi fecero intuire la loro natura omosessuale. Si trattava di una coppietta. La fantasia mi si accese dal momento che avevo sempre sognato di "introdurmi" tra due gay e vedere come sarebbe stato. L'occasione si presentò lampante dal momento che, a un certo punto, i due si appartarono nella saletta in cerca di emozioni. Li beccai mentre uno dei due slinguazzava il pene dell'altro. Spiegai di aver capito le loro tendenze. Naturalmente mi chiesero cosa volessi ed io, da gran puttana, chiese di far loro compagnia. In meno che non si dica mi ritrovai a leccare il cazzo di uno insieme all'altro, poi ad assistere con interesse ed eccitazione al sesso orale tra di loro. Alzai la gonna, tolsi le mutandine in modo da farmela leccare da uno che a sua volta si lasciava succhiare il cazzo dall'altro. Poi, il ragazzo più scuro di carnagione inchiappettò l'altro che intanto mi leccava la patata sempre più bagnata. La coppietta era versatile sicchè, dopo, quello con la carnagione scura assunse il ruolo da passivo e si lasciò penetrare a candela mentre io gli stimolavo un pò il cazzo con le mani. La mia complicità e troiaggine fu molto apprezzata al punto che, quello con la carnagione chiara, adagiò il suo uccello nella sorca iperlubrificata e mi scopò mentre spompinavo l'amichetto. Continuò a fottermi mentre loro due si baciavano. Anche quello con la pelle scura volle farsi un giretto nella passera e affondò con il suo cazzo duro e voglioso mentre sbocchinava da paura il suo partner. Fu così che godemmo tutti e tre: io venni intensamente, il ragazzo con la pelle chiara eiaculò copiosamente in bocca all'amico che a sua volta riempì la figa già orgasmata di sperma. Dopo quella deliziosa fottuta in tre cercai di ricompormi un minimo, poi, tra il serio e lo scherzo, e per stemperare l'imbarazzo generale, chiesi candidamente: "Ragazzi vi porto il conto?". by caldosex             















La calda fica della vicina matura

Mi chiamo Roger. Da mesi sentivo litigi provenire dall'appartamento accanto al mio. Si trattava di una coppia, lui anzianotto e lei, Alessandra, una bionda over 40 ancora avvenente. Il marito, un manager d'azienda, non c'era quasi mai a casa e così io ne approfittai per bussare alla bella vicina cercando di conquistare la sua fiducia tra una chiacchierata improvvisata e l'altra. I giorni passavano ed io e lei trascorrevamo sempre più tempo insieme. Non ebbi fretta di concludere, anche se la desideravo. Arrivammo a guardare perfino la tv insieme, di sera, data l'assenza del suo coniuge, Oscar. Quell'uomo, peraltro benestante, aveva tra le mani una giovane fregna con cui distrarsi e sfogarsi. Alessandra si sentiva terribilmente sola e vogliosa ed io colsi al volo quelle sensazioni. Mi mostrai visibilmente dispiaciuto per la sua situazione e così lei si aprì a me all'improvviso come un fiore che si schiude. Le accarezzai le tettine sul letto, poi ammirai le sue splendide fessure. Facevano tremendamente gola e il cazzo, per pronta risposta, si indurì rapidamente. Lei, affamata di fava, si fiondò sulla verga da tempo desiderata e lo fece con tutto l'ardore di una donna in astinenza di sesso. Proverbiali risucchi e slinguazzate di cappella resero il palo davvero di marmo. Lo sentivo scoppiare, solo un gesto gli avrebbe dato pace, infilarlo nella passera. E così, mentre lei se ne stava tutta eccitata a cosce aperte sul lettone, gli piazzai l'uccello nella sorca a missionaria e cominciai a stantuffarla di brutto. Godeva eccome la signora: che gran troia! Glielo detti tutto, fino a dentro, fino a farla mugolare di piacere. Poi la misi a cavalcioni e continuai a stantuffarla senza pietà. La tenevo per il culo, le stringevo vigorosamente le chiappe e la muovevo sempre più velocemente mentre lei si dimenava impalandosi a meraviglia sul pisello durissimo. Fu cosi che a un certo punto se ne venne, che tremò dal godimento ed io percepì il suo orgasmo intenso. Anch'io stavo per esplodere: lo tirai fuori dalla passera ormai ampiamente sbrodolata e sfondata e glielo piazzai dritto in bocca. Non ci fu nemmeno il tempo che mi lambisse la cappella con la lingua: esplosi schizzandole copiosamente tra le labbra. Una crema densa e calda che lei assaporò con gusto mentre una parte le scorreva sul mento: me l'ero fatta finalmente, la moglie troia del vicino! by caldosex          
















Schiamazzi notturni

Schiamazzi notturni by caldosex. Mi chiamo Giacomo. Devo ammettere che nella vita sono stato piuttosto fortunato dal momento che ho un lavoro ben retribuito nonchè una bellissima moglie bionda di nome Teresa. Non mi posso certamente lamentare anche se il mio sogno segreto, così come per molti uomini, è stato sempre quello di avere un'amante. Probabilmente non sarebbe mai capitato spontaneamente ma alle volte la vita ti offre delle incredibili occasioni del tutto inaspettate. Abitiamo in un condominio solitamente tranquillo ma, in quel periodo di due anni fa, la quiete del palazzo fu bruscamente interrotta da una nuova avvenente inquilina di nome Katia. Quella donna, spesso e volentieri, teneva l'impianto stereo acceso a tutto volume fino a notte fonda. Tutti si lamentavano ma lei se ne fregava altamente. Si giustificava sostenendo di essere un aspirante musicista in cerca di ispirazione. I giorni passavano e bisognava andare di continuo a ricordarle di tenere la musica a basso volume specialmente nelle ore notturne durante le quali le persone hanno diritto di riposare. Anche Teresa cominciò ad andare in escandescenza nonostante fosse ricorsa all'utilizzo dei tappi nelle orecchie per non ascoltare il baccano. Una sera, verso mezzanotte, ero nel letto accanto a mia moglie quando all'improvviso udì un brano hard rock ad altissimo volume che ci ruppe quasi i timpani. Teresa giustamente sentenziò:"Adesso basta! Chiamo la polizia!". Cercai di calmarla, le dissi:"No no tesoro, tentiamo per l'ultima volta, proverò io a farla ragionare quella mezza pazza del piano di sopra". Per non presentarmi in pigiama mi vestì ed andai a bussarla. Inizialmente lei non sentì, allora picchiai violentemente con le mani contro la sua porta. A quel punto finalmente spense lo stereo e venne ad aprire. Rimasi sbalordito vedendola vestita elegantemente come pronta per una serata di galà. Era stupenda con quel visino da troia che farebbe impazzire molti uomini me incluso ovviamente. Cercai di essere deciso inizialmente, le dissi:"Buonasera Katia, lo sà che lei stà proprio esagerando con questa musica!". Lei sorrise e rispose:"Mmm chi non ama la musica è un animale! E poi non vede che sono pronta per lo show? Mi esibisco per i fan...". Scoppiai a ridere e poi replicai:"Ma quali fan se non c'è nessuno! Lei è un'esaltata!". Lei divenne all'improvviso contrariata e lo mostrò palesemente attraverso l'espressione del viso. Poi osservò:"Mmmm cosa volete capirne di arte in questo palazzo del cavolo. Per non parlare poi di voi uomini, che pensate soltanto ad una cosa...". A quel punto replicai:"Guardi che la musica piace anche a me, era solo una questione di volume signorina cara. Comunque la smetta altrimenti andrà incontro a brutte situazioni glielo garantisco! E adesso se vuole scusarmi arriverderci... buonanotte!". Mentre mi apprestavo ad uscire da casa sua lei mi prese per il braccio e disse:"Fermo, dove và? Non le posso offrire nemmeno un caffè?". Risposi:"A quest'ora? No grazie, e poi c'è mia moglie che mi aspetta...". Lei sorrise e disse:"Mmm, l'ho vista, bella gnocca, è fortunato...". Risposi:"Ah si è vero, grazie...", poi intrigato proseguì:"...se mi consente anche lei è una bella donna, molto intrigante...". Rispose:"Adulatore! Il matrimonio stanca dopo un pò, non è vero?". Le dissi:"No no, il nostro và benissimo, glielo garantisco...". Lei cominciò a muoversi un pò da troia e disse:"Ne è proprio sicuro di non voler bere ad un'altra gustosa fonte?". Una domanda praticamente retorica dato che si fiondò di colpo con la bocca sul mio cazzo. La sua calda bocca me lo indurì subito e fui pronto a castigarla a pecorina quella bella sgualdrina! Era vogliosa la signorina: la sua figa calda, vellutata e bagnata accolse splendidamente dentro il cazzo durissimo. Iniziai a stantuffarla dolcemente, poi intensificai il ritmo dei colpi. La sentivo godere magnificamente. Poi la girai a missionaria e continuai a trapanarle la fregna. Il sogno proibito di avere l'amante si stava concretizzando nel più appagante dei modi! La rigirai a pecorina per gustare ancora il piacere di quella passerona calda quando a un tratto, sul più bello, arrivò mia moglie! Era passato troppo tempo e Teresa, non vedendomi tornare a casa, aveva pensato di venire a dare un'occhiata. Giunse proprio nel momento in cui la stavo impalando: colto con le mani nel sacco! (o per meglio dire col pisello in passera). Teresa è una donna piuttosto aperta di idee ma è pur sempre una donna con una notevole carica di gelosia intrinseca. Con il primo sguardo, a dir poco contrariato, avrebbe voluto strozzare sia me che lei. Poi il suo disappunto si concentrò soprattutto su di lei. Katia, incurante di Teresa, si inginocchiò per spompinare: ingoi e slinguazzate di cappella paradisiache. Teresa, rabbiosa, intanto la teneva saldamente per i capelli. Ciò non impediva certo a Katia di succhiare la minchia alla grande. Mentre mia moglie le dava della troia e della puttana io mi godetti lo spompinamento. Alla fine, estasiato, sborrai copiosamente sulla lingua di Katia che golosamente accolse tutto lo sperma in bocca. Finalmente mi rilassai un pò mentre mia moglie le faceva una ramanzina dicendole:"Spero che il cazzo di mio marito ti abbia calmata zoccola! E spero per te che te lo sia goduto fino in fondo zoccola perchè non lo rivedrai una seconda volta... Inoltre se non la smetti di tenere la musica alta la prossima volta conoscerai il sapore delle frustate!". Poi mi guardò e disse:"Con te dopo facciamo i conti Don Giovanni!". La salutammo e andammo via. Naturalmente non m'importava della gelosia di Teresa, avrei rivisto Katia volentieri per darle un altro paio di botte. Purtroppo, dopo poco tempo, la bella inquilina andò via perchè incapace di pagare la rata del fitto e così addio sogno dell'amante. Pazienza... per fortuna che c'è Teresa a soddisfare la minchia tesa :) by caldosex                                 












La mia amica massaggiatrice

Mi chiamo Elena. Rosaria è un'amica dai tempi delle scuole medie, siamo cresciute insieme si può dire. Entrambe avvenenti giocavamo spesso a stuzzicare i ragazzi come sorta di sfida per vedere chi delle due preferivano. Terminati gli studi ci eravamo poi un pò divise a causa degli impegni lavorativi. Io faccio la segretaria e lei la massaggiatrice. Un periodo cominciai ad accusare fastidiosi dolori di schiena e così pensai di rivolgermi a lei per ricevere sollievo data la storica amicizia. Rosaria fu gentile e disponibile come sempre. Una mattina mi recai nel centro dove lavorava. Dopo quattro chiacchiere disse di spogliarmi ed io lo feci sdraiandomi poi sul lettino. Le sue mani sembravano esperte, me ne accorsi subito da come massaggiava i muscoli delle gambe. Ero tranquilla nella mani di una vecchia e cara amica ma non avevo fatto i conti con gli imprevisti della vita. Dopo appena 10 minuti di terapia allungò le mani inaspettatamente: una sulle tette, l'altra tra le gambe. Restai a dir poco sorpresa per non dire imbarazzata all'inverosimile. Come era possibile tutto ciò? Rosaria disse di stare calma ma io ero agitatissima. Ci pensò lei a rilassarmi leccandomi senza esitazioni la figa! Non me l'aveva mai fatto una donna e devo ammettere che lei era bravissima. I pensieri affollarono di colpo la mia mente insieme alle domande senza chiare risposte. Cosa ci facevo lì sdraiata leccata da una donna? Eppure mi piaceva cazzo! Oh si se mi piaceva! Rosaria si spogliò a sua volta, era decisa a farlo. Ormai ero palesemente arrapata e finimmo splendidamente a 69 a leccarcela con foga come due grandissime troie in calore. Gli umori della sua passera bagnata mi inebriarono il cervello e leccai come un'indemoniata. Lei fece lo stesso e ci ritrovammo a godere ognuna gustando i sapori intimi dell'altra. Poi, da gran zoccole, ce li scambiammo con un caldo bacio. Credo che prenderò l'abitudine di fare massaggi d'ora in avanti, che ne dite? by caldosex














Visita bollente in palestra

Gli aitanti ragazzi passavano il tempo ad allenarsi in palestra: tanto sudore e ormoni a mille senza la possibilità di sfogare la carica sessuale accumulata con una donna. Finchè un giorno vennero letteralmente baciati dalla fortuna dato che una bella fanciulla mora supersexy in gonna, tacchi e autoreggenti, venne a fare una visita alla struttura. Nessuno l'aveva mai vista prima ma ci volle ben poco per capire di che pasta era fatta. Disse che voleva provare anche lei degli esercizi e si stese sulla panca dei pesi scoprendo completamente le belle gambe incorniciate dalle autoreggenti e le mutandine. Per i ragazzi fu un autentico richiamo sessuale: le mani maschili si affollarono per accarezzare il corpo sensuale della donna in evidente calore. Ben presto lei si mise a segare e sbocchinare con foga. L'atmosfera divenne rapidamente di fuoco e i ragazzi, a turno, riempirono la vagina calda e sugosa di quella gran maialina vogliosa. Tra scopate e bocchini quei cazzi duri erano ormai sul punto di esplodere: dove godere copiosamente se non nella bocca rovente dell'ospite porca? Ciaaaffff!!!! by caldosex     














Il capo è in cerca di ispirazione

Mi chiamo Barbara. Roger, Il mio capo, è un bel figo. Nel suo ufficio lavoro come segretaria in coppia con Luana, una moretta sexy. Tra me e lei, essendo entrambe carine, ci sono state sempre competizioni e litigi anche sulle minime cose. Roger, dal canto suo, diceva sempre di piantarla con le discussioni. Probabilmente ognuna di noi sapeva che a lui sarebbe piaciuto vederci complici al femminile ma questo scenario sembrava impossibile da profilarsi data la nostra insistente rivalità. Ma le sorprese sono sempre in agguato. Ricordo come fosse ieri quel giorno in cui Roger ci disse che non riusciva a concentrarsi sul lavoro. Nè io nè lei avremmo mai voluto scontentarlo in alcun modo. Luana si fece avanti per prima mostrandosi in lingerie, poi mi coinvolse ed io mi lasciai andare. Dopo tante litigate tra noi ci fu un'intesa imprevista: ci baciammo tra ladies. Il suo atteggiamento deciso mi lasciò intendere che per lei non si trattava della prima volta con una donna. Lei sembrava davvero molto eccitata ed anch'io cominciai a fremere dentro. Allargai le gambe e lasciai che lei mi deliziasse splendidamente con la lingua tra le cosce. Arrapata le spinsi addirittura la testa con la mano in modo che non si staccasse dalla mia fregna ormai in ebollizione. Il capo rimase estasiato e il suo cazzo gonfio cominciò a spingere paurosamente nei pantaloni! Mi sedetti sulla sedia e ricambiai le attenzioni di Luana slinguazzandole la splendida fichetta mentre lei era intenta a slacciare la cinta a Roger. In men che non si dica mi ritrovai seduta sul cazzo di Roger che mi impalava alla grande. Luana si avvicinò e mi baciò mentre Roger mi fotteva in modo fantastico. Poi fu il turno della mia collega bruna di prendere il randello del principale. Roger se la scopò di brutto a missionaria e poi a pecorina. In quest'ultima posizione la mia amabile collega trovò il tempo di leccarmi ancora sapientemente la fregna procurandomi un'orgasmo intensissimo. Anche lei godette, stantuffata da quel gran cazzone. Ormai lui voleva solo esplodere e così io e lei, facendo gioco di squadra, ci concentrammo con le lingue sulla cappella del nostro amato direttore finchè lui esplose magicamente e schizzò a fiume bagnando abbondantemente le nostre boccucce calde e vogliose di nettare bianco. Credo proprio che tutti i direttori vorrebbero due segretarie così zoccole, non credete? by caldosex














Il manganello duro della legge

Quello del poliziotto è certamente un lavoro duro: sempre per strada, continuamente esposto a pericoli d'ogni genere. Tuttavia questo mestiere ha anche dei lati positivi alle volte, dei rari momenti lieti. E' proprio ciò che accade a quest'agente che arresta un'avvenente delinquente mora tettona. Il prorompente fisico della donna manda in erezione il poderoso cazzo del tutore della legge che, dopo aver ricevuto un favoloso pompino, se la scopa in tutte le posizioni fino a venirle nella fica. Magari i delinquenti fossero tutti così sexy! by caldosex















Baldracche mature per fica giovane

Mi chiamo Melissa. Sono una ragazza disinibita che ama sia gli uomini che le donne. In particolare ho una mia preferenza per le signore mature, quelle un pò più stagionate snobbate da alcuni uomini. Andando al cinema durante la settimana adocchiai subito due tipe sotto la cinquantina, una mora e l'altra bionda. Una volta fuori dalla sala le fermai con una scusa e cercai di fare amicizia. Essendo entrambe chiacchierone finirono con lo sbottonarsi raccontando un pò le vicissitudini della loro vita compresi i tradimenti degli ex mariti con donne più giovani di loro. Erano amiche da 20 anni ed entrambe separate, una da 5 anni, l'altra da 7. Erano curiose di conoscere le mie avventure con gli uomini segno evidente che il cazzo non lo prendevano da tempo e che dunque alle separazioni non erano seguiti bollenti flirt con altri maschi. La bruna si chiamava Rossella, l'altra Ludovica. Mi andava di coinvolgerle e così le invitai da me a prendere un caffè. A casa saremmo state molto più comode. Le tipe accettarono e così le portai da me. Mi piaceva l'idea di conoscerle meglio e così non ebbi fretta di sedurle e continuai a chiacchierare con loro. Ce ne stavamo tutte e tre sedute sul divano. Ad un certo punto cominciai ad insaporire la minestra con un pò di pepe: con aria quasi indifferente osservai:"Bhè signore care, se gli uomini non vi si filano più perchè non la risolvete tra di voi?". Rossella mostrò una faccia contrariata e d'istinto rispose:"Vuoi dire che siamo all'ultima spiaggia? Che dobbiamo farlo tra donne?". Ludovica le fece eco:"Non siamo lesbiche cazzo...", sospirò un pò, poi aggiunse:"...bhè anche volendo, ci conosciamo da una vita...". Intrigata rincarai la dose e sorridendo spiegai:"Mmm nessuno ti capisce meglio di una vecchia amica...". Rossella sentenziò:"Parli bene Melissa ma tanto tu sei giovane e ti godi tutti i cazzi che vuoi...mentre noi...". Ludovica sconsolata asserì:"Ammettiamolo, io e Rossy siamo sul viale del tramonto...". A quel punto salì in cattedra io e dissi:"Eh no cazzo! Basta con questa negatività! Non siete da rottamare, ci vuole solo una presenza fresca, giovane, che vi ispiri, che vi ridoni l'entusiamo sessuale, una come me!". A quel punto le due si guardarono in faccia stralunate, poi rivolsero lo sguardo verso di me come per dire:"Ma fai sul serio?". Esclamai:"Basta vittimismi adesso!" e abbracciai Rossella e la baciai in bocca. Rossella fremeva dal desiderio di un corpo caldo e restò incollata alla mia bocca. Infoiata mi leccò i capezzoli come una lesbica navigata. Poi spalancò le cosce in modo che io potessi slinguazzarla perbene. Intanto Ludovica, arrapata più che mai, leccava me. Il ghiaccio ormai era rotto così come i tabù. Baci, leccate di tette, capezzoli, culo, si susseguirono a ritmo vertiginoso in un bollente triangolo lesbico. Alla fine, dopo varie menate, arrivai a farle baciare tra di loro con passione e lì toccai il Cielo con un dito oltre a provare un orgasmo favoloso. Ma quella sera le venute per noi tre si susseguirono a raffica incessante... by caldosex