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Le dita nel culo dalla mia amica lesbica

Mi chiamo Ilaria. Io e Adele siamo amiche dai tempi della scuola. Credevo di consocerla ma in realtà le persone non si conoscono mai veramente bene. Tutto nacque da una mia fantasia. Pur essendo etero e fidanzata mi venne il desiderio di leccare i tacchi di una donna, una pulsione fetish in poche parole. Non sapevo proprio a chi chiederlo se non alla mia carissima amica bionda, Adele. Un pò mi imbarazzava ma poi pensai che essendo tra donne etero, nonchè vecchie amiche, non ci sarebbe stato alcun problema. Adele accolse con gioia la mia idea ma cominciò a sembrarmi strano quando mi tolse le mutandine con un certo impeto. Diceva che era tutto uno stimolo per godere la fantasia al meglio ed io, cretina, ci credetti in pieno. Mi leccò perfino i capezzoli ed io, visibilmente eccitata dalla situazione, in cui stavamo sostanzialmente nude, non mi resi ancora realmente conto di nulla. Finalmente si stese e allungò le gambe offrendomi ciò che desideravo ardentemente da tempo: i suoi tacchi neri. Li adorai con la lingua e la mia eccitazione arrivò all'inverosimile. Tuttavia pensavo fosse finita lì ma gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo. In men che non si dica Adele mi stese a terra piazzandomi due dita nel culo! Fui sconvolta da mille pensieri e sensazioni: come era stato possibile finire in quel modo? Adele finalmente ammise di essere una lesbicona incallita! Lo avevo ignorato per anni ma poi ricordai qualcosa. In effetti quando c'erano ragazzi per uscire mi diceva sempre di no. Tutto fu palesemente chiaro di colpo ma era troppo tardi e le dita nel culo me le beccai perbene e anche in modo prolungato. Ero sconvolta, delusa dalla mia amica ma nel contempo provai una fortissima eccitazione e venni. Le dissi che non doveva assolutamente accadere di nuovo ma lei mi ricattò e mi ricatta tutt'ora: se non stiamo insieme è disposta a spifferare tutto al mio ragazzo. Pazienza, dopotutto non è così male e poi, cosa non si fà per un'amica? by caldosex










Fidanzato e amante pompinari

Mi chiamo Elena. Rino, il brunetto, è il mio ragazzo mentre Salvio, il biondino è il mio amante. Probabilmente non ho scelto bene nessuno dei due però ci godo lo stesso, ma facciamo un passo indietro. Due anni orsono mi misi con Rino. Ci stavo bene ma capì subito che scopare le donne non era il suo forte così mi cercai l'amante. Sfortunatamente anche Salvio non è un granchè con le femmine. Come era prevedibile quando un giorno li feci incontrare simpatizzarono subito i ricchioncelli repressi. Proposi un gioco a tre sperando di risvegliare il loro appetito nei miei confronti ma ecco come andò a finire. Rino si mise a leccare il cazzo del biondino e lo fece sborrare piuttosto velocemente. Poi Salvio ricambiò "la cortesia" ottenendo lo stesso risulato con qualche minuto in più di succhiata. Quando la sborra copiosa schizzò quasi tutta nella figa il mio amante fu molto piu motivato a leccarla ritornando però ben presto su ciò che lo eccitava di più e cioè il cazzo ormai svuotato di Rino. Quei due sono proprio ricchioni però mi fanno eccitare lo stesso e la fica si bagna puntualmente.   








Il figlio della prof prende due cazzi per volta

Mi chiamo Amelia. La mia professione è quella di docente di matematica e sono separata da un paio d'anni. Con il mio ex marito Fulvio non andavo più d'accordo. Lui si scopava le ragazzine ed io ricambiavo con la stessa moneta prendendo cazzi a tutto spiano. Colleghi di lavoro, conoscenti e perfino quel maialone represso del Preside avevano tutti infilato il cazzo nella mia calda fregna e, naturalmente, pure nel culo. D'altronde dopo la delusione matrimoniale non mi restava altro da fare che fottere a oltranza. Ad ogni modo le divergenze con Fulvio non sono certo state l'unica fonte di delusione della mia vita. Mi resi subito conto che Gianfranco, il mio unico figlio, non era affatto attratto dalle ragazze.



Alle superiori si portava a casa dei bei compagni di classe e di certo non solo per studiare. Ogni volta facevo finta di nulla e uscivo sapendo benissimo che intanto quella puttanella di Gianfranco si dava abbondantemente da fare. Un giorno, verso le 16, mi portò a casa un bel giovane di colore, Fred. La figa si dipinse subito di umori al pensiero di essere frugata da quella grossa nerchia. Volevo quel cazzo e me lo presi agevolmente. Il tipo si indurì facilmente vedendomi in calze, reggicalze e tacchi rossi più troia che mai. Lo lavorai prima di bocca, poi lasciai che mi stantuffasse a lungo e a fondo la prima la fregna e poi il culo. Il ragazzo, eccitato, venne nell'ano dopo una ventina di minuti inondandolo di calda sborra. Il pomeriggio però non era ancora finito. Alla porta bussò un altro amico di mio figlio, Davide. I maialini si chiusero tutti e tre in camera. Stavolta Gianfranco aveva organizzato le cose in grande, voleva ben due cazzi insieme! Spiai le gesta dei tre da dietro alla porta e vidi un susseguirsi di baci in bocca preliminari. Mio figlio li stuzzicò un pò con le mani. I cazzi degli ospiti erano durissimi. Davide era voglioso e anche Fred era di nuovo in tiro dopo avermi castigata. I due saltarono addosso a mio figlio e gli fecero un bel servizietto in tandem. Gianfranco sfondato a ritmo impressionante ululava di piacere. Infoiata a mille osservai la gustosa scena e intanto infilai tre dita in sorca, poi proseguì con quattro. La sborra colava ancora dalla mia fessura anale alla fica. Sfilai la scarpa sinistra per potermi stuzzicare col tacco. Mi sditalinai con la punta del tacco sul clitoride, poi lo infilai dentro la vagina procurandomi immenso piacere. La sborra faceva da lubrificante. Mi sentì davvero una gran troia mentre la trombata a tre dei ragazzi aumentava sempre più d'intensità. Stanca di guardare solo attraverso uno spiraglio spalancai la porta fregandomene di esser vista. Mi avvicinai osservandoli a distanza ravvicinata mentre erano intenti a fottere. Come era prevedibile gli ospiti mi dettero della troia cosa che mie ccitò ancor di più. Gianfranco intanto sembrava una cagnetta in calore trapanato da quei fantastici bastoni. Già giunta più volte all'orgasmo osservai con attenzione quelli maschili. Il culo del mio figliolo si riempì delle due diverse qualità di sperma durante la fantastica eiaculazione doppia. Anche Gianfranco venne spruzzando sulle lenzuola. Quelle stantuffate ritmiche a doppio lo avevano fatto letteralmente impazzire di piacere. Mentre erano abbracciati ad assaporare gli orgasmi appena provati soddisfatta del pomeriggio all'insegna della trasgressione leccai il tacco intriso della sborra "raccolta" dalla figa. Che dirvi, il bianco, il nero, la crema...do you ringo? :)