Archivi categoria: leccate figa

Cresimata dai monaci

I monaci erano in astinenza sessuale da troppo tempo. Và bene la vocazione ma a tutto c'è un limite! Anni senza sentire l'odore di una donna, senza gustare la fica. Quando la bella e bionda Marianna, in invitanti calze bianche a rete autoreggenti, si presentò al Convento per una confessione, i frati, a cazzo durissimo, preferirono offrirle piuttosto una bollente cresima! Ma Marianna, gran porca ninfomane nell'indole, non disdegnò certo di prendersi cura di tutti quei bei cazzoni duri e vogliosi e se li godette in bocca, in fica e pure nel culo. Naturalmente la porcellona accettò di ottimo grado anche la penetrazione contemporanea di culo e vagina mentre succhiava infoiata un terzo tarello caldo. Eh si, Marianna quel pomeriggio ispirò una gang bang da paura! by caldosex















Cresimata dai monaci

I monaci erano in astinenza sessuale da troppo tempo. Và bene la vocazione ma a tutto c'è un limite! Anni senza sentire l'odore di una donna, senza gustare la fica. Quando la bella e bionda Marianna, in invitanti calze bianche a rete autoreggenti, si presentò al Convento per una confessione, i frati, a cazzo durissimo, preferirono offrirle piuttosto una bollente cresima! Ma Marianna, gran porca ninfomane nell'indole, non disdegnò certo di prendersi cura di tutti quei bei cazzoni duri e vogliosi e se li godette in bocca, in fica e pure nel culo. Naturalmente la porcellona accettò di ottimo grado anche la penetrazione contemporanea di culo e vagina mentre succhiava infoiata un terzo tarello caldo. Eh si, Marianna quel pomeriggio ispirò una gang bang da paura! by caldosex















Calmo la signora a suon di manganello

Mi chiamo Mark. Di solito lavoro a casa a computer e, mentre sono occupato a gestire le pratiche, non amo essere disturbato da rumori di alcun genere. Da qualche tempo la mia tranquillità veniva turbata dai vicini, una coppia che stava sempre a litigare. Lui probabilmente aveva una tresca con la segretaria in ufficio e lei, stanca di sopportare, la sera lo aggrediva con paroloni. Ad ogni modo, aldilà di chi avesse ragione o torto, mi ero rotto le palle di sorbire quelle litigate e così pensai bene di risolvere il problema prendendo, come si suol dire, due piccioni con una fava. Quando il marito era al lavoro bussai alla porta dei vicini. Venne ad aprire Rosaria, una bella bionda. Dopo una breve discussione decisi di passare all'azione. Rosaria non era affatto la santarellina che voleva far credere: appena le misi le dita tra le cosce si lasciò subito andare. La sditalinai un pò, poi le leccai la figa. Aprì bene le cosce e mi spinse la testa contro il suo sesso umido, segno evidente che non vedeva l'ora di godere. Le detti il tarello duro in bocca e la puttanella succhiò alla grande. Poi, stando alle sue spalle, glielo piazzai dritto nella sorca ormai bagnata dal desiderio e cominciai a stantuffarla. La presi pure a missionaria, a candela: se lo sognava un cazzo così! La spanai perbene continuando a massaggiarle la figa nella mitica posizione a pecorina finchè godette. Anch'io esplosi riempendo le sue belle natiche di abbondante sborra calda. Quando di giorno ci sono io a dispensarle la dose quotidiana di fava i piccioncini la sera non litigano più... eheheh by caldosex    















Calmo la signora a suon di manganello

Mi chiamo Mark. Di solito lavoro a casa a computer e, mentre sono occupato a gestire le pratiche, non amo essere disturbato da rumori di alcun genere. Da qualche tempo la mia tranquillità veniva turbata dai vicini, una coppia che stava sempre a litigare. Lui probabilmente aveva una tresca con la segretaria in ufficio e lei, stanca di sopportare, la sera lo aggrediva con paroloni. Ad ogni modo, aldilà di chi avesse ragione o torto, mi ero rotto le palle di sorbire quelle litigate e così pensai bene di risolvere il problema prendendo, come si suol dire, due piccioni con una fava. Quando il marito era al lavoro bussai alla porta dei vicini. Venne ad aprire Rosaria, una bella bionda. Dopo una breve discussione decisi di passare all'azione. Rosaria non era affatto la santarellina che voleva far credere: appena le misi le dita tra le cosce si lasciò subito andare. La sditalinai un pò, poi le leccai la figa. Aprì bene le cosce e mi spinse la testa contro il suo sesso umido, segno evidente che non vedeva l'ora di godere. Le detti il tarello duro in bocca e la puttanella succhiò alla grande. Poi, stando alle sue spalle, glielo piazzai dritto nella sorca ormai bagnata dal desiderio e cominciai a stantuffarla. La presi pure a missionaria, a candela: se lo sognava un cazzo così! La spanai perbene continuando a massaggiarle la figa nella mitica posizione a pecorina finchè godette. Anch'io esplosi riempendo le sue belle natiche di abbondante sborra calda. Quando di giorno ci sono io a dispensarle la dose quotidiana di fava i piccioncini la sera non litigano più... eheheh by caldosex    















A suon di pisciate tra troie navigate!

Pissing contest by caldosex. Mi chiamo Elvira (la ragazza in autoreggenti). Quello che mi eccita maggiormente nel sesso sono le sfide. Mi ritengo troia e vado in pre-allarme quando ne fiuto un'altra che vorrebbe in qualche modo superarmi. Ma veniamo al racconto. Quel giorno mi trovavo dalla ginecologa per una visita. Quella stronza era impegnata e non si era preoccupata minimamente di avvertire. Mi ritrovai così, ignara, nel suo studio ad attendere in compagnia di un'altra ragazza. Nell'attesa infinita scambiammo quattro chiacchiere, si chiamava Laura. Mi confidò di esser single e di non amare particolarmente gli uomini. Notai le provocanti scarpe con i tacchi rossi che calzava ma cercai di restare sulle mie. Passarono altri minuti di vana attesa. Iniziai a camminare per la stanza quando ad un tratto senti il suo piede sfregare sulla mia mutanda. Quella troia ci stava provando eccome! Non ebbi troppo tempo per pensare che si mise inginocchiata a leccarmi la patata! Eccitata dalla situazione e innervosita nel contempo dalla sua audacia eccessiva decisi di "punirla" pisciandole in bocca. Ma dopo un pò lei, imperterrita, riprese a slinguazzarmi la figa procurandomi l'orgasmo intenso. Ci baciammo. Poi lei disse:"Aspetta ti faccio vedere una cosa". Si mise  a pecorina sul divano senza mutrande e cominciò vergognosamente ad urinare. La sua pioggia dorata erogata senza alcun ritegno mi bagnò piedi e scarpe. Glieli porsi: ripulirli con la lingua era il minimo che potesse fare. La troia non si sottrasse di certo al compito e leccò minuziosamente. Poi però ne approfittò per usare la lingua anche nella mia spacca. Ormai ero arroventata dal desiderio! Le fistai la sorca, ormai totalmente fradicia, con due dita. Poi mi sedetti a cavalcioni su di lei. Con le medesime dita le rovistai il culo e, poco dopo, iniziai ad urinare copiosamente. La piscia calda fece da lubrificante anale favorendo la fistata e colò anche in abbondanza nella vagina. Tremò tutta e raggiunse un orgasmo bollente dopodichè ci baciammo sensualmente al sapor di piscio.       















A suon di pisciate tra troie navigate!

Pissing contest by caldosex. Mi chiamo Elvira (la ragazza in autoreggenti). Quello che mi eccita maggiormente nel sesso sono le sfide. Mi ritengo troia e vado in pre-allarme quando ne fiuto un'altra che vorrebbe in qualche modo superarmi. Ma veniamo al racconto. Quel giorno mi trovavo dalla ginecologa per una visita. Quella stronza era impegnata e non si era preoccupata minimamente di avvertire. Mi ritrovai così, ignara, nel suo studio ad attendere in compagnia di un'altra ragazza. Nell'attesa infinita scambiammo quattro chiacchiere, si chiamava Laura. Mi confidò di esser single e di non amare particolarmente gli uomini. Notai le provocanti scarpe con i tacchi rossi che calzava ma cercai di restare sulle mie. Passarono altri minuti di vana attesa. Iniziai a camminare per la stanza quando ad un tratto senti il suo piede sfregare sulla mia mutanda. Quella troia ci stava provando eccome! Non ebbi troppo tempo per pensare che si mise inginocchiata a leccarmi la patata! Eccitata dalla situazione e innervosita nel contempo dalla sua audacia eccessiva decisi di "punirla" pisciandole in bocca. Ma dopo un pò lei, imperterrita, riprese a slinguazzarmi la figa procurandomi l'orgasmo intenso. Ci baciammo. Poi lei disse:"Aspetta ti faccio vedere una cosa". Si mise  a pecorina sul divano senza mutrande e cominciò vergognosamente ad urinare. La sua pioggia dorata erogata senza alcun ritegno mi bagnò piedi e scarpe. Glieli porsi: ripulirli con la lingua era il minimo che potesse fare. La troia non si sottrasse di certo al compito e leccò minuziosamente. Poi però ne approfittò per usare la lingua anche nella mia spacca. Ormai ero arroventata dal desiderio! Le fistai la sorca, ormai totalmente fradicia, con due dita. Poi mi sedetti a cavalcioni su di lei. Con le medesime dita le rovistai il culo e, poco dopo, iniziai ad urinare copiosamente. La piscia calda fece da lubrificante anale favorendo la fistata e colò anche in abbondanza nella vagina. Tremò tutta e raggiunse un orgasmo bollente dopodichè ci baciammo sensualmente al sapor di piscio.       















Cameriera e signora godono a ogni ora

Mi chiamo Teresa. Ero disoccupata e non sapevo proprio come sbarcare il lunario dato che il mio ragazzo è un gran fannullone. Rispondendo ad un annuncio su un giornale fui decisamente fortunata ad essere assunta come cameriera presso l'abitazione di una coppia altolocata. Lui, mr. Martin, un direttore d'azienda, non c'era quasi mai in casa e dunque spesso, io e la consorte, la signora Viviana, rimanevamo da sole. Viviana trascorreva il tempo tra tv, lunghe telefonate con le amiche e così via. Io, naturalmente, mi occupavo della casa. Tutto procedeva tranquillamente anche se notavo il suo senso di solitudine. Un giorno stavo pulendo il tavolo quando mi sentì il suo sguardo insistente addosso. Essendo tra donne, e soffrendo particolarmente il caldo, avevo le tettone ben esposte all'aria. Il mio seno prorompente aveva catturato l'attenzione della signora. Quasi come un senso di sfida, o per non sentirsi inferiore (chi lo sà?) Viviana mi mostrò le tette senza pudore cercando consensi e apprezzamenti. Ammise chiaramente di sentirsi sola, trascurata dal marito e dunque desiderosa di attenzioni. Aveva lanciato l'amo provocatorio ed io avrei potuto far finta di nulla dato che, oltretutto, non mi ritengo lesbica (in passato avevo giocato sporadicamente con qualche amica). Ma pensai che infondo senza di lei sarei stata, con buone probabilità, in mezzo a una strada, in realtà dovevo tutto a quella donna. E così stetti al suo gioco. Sentivo il suo calore. Non le parve vero di accarezzarmi i seni da dietro. Nonostante la mia non marcata predisposizione naturale verso le donne, cominciai ad eccitarmi. Era calda e vogliosa, si mise a pecorina. Io le sfilai le mutande carezzandole il buco anale con la lingua: Viviana andò in estasi. Da lì spostai la leccata sulla figa. Da donna conosco bene i punti sensibili della vagina e così la feci ansimare. Poi lei volle ricambiare. Si stese sul fottuto tavolo della cucina ed io, nuda, sopra di lei, aprì le gambe all'altezza della sua bocca. Me la slinguazzò davvero bene e la passera cominciò a sbavare umori in quantità. La troia ammorbidì il mio culo con la lingua per poi piazzarci dentro un dito senza troppi convenevoli. Mi arrapai di brutto e feci lo stesso con lei, un bel dito nel culo, paf! Ormai eravamo troppo infoiate: strusciarsi le fighe divenne un'esigenza quasi naturale, oltre che irrinunciabile. Avvinghiate focosamente sul tavolo ci scopammo i clitoridi a vicenda fino a godere come due maiale in calore. Gli orgasmi intensi, raggiunti quasi in contemporanea, furono davvero l'inebriante sollievo all'eccitazione profonda. by caldosex