Archivi categoria: leccate anali

Cameriera e signora godono a ogni ora

Mi chiamo Teresa. Ero disoccupata e non sapevo proprio come sbarcare il lunario dato che il mio ragazzo è un gran fannullone. Rispondendo ad un annuncio su un giornale fui decisamente fortunata ad essere assunta come cameriera presso l'abitazione di una coppia altolocata. Lui, mr. Martin, un direttore d'azienda, non c'era quasi mai in casa e dunque spesso, io e la consorte, la signora Viviana, rimanevamo da sole. Viviana trascorreva il tempo tra tv, lunghe telefonate con le amiche e così via. Io, naturalmente, mi occupavo della casa. Tutto procedeva tranquillamente anche se notavo il suo senso di solitudine. Un giorno stavo pulendo il tavolo quando mi sentì il suo sguardo insistente addosso. Essendo tra donne, e soffrendo particolarmente il caldo, avevo le tettone ben esposte all'aria. Il mio seno prorompente aveva catturato l'attenzione della signora. Quasi come un senso di sfida, o per non sentirsi inferiore (chi lo sà?) Viviana mi mostrò le tette senza pudore cercando consensi e apprezzamenti. Ammise chiaramente di sentirsi sola, trascurata dal marito e dunque desiderosa di attenzioni. Aveva lanciato l'amo provocatorio ed io avrei potuto far finta di nulla dato che, oltretutto, non mi ritengo lesbica (in passato avevo giocato sporadicamente con qualche amica). Ma pensai che infondo senza di lei sarei stata, con buone probabilità, in mezzo a una strada, in realtà dovevo tutto a quella donna. E così stetti al suo gioco. Sentivo il suo calore. Non le parve vero di accarezzarmi i seni da dietro. Nonostante la mia non marcata predisposizione naturale verso le donne, cominciai ad eccitarmi. Era calda e vogliosa, si mise a pecorina. Io le sfilai le mutande carezzandole il buco anale con la lingua: Viviana andò in estasi. Da lì spostai la leccata sulla figa. Da donna conosco bene i punti sensibili della vagina e così la feci ansimare. Poi lei volle ricambiare. Si stese sul fottuto tavolo della cucina ed io, nuda, sopra di lei, aprì le gambe all'altezza della sua bocca. Me la slinguazzò davvero bene e la passera cominciò a sbavare umori in quantità. La troia ammorbidì il mio culo con la lingua per poi piazzarci dentro un dito senza troppi convenevoli. Mi arrapai di brutto e feci lo stesso con lei, un bel dito nel culo, paf! Ormai eravamo troppo infoiate: strusciarsi le fighe divenne un'esigenza quasi naturale, oltre che irrinunciabile. Avvinghiate focosamente sul tavolo ci scopammo i clitoridi a vicenda fino a godere come due maiale in calore. Gli orgasmi intensi, raggiunti quasi in contemporanea, furono davvero l'inebriante sollievo all'eccitazione profonda. by caldosex              















Cameriera e signora godono a ogni ora

Mi chiamo Teresa. Ero disoccupata e non sapevo proprio come sbarcare il lunario dato che il mio ragazzo è un gran fannullone. Rispondendo ad un annuncio su un giornale fui decisamente fortunata ad essere assunta come cameriera presso l'abitazione di una coppia altolocata. Lui, mr. Martin, un direttore d'azienda, non c'era quasi mai in casa e dunque spesso, io e la consorte, la signora Viviana, rimanevamo da sole. Viviana trascorreva il tempo tra tv, lunghe telefonate con le amiche e così via. Io, naturalmente, mi occupavo della casa. Tutto procedeva tranquillamente anche se notavo il suo senso di solitudine. Un giorno stavo pulendo il tavolo quando mi sentì il suo sguardo insistente addosso. Essendo tra donne, e soffrendo particolarmente il caldo, avevo le tettone ben esposte all'aria. Il mio seno prorompente aveva catturato l'attenzione della signora. Quasi come un senso di sfida, o per non sentirsi inferiore (chi lo sà?) Viviana mi mostrò le tette senza pudore cercando consensi e apprezzamenti. Ammise chiaramente di sentirsi sola, trascurata dal marito e dunque desiderosa di attenzioni. Aveva lanciato l'amo provocatorio ed io avrei potuto far finta di nulla dato che, oltretutto, non mi ritengo lesbica (in passato avevo giocato sporadicamente con qualche amica). Ma pensai che infondo senza di lei sarei stata, con buone probabilità, in mezzo a una strada, in realtà dovevo tutto a quella donna. E così stetti al suo gioco. Sentivo il suo calore. Non le parve vero di accarezzarmi i seni da dietro. Nonostante la mia non marcata predisposizione naturale verso le donne, cominciai ad eccitarmi. Era calda e vogliosa, si mise a pecorina. Io le sfilai le mutande carezzandole il buco anale con la lingua: Viviana andò in estasi. Da lì spostai la leccata sulla figa. Da donna conosco bene i punti sensibili della vagina e così la feci ansimare. Poi lei volle ricambiare. Si stese sul fottuto tavolo della cucina ed io, nuda, sopra di lei, aprì le gambe all'altezza della sua bocca. Me la slinguazzò davvero bene e la passera cominciò a sbavare umori in quantità. La troia ammorbidì il mio culo con la lingua per poi piazzarci dentro un dito senza troppi convenevoli. Mi arrapai di brutto e feci lo stesso con lei, un bel dito nel culo, paf! Ormai eravamo troppo infoiate: strusciarsi le fighe divenne un'esigenza quasi naturale, oltre che irrinunciabile. Avvinghiate focosamente sul tavolo ci scopammo i clitoridi a vicenda fino a godere come due maiale in calore. Gli orgasmi intensi, raggiunti quasi in contemporanea, furono davvero l'inebriante sollievo all'eccitazione profonda. by caldosex              















La poliziotta in balia dei malviventi

Mi chiamo Iolanda. Appassionata di film polizieschi fin da piccola avevo sempre sognato di diventare un giorno una tutrice esemplare della legge. Col passare degli anni il sogno divenne realtà: fui finalmente assunta in polizia. L'euforia mi fece ottenere belle soddisfazioni all'inizio. Accorrevo in soccorso dei bisognosi, dei deboli, rincorrevo ladruncoli e li ammanettavo. Tuttavia ero testarda, non ascoltavo i suggerimenti del capitano, agivo di testa mia. Quando scorsi un luogo sospetto, una specie di garage abbandonato segnalato da una soffiata come covo di spacciatori, mi avventurai da sola in perlustrazione. Immobilizzai due brutti ceffi prendendoli di sorpresa e pensavo di averli sistemati. Ero talmente sicura di me che addirittura trovai il tempo per una pisciatina. Quando ritornai però, i due si erano liberati e, con rapidità, mi disarmarono. Aggredita, senza mutandine, dovetti soccombere alle loro decise avances sessuali. Fui costretta a prenderlo, a succhiare e a leccare il culo a uno dei due, anche se in realtà non mi dispiaceva poi così tanto. Mi chiavarono perbene quei due porconi e lo fecero anche in tandem in doppia penetrazione: che figuraccia per la poliziotta riempita in modo osceno dai cazzi duri e implacabili dei criminali arrapati. Cercai di oppormi lievemente, in realtà godevo come una matta e continuavo a succhiare e a prenderlo incessantemente. Arrivò il momento di ricevere la sborra copiosa in bocca e gustarla tutta... ma non finì certo lì. Eh no, perchè uno di quei maiali si mise a pisciare in bocca all'altro (avevo già capito che erano un pò bisex quando avevo leccato il culetto a uno di loro) che a sua volta riversò il liquido giallo sulle mie tette per una pioggia dorata! Che gran porci! E così invece dell'arresto ci fu una bella chiavata in tre dopodichè i malviventi si dettero alla fuga. I due si erano premuniti di filmare il tutto e così dovetti subire la beffa oltre il danno. Il giorno dopo il video di quella scopata diventò virale con disonore per me e l'intero corpo di polizia. Il capitano, rammaricato, dovette spingermi a rassegnare le dimissioni. Cari ragazzi, una chiavata sbagliata quanto m'è costata! by caldosex



Lei è efficiente, rapida, sicura...


...attenzione a non sottovalutare i criminali più scaltri madame


se non si immobilizzano adeguatamente la situazione può degenerare...













Energia sessuale, energia vitale

Seconda Parte di: "Non Toglieteci l'energia" by caldosex. Sono Gisella. Come avete letto nel racconto precedente, cari amici, ero stata coinvolta in un'ammucchiata con 4 uomini. Inizialmente avevo ceduto per il bene della mia famiglia scoprendo poi tanto piacere nella trasgressione. Mi appresto a proseguire il racconto.


Quando quei quattro zozzoni mi riempirono di sborra, al termine dell'orgetta, mi sentì davvero una gran puttana. Uno di loro mi porse un asciugamano e cercai di ripulirmi alla meno peggio. Eravamo rimasti a lungo chiusi in quella stanza a fare porcate e lì fuori la segretaria, da sola, non sapeva più come gestire i clienti. Rivestita uscì dalla stanza insieme ai 4 tipi. La segretaria chiese loro:"Ragazzi ma che avete combinato con la signora? E' un'ora che state chiusi lì dentro! Devo pensare a male?". Uno di loro sorrise maliziosamente. Nel frattempo arrivò una donna bruna molto elegante. Rivolgendosi alla segretaria chiese:"Bhè che sta succedendo? Alcuni clienti sono venuti da me a lamentarsi, dicono che non c'è personale...". La segretaria abbassò lo sguardo mortificata, capì allora che si trattava sicuramente di una dirigente dell'Azienda. Uno degli uomini, in tono pacato, prese la parola. Le rispose:"Ehm, dottoressa ci scusi ma dovevamo gestire la delicata pratica della signora qui presente in forte ritardo con i pagamenti". La donna mi guardò e disse:"Ah, lei non ha pagato? Ma brava!". Ancora intrisa dell'odore di sperma replicai alla bruna:"Pensavo che avessimo chiarito con i suoi dipendenti...". La donna allungò la mano verso di me per una stretta e sentenziò:"Piacere, sono Donatella, la direttrice". Le strinsi la mano rispondendo:"Piacere mio, Gisella". Donatella ordinò agli uomini di continuare a lavorare e disse di seguirla nel suo ufficio. Ovviamente non rivelai di aver preso parte a un'orgia con i suoi impiegati e restai solo sul tema pagamenti. Le spiegai che mio marito aveva difficoltà. Donatella mi guardava con insistenza e lanciava occhiate maliziose anche verso le mie gambe. Mi congedò esclamando:"Adesso non ho tempo mi spiace, ripassi la prossima settimana, di mercoledì". Salutai e andai via. Al ritorno a casa raccontai dell'orgia a mio marito e del fatto che poi era intervenuta la direttrice. Rosario osservò:"Oh merda! La direttrice è una donna! E ora come diavolo fai... Sei stata una porca con gli uomini ma con una donna è diverso!". Sorrisi e risposi:"Bhè, in teoria hai ragione caro, però sai questa direttrice non me la conta giusta, sapessi come mi guardava...". Rosario puntualizzò:"Cosa? Non dirmi che è lesbica!". Risposi:"Non lo sò, dovrò scoprirlo nei prossimi giorni". Cominciavo davvero a prenderci gusto in tutta quella situazione torbida, per la prima volta in vita mia mi sentivo al centro dell'attenzione. Passò il weekend, fremevo dalla curiosità di capire che tipo era Donatella. Mi presentai all'appuntamento vestita sexy come la volta precedente. La segretaria mi fece attendere una mezzora, poi finalmente fui ricevuta. Donatella era davvero una bella donna, una tipa strana, particolare, il che mi affascinò. Dopo pochi minuti di conversazione, durante i quali disse che potevamo darci del tu, asserì:"Non credi che indossiamo tutti delle maschere?". Risposi:"Si, a volte è necessario per andare avanti". Lei replicò:"E' questo che stai facendo tu adesso? Le voci girano, tesoro e la segretaria non si fà mai gli affari suoi. Sostiene che hai fatto la troia con i miei impiegati, che ti sei fatta scopare in gruppo come una volgare puttana da strapazzo". Divenni rossa in volto per la vergogna ma negai. Lei allora prese un capo di lingerie e lo usò per bendarmi gli occhi, poi puntualizzò:"Ecco, è questo che stai facendo...". Stanca di negare tolsi la benda dagli occhi ovvero, simbolicamente, la maschera. Ammisi ciò che avevo fatto e, poco dopo, diventammo molto più intime. Avevo capito che le piacevano le donne e, intrigata non poco, decisi di stare al gioco. Spalancò le cosce bramosa di essere cullata dalla mia lingua. Assaggiai la fica per la prima volta e la trovai a dir poco squisita. Poi fu lei a infilarmi le dita dentro mentre me ne stavo sdraiata a pecorina. Mi offrì ancora la sua fica deliziosa ed io la succhiai come fosse stata una nespola calda. Allargai nuovamente le cosce, stavolta lei decise di usare il dildo, lo piazzò dentro la mia vagina con estrema delicatezza e disinvoltura mentre leccava sapientemente il clitoride. A quel punto persi davvero i sensi e venni intensamente. Volevo che anche lei tremasse di piacere e così afferrai un dildo dalla sua fornita collezione e, mentre stava a pecorina, le frugai la bernarda con decisione. Intanto con la lingua mi prendevo amorevolmente cura del suo buco del culo. In breve tempo la sua vagina divenne un lago di umori caldi e la sentì vibrare, gridare di piacere e venire intensamente. In quel momento mi sentì davvero appagata. Ci congedammo con uno splendido lingua a lingua carico di complicità durante il quale lei mi propose di diventare amanti in modo che non avrei più avuto problemi. Intrigata e lusingata all'inverosimile accettai la proposta indecente. A mio marito dissi che era stato tutto risolto, che non doveva preoccuparsi (stavolta non sarei scesa troppo nei dettagli). Inventai la scusa che avevo raggiunto un particolare accordo con la direttrice: lavorare presso la società part time anche per scontare i debiti. In realtà stavo mezza giornata a fare porcate saffiche con la direttrice. Tutto è bene ciò che finisce bene :)    














Baldracche mature per fica giovane

Mi chiamo Melissa. Sono una ragazza disinibita che ama sia gli uomini che le donne. In particolare ho una mia preferenza per le signore mature, quelle un pò più stagionate snobbate da alcuni uomini. Andando al cinema durante la settimana adocchiai subito due tipe sotto la cinquantina, una mora e l'altra bionda. Una volta fuori dalla sala le fermai con una scusa e cercai di fare amicizia. Essendo entrambe chiacchierone finirono con lo sbottonarsi raccontando un pò le vicissitudini della loro vita compresi i tradimenti degli ex mariti con donne più giovani di loro. Erano amiche da 20 anni ed entrambe separate, una da 5 anni, l'altra da 7. Erano curiose di conoscere le mie avventure con gli uomini segno evidente che il cazzo non lo prendevano da tempo e che dunque alle separazioni non erano seguiti bollenti flirt con altri maschi. La bruna si chiamava Rossella, l'altra Ludovica. Mi andava di coinvolgerle e così le invitai da me a prendere un caffè. A casa saremmo state molto più comode. Le tipe accettarono e così le portai da me. Mi piaceva l'idea di conoscerle meglio e così non ebbi fretta di sedurle e continuai a chiacchierare con loro. Ce ne stavamo tutte e tre sedute sul divano. Ad un certo punto cominciai ad insaporire la minestra con un pò di pepe: con aria quasi indifferente osservai:"Bhè signore care, se gli uomini non vi si filano più perchè non la risolvete tra di voi?". Rossella mostrò una faccia contrariata e d'istinto rispose:"Vuoi dire che siamo all'ultima spiaggia? Che dobbiamo farlo tra donne?". Ludovica le fece eco:"Non siamo lesbiche cazzo...", sospirò un pò, poi aggiunse:"...bhè anche volendo, ci conosciamo da una vita...". Intrigata rincarai la dose e sorridendo spiegai:"Mmm nessuno ti capisce meglio di una vecchia amica...". Rossella sentenziò:"Parli bene Melissa ma tanto tu sei giovane e ti godi tutti i cazzi che vuoi...mentre noi...". Ludovica sconsolata asserì:"Ammettiamolo, io e Rossy siamo sul viale del tramonto...". A quel punto salì in cattedra io e dissi:"Eh no cazzo! Basta con questa negatività! Non siete da rottamare, ci vuole solo una presenza fresca, giovane, che vi ispiri, che vi ridoni l'entusiamo sessuale, una come me!". A quel punto le due si guardarono in faccia stralunate, poi rivolsero lo sguardo verso di me come per dire:"Ma fai sul serio?". Esclamai:"Basta vittimismi adesso!" e abbracciai Rossella e la baciai in bocca. Rossella fremeva dal desiderio di un corpo caldo e restò incollata alla mia bocca. Infoiata mi leccò i capezzoli come una lesbica navigata. Poi spalancò le cosce in modo che io potessi slinguazzarla perbene. Intanto Ludovica, arrapata più che mai, leccava me. Il ghiaccio ormai era rotto così come i tabù. Baci, leccate di tette, capezzoli, culo, si susseguirono a ritmo vertiginoso in un bollente triangolo lesbico. Alla fine, dopo varie menate, arrivai a farle baciare tra di loro con passione e lì toccai il Cielo con un dito oltre a provare un orgasmo favoloso. Ma quella sera le venute per noi tre si susseguirono a raffica incessante... by caldosex      
















Segreti di una cameriera

Mi chiamo Cristina. Da alcuni anni sono collaboratrice domestica presso una coppia altolocata. Lui non c'è spesso in casa ma pretende che io stia sempre vestita sexy in lingerie (anche d'estate) per invogliare i suoi colleghi di lavoro a concludere positivamente i contratti d'affari. La maggior parte delle volte nella villetta con piscina restiamo da sole io e la signora Eva, una troiona snob. Pur ammettendo col marito il fatto che io fossi una bella donna mi aveva trattata sempre con distacco fin dal primo giorno. Come la maggioranza delle donne ricche e snob Eva è preda dei vizi e si diverte invitando amiche del suo rango. Io naturalmente porto da bere e loro chiacchierano finendo poi puntualmente in camera da letto a sfogare le voglie sessuali che i mariti, troppo impegnati col lavoro, non le dispensano a sufficienza. Insomma, alla signora Eva piacciono le donne. Io d'altro canto sono sempre stata un pò sfortunata con gli uomini che puntualmente mi davano una botta e via. La villa è dura da pulire e sono costretta a farmi davvero un culo così per mantenerla in ordine mentre Eva, forte della sua posizione dominante, non fà letteralmente un cazzo dalla mattina alla sera se non guardare la tv, ricevere le amiche, come detto, leggere e, quando fà caldo, prendere il sole in piscina. Fu proprio in un periodo caldo, verso la fine dell'estate, che accadde un episodio particolare. Anche se Eva affermava sempre la sua superiorità io facevo di tutto per non farle mancare nulla ma la sua arroganza mi faceva rabbia. Quel giorno se ne stava sdraiata a bordo piscina a prendere il sole. Faceva molto caldo e cominciò a sudare. Mi chiese qualcosa di fresco e io preparai una bibita. Gliela stavo portando come al solito quando mi scattò una sorta di rabbia, volevo farle capire che non ne potevo più di essere considerata una serva, una schiava, e così d'istinto le versai la bibita in mezzo ai seni. La sua reazione fu veemente, mi diede un ceffone. A quel punto presi coraggio e, mentre la asciugavo con una pezza, le misi la lingua in bocca ricordandole che ben conoscevo i suoi gusti sessuali. Adirata rimarcai il fatto che magari io non andavao bene essendo una cameriera, non una di rango come le sue amichette. Eva si eccitò, inoltre riconobbe di essere stata una stronza e così ci adorammo i capezzoli a turno. Ero talmente eccitata che le tolsi anche la parte di sotto del costume, guardai le sue parti intime con desiderio e usai la lingua nel suo culetto. Non se l'aspettava e in men che non si dica la sua figa si sbrodolò in un orgasmo pazzesco. Anch'io avevo la temperatura a mille e volevo esplodere: ci pensò quella porca a stuzzicarmi il clitoride col capezzolo fino a farmi godere. Naturalmente poi proseguimmo il gioco in camera da letto tra 69, baci e quant'altro assaporando ripetutamente l'orgasmo. Alla fine della giornata eravamo sfinite ma felici. Bhè adesso Eva non è più così stronza con me e m'ha dato pure l'aumento! Inoltre, quando vengono le sue amiche bhè... giochiamo in tre. by caldosex    
















Lesbicata in manicomio

Sono Valeria, una dottoressa che lavora in manicomio. Per non avere alcun tipo di problema la dò regolarmente al direttore anche se il mio ideale sono le donne. Di pazienti femminili ne vedo tanti ma non sempre belli come Miranda. Di lei conoscevo tutta la storia, tutti i retroscena. Era finita in igiene mentale dopo aver picchiato quasi a morte il suo ex che l'aveva tradita con un'altra. Trovata imbottita di alcol e droga era stata dichiarata incapace di intendere e volere al momento dello spiacevole episodio, nonchè affetta da disturbi mentali e, alla fine, era finita nella mia struttura invece che in carcere. La mia relazione su di lei sarebbe stata determinante per farla uscire ma ovviamente volevo qualcosa in cambio: la sua fica! Non fu difficile invogliarla a lesbicare con reciproche bollenti leccate di patata, capezzoli e strusciate. Venimmo entrambe più volte e fu davvero favoloso. Ma infondo che fretta c'è di farla uscire? Nella relazione ci metto sempre qualcosa che la trattenga ancora qui, non è mai completamente sana. Detto tra noi è almeno un annetto che me la tengo, che sballo! Sono proprio una puttana lo ammetto. Però prima o poi la farò uscire, voglio godermela ancora qualche mesetto... by caldosex















Pazzo del professore

Mi chiamo Carlo. Ho scoperto solo di recente di essere gay. E pensare che Ramona, la mia splendida ex ragazza, mi aveva anche avvertito. Ma facciamo qualche passo indietro. Lavoravo come assistente universitario insieme al prof. Mark Web. Ero talmente affascinato dalle teorie scientifiche del dr. Web che provavo più piacere ad ascoltare lui che Ramona. Pian piano persi perfino l'interesse di andare a letto con lei. Ramona, preoccupata, provò a parlare con Mark invano. Poi avvertì me circa le tendenze sessuali di quell'uomo. Avevo sempre guardato e scopato le donne prima di allora ma lui era tremendamente affascinante, senza rendermene quasi conto ero totalmente cotto di lui per cui, quando un giorno a casa mia mi baciò, mi sembrò quasi naturale. Ero estasiato, gli feci un lungo e lento affiatato bucchino e bevvi tutto il suo seme come una puttanella. Poi continuammo a letto, più comodamente. Ci baciammo, mi leccò l'ano divinamente. Quando a sorpresa arrivò Ramona e ci colse sul fatto, avevo le dita del professore nel culo e rasentavo l'estasi segandomi. Ramona furiosa accettò la sconfitta, non avrebbe mai potuto competere con lui che mi aveva stregato. Ma per lei non mi preoccupo affatto, sono sicuro che da allora ne avrà presi di cazzi... by caldosex  



Troppo tardi...











La collega da urlo

Mi chiamo Jimmy. Claudia è una collega di lavoro al cantiere. A dispetto della sua bellezza prorompente sul lavoro è come un uomo e, probabilmente, anche fuori dal lavoro. Tutti erano invidiosi perchè il capo mi aveva assegnato i turni insieme a lei. Metteva i tacchi e certe minigonne da paura e spesso senza nemmeno le mutandine. Diceva di essere una dura, e lo era. Quando gli uomini allungavano le mani li prendeva a calci nelle palle (e i tacchi nelle palle non fanno molto bene). Un giorno ero eccitatissimo e lei si accorse che avevo il cazzo duro. Da bravo feticista ero pazzo dei suoi piedi. Del resto non avrei mai potuto scopare una lesbica convinta come lei. Le adorai i piedi e lei se lo lasciò fare, non sò perchè, forse un pò gli sono simpatico. Non mi parve vero ricevere i piedini attorno al cazzo beneficiando di un massaggio delizioso. A un tratto, favorito dalla posizione a pecorina, osai perfino leccarle il culo e lei, miracolosamente non si negò. Ero letteralmente in estasi e pronto all'inevitabile sborrata che avvenne copiosissima sulla pianta del suo piede. Fu davvero fantastico peòr non lavorammo proprio e il capo andò su tutte le furie. Per difenderla dissi che non mi sentivo bene e perciò le avevo rallentato il lavoro. Quando lui andò via lei sorrise e disse:"Wow che galantuomo, ti sei esposto per me! Mi sà che qualche altro lavoretto coi piedi te lo faccio...". Naturalmente lo attendo con molta ansia... by caldosex