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La mia amica massaggiatrice

Mi chiamo Elena. Rosaria è un'amica dai tempi delle scuole medie, siamo cresciute insieme si può dire. Entrambe avvenenti giocavamo spesso a stuzzicare i ragazzi come sorta di sfida per vedere chi delle due preferivano. Terminati gli studi ci eravamo poi un pò divise a causa degli impegni lavorativi. Io faccio la segretaria e lei la massaggiatrice. Un periodo cominciai ad accusare fastidiosi dolori di schiena e così pensai di rivolgermi a lei per ricevere sollievo data la storica amicizia. Rosaria fu gentile e disponibile come sempre. Una mattina mi recai nel centro dove lavorava. Dopo quattro chiacchiere disse di spogliarmi ed io lo feci sdraiandomi poi sul lettino. Le sue mani sembravano esperte, me ne accorsi subito da come massaggiava i muscoli delle gambe. Ero tranquilla nella mani di una vecchia e cara amica ma non avevo fatto i conti con gli imprevisti della vita. Dopo appena 10 minuti di terapia allungò le mani inaspettatamente: una sulle tette, l'altra tra le gambe. Restai a dir poco sorpresa per non dire imbarazzata all'inverosimile. Come era possibile tutto ciò? Rosaria disse di stare calma ma io ero agitatissima. Ci pensò lei a rilassarmi leccandomi senza esitazioni la figa! Non me l'aveva mai fatto una donna e devo ammettere che lei era bravissima. I pensieri affollarono di colpo la mia mente insieme alle domande senza chiare risposte. Cosa ci facevo lì sdraiata leccata da una donna? Eppure mi piaceva cazzo! Oh si se mi piaceva! Rosaria si spogliò a sua volta, era decisa a farlo. Ormai ero palesemente arrapata e finimmo splendidamente a 69 a leccarcela con foga come due grandissime troie in calore. Gli umori della sua passera bagnata mi inebriarono il cervello e leccai come un'indemoniata. Lei fece lo stesso e ci ritrovammo a godere ognuna gustando i sapori intimi dell'altra. Poi, da gran zoccole, ce li scambiammo con un caldo bacio. Credo che prenderò l'abitudine di fare massaggi d'ora in avanti, che ne dite? by caldosex














Perquisizione accurata in terra asiatica

Il mio nome è Mara. Per fare un pò di soldi mi ero offerta di accompagnare uomini d'affari asiatici. Ogni sera davano festini porno, delle vere e propie orge. Si fumava, si beveva, si scopava e girava anche la droga. Un giorno la polizia fece irruzione durante una delle festicciole e portò via anche me insieme a boss, delinquenti e varie altre puttane. Mezza fatta di alcolici ero sospettata anch'io ma l'esperienza sconvolgente fu con la poliziotta asiatica che mi perquisì. All'inizio pensavo che facesse solo il suo dovere ma poi mi resi conto che non seguiva per nulla il protocollo. Non avevo mai avuto fantasie con donne: cazzo e soltanto cazzo per tutta la vita. Ma Jasmine era una porca! Mi palpava le tette con la scusa dei controlli per gli stupefacenti. Mi spogliò addirittura e mi palpò la passera, una sorta di ditalino col guanto. Ero alla sua mercè, il massimo fu quando, accovacciata sulla scrivania nella posizione grosso modo della pecorina, mi beccai un suo dito nel culo mentre con un altro mi sgrillettava la passera. Bhè, a lei cercai di non dare troppa soddisfazione ma me ne venni di brutto! by caldosex   
















La collega da urlo

Mi chiamo Jimmy. Claudia è una collega di lavoro al cantiere. A dispetto della sua bellezza prorompente sul lavoro è come un uomo e, probabilmente, anche fuori dal lavoro. Tutti erano invidiosi perchè il capo mi aveva assegnato i turni insieme a lei. Metteva i tacchi e certe minigonne da paura e spesso senza nemmeno le mutandine. Diceva di essere una dura, e lo era. Quando gli uomini allungavano le mani li prendeva a calci nelle palle (e i tacchi nelle palle non fanno molto bene). Un giorno ero eccitatissimo e lei si accorse che avevo il cazzo duro. Da bravo feticista ero pazzo dei suoi piedi. Del resto non avrei mai potuto scopare una lesbica convinta come lei. Le adorai i piedi e lei se lo lasciò fare, non sò perchè, forse un pò gli sono simpatico. Non mi parve vero ricevere i piedini attorno al cazzo beneficiando di un massaggio delizioso. A un tratto, favorito dalla posizione a pecorina, osai perfino leccarle il culo e lei, miracolosamente non si negò. Ero letteralmente in estasi e pronto all'inevitabile sborrata che avvenne copiosissima sulla pianta del suo piede. Fu davvero fantastico peòr non lavorammo proprio e il capo andò su tutte le furie. Per difenderla dissi che non mi sentivo bene e perciò le avevo rallentato il lavoro. Quando lui andò via lei sorrise e disse:"Wow che galantuomo, ti sei esposto per me! Mi sà che qualche altro lavoretto coi piedi te lo faccio...". Naturalmente lo attendo con molta ansia... by caldosex














Sesso gay a casa di mia cugina

Mi chiamo Aldo. Appassionato cronico di pornografia, mi ero presto accorto di preferire i soggetti maschili a quelli femminili. Nessuno conosceva il segreto dei miei gusti sessuali, tantomeno Alessandra, la figlia della sorella di mamma, una cugina di primo grado. Prima di quel fatidico giorno avevo giocato un pò con qualche compagno di classe timoroso di andare fino in fondo. L'occasione bollente si presentò quando Alessandra mi chiese di farle compagnia intanto che un operaio le sistemava casa, il tutto mentre i miei zii, e genitori di lei, erano fuori città per lavoro. Quel ragazzo si chiamava Walter e mi piacque subito appena lo guardai. Aspettai il momento opportuno per agire e lo feci quando mia cugina disse che si sarebbe allontanata per un pò. A quel punto, senza troppi indugi, approcciai con lui palpandolo tra le gambe. Rimase sorpreso ma, quando gli tirai fuori l'uccello dalla divisa di lavoro, lo trovai bello duro e così iniziai a leccarglielo e a segarlo con gusto. Proprio sul più bello ritornò quella rompiscatole di Alessandra cogliendoci sul fatto o, per meglio dire, me col cazzo suo in mano. Naturalmente urlò e mi diede del pervertito. Le dissi di andare a quel paese voglioso di continuare il gioco tra maschietti. Stronza e dispettosa com'è sapevo bene che avrebbe potuto riferirlo a mia madre, tuttavia conoscevo il suo ragazzo e sapevo che la troia si sbatteva anche un altro tipo, di conseguenza le conveniva star zitta altrimenti avrei spifferato tutto mettendola nei casini. Liberatomi di Alessandra io e lui fummo pronti a riprendere le danze con lui che me lo succhiò divinamente. Eccitato, lasciai che mi impalasse a candela e gustai il piacere di prenderlo tra le chiappe. Naturalmente, anch'io volevo il suo intimo buco e così lo inculai a mia volta focosamente per interminabili minuti prima che entrambi schizzassimo tanta bella sborra calda al culmine di una scopata coi fiocchi. by caldosex      














Mio marito scoprì il gusto del cazzo

Mi chiamo Valeria. Mio marito maturo Antonio aveva da tempo fantasie omosessuali. Le assecondai finchè quelle pulsioni divennero realtà. L'occasione adatta si presentò quando Eric, un maschio più giovane di lui, si mise a corteggiarmi. Sapevo che mi avrebbe scopata, e così accadde, soltanto che feci in modo che mio marito fosse presente. Dopo un pò di stantuffate nella fregna, durante le quali Antonio 'familiarizzò con i testicoli del giovane', arrivò il momento per mio marito di imboccare l'uccello. Eric gradiva molto la bocca maschile ed io mi accertai che Antonio non smettesse: alla fine Eric godette scaricando in bocca al mio coniuge troietta schizzi caldi di sperma. Fu così che Antonio divenne bisex oltre che un marito cuckold cornuto... by caldosex 







Castigai la nipote del capo

Caldosex Il mio nome è Enrico. I colleghi erano andati in ferie con largo anticipo, ero rimasto da solo a disposizione della ditta edile in pieno luglio. Il capo mi affidò la ristrutturazione di un appartamento con annessa pitturazione. Gli spiegai che avevo bisogno di una mano per poter agire e lui, alla fine, procurò una persona. Pensavo pescasse qualche rozzo omaccione, invece no. Fui colpito quando mi si parò davanti una bella ragazza sorridente. Si chiamava Angela ed era addirittura la nipote del capo. La tipa si dava un gran da fare al punto che giungemmo in anticipo sulla tabella di marcia. Mancavano ormai pochi giorni alla fine del lavoro quando l'impulso di far sesso con lei prese il sopravvento. Mi ero già accorto di quanto fosse disinibita e così cercai un pretesto per approcciare: le offrì una fetta di anguria e poi utilizzai lo stesso frutto per "rinfrescarle" la passera depilatissima. La troia stette al gioco. In men che non si dica le succhiai i capezzoli, poi lei mi segò un pò il cazzo già durissimo. Glielo affondai dritto nella fica per un pò, poi la feci salire sullo scaletto per poterle leccare comodamente le fessure da dietro. Gemeva eccome la puttanella. A cazzo duro riaffondai nella sua fica, poi decisi di scoparle il culetto a candela. Fece una smorfia di dolore compensato subito da grande e libidinoso piacere. Affondai completamente il tarello tra le sue natiche sentendola godere e venire. Poi, impaziente di raggiungere l'amplesso a mia volta, le sbattetti l'uccello durissimo nella bocca e lei lo succhiò avidamente. Poche deliziose pompate e la sborra abbondante le schizzò inesorabilmente in bocca e sul viso. Certe volte lavorare ha i suoi risvolti piacevoli...            
















L’amica troia di mia cugina

Mi chiamo Virginia. Quella mattina dovevo recarmi ad un colloquio di lavoro. Non ero molto convinta di andarci, alla fine però mi decisi. Persi l'autobus per cui feci tardi. Affrettai il passo, attraversai una strada, ero quasi arrivata a destinazione quando incrociai un viso conosciuto: si trattava di Maria, un'amica di mia cugina Ilaria. Le spiegai dove stessi andando e la mia scarsa voglia di sostenere il colloquio. A quel punto Maria disse di abitare proprio da quelle parti e mi chiese di accompagnarla. Stavamo sulle scale quando la salutai ma lei mi trattenne. Disse che potevamo fare quattro chiacchiere sedute sulle scale ed io accettai. Da come mi guardava intuì che per lei le donne non erano semplici amiche. Il suo modo di fare mi incuriosì non poco e così restai con lei a parlare ancora del più e del meno finchè accadde la sorpresina hot: avvicinò la sua bocca alla mia, la aprì sensualmente tanto da farlo risultare un chiaro invito al bacio: le nostre lingue finirono dolcemente a contatto. Ormai ci stavamo lasciando andare, avevamo entrambe i pantaloni sbottonati e mezzi calati vogliose di calore. Fu a quel punto che lei mi mostrò il dildo, dicendo che era il suo fido compagno di giochi da tenere sempre in borsa per eventuali occasioni. A quanto pare quella mattina ero io la sua occasione! Mostrò le tette e volle che facessi altrettanto. Le piaceva di giocare, di provocare ed io ci stavo prendendo maledettamente gusto nell'assecondarla. Mi mostrò la figa depilata ed sentì in quel momento di stare per perdere del tutto il controllo. Mi chiesi cosa diavolo ci facessi io, ragazza fidanzata, per le scale di quel palazzo in compagnia di una mezza sconosciuta. Mille pensieri mi frullarono nella testa ma, prima che potessi fare qualsiasi cosa, lei passò all'azione. Con un gesto rapido calò le mie mutandine e iniziò a leccare la patata con la sua linguetta calda col piercing di colore giallo che già avevo sentito durante il bacio precedente. Ormai ero in suo potere: ammirò le mie fessure poi approfittò del fatto che fossi dannatamente eccitata per piazzare il dildo nella fregna. Mentre lo faceva disse che, a differenza del sesso maschile, il dildo resta sempre duro. Andai completamente in estasi e lasciai che quella gran troia seduttrice mi stantuffasse la figa con l'oggetto. Poi me la ritrovai dietro. Ricordo bene le sue mani calde decise ad allargare le mie chiappe per poi deliziarmi culo e figa con la linguetta. Appoggiata alla ringhiera delle scale non potetti far altro che sbrodolarle nella bocca i liquidi vaginali frutto di un intenso e appagante orgasmo. Ci ricomponemmo giusto in tempo prima che qualche condomino si accorgesse di qualcosa. La salutai e corsi via per le scale. Giorni dopo incontrai Ilaria, mia cugina. Senza entrare nei dettagli le dissi:"Sai ho incontrato per caso la tua amica Maria". Ilaria rispose:"Ah si? Bhè Maria è una cara ragazza infondo ma è irrimediabilmente lesbica, ho dovuto respingere varie volte le sue ardite avances. Stà attenta che potrebbe provarci anche con te!". Restai in silenzio per alcuni secondi poi feci finta di cadere dalle nuvole e falsamente risposi:"Ah, davvero? No, stà tranquilla, l'idea di stare con una donna mi fà venire semplicemente il voltastomaco...". By caldosex              
















Favolosa lesbicata con l’amica preferita

Mi chiamo Valeria. Giuliana la moretta è un'amica di lunga data, quella preferita. Spesso per gioco ci davamo della troietta e della puttanella a vicenda. Inoltre io le dicevo sempre che per un'amica vera avrei fatto qualsiasi cosa. Naturalmente non avrei potuto mai sapere che Giuliana fosse spudoratamente lesbica. In tanti anni non me ne ero mai accorta e lei aveva fatto di tutto per non farsi notare. Ma non potrò scordare mai quel pomeriggio in cui ebbi con lei una favolosa e inattesa lesbicata. Stavamo sul divano di casa sua a parlare del più e del meno, a scherzare quando lei iniziò a baciarmi sul viso e poi in bocca. Non ci feci caso nemmeno più di tanto pensando che fosse un modo di provocare per farmi sentire in imbarazzo. Ma poi lei iniziò a togliermi i vestiti. La sentivo fremere e mi resi conto solo a quel punto che non si trattava di un gioco innocente. Lei voleva fare sesso con me! Ci sapeva fare la troietta. La sua mano sul jeans in emzzo alle gambe accompagnata da un languido bacio in bocca mi fece sciogliere come una puttanella di primo pelo. Prima che potessi elaborare troppi pensieri le sue dita erano già sapientemente affondate nella mia figa e dopo continuò il lavoretto con la lingua. Ormai ero pronta a godere a cosce aperte e venni intensamente. Ma Giuliana, sempre più eccitata, voleva essere giustamente ricambiata ed io, da inesperta, dovetti fare del mio meglio per riuscirci. Risultò più facile del previsto e la sua figa intrisa di umori non fu affatto sgradevole. Mi incollai con la lingua al suo clitoride fino a farla tremare di piacere. Dopo gli orgasmi ci baciammo nude stando una sull'altra ripensando a quelle inebrianti sensazioni appena provate.