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Madre snaturata per trombata

Sono Roberto. Vi ricordate di Angela, la camerierina sexy? Ebbene scoparle culo e fica era stato davvero fantastico ma poi si mise di mezzo mia madre che pose fine al divertimento, o almeno così credevo. La mia genitrice, Alessandra, è una donna affascinante, un pò severa, almeno in apparenza, e molto dedita al suo lavoro. Alcuni mesi dopo che Angela andò via i miei iniziarono a litigare di continuo finchè mio padre decise di andare a dormire altrove per un pò nella speranza di far calmare le acque. Anch'io ero arrabbiato con lei. Un giorno la presi di faccia e la criticai:"Vuoi sempre comandare! Hai fatto incazzare papà, non solo, e poi... che fastidio ti dava Angela, era così dolce, mi faceva compagnia". Alessandra mi guardò stizzita e, come sua abitudine, sentenziò:"Ah smettila Roberto! Era una puttana, chissà a quanti l'ha data, io mi preoccupo per te, per la tua salute...". Replicai:"Davvero? Però se non scopo mi ammalo di depressione!". Lei rispose:"Suvvia, ma cos'è questo linguaggio!". Nervosamente ribattei:"Magari a te non frega nulla dato che pensi solo al lavoro ma a qualcuno piace anche fottere di tanto in tanto, non credi?". Stressata dalla discussione mi diede uno schiaffo ed io, infastidito, la chiamai:"Brutta stronza!" e mi chiusi in camera. by caldosex    


Trascorse circa mezzora e la mamma bussò alla porta della mia camera. Voleva far pace a tutti i costi dopo la litigata. Mi bruciava ancora la dipartita della cameriera, ad ogni modo ero mezzo nudo e le aprì. Alessandra non è piu una giovincella e il tempo impietoso le ha segnato un pochino il viso ma resta pur sempre una gran bella donna slanciata con gambe fantastiche..e non solo. Sapevo che non voleva perdermi, non voleva che io andassi via di casa specie dopo essere stata abbandonata dal marito, ossia mio padre. Nel desiderio di tenermi a sè si lasciò andare e mi baciò in bocca con tale passione da ritrovarci entrambi stesi sul letto. Fu incredibile e tremendamente eccitante. La sua astinenza sessuale era perfino maggiore della mia, percepì chiaramente il desiderio bollente di una donna insoddisfatta. Era infoiata, cominciò a slinguazzare la cappella come la più ardita delle troie ed io andai in estasi. Arrapato le allargai le cosce infilandole la lingua in mezzo. Aveva la passera bagnata ed io le "asciugai i sughi" mentre ansimava di piacere. Dopo di ciò la ingroppai a pecorina, le detti il tarello durissimo nella fregna. Continuai anche a missionaria leccandole i capezzoli. Poi ripresi a fotterla a pecorina. Le botte finali la fecero venire intensamente ed anch'io fui pronto a godere sborrandole in quantità industriale sulla schiena: caldi getti di sborra sulla sua pelle morbida. Fu così che, ahimè, scopai mia madre per la prima volta. Nessuna cameriera venen più assunta, nè mio padre fece ritorno a casa. Alessandra cambiò totalmente: lavorava meno e tornava presto a casa per farsi sbattere dal figlio, ossia io. L'avevo resa una gran puttana vogliosa, divennimmo come amanti. Nessuno seppe mai la verità a riguardo. Ciò avrebbe generato uno scandalo non da poco. Tuttavia, conoscenti e amici si stupiscono del fatto che sia io che lei siamo eternamente single...         



















Quella gran figa di mia sorella

Mi chiamo Gianni. Serena è mia sorella maggiore ed è davvero una gran bella donna mora. Quando abitavamo insieme, con i nostri genitori, ed io ero più piccolo, la spiavo sempre mentre faceva la doccia e le dedicavo splendide seghe. Poi però il tempo passò e lei si sposò. Io intanto andai a vivere per conto mio. Lavoravo come aiuto meccanico per mantenermi agli studi di ingegneria. In casa avevo creato un'area svago con videogiochi, tavolo da biliardo e lapdance. Eh si, quando capitava qualche signorina disponibile mi divertivo a guardarla danzare prima di scopare. Tuttavia ero triste, Serena mi mancava, infondo erano quasi 2 anni che non la vedevo. Un giorno mi chiamò mia madre e disse:"Guarda che tua sorella stà attraversando un brutto periodo, se per caso viene a trovarti cerca di tirarla su eh...". Mi chiedevo cosa stesse passando ma poi lasciai stare pensando che non sarebbe mai venuta a trovarmi. E invece me la ritrovai di punto in bianco davanti alla porta con uno sgargiante vestitino rosso che metteva in risalto le audaci forme. Istintivamente la abbracciai, lei sorrise ed entrammo in casa. Ovviamente notò il palo della lapdance e cominciò a fare una tiritera di domande alludendo alle ragazze che mi portavo a casa. Intanto io la snobbai, dissi che si era sposata, che non doveva pensare a ciò che facevo io e a queste cose. Ma lei, più decisa che mai, voleva mostrare la sua carica erotica a tutti i costi con me spettatore d'eccezione. Disse che il marito le metteva le corna con la segretaria. Intanto mi accorsi che non aveva le mutandine e cominciai ad eccitarmi sul serio. Ricordai di colpo tutte le volte che l'avevo spiata. Disse che potevo guardare ma non toccare. Io ormai ero sù di giri e l'afferrai da dietro palpandola energicamente. Il cazzo era ormai in piena erezione e Serena si rese conto che non l'avrei mai lasciata andare e così penso bene di calmare i miei bollenti spiriti con un bocchino favoloso. Di lingua e di bocca lavorò a lungo il cazzo finchè esplose copiosamente nella sua caldissima boccuccia. Ero davvero in estasi deliziato da lei ed assaporai a lungo il gusto dell'orgasmo proibito. Mentre fantasticavo già di fotterla, dopo essermi ripreso un attimo, sentì il suono del campanello. Riconobbi la voce di mia madre:"Gianni apri, io e papà siamo venuti a trovarti!". Il panico mi prese e anche a Serena, con la bocca ancora piena di sborra. Le dissi di nascondersi sotto il letto e andai ad aprire. Mia madre, dopo essere entrata notò:"Ah, ma qui c'è profumo di donna biricchino. Strano, è il profumo preferito di tua sorella". Volevo morire ma replicai d'istinto:"Ah, che combinazione, questa fragranza và proprio di moda in questo periodo...". Mia madre proseguì:"Beato te che sei felice, sapessi tua sorella come è giù...". A quel punto risposi:"Ma no mamma, vedrai che ci sarà felciità anche per lei...". Dopo due ore i miei finalmente andarono via e la povera sorellona uscì da sotto al letto sentenziando:"Gianni, l'abbiamo fatta davvero grossa!". Le risposi:"Facciamola ancora più grossa, dormi da me...". Lei mi guardò come per dire:"Ora stai esagerando cazzo!". Ma trascurata dal marito aveva trovato il suo principe azzurro incestuoso e così la trombai per tutta la notte tra le lenzuola e feci lo stesso anche nei giorni seguenti. Adesso non cerco più ragazze per la lapdance visto che lei le batte tutte! by caldosex













Madre snaturata

Mi chiamo Vera, faccio l'insegnante. Un giorno, rovistando in camera di mio figlio Eddy, scoprì che leggeva riviste pornografiche omosessuali. Sbirciando sul suo pc trovai anche dei video, sempre dello stesso genere. A dir poco sconvolta lo raccontai al padre che andò su tutte le furie. Per evitare che mio marito, troppo aggressivo, turbasse l'indole già inquieta del ragazzo, decisi di parlare io con lui ma mi resi ben presto conto che Eddy era orientato con decisione sulla linea gay. Non sapendo più cosa fare tentai la carta della disperazione: se aveva difficoltà con le donne sarei stata io ad offrirgliela e così feci. Da gran troia andai in camera sua e gli feci un bel pompino che lui sembrò gradire. Mi parve di rivivere i tempi del liceo quando sbocchinavo i compagni di classe nei cessi. Poi lo istigai a levarmi le mutandine e ad entrare col suo uccello duro nella figa. Lo fece alla grande e mi montò pure a pecorina e a cavalcioni facendomi godere e venire assai meglio di mio marito. Gli schizzi caldi nella vagina completarono la splendida scopata incestuosa. Ero felice di aver goduto cosi e credevo di aver riportato mio figlio sulla via della figa ma mi sbagliavo di grosso. Appena assaporato l'orgasmo sentì la sua vocina chiedere con insistenza:"Mamma, mi presenti un tuo amico?". Mi cadde di nuovo il mondo addosso e capì di aver fallito anche se era stata bellissima l'intimità con lui. Al padre mentì, dissi di averlo convinto. Poi presentai a mio figlio un collega di scuola (poco incline verso le donne) in modo che i due si potessero svagare insieme. Tanto mio marito non c'è quasi mai a casa e difficilmente si accorgerebbe di qualcosa. C'ho provato, la patata gliel'ho data ma la situazione non si è sbloccata... by caldosex      












Due maschietti bisex per Alessia

Mi chiamo Alessia. Avevo sempre sospettato che mio cugino Mirko fosse un pò frocetto. Quel che non pensavo di certo era che, allontanandomi pochi minuti per andare a pisciare, lo avrei trovato col cazzo di fuori, intento a farselo succhiare da Daniel, il mio ragazzo! Quei porcelli evidentemente avevano 'simpatizzato' oltre ogni immaginazione a mia insaputa. Passato lo stupore iniziale non mi persi certo d'animo: da brava troietta quale sono mi gettai nella mischia, come potete osservare... by caldosex.














Il risveglio dolce con la zia

Mi chiamo Ettore. Avete mai sognato di farvi vostra zia? Io si, centinaia di volte. E ciò è anche comprensibile dato che Teresa, la sorella di mio padre (sposata con zio Gianni) è un gran pezzo di gnocca. Bionda, sorridente, sempre in tacchi e lingerie farebbe rizzare il cazzo a molti uomini. Quando mia madre Laura mi spiegò:"Ettore, lo zio Gianni starà fuori un paio di giorni per un lavoro importante, fai compagnia tu alla sorella di tuo padre. Sai lei teme molto i ladri". Risposi:"Ah si certo, non c'è problema". La notte trascorse tranquilla ma al risveglio me la ritrovai davanti più bona che mai. Si accorse subito che non vedevo una figa da tempo e lasciò che beneficiassi delle sue grazie. Iniziai a baciarla, a leccare i capezzoli. Pensavo di sognare ma era tutto dannatamente vero! Quando mi prese il cazzo in bocca andai letteralmente in estasi. Dopo poco arrivai già sul punto di sborrare ma volevo godere pure un pò del suo bel corpo e così le leccai la figa infilando anche le dita e insistetti a stuzzicarle il clitoride per condurla piacevolmente all'orgasmo. Sospirò profondamente quando se ne venne, poi continuò a prendersi cura del mio cazzo con la sua raffinata arte spompinatoria finchè io, al culmine del piacere, le schizzai tutto il seme che avevo nella bocca e lei lo bevve senza esitazioni. Quando tornai a casa mamma Laura disse:"Sai, ha telefonato zia Teresa, ti ringrazia, dice che con te la notte a casa sua si è sentita molto tranquilla...". by caldosex
















Le amorevoli cure materne

Il mio nome è Assunta. Non sono mai stata una santa. A scuola, a causa delle grosse tettone, ero famosa per le seghe spagnole dispensate nei cessi ai compagni di classe. Ma poi si cresce e si cambia, o forse è solo una pia illusione. Con il matrimonio credevo di aver trovato una certa stabilità. Ma mio marito Roberto era troppo occupato con il lavoro e a me toccava tutta la gestione della casa, nonchè quella di nostro figlio Gilberto. Lui è un bravo ragazzo ma ha sempre avuto problemi di approccio con le donne. Non sopportavo più che passasse le notti a seghe guardando film porno su internet. Una mattina mi sedetti sul letto accanto a lui che se ne stava col cazzo di fuori come al solito. Gli chiesi perchè non si fosse trovato ancora una ragazza e lui si sfogò e disse che non ci riusciva, che si sentiva un fallito. A quel punto mi fece sentire davvero male, il mio povero piccolo un fallito! Non potevo accettarlo e così afferrai il suo cazzo mentre lui eccitato mi leccava i capezzoli e poi glielo presi in bocca il suo bel cazzone duro e voglioso. Se non c'erano ragazze in grado di apprezzarlo sarei stata io, la madre, a farlo godere. Lo misi anche tra le tette offrendogli la mia specialità: la sega spagnola. Poi continuai a succhiare finchè lui raggiunse l'intenso amplesso sborrando a fiume sul mio viso. Lo sperma schizzò perfino sulle sopracciglia e sui capelli facendomi sentire una grandissima troia. Da allora questa 'cura' quasi quotidiana lo rende davvero felice ed anch'io sono contenta che stia bene. Mio marito però ogni tanto chiede:"Quando si trova una ragazza Gilberto? Non vorrà andare avanti a seghe tutta la vita...". Ed io da brava madre troia rispondo:"Ma che fretta c'è, si vede che stà bene da solo...". Si, come no, da solo con la calda bocca materna e le seghe spagnole... By caldosex  












La bocca calda della zia

Caldosex incesto zia-nipote. Il mio nome è Valerio. Giada, la sorella bionda di mia madre, è stata sempre una gran figa. Mi piaceva tanto parlare con lei, era diventata un'amica speciale, una confidente unica. Preso dall'emozione, dall'eccitazione, dal desiderio tentai più volte di coinvolgerla sessualmente accarezzandole il viso e le gambe ma lei diceva sempre di no e spiegava:"Il matrimonio è sacro!". Scoraggiato andavo a casa sua lo stesso pur di vederla, pur di avere accanto quel pezzo di femmina profumata e sexy. Un giorno ebbi il mio colpo di fortuna. Zia Giada aveva lo sguardo da troia molto più del solito, pensai volesse solo prendersi gioco di me ma a un certo punto si tolse camicetta e reggiseno scoprendo le tettone favolose. Sembrava infoiata e allora io mi spogliai subito per approfittare della situazione. Si fiondò con la bocca sul cazzo ed io andai in estasi. Leccava e sbocchinava alla grandissima quella gran troia deliziosa della zia. Poi, mentre stavo per godere, continuò a masturbarmi con le mani spiegando il motivo della sua decisione: lo zio la cornificava con le ragazzine e lei voleva ricambiare 'la cortesia'. Per un attimo sognai addirittura di scoparla ma prima che potessi pensarci seriamente il cazzo eiaculò a fiume nella sua calda bocca. Gli schizzi abbondanti colarono anche sulle tettone rendendola un'autentica regina delle pompe. Sfinito dalla sborrata contemplai i suoi occhi favolosi e la mente andò subito all'incontro successivo dove avrei tentato in tutti i modi di fotterla...  










Ossessionato dalla cugina

Caldosex story... cugini carnali. Mi chiamo Carlo. Non credo di esser brutto e ho anche un discreto tarello tra le gambe. Sono stato con varie ragazze senza mai però trovare pieno appagamento psicologico e sessuale. E ciò solo per un motivo: l'ossessione folle per mia cugina Viviana. Guardandola noterete che gran pezzo di fica che è. Qualcuno potrebbe però obiettare: si d'accordo ma ci sono tante belle donne in giro, devi proprio fissarti con tua cugina? Si, si, è vero dannazione! Non sò spiegare del tutto da cosa nasce questa morbosità nei suoi confronti. E' bella si, inoltre il gusto del proibito aumenta il desiderio del doppio. Ad ogni modo, nonostante tutto ciò, avevo sempre cercato di tenere a freno questa pulsione trasgressiva. Intanto dovevo sorbirmi le solite litanie di mia madre facendo finta che non mi fregasse nulla. La mia genitrice ripeteva spesso:"Hai visto come si è fatta bella tua cugina Viviana?" ed io rispondevo:"Ah si, carina, niente di che...". Intanto il sangue mi ribolliva al solo pensiero di riuscire a far sesso con lei. Ma andiamo per ordine. Intanto bisogna dire che Viviana solitamente non si comporta affatto da zoccola, o meglio, è sempre molto riservata, compassata, dedita allo studio e al lavoro. In alcuni frangenti arrivai quasi a pensare che fosse una mezza suora finchè notai un dettaglio importante. Gli unici momenti in cui tendeva a lasciarsi andare erano quelli successivi all'aver consumato dei drink forti. La prima volta in cui notai un suo comportamento insolito fu quando, dopo una sbronza in discoteca, dei ragazzi la strusciarono insistentemente e lei li lasciò fare. Naturalmente intervenni prima che la situazione degenerasse ovvero che quei due se la portassero a letto e mi occupai di riportarla a casa. Il giorno dopo la chiamai, le chiesi se stesse bene ma lei era già tornata la solita, rispose:"Cero che stò bene, di che ti preoccupi". Incapace di resisterle un giorno mi feci coraggio e la invitai a casa per un caffè. Confessai ciò che provavo per lei, dissi:"Sono attratto da te, ti desidero Viviana". Lei rispose:"Ma sei fuori di testa? Guarda che sono tua cugina di primo grado! Te lo sei dimenticato forse?". Proseguì:"...e poi tu non mi piaci". Non sapendo cosa fare evitai di rispondere e lasciai che andasse via. Non volevo rinunciare ad averla e così ripensai al suo punto debole, i drink. Con quelli sarebbe uscita fuori la puttana nascosta in lei ed io avrei avuto gioco facile. Inventai una scusa e la chiamai, le dissi:"Ciao Viviana, potresti venire da me, devo chiederti qualche consiglio su una ragazza che mi piace". Lei, con aria sollevata, rispose:"Ah finalmente te la sei trovata una! D'accordo sarò lieta di aiutarti". Quando venne a trovarmi inventai tutto di sana pianta menzionando un'improbabile ragazza di nome Teresa. Intanto le dissi:"Accidenti ho una gran voglia di birra" e la offrì anche a lei che accettò. Viviana cominciava a diventare molto più malleabile del consueto ed io, da grande stronzo, insistevo:"Dai cara, bevi un altro pò, ecco una squisita vodka alla pesca". Sorrideva e beveva, farfugliò:"Mmm buona, mi farai ingrassare con tutto quest'alcol dolce". A un tratto mi fermai. Se avessi continuato sarebbe crollata in un sonno profondo. Volevo solo portarla a quel vantaggioso limite che mi consentiva di sedurla. I suoi freni inibitori erano saltati praticamente del tutto. Incominciai a parlare di sesso e lei sembrò tutt'altro che contrariata finchè le tolsi le mutandine. Il cuore mi batteva forte. Ero emozionatissimo, pronto a realizzare il mio sogno. La feci inginocchiare e le misi davanti alla bocca il mio cazzone durissimo. L'atmosfera era ormai troppo arroventata perchè lei si tirasse indietro e difatti, come speravo, non lo fece. Piuttosto si mise a sbocchinare ed io cominciai a viaggiare sui binari dell'estasi profonda. Che gran bocchinara che diventava dopo aver bevuto! La girai e le piazzai la lingua dritta nel culo. Protestò, si lamentò, ma la sua parte troia ebbe largamente il sopravvento sull'altra. Mi tuffai tra le sue fessure leccando con dedizione ogni pezzo di pelle e di carne che mi si parava davanti. Poi, sempre da dietro, le piazzai il bastone dentro la bernarda scopandola a lungo come avevo sempre desiderato. La girai anche verso di me abbracciandola e continuandola a chiavare di brutto mentre lei gemeva come una zoccola in calore. Finalmente trovai la tanto agognata oasi di piacere profondo: eiaculai a fiume dentro la sua calda e lubrificata vagina riempendola di sborra. Anche lei raggiunse l'amplesso e gustai a pieno le contrazioni della sua pancia. I nostri respiri post orgasmici erano affannosi e i corpi ampiamente sudati. Ne approfittai per piazzarle la lingua in bocca e coronare quel magnifico e irripetibile pomeriggio con un caldissimo bacio lingua a lingua. Naturalmente lei sapeva totalmente di alcol molto più di me ma non m'importava affatto. Dopo di ciò la bella si addormentò sul divano. Lasciai che riposasse per almeno due ore. Poi la svegliai e la buttai sotto la doccia fresca. Dopo di ciò la vestì e la caricai sulla mia auto per riportarla a casa sua. Mezza addormentata mi salutò. Tornai a casa felice per averla finalmente ottenuta seppur col rimorso di esser stato molto bastardo. Qualche giorno dopo si presentò alla mia porta e disse:"Guarda che mi ricordo tutto, sei un bastardo!". Aveva ragione e io cercai di addolcirla:"Ma no cara, i miei sentimenti sono sinceri..." e lei incazzata replicò:"Si come no! Tu volevi solo fottermi, ti sei tolto lo sfiizo vero?", sorrisi ed esclamai:"Eh si..." e lei prontamente mi mollò un sonoro ceffone a 5 dita e andò via. Che volete fare, donne... Ma almeno una volta l'ho trombata!                














Tradizione di famiglia – cap 5 – Il primo giorno insieme(pt2)


Note dell'autore:

Potete inviare commenti(anche negativi) recensioni e richieste a bes_1982@libero.it .
Se ci sarà interesse per questa storia continuerò a pubblicare il seguito.


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 Il mio blog.
 http://blog.libero.it/iraccontidibes/ .


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Consumammo solo un primo e un dolce accompagnati da acqua minerale.
Continuavamo a scambiarci occhiate e battutine...
"L'aria del lago ti rende affascinante..."
Lei rideva compiaciuta e sfregava le ginocchia contro le mie.
Tornammo in albergo , giusto il tempo di rinfrescarci e sistemarci dopo l'avventura in bagno. Eleonora si cambiò : voleva indossare la gonnellina color grigio fumo comprata la mattina
Nel pomeriggio salimmo con l'auto su un poggio, visitammo un piccolo borgo e ci godemmo il sole e la vista delle acque del lago di garda. La concessione di qualche fugace effusione e l'emozione suscitata dal paesaggio vennero più volte interrotte dalle energie sessuali che prendevano il sopravvento. Ci scambiammo battute e promesse di momenti erotici sopra ogni immaginazione.
Le dissi chiaramente che prima o poi sarei passato dalla dolcezza al dominio completo. Lei sembrava divertita.

Scendendo di nuovo al lago, il breve tragitto automobilistico offrì a Eleonora l'occasione di stuzzicarmi ulteriormente. A parte la gonna tenuta piuttosto alta, al punto che potevo scorgere con la coda dell'occhio quasi tutta la coscia, Eleonora cominciò a sistemarsi il reggiseno, mettendo in evidenza con prepotenza le sporgenze e scoprendo ripetutamente la spalla per regolare le spalline.
La vista incerta del biancore della pelle, il pensiero di quei seni profumati e morbidi sotto la maglietta , mi ipnotizzarono
quasi, al punto che mi resi conto di guidare in mezzo alla strada.
- Prima di stasera dovrò saltarti addosso ancora un paio di volte se continui cosi....-
- Basta così poco? Mi stavo solo aggiustando.-
Quel modo di fare deciso andava ben oltre il carattere di Eleonora. Da quando eravamo li si era sciolta del tutto,aveva messo da parte tutti i freni ed aveva cominciato a spingere forte sulle leve delle mie passioni e apprezzai il fatto, anche se non sospettavo fin dove volesse
arrivare .
Eleonora allentò la cintura quanto bastava a permetterle di muoversi, appoggiò la mano sulle mie gambe e avvicinò il viso al mio collo.
Mi annusava, mi leccava il collo e succhiva il lobo del mio orecchio. Ci fermammo ad un semaforo, mi girai verso di lei e la sua lingua lambì le mie labbra, le socchiusi e quel piccolo assaggio si trasformò in un bacio dolcissimo. Rimasi senza fiato perso nelle sensazioni che mi dava la sua lingua, trovando il tutto irresistibile, sentivo il suo seno schiacciato contro il mio braccio e la sua mano che mi accarezzava la gamba.
Arrivammo finalmente in un luogo sperduto, in mezzo ai campi. Non c'era nessuno. Slacciai la cintura e mi avvicinai a lei, le accarezzai il viso.
Ci scambiammo un altro bacio, irresistibile, ancora più profondo, voglioso, incredibilmente sexy. I baci si susseguivano senza soluzione di continuità. Le mie mani scensero lungo il suo collo, le alzai la maglietta e i polpastrelli scorrevano lungo la sua scollatura. Si staccò da me. “Leccamele, baciamele....” Accolsi quell'invito e la mia bocca scorse lungo il suo collo e scese, la punta della mia lingua disegnava i contorni della sua scollatura fino a quando non liberai un seno e continuai a disegnare i contorni del suo capezzolo che sentivo crescere nella mia bocca. Il respiro di Eleonora era corto e pieno di desiderio, stringeva la mia testa verso il suo seno e liberò anche quell'altro in una chiara richiesta. La mia bocca si spostò e anche l'altro capezzolo ormai turgido e caldo venne accolto tra le mie labbra.

Improvvisamente la mano di Eleonora si fece più audace sulla mia gamba, mi stava accarezzando lungo tutta la mia erezione stringendo ritmicamente. La senti crescere ancora di più tra le sue dita. Le tolsi definitivamente la maglietta ed i suoi seni sobbalzavano ad ogni respiro. Le mie dita scorrevano ora sotto la gonna scorsi l'elastico delle sue mutandine, mi chinai e lo baciai.

“Non qui....”, mi disse, con la voce spezzata dal desiderio. Mi prese il viso e lo avvicinò al suo, mi baciò, la mia mano si infilò nelle sue mutandine e quando sentì le labbra bagnate lei ebbe un sussulto e aprì le gambe per facilitarmi l'accesso. Le mie dita si fecero più birichine e salì su fino al clitoride. Un'altra scossa pervase Eleonora, chiuse gli occhi e aprì la bocca, la baciai, le leccai le labbra e la lingua,. Mossi il mio dito sul clitoride dolcemente, ritmicamente e lei cominciò a muovere il bacino. Ormai la sua mano mi stringeva, mi accarezzava. Si staccò poi e cominciò ad armeggiare con i miei pantaloni fino a quando la mia erezione fu libera. Fece scorrere i suoi polpastrelli lungo l'asta e poi la strinse, la sua mano come seta lo stringeva e lasciava scorrere le dita lungo la punta. Ero in estasi, accelero il mio movimento e lei il suo. Ci guardammo, le nostre mani erano ormai intrinse dei nostri umori. Tolsi le mani dal suo sesso e le avvicinai alla mia bocca e le assaggiai,le avvicinai alla sua di bocca e le mie dita si trovarono in mezzo ad un nostro bacio. Le leccammo insieme, dividendoci il suo sapore, guardandoci negli occhi.
“Ti voglio ora....” mi disse trovando ora la cosa stuzzicante e superando i freni inibitori precedenti.
Abbassai il suo sedile e le allargai le gambe mentre sprofondavo sul suo inguine con la mia bocca. Leccai a lungo sentendo nelle mie orecchie i suoi
ansimi di piacere. Quando mi accorsi che era bagnatissima mi fermai ,mi infilai un preservativo. La distesi bene sul sedile allargandole le gambe il più possibile e poi la penetrai dolcemente.
All'inizio mi mossi piano, poi lei attorcigliò le sue gambe attorno al mio corpo e capii che stava godendo. Mi girai e la feci mettere sopra. Ora era lei che si muoveva per godere e lo faceva molto velocemente. Io le massaggiai a lungo i seni e non riuscii a rallentarla.
Venimmo nello stesso momento e, dopo un lungo ansimo di piacere, lei crollò su di me.
La coccolai per un po' ed alla fine mi accorsi che si era addormentata nuda tra le mie braccia.
La svegliai dopo qualche minuto .mi accarezzò di nuovo il membro lentamente mentre le mie dita ci regalavano ancora brividi di piacere. Ci staccammo, un altro bacio lungo, setoso e ci rivestimmo in qualche modo
Arrivati in albergo stesi sul letto ci coccolammo. Era un continuo scambio di baci ,carezze e morsi al collo e alle orecchie .
Eravamo entrambi esausti ma felici. Tenendoci stretti stretti dolcemente ci addormentammo insieme ,abbracciati. Avevamo bisogno di un pò di sonno per recuperare le belle fatiche del giorno e prepararci al meglio per la sera.
Fu Eleonora a svegliarsi prima ma io non me accorsi. Quando mi svegliai non vidi Eleonora nel letto ma sentii la il rumore della doccia.
Tirai fuori dalla mia valigia uno dei regalini che gli avevo portato : il vestitino nero cortissimo.
Quando Eleonora uscii dalla doccia trovò il vestito sul letto che doveva indossare
All'inizio mi guardò un po scettica
"Ma non ho il fisico per quello...e poi è troppo corto..." mi disse
"Mettitelo e sarai uno schianto"
Indossò il vestito con sotto un reggiseno e un perizoma nero che aveva tra le sue cose : guardai divertito il suo vestirsi. Mi piaceva vederla vestirsi e prepararsi
Poi si guardò allo specchio poiche' aveva paura che fosse troppo corto si vedesse troppo... ma era decente e seducente .
Una volta pronti presa la macchina ci avviammo va cercare un posto per cenare.
Verso l'imbrunire, scelto il luogo ove cenare, le offrì l'aperitivo .
Mentre eravamo li ricevetti un sms da mia sorella
"Domani vengo a trovarvi .. ma non dire nulla a Eleonora e non aprire la busta che vi ho lasciato.P.s : mi ha scritto che state godendo come maiali.. non posso perdermi questa cosa"
L'atmosfera era carica di euforia e di strane sensazioni, che ci portarono a mangiare con gusto una pizza bevendo vino e scambiandoci
commenti poco educati sugli altri clienti del ristorante. Ne approfittai anche per frugare con la mano sinistra sotto il vestito di Eleonora e
le gambe di Eleonora dal suo polpaccio e della coscia, senza raggiungere il suo sesso, ma aspirando a renderlo umido e
arrendevole.
Lei mi guardava e i suoi occhi ridevano di gioia . Era splendida e il suo splendore era reso abbagliante da quella carica erotica che l'aveva colta in questi giorni .
Dopo cena completammo il giro della cittadina, molto animata e luminosa.
L'aria romantica del luogo era l'ideale per smaltire il pasto . Eleonora mi teneva a braccetto e si stringeva a me al punto che potevo percepire il rigonfiamento del seno. Qualche bacio salutò la notte e infine ci dirigemmo in albergo.
Già il breve percorso che ci divideva dal secondo piano e dalla stanza offrì innumerevoli spunti di provocazione reciproca.
Mentre chiedevamo la chiave in portineria, allungai la mano per accarezzarle il sedere. In ascensore lei si voltò con fare sbarazzino
e mi mostrò il sedere tirandosi su il vestito velocemente.
In meno di un giorno mi ritrovai accanto una compagna del tutto nuova, una ragazza disinibita e aperta a nuove esperienze, una donna capace di far perdere la testa a qualsiasi uomo non solo con il suo splendido corpo ma anche con la testa, sfiorando abilmente i tasti dell’erotismo.
La sua voglia di esibirsi, il suo sguardo, la sua bramosia di nuove esperienze mi trasportavano in una dimensione di coppia del tutto nuova, con risvolti e prospettive ancora tutte da scoprire.
Aprimmo la porta e la presi in braccio.
Arrivai vicino al letto con Eleonora ancora in braccio. Non appena allentai la presa lei sedette sul bordo del letto e, con movenze feline, inizio ad indietreggiare fino ad appoggiarsi con la schiena alla testata.
Il suo stavolta era uno sguardo di sfida, voleva mettermi alla prova, voleva capire se adesso ero al suo livello, se ero in grado di farla godere, di farla scatenare ma allo stesso tempo di domarla, quello che desiderava, stanotte, era un padrone.
Mi spogliai sotto i suoi occhi vogliosi ,lasciai cadere a terra anche i boxer e rimasi nudo.
Le ordinai di spogliarsi e lei lentamente e con fare sensuale si levó i vestiti
La mia erezione era marmorea, il mio cazzo durissimo era la dimostrazione dell’irresistibile e prorompente sensualità di Eleonora, della sua bellezza, del suo essere, adesso come non mai, totalmente e pericolosamente donna.
La componente carnale di Eleonora si era manifestata con grande forza ma non ne conoscevo ancora i limiti, non sapevo ancora quanto poteva essere forte, dovevo assolutamente evitare che potesse sentirsi in qualche modo “sbagliata”, doveva sentirsi a suo agio , solo in questo modo sarebbe stata in grado di soddisfare ogni mio desiderio.
Rimanendo in piedi accanto al letto le accarezzai teneramente la testa per poi avvicinarla al mio pene. La sua lingua saettò subito sulla cappella con grande maestria e in un attimo ingoio il mio cazzo infilandoselo fino in gola. Mentre la sua passione si accendeva mi scostai.
I suoi occhi trasparivano una certa sorpresa, convinta com’era di poter dirigere lei il gioco.
Evidentemente si sbagliava.
Le dissi “ Aspettami dove sei ed inizia a toccarti “ e mi allontanai andando verso la mia valigia.
Lì presi l’olio Johnson che avevo saggiamente acquistato e dallo zaino tirai fuori una bandana.
Tornai quindi verso il letto e fui felice di vedere che Eleonora aveva obbedito alle mie richieste rimanendo immobile a cosce spalancate iniziando nel frattempo a masturbarsi
Appoggiai l’olio sul comodino e le dissi:
- Questo è per il tuo culetto tesoro, sei contenta??? Stanotte credo che lui sarà il grande protagonista, è da tanto tempo che ho voglia di giocarci…
Eleonora mi guardò senza rispondere, continuava a masturbarsi e sembrava curiosa di scoprire quali sorprese avevo preparato per lei…
- Ora vieni qui vicino che iniziamo il nostro gioco…
Mi avvicinai di nuovo e le passai la bandana davanti agli occhi stringendola poi dietro la testa con un nodo stretto ma abbastanza comodo così da evitare che potesse venir distratta da qualsiasi tipo di dolore o fastidio.
Sentivo che le mie mosse erano state azzeccate e non appena fu bendata Eleonora allungò una mano e iniziò ad accarezzarmi il cazzo. Le sue dita erano veloci e le sue carezze mi davano un sottile ma intenso piacere.
Fermai quindi la sua mano afferrandole il polso e scostandola dal mio pene.
Adesso volevo che lei ricevesse soltanto, volevo che si sentisse in balia delle mie attenzioni, delle mie mani, della mia lingua, del mio pene.
La feci alzare da letto e la accompagnai al centro della stanza.
Il suo corpo vibrava di voglia.
Iniziai a sfiorarla con carezze leggerissime, quasi impercettibili.
Adesso Eleonora era del tutto incapace di sottrarsi a me, ora il mio dominio su di lei era assoluto.
La mia lingua iniziò così a passare sul suo corpo, molto lentamente passai dal lobo dell’orecchio al collo, quindi scesi giù verso il seno .Iniziai allora a mordicchiarle il capezzolo sentendola vibrare e leggermente ansimare di piacere.
Continuai a farmi strada con la lingua sul suo corpo e scesi giù fino all’ombelico, poi ai fianchi e poi giù….
Quando, in ginocchio, mi trovai di fronte alla sua fica evitai di leccarla come avrei voluto e rimasi fermo ad annusarne il profumo. Sentii la sua voglia convertire tutta in mezzo alle cosce e le sfiorai le labbra scoprendola letteralmente fradicia.
Continuai a scendere con la lingua e le leccai avidamente le gambe fino ad arrivare ai piedi. La mia lingua passava fra le sue dita per poi risalire su e fermarmi ancora a pochi centimetri dalla sua fichettina meravigliosa.
Questa volta non mi fermai oltre su quel bocconcino prelibato ma tornai su per baciarla prima con dolcezza, poi sempre più selvaggiamente intrecciando le nostre lingue in una danza lussuriosa.
Mentre ci baciavamo le nostre mani non riuscivano a stare ferme. Eleonora non poteva fare a meno di toccarmi.
Il mio cazzo era alle stelle mentre la masturbavo prima con una, poi con due, poi con tre dita riempiendola e facendola sussultare ad agni affondo ma senza dimenticarmi il mio obiettivo di quella notte, il suo sederino ancora vergine.
Fermai allora quello splandido momento e feci mettere Eleonora a 4 zampe per terra al centro della stanza, ancora bendata e andai velocemente a prendere l’olio.
Passai quindi vicino alla valigia e presi la macchina digitale.
Accesi la macchina e Eleonora esclamo subito:
- Cos’era quel rumore??? Mica vorrai……
- Si tesoro, voglio fotografarti mentre fai la troietta...
- Mmmmmm….ti piace vedermi troietta vero???? Ok, ti accontenterò, così potrai vedere quando vuoi quanto sa essere zoccola la tua cuginetta…
E così dicendo aprì lentamente le gambe e alzò il culo così che io potessi vedere meglio quello spettacolo. Portò indietro le mani e cominciò ad allargarsi le natiche mostrando il suo buchetto voglioso di attenzioni e disse:
- Va bene così??….che dici è una posizione abbastanza da troietta????
Non risposi ma mi avvicinai al suo culetto aperto e iniziai a colarle sopra l’olio.
Lei reagì con un gemito di goduria mentre io con la mano sinistra la massaggiavo e spandevo l’olio su quel culo divino e con la destra scattavo le prime foto.
Eleonora era fantastica, il suo culetto era lucido e brillante e quel buchino era troppo invitante per poter continuare solo ad osservare, così appoggiai la macchina fotografica a terra e iniziai a leccarla tutto intorno all’ano per poi affondare la lingua il quel buchetto finora inaccessibile, mentre con la mano sinistra lw stimolavo il clitoride.
Eleonora, per nulla imbarazzata dall’accogliere per la prima volta la mia lingua nel sedere, muoveva ritmicamente i fianchi così da farmi leccare a fondo il suo buchetto mentre diceva:
- Si, fammi godere, leccami il culo, voglio dartelo tutto il mio culo, dai, giocaci, è tuo….
E mentre diceva così smisi di leccarla e ripresi la digitale, zoomando sul quel culo appena appena aperto dalla mia lingua.
Iniziai così a masturbarle lentamente l’ano con l’indice, senza andare troppo a fondo ma ruotando il dito così da allargarla e prepararla bene al mio pene mentre continuavo a riempirla d’olio che rendeva tutto ancora più eccitante.
Eleonora godeva come una vera troeitta e, mentre le sditalavo il culo finora illibato, lei si toccava la fica bagnata .
Provai a masturbarla con due dita. Il culetto velocemente cedette e le infilai dentro insieme indice e medio, senza spingere troppo violentemente ma continuando ad allargarle il buchetto.
Non mancai di immortalare la mia dolce cuginetta con due dita nel culo e lei, che finora era stata in silenzio godendosi la nuova esperienza, disse:
- Si porco, ti piace vedermi il culo aperto eh???? Mmmmmm…e adesso…cosa farai??? Forse credo di saperlo…mmmmm…penso proprio che ora vorrai incularmi come una …ho indovinato??? Si vero???
Risposi alla sua domanda colandole altro olio nel sederino e strusciandole il mio pene sulle chiappe.
Appena senti il mio pene disse:
- Ahhhh il mio cuginetto porco non perde tempo eh??? Dai,sfondami ben bene dai……
Eleonora sembrava del tutto incurante del fatto che avrebbe potuto provare dolore anche se il lavoretto di lingua e dita che avevo fatto e tutto l’olio che avevo usato erano quasi una garanzia sul fatto che non le avrebbe fatto troppo male.
Continuai quindi a masturbarla con il dito medio ma stavolta andando più a fondo e con più vigore. Poi, lentamente rallentai, tolsi il dito e appoggiai la cappella al suo culo. Eleonora, di tutta risposta, spinse contro il mio cazzo andando indietro con il bacino dimostrando ancora di più quanta voglia aveva di prenderlo.
Anche grazie all’azione lubrificante dell’olio le fui subito dentro.
Eleonora reagì irrigidendosi e lanciando un’urlettino acuto. Io, del tutto incurante del suo dolore, cominciai quindi a spingere colandole contemporaneamente ancora olio sul suo buchetto ora riempito dal mio uccello. Piano piano le misi dentro tutta la cappella sentendo il suo ano che si stava lentamente dilatando. Inizia quindi a spingere con Eleonora che evidentemente iniziava ad abituarsi a quella sensazione nuova. Era chiaro che stava godendo. Cominciò quindi a muovere il bacindo con più decisione.
Tirai fuori il mio pene e presi ancora la digitale.
Le dissi:
- Ti piace essere inculata vero??? Mmmm…lo vedo…..fra un po’ ti sbatterò come si deve ma ora voglio un bel ricordino di questo momento. Dai, apriti bene che voglio immortalare il tuo culo appena sfondato…
Eleonora obbedì e da brava ragazza si allargò le chiappe ricevendo i primi flash. Le foto erano spettacolari, una vera goduria per gli occhi.
- Ok, sei stata proprio brava…ora ti farò godere come piace a te….
Stavolta la cappella entrò dentro ben più agevolmente e così iniziai a pomparla con maggior vigore. Ogni volta che entravo Eleonora emetteva un gridolino strozzato. Mi piaceva da morire vederla godere così, vederla ansimare con il mio cazzo in culo .
Io intanto continuavo aprendogli quel culetto non più vergine. Ero quasi al culmine del piacere, cosa che sentii anche lei dalle contrazioni del mio uccello e disse:
- Vieni nel culo, ti prego riempimi, ti prego non uscire, dai, riempimi il culo !!
Mi sembrava giusto esaudire il suo desiderio, quindi la afferrai per i fianchi e inizia a sbatterla più forte
Eleonora gemeva ed urlava e continuava a incitarmi:
- Si, sbattimi così, spaccami il culo, dai ancora, ancora, ancora….
Fin quando venni riempiendole il culo di caldo sperma.
Uscendo la visione del suo buchetto tutto aperto e dilatato fu uno spettacolo.
Eleonora era ancora bendata, a 4 zampe sul pavimento con il mio sperma che iniziava a gocciolare dal suo buchetto che ora appariva ben diverso dallo stretto pertugio di prima.
Le passai una mano sulla fica e la trovai ancora fradicia, evidentemente ipereccitata dalla sua prima esperienza anale.
Eleonora non si muoveva così ne approfittai per farle un bel servizio fotografico completo.
Rimisi poi la digitale a poste e le dissi:
- Brava cuginetta il tuo culo era fantastico, a te è piaciuto??
- Si, ora mi brucia da morire ma ho goduto veramente tanto…..grazie cuginetto…..
- La senti la mia sborra che ti cola dal culetto??
- Si…mmmm…è una sensazione molto eccitante….
- brava troietta, ti piace sapere che ti sono venuto in culo vero?? Allora fai la brava fino in fondo e ora succhiami bene il cazzo….dai…..
Non sapevo se Eleonora avrebbe accettato o meno, qualche tempo fa non le avrei mai neanche proposto una cosa del genere, succhiare il cazzo che le aveva appena rotto il culo, ma ora tutto era possibile, infatti disse:
- Si tesoro mio, fammelo succhiare bene….
E così dicendo iniziò a leccarmi l’uccello con la consueta maestria fino a quando, ormai soddisfatto, non mi tirai indietro e le tolsi la bandana che le copriva la vista.
- Dai, le dissi, Andiamo a farci una bella doccia.
- Ok cuginetto, ma…sono stata brava???? E’ vero che sono la tua troietta??
- Si tesoro, sei la mia troietta, l’unica capace di farmi godere così… Ma sappi che per domani ho in previsione delle cose molto particolari.. il bello deve ancora venire.

E soprattuto domani arriva Alessandra....