Archivi categoria: gossip

Gossip, corna e punizioni

Oggi pubblico un meraviglioso racconto del grande Geronimo, buona lettura a tutti!

I protagonisti di questa storia sono reali ma ne ho astutamente celato l’identità limitando l’indicazione dei cognomi alla sola sillaba iniziale. I fatti narrati sono, nella misura del 95% opera di fantasia.

Kristen si era lasciata da pochi giorni con il suo ragazzo, l’Inglese Robert PAT. Erano due attori ormai famosi grazie alla saga dei romantici vampiri che aveva riempito le sale degli U.S.A e dell’Europa di ragazzini e soprattutto ragazzine, entusiaste ed estasiate dalla visione del bel tenebroso, l’ attore britannico coprotagonista della serie al fianco di Kristen ST.
Galeotto fu il set.Fu amore a prima vista tra kris e Rob. Per anni le riviste e i siti di gossip avevano incalzato i due giovani divi che apparivano come la coppia perfetta: Sorridenti, innamorati, bravi ragazzi; francamente un po’ stucchevoli.

Lui si era trasferito da lei e avevano anche preso un cane.
Poi kris cadde in tentazione. Probabilmente c’era già caduto anche lui, ma si sa, per l’uomo è diverso…Una breve relazione con il regista di un film di genere fantasy che la bella attrice aveva interpretato lontana dal suo Rob. Il fascino dell’uomo maturo, la brillante conversazione, le lusinghe più seducenti e… in men che non si dica Kris si era ritrovata in macchina senza mutandine con le gambe nude attorcigliate attorno al culo peloso di un quarantenne che la montava come un bue muschiato, infoiato come se non avesse scopato da un secolo. Purtroppo un fotografo o, come dicono in Italia, un paparazzo, riconobbe i protagonisti del coito forsennato e i due fedifraghi furono totalmente sputtanati. Robert, deluso e ferito nell’orgoglio (era diventato ufficialmente un cornuto di fama mondiale) lasciò Kristen supplice e disperata. Quello stesso gossip che li aveva innalzati sul frivolo altare della mondanità li espose adesso al pubblico ludibrio e specialmente Kristen, la fedifraga. Dopo mesi e mesi di vani tentativi di ottenere il perdono di Rob, costui acconsentì finalmente a riprendere la relazione, ma durò poco. Rob scoprì che la sua donna continuava a ricevere messaggi da quel regista. Andò su tutte le furie e mollò di nuovo la povera Kris. A nulla valsero le scuse e le giustificazioni dell’attrice. Sempre più disperata Kristen si lasciò andare. Non mangiava, beveva troppo, era sporca e trasandata. Si trovava su una discesa ripida e pericolosa, sull’orlo del baratro. L’unica ancora di salvezza era rappresentata dai genitori. Un periodo di riposo e di lontananza dal luccicante ma fatuo mondo del cinema non avrebbe potuto fargli che bene.

Ma stare presso i genitori comportava un prezzo da pagare in termini di libertà di movimento e di azione. I suoi erano sempre stati estremamente severi. C’erano una serie di regole molto rigide da rispettare. Violarle comportava l’applicazione di punizioni corporali. Aveva già 19 anni l’ultima volta che il padre le aveva somministrato una bella razione di “leccate” – come le chiamava Kris – sul culo nudo con la cinghia dei pantaloni mentre la mamma contava a voce alta.

In seguito Kristen era andata a vivere da sola ma non aveva certo dimenticato le sensazioni provate durante le punizioni genitoriali. Ora si trovava seduta su quello stesso divano dove fino a quattro anni prima stava inginocchiata chiappe all’aria e mutande alle caviglie per ricevere le palettate di mamma e le frustate di papà.
La madre le era seduta accanto e le passava un fazzoletto di carta dietro l’altro mentre la figlia non la finiva di inondare il bel viso di lacrime singhiozzando sommessamente. Jules ( il nome della madre) accarezzava i capelli e le guance della ragazza parlandole con grande dolcezza: – Parliamoci chiaro, bambina mia, Certi reporter sono degli autentici bastardi, non c’è dubbio, ma tu ti sei comportata da zoccola infoiata e per di più neanche molto furba!-
Voi attori – continuò – avete già un ego smisurato per conto vostro, se poi ci aggiungi che il tuo Robert è un maschio, quindi vanesio per natura, non puoi sorprenderti che ti abbia mollato!. Cavolo, gli hai fatto fare una figura di.. ehm, una brutta figura planetaria!-

Kris fissò la madre un po’ scossa da quelle dure ma veritiere parole e tornò a piagnucolare soffiando fragorosamente nel centesimo fazzoletto di carta. Si erano formate incrostazioni di moccio tra il labbro superiore e il naso. – Piccola mia, come ti sei ridotta!. Ora basta amore. Starai da noi per almeno un mese. Cibo sano, a letto presto e la mattina una bella corsetta con papà!. E niente alcool, ti puzza il fiato come ad un barbone alcolista all’ultimo stadio!. Credevi di fregarmi con una mentina? – Kris arrossì. Non c’era modo di ingannare la madre, ma per fortuna stavolta l’ energica genitrice non sembrava in vena di sberle. – Mi metterò d’accordo con il tuo agente e mi farò passare tutte le telefonate…no, cara, non quelle, eventuali, del tuo Rob,… a proposito ho una sorpresa…- Jules stava per tradirsi e cambio prontamente argomento – Da quant’è che non ti lavi Kris?. Non profumi proprio di rose. Ora la mamma ti farà un bel bagno e ti aiuterà a sbrogliare quella matassa di capelli che ti ritrovi in capo. Mio Dio, ci vorrebbe un rastrello!- La battuta fece ridere di gusto la ragazza. La tensione sembrò finalmente allentarsi. Poi tutto precipitò. – Allora, sei andata da quello psichiatra che ti avevo consigliato? – Chi?- Si lasciò sfuggire Kris, che aveva completamente dimenticato la raccomandazione. Balbettò una bugia . Certo, certo – E che cosa ti ha ordinato? – Ehm, non ricordo –

La madre si spazientì rapidamente. – Uff, la solita distratta, vediamo un po’, avrai portato le medicine con te nella borsetta, immagino… Infischiandosene delle proteste della figlia la donna cominciò a rovistare nella borsa della ragazza. – Ecco, qua…no. Un vibratore Kris?. E questo? Un plug anale?! Ma quanto ti senti sola tesoro?- Disse con un tono canzonatorio che fece assumere al viso della figlia tutte le possibili sfumature di rosso.
Jules divenne improvvisamente seria e il suo volto assunse un espressione di rabbia mal contenuta- Che cos’è questa merda Kristen!- La donna agitò davanti al naso della ragazza una boccetta trasparente piena di compresse multicolori. – Queste non sono antidepressivi, sono acidi, disgraziata!- Un ceffone si stampò sulla guancia sinistra di Kris, che sorpresa e dolorante lasciò scivolare due lacrime silenziose sulla pelle arrossata.- Perdono mamma, sono veramente giù!- Ti comporti da zoccola, bevi come una spugna, ti droghi, non lavori, non ti lavi. Bastaa! E fece partire un’altra sonora sberla che lasciò il segno delle dita, stavolta, sulla guancia destra. – Quanto bruciavano gli schiaffi della mamma! Kris era veramente nei guai.
Conosci le regole di questa casa Kristen ST. – sentenziò Jules alzandosi in piedi davanti alla figlia, fremente di sdegno.

Via i pantaloni e le mutande signorina, sto per darti una bella sculacciata! . ma mamma ho 23 anni non hai il diritto! – protestò apparentemente indignata Kris. In realtà sentiva un formicolio allo stomaco e più giù all’inguine. – A culo nudo figlia mia e poche storie. E stasera papà ti ci darà una ricca dose di “leccate” con la cintura – Ti prego mamma le cinghiate sul sedere nudo da papà, no! Fanno troppo male. – Silenzio! è ’ quel che meriti – La Signora ST. raggiunse il grande armadio d’angolo e ne trasse una paletta in legno d’abete rosso spessa un centimetro e lunga 30. Su entrambi i lati recava dipinto in vernice rossa la parola “Kristen”. La ragazza deglutì e fece una smorfia di apprensione. Si spogliò obbediente ma impacciata dall’emozione. La paletta faceva un male cane. La mamma e il papà l’avrebbero punita proprio bene. Le previsioni dicevano culo pieno di lividi e impossibilità a sedersi per almeno tre giorni. – Jules squadrò Kris ormai nuda dalla vita in giù e scosse la testa. Togliti quelli orribili calzini a righe!- Kris sbuffò e obbedì, ma aveva sempre avuto difficoltà a tenere la lingua a freno e anche stavolta non si smentì. – E che cazzo mamma… – Non finì la frase ma è ormai era troppo tardi. Sua madre non tollerava l’uso del turpiloquio da parte dei figli. Kris si preparò mentalmente a ricevere un altro paio di ceffoni, ma la mamma l’afferrò invece per una ciocca di capelli e la trascinò verso il piccolo bagno di servizio dietro il sottoscala. Piego la giovane poco sopra il lavandino e cominciò a sculacciarla vigorosamente con la paletta.Krak, Krak – Prendi il sapone e lavati quella fogna che porti al posto della bocca!- Mamma no…- spack, krak,- ahia! Ahia! …non sono più una b… – spack, spack – ahia, ahia!. Kristen allora si strusciò accuratamente le gengive e i denti con la saponetta. Subito i primi conati la fecero tossire ma vomitare in quel momento sarebbe stato interpretato come un atto di insubordinazione con conseguenze disastrose per il suo povero culo. Jules le conficcò la saponetta in bocca e la trascinò, stringendole dolorosamente l’orecchio sinistro, in soggiorno – Piegati in avanti e afferrati le caviglie! – Kris si piegò. Una lieva brezza le accarezzava le membra nude. l‘attesa l’angosciava ma nello stesso tempo sentiva uno strano formicolio all’inguine e la vulva cominciò ad inumidirsi. Aveva provato quella sensazione altre volte ma poi il dolore delle botte aveva sempre preso il sopravvento.

Il silenzio fu rotto dal crepitare delle palettate sulle natiche di Kris e dai suoi mugolii di sofferenza. – Krak!. Mmmh! – Krak, Spack, Spack – mmmh!, Mmh – La madre applicava diligentemente la paletta su tutta la superficie del culo concentrando tuttavia il numero maggiore dei colpi in basso, all’attaccatura dei glutei con le cosce, con l’intento palese di rendere quanto mai disagevole alla punita il gesto di sedersi. I colpi erano secchi, duri ma non troppo violenti. La donna stava ben attenta a non prendere di taglio le indifese chiappe della ragazza. Ad un certo punto, dopo il diciottesimo colpo, suonò il campanello. – Tu stai lì, disgraziata, non azzardarti a muovere un muscolo!. Credo che la sia la sorpresa cui ti avevo accennato – aggiunse sarcastica. Andò ad aprire.
Buona sera Signora ST., sono Robert PAT-. Kristen si alzò rapidamente e si voltò con gli occhi dilatati per lo stupore. – Ma…ciao Kris! – La ragazza non si era ancora tolta la saponetta di bocca. – mmmpfh!- se la tolse infine- Che ci fai tu qui! – Tua madre mi ha tempestato di messaggi, mail, avvisi in segreteria, da autentica Stalker. Alla fine ho ceduto, ma non mi aveva detto che ti avrei trovato qui – Disse guardando in cagnesco Jules, la quale non ne fu minimamente turbata – Sarebbe egualmente venuto in quel caso? – Certo che no!- Bene. Come vede mi ci ha costretto lei ad essere un poco reticente! – Robert fu tentato di andarsene ma la curiosità di sapere il perché l’ex fidanzata si trovava in quello stato penoso e le strane circostanze di quell’incontro ebbero il sopravvento.
- Devo finire di punire Kris. Intanto si accomodi- Mamma sono nuda!- E con ciò? Non c’è nulla che il Signor Pat. non abbia già ampiamente visto e goduto. Rimettiti in posizione, culo in fuori!. Cinque colpi supplementari per esserti tolta la saponetta di bocca senza permesso. Rimettila!-
I sentimenti di Robert erano contrastanti. Stupore e compassione nel vedere Kristen malmenata ma anche soddisfazione nel vederla punita e umiliata. E c’era dell’altro: Eccitazione. Ad ogni colpo ondate di carne tremante si irradiavano dal punto colpito e davano alla bella ragazza scosse di dolore. Rob vedeva il volto deformarsi in un una smorfia di sofferenza e le lacrime scorrevano copiose. C’erano due grandi chiazze biancastre al centro delle natiche contornate da macchie grigiognole e bluastre. Ma il sesso oscenamente esposto luccicava. Era bagnata! Tra un colpo e l’altro Kris fissava intensamente Rob. Immaginava che fosse lui a sculacciarla e questo la faceva grondare umori. Fu una rivelazione.

Anche Robert sentiva il pene ingrossarsi nei pantaloni, premere per uscire. Non riusciva a non pensare alla fica bagnata di Kris; ne ricordava il sapore intenso sulle sue dita, nella sua bocca.
Alla trentesima palettata il castigo cessò. Jules si asciugò la fronte imperlata di sudore. – Uff, che fatica punire le ragazzacce!. Kris, vatti a sciacquare il viso e portaci la caraffa di limonata che ho preparato stamani… e tre bicchieri – Posso mettermi le mutande, mamma?- Neanche per sogno! Fila ora!- Mentre Kristen era via Jules parlò chiaramente a Robert – Sto punendo Kris perché prende questa robaccia – Gli mostrò il tubetto contenente le pasticche di acidi. Poi scrutò l’uomo con attenzione – Non ne so niente signora – Rob rispose sicuro. Jules capì che era sincero. – beh, ammetto che due o tre volte io e kris ci siamo fumati un po’ d’erba, ma è tutto qui. Quella roba lì brucia il cervello!- Lei ama ancora Kris?- chiese a bruciapelo Jules. Ci fu un lungo attimo di silenzio – Si, le voglio ancora bene, non riesco a non pensare a lei, ma.. – Niente “ma” Robert. Kristen le è stata infedele ma anche lei, mi pare non sia stato del tutto adamantino – Robert non aveva tradito la fidanzata ma in effetti aveva flertato in maniera un po’ troppo plateale con l’ amica cantante. La madre proseguì – Kristen è ancora una ragazza un po’ fragile. Tutto ciò di cui ha bisogno è amore e… ferrea e inflessibile disciplina!. Kris ha assoluta necessità di essere sculacciata spesso e severamente per ogni mancanza. L’indulgenza la rende insicura, debole e scatena in lei i demoni dell’autodistruzione. La riprenda con lei e se ne prenda cura con dedizione.. ma la punisca senza pietà! – Robert trattenne a stento un sorrisetto di soddisfazione. Avrebbe di nuovo avuto Kris tutta per sé ma stavolta l’avrebbe fatta rigare diritta, eccome, e punirla sarebbe stato molto piacevole. Si era scoperto una vena sadica.

C’era però un piccolo particolare. – Ma se sua figlia non fosse d’accordo? Dovrà accettare ogni singola punizione. Se lei si rifiuta non sono disposto ad imporle niente. Non sono un bruto –
- Lo sono – fu Kristen, che era appena tornata dalla cucina, a rispondere. Subito corse ad abbracciare Robert piangendo ed inondando il volto dell’amato di lacrime, stavolta di gioia. Il contatto con il tepore umido delle morbide labbra di Kristen provocarono l’ immediato inturgidimento del pene dell’uomo che afferrò saldamente con una mano le natiche della bella figliola mentre con l’altra le tirò indietro la testa con una dolorosa presa sui capelli. La fissò per un secondo. Il desiderio lo divorava. Le bocche si congiunsero, le lingue guizzarono nella danza dell’eccitazione febbrile.- Ehm, giovanotti, io vi lascio soli. – L’interruppe, un po’ imbarazzata, la Signora ST- Kris, cara, ti aspetto in bagno tra 40 minuti. Vedi di essere puntuale o ricomincio con la paletta – Si mamma! – Una volta sparita la madre i due amanti ripresero subito a toccarsi e a baciarsi. Robert infilò, prima una, poi due dita nella fica di Kris. Le premette lievemente il clitoride provocando un gemito di approvazione. All’improvviso si staccò da lei. – Prima devo darti una punizione Kris, te lo meriti, lo sai- La momentanea delusione di Kristen sparì immediatamente quando sentì la magica parola.

Quando Robert se la stese sulle ginocchia incastrandole le gambe con la propria gamba destra, cominciò a bagnarsi. Non c’era bisogno di bloccarla. Mai si sarebbe sottratta al delizioso castigo, ma era bello sentirsi impotenti nelle mani di colui che desiderava con tanto ardore. Quando le manate, possenti e virili, cominciarono ad abbattersi sul suo culo nudo, Kris provò un dolore acuto. Le sue terga, coperte di lividi a causa delle dure palettate della mamma, già le dolevano e dopo appena una dozzina di sculaccioni la ragazza cominciò a piagnucolare. Robert velocizzò il ritmo degli schiaffi. Si aspettava da un momento all’altro che Kris urlasse basta, ma non avvenne. Fu lui a fermarsi al cinquantesimo sculaccione. Si mise Kris a sedere sulle ginocchia e le baciò il lato sinistro della bocca. Il membro di Rob premeva dolorosamente nella patta. I pantaloni erano macchiati dai succhi che colavano abbandonanti dal sesso gonfio di Kris. Ti saresti fermato se ti avessi chiesto di smettere? – Si. – Ora frustami con la Cinghia Robert PAT -

Kristen si posizionò nello stesso modo in cui aveva ricevuto la paletta dalla mamma. Il fruscio della cintura che veniva sfilata dai passanti la fece smaniare di desiderio. In quel momento non c’era cosa al mondo che volesse più del cazzo di Robert.L’attesa era snervante e la faceva grondare secrezioni odorose in continuazione.
Poi la prima carezza bruciante le schiaffeggiò il centro del culo. Kris ricevette 20 dure cinghiate sulle natiche martoriate e sulla metà superiore delle cosce. Rob frustò senza indulgenza quel sedere oscenamente offerto. Singhiozzò senza freni, finalmente libera dalla paura, libera dai sensi di colpa. Fu lei a gridare basta. Il dolore era troppo intenso e la voglia di Rob incontenibile. Si rialzò e spinse l’amante verso la poltrona. Si inginocchiò davanti alle gambe aperte di Robert e liberò impaziente l’uccello dalla sua prigionia. Era bello turgido. Prese a menarlo a ritmo costante mentre con l’ avida lingua succhiava e leccava le palle. Robert chiuse gli occhi. – Oh Kris, mi fai morire!- Quegli stessi occhi li spalancò quando sentì la bocca di Kristen che succhiava la cima del membro con una energia quasi rabbiosa. La sua amante non era mai stata così insaziabile. Era bella, era sporca e selvaggia, era pura lussuria. Kristen si fermò – Lo voglio dentro Rob. Lo voglio qui tra le cosce – Allargò le gambe e si sedette su di lui infilandosi l’uccello duro nella fica – Non ho il preservativo Kris – Non importa, ho preso la pillola – Kristen cominciò a muovere i fianchi in cerchio. – Quando saremo di nuovo insieme mi punirai vero? E perché mi punirai?- Le mani di Rob si erano insinuate sotto la maglietta e accarezzavano i fianchi, la schiena e i piccoli seni della ragazza. Le dita tormentavano dolcemente i capezzoli rigidi e tesi. – Allora stupido, rispondi! – e colpì Rob con un buffetto. Robert si irritò e torse prima un capezzolo, – Ahi! – Poi l’altro – Ahia! – L’ondata di dolore partita dai capezzoli di Kristen si sciolse in piacere insostenibile una volta raggiunto il suo inguine. Kris era sul punto di venire. – Ti frusterò Kris, ti frusterò perché sei una bambina cattiva! – gridò Rob ansimando. Afferrò saldamente i fianchi della giovane amante e la spinse energicamente su e giù lungo il palo dell’amore.- Frusterò il tuo culo nudo senza pietà, fino a fartelo sanguinare! – L’orgasmo di Kris fu accompagnato da un grido liberatorio. Robert eiaculò due secondi dopo.