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La mia arma segreta



Oggi vi voglio raccontare un episodio accadutomi qualche mese fa. Mi piace molto trasgredire, già lo sapete se avate letto i miei foto racconti ma , a volte, la mia voglia di piacere e di esibirmi , utilizza delle armi segrete che sfodero quando la mia vittima meno se lo aspetta. Questa foto l'ho scattata ieri sera , prima di uscire con le mie migliori amiche. Come potete vedere le mie gambe ( aspetto tanti vostri commenti ) sono molto curate. Tengo alla mia forma e non soltanto per gli altri ma per me stessa. Le curo con movimento , creme e mi piace molto farle vedere . 
Quella mattina volevo un bel paio di stivali nuovi. Quelli che si usano oggi, con le borchie di pelle lucida, altissimi e con tacci minimo 12. Da tempo ne avevo adocchiato un paio che mi piacevano troppo. Stavo decine di minuti ad ammirarle dalla vetrina del negozio ma , in realtà, il mio interesse era mosso anche dal commesso. Un vero bel ragazzo alto, moro e con degli occhi verdi da far svenire. 
Decisi di entrare proprio quella mattina. Ero troppo curiosa di provare quei bellissimi stivali e di conoscere quel fantastico ragazzo che mi toglieva il sonno. Mi accolse proprio lui , con un sorriso disarmante ed un profumo inebriante che farebbe capitolare chiunque. Chiesi , quasi balbettando , di poter provare gli stivali e lui fu estremamente cortese. Mi aiutò a provarle ed entrammo in sintonia fin da subito. Aveva 25 anni e lavorava li da qualche tempo e si chiamava Roberto. Provai anche altre scarpe prima di decidere ma il motivo era soltanto uno. Volevo che lui gurdasse più possibile le mie armi segrete , le mie gambe. Indossavo le calze a rete e , ovviamente, avevo omesso di mettere le mutandine. I ricciolini del mio pube fuoriscivano dalla rete delle calze e , sfido qualunque maschietto, a resistere alla visione che riesco a proporre in queste occasioni. Lui cominciò a fare apprezzamenti sulle mie gambe, prima velati e quasi timidi, poi più audaci ed allusivi. Ormai lo avevo catturato con le mie gambe e la mia rete.
Gli dissi che volevo prendere gli stivali ma di non poter ritirarli subito perchè dovevo andare al lavoro. Gli diedi due possibilità quindi per capire se aveva afferrato il mio messaggio in maniera chiara. " O le vengo a ritirare io più tardi - gli dissi - o ,magari, se sei così gentile da portarmele tu a casa dopo l'orario di lavoro. " Lui optò subito per la seconda ipotesi. Il cliente ha sempre ragione a va sempre coccolato fu la sua motivazione.
Venne a consegnarmi l scarpe verso le 19: 30 , dopo essere uscito dal negozio. Mi feci trovare così come mi vedete in foto. Volevo che mi provasse gli stivali in privato e quella era l'abbigliamento ideale.
Lui mi stampo subito un bacio sulla guancia ed io lo feci accomodare sul divano. Ora provami le scarpe - gli dissi. Lui si abbassò su di me e mi calzò a pennello le scarpe. Poi , senza neanche darmi il tempo, cominciò a sfiorarmi cone le labbra l'inteno coscia. Un brivido mi pervase e tremai dal piacere. Cominciò a salire ,quindi, alternando le labbra alla lingua. Sentivo il suo stupendo profumo confondersi con la mia eccitazione e , senza neanche accorgermene, stava succhiando la mia patatina,umida e calda. Gridai dal piaceri e cominciai a spingere la sua testa verso di me. Volevo che affondasse tutta la sua lingua dentro di me. Succhiava la mia fica in maniera incredibile. Era un linguista spettacolare e mi fece godere come poche altre volte. 
Dopo quella volta ci siamo voisti molte altre volte. 

Cazzi in tiro al centro commerciale

Marco e la bella fidanzata Sara erano nel centro commerciale in un orario morto, verso le tre del pomeriggio di un giorno lavorativo. Gianni, un maschio pelato, adocchiò la coppia e lanciò sguardi a Sara e ancor di più a Marco. Il flirt durò alcuni minuti. La donna assecondò gli sguardi tra gli uomini sempre più insistenti. Poi Marco disse alla sua bella che doveva recarsi alla toilette e Gianni lo seguì. La donna aspettò fuori, ben consapevole delle abitudini omoerotiche del partner. Finalmente i due maschi vogliosi si ritrovarono da soli faccia a faccia nel bagno degli uomini. Gianni spinse Marco contro il muro infilandogli la lingua in bocca. Le loro lingue giocarono a lungo mentre i corpi vogliosi si strofinavano uno contro l'altro. Gianni si chinò, tirò fuori il cazzo del ragazzo fidanzato, e si lanciò in un prodigioso bocchino. Marco si eccitò al massimo ricambiando a dolci colpi di lingua il lavoretto orale. Poi si mise a pecorina per farselo mettere nel culo dal maschio pelato che spinse l'uccello affondando tutta l'asta nel buco. La trombata incalzò e Sara che era fuori arrivò a sentire i lamenti di piacere del suo partner mentre l'altro lo sfondava. Una sega reciproca portò i due maschi all'orgasmo e a schizzare il seme quasi contemporaneamente. Dopo la goduta Marco disse al suo 'stallone' "Mi hai rotto il culo così bene che voglio farti un regalo. Ecco queste sono due belle foto della mia lei.". Gianni ringraziò baciando ancora in bocca Marco. Dopo essersi slinguati per una decina di minuti i due si rivestirono e uscirono appagati dal bagno.