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I quaccheri di Boston

fustigazione pubblica

All’inizio della migrazione dei dissidenti religiosi dall’Inghilterra al Nuovo Mondo, i puritani, principalmente calvinisti, avevano costruito e sviluppato la città di Boston come fosse un tributo al Regno di Dio sulla terra, un luminoso esempio di stretta teologia, obbedienza ai religiosi anziani ed ai magistrati eletti. Poi, nel 1656, i primi quaccheri arrivarono nel Massachusetts e molti missionari andarono a Boston. Inizialmente non c’era legge che impedisse a costoro di professare la loro religione, praticare il loro culto e diffondere la loro fede. Ma divenne presto chiaro ai calvinisti che spaventosa minaccia i quaccheri rappresentavano con la loro ideologia di “luce interiore”, convinzioni indipendenti e coscienza individuale. In particolare si rifiutavano di riconoscere qualsiasi autorità, non volevano fare il servizio militare e non pagavano perfino le tasse! Questa anarchia non poteva essere sopportata dall’etica puritana e così i capi della comunità decisero di liberarsi dei quaccheri in ogni modo possibile. Che la musica per loro fosse completamente cambiata fu chiaro quando una nave chiamata La Rondine entrò nel porto di Boston nel Luglio del 1656 portando due devote missionarie quacchere, Mary Fisher e Anne Austin.

Furono immediatamente arrestate appena misero piede a terra e tutti i loro beni confiscati. Ambedue le donne vennero spogliate nude di fronte a sei magistrati maschi e messe senza tante cerimonie una di fianco all’altra su un tavolaccio, con i rispettivi culi che sporgevano dai bordi. Le gambe vennero rialzate ed allargate in posizione ginecologica da nerboruti assistenti e le passere frugate all’interno per evidenze di stregoneria! Poi, ancora senza preamboli, le signorine furono rivoltate a pancia sotto, mentre gli energumeni le tenevano con il deretano ben sollevato, e penetrate a fondo nel buco del culo con due dita con le stesse motivazioni! Naturalmente nulla fu trovato. La cocente umiliazione doveva servire loro di lezione. Le due vennero rispedite in Inghilterra, ma quanto da loro posseduto, biancheria intima compresa, fu bruciato nella piazza del mercato. Furono fatte frettolosamente leggi per stringere la vite sui quaccheri ed impedirgli di approdare a Boston. Queste includevano frustate per tutti quelli che entravano in città e salatissime multe ai capitani delle navi che li trasportavano. Tutto quello che si ottenne fu di spingere un numero ancora maggiore di temerari quaccheri a riversarsi in città per portare la loro fede ed esprimere il loro sdegno.

Nel 1659, due quaccheri provenienti da Rhode Island furono addirittura impiccati ed una certa Mary Dyer, che viaggiava insieme a loro, fu espulsa, ma osò ritornare un anno dopo “per volontà di Dio“, come disse. Ebbene, venne anche lei impiccata! In questo clima di rabbia e ostilità da parte della popolazione locale, con giustizie sommarie, arrivarono nel 1662 a Dover, vicino a Boston, tre giovani quacchere inglesi: Anne Coleman, Mary Hopkins e Alice Ambrose. Cominciarono a predicare contro le regole delle altre religioni in nome della “coscienza individuale”, creando disordini. Alla fine un ecclesiastico influente, di nome Hatevil Nutter, fece una petizione perché le donne fossero arrestate. Richard Waldron, il Magistrato della Corona, emise così un ordine per tutti i poliziotti delle undici città all’interno dell’area di Boston: le tre colpevoli dovevano essere legate in coda ad un carro, a torso nudo, e ricevere in ognuna delle undici città dieci frustate sulla schiena con un nerbo di bue. Era una sentenza veramente severa: non solo a causa dei 110 colpi di sferza, ma anche la marcia forzata per più di 80 miglia in un freddo inverno, legate mezze nude dietro al carro, non era certo uno scherzo! In una giornata da congelamento, le tre giovani protestatarie furono consegnate alle forze pubbliche di Dover, fatte mettere a torso nudo, legate dietro il calesse e severamente frustate tra gli sghignazzi impietosi di tutta la popolazione presente! Vennero quindi trascinate verso Hampton, il secondo paese, e consegnate ai gendarmi. Il giorno dopo il carretto venne preparato nella piazza del mercato e fu ordinato nuovamente alle tre donzelle di spogliarsi fino alla vita. L’indocile Anne Coleman testardamente si rifiutò! Il capo dei poliziotti non sapeva che fare, ma la folla iniziò a spazientirsi e rumoreggiare. Cominciarono a scandire: “na-ked, na-ked, na-ked” (NU-DA, NU-DA, NU-DA!!!). Per paura di una sommossa, ma probabilmente ritenendo anche che la mocciosa avesse un gran bisogno di una indimenticabile lezione d’umiltà, l’uomo lasciò che il popolo prendesse in mano la situazione. Gli uomini immediatamente l’immobilizzarono, mentre donne volonterose le strapparono letteralmente, una ad una, le vesti, sventolando alla fine orgogliosamente i mutandoni che le avevano forzatamente sfilato dai piedi. La malcapitata venne poi issata sul pianale del carro in modo che tutti la vedessero bene nuda come quando era stata partorita. Alla fine, legata per i polsi ed alla tavola posteriore, fu costretta ad incamminarsi.

Se si attardava, le popolane incitavano lo sceriffo ad usare la sferza direttamente sulle sue chiappe, cosa che costui faceva con frequenza e, almeno apparentemente, con piacere! L’allegra processione attraverso le vie del paese si avviava al termine con il rientro nella piazza, quando avvenne ciò che non poteva essere previsto. Il freddo e lo stufato di fagioli della sera prima fecero un brutto scherzo alla nostra sfortunata eroina: la sua pancia incominciò a gorgogliare, finché dal suo didietro emise un peto che sembrava una cannonata! Una matrona si fece subito sentire: “ Questa zoccola scurrengiona ci manca di rispetto. Impediamole di rifarlo, tappiamole il culo!” Detto, fatto. Alcuni maschi circondarono lo sceriffo, togliendogli di mano il nerbo di bue. Due popolane fecero piegare a 90 gradi la ragazza, mentre un’altra le allargava ben bene le natiche. “Che cosa mi fate?! Che cosa mi fate?!” urlava la poveretta, anche se era ovvio ciò che l’aspettava. Un forzuto giovanotto le piantò con decisione tutto il manico nel deretano, facendola strillare come un’oca spennata!

La poveretta fu poi spostata davanti al carro e legata di fianco alla mula che lo trainava. Alcune comari si erano tolte gli zoccoli e la costringevano carponi, facendola muovere a quattro zampe, proprio come la mula. Se tentava di rialzarsi veniva colpita senza pietà sul posteriore! A cassetta un uomo frustava più lei che l’animale. Purtroppo i fagioli continuavano la loro opera ed il ventre, non trovando sfogo, le si gonfiava come fosse gravida. “Devo fare pupù, pupù!!!” – implorava gridando e piangendo. La risposta venne dalla solita contadina: “Sei peggio della mula, troietta. Non lasceremo che ci sporchi la strada con la tua cacca!” Mancava poco e finalmente il corteo ritornò nella piazza del mercato. Qualcuno, pietoso, estrasse la “coda” dal posteriore gonfio e paonazzo di Anne, come del resto erano rosse le sue guance, non solo dalla vergogna, ma dallo sforzo di trattenersi! Corse subito ad acquattarsi dietro un albero che forniva però ben poco riparo e, diciamolo, cagò a lungo e rumorosamente.

Nonostante tutto sul suo volto apparve un’espressione di beatitudine! Ma la capopopolo le fu subito addosso: “Che cosa ti avevo proibito di fare? Donne, pulite subito gli stronzi di questa cagna! Qualcuno mi aiuti a lavarle il culo. Non lasciamo questa sozzona sporca di merda!” Un contadino l’afferrò ai polsi ed un altro la prese per i piedi e fu trasportata come un sacco di patate al lavatoio. “Giratela!” fu l’ordine perentorio. La signorina si trovò a pancia sotto e con il popò a pelo d’acqua. L’improvvisata giustiziera si fece portare una lunga spazzola da bucato con spesse setole di saggina e un pezzo di sapone di Marsiglia. Ancora una volta i glutei della femmina vennero divaricati: ano e solco furono ben strigliati! “Ahiii, hoiii, huuuhiii!!!” L’esperta lavandaia si chinò ad osservare da vicino. “Ahhh! Nooo!!!” Un’ultima bella spazzolata ed il lavoro era terminato. La pelle intorno era molto infiammata, ma il buco ed anche il deretano erano stati ben puliti.

Fu messa in piedi e congedata con una potente manata sul tafanario. “Ecco fatto! E adesso vestiti, puttanella!” disse compiaciuta la matrona indicandole uno straccio che doveva servirle per coprirsi alla bell’e meglio. Il giorno dopo, a Salisbury, Anne Coleman si sbiottò completamente prima di ricevere qualsiasi ordine. Le dovettero spiegare divertiti che le gonne se le poteva rimettere. Era diventata più sottomessa e docile di un‘agnellina; miracoli della frusta su culatte femminili! Dopo la solita fustigazione ed il corteo attraverso il paese, un medico e magistrato di origine italiana, William Scalzo, si lasciò commuovere. Constatate le ferite e considerato il fatto che le tre teppistelle si dichiaravano profondamente pentite del loro comportamento, dichiarò conclusa la pena. Le medicò per quanto poteva. In particolare la Coleman non riusciva ancora sedersi, né lo avrebbe potuto fare per un bel pezzo! Poi le riaccompagnò personalmente oltre il fiume nello stato del Maine. Il castigo fu certo esemplare e, per volontà della plebe, un tantino grossolano; ma forse era proprio quel che ci voleva, perché fece finalmente ragionare i quaccheri che promisero solennemente di rispettare le leggi e le altre religioni. Ciò bastò al governo del Massachusetts. Già alla fine del 1663 le tre cocciutissime amiche avevano fatto ritorno a Dover, dove si costruì una chiesa quacchera. Pare che nel 1670 un terzo degli abitanti abbracciarono la loro religione. Certo, soprattutto per i primi tempi, la vita non fu facile per Anne. Chi l’aveva vista in quelle circostanze, incontrandola, si sbellicava senza ritegno dalle risate! Solo le donne che si ritenevano più educate si limitavano a bisbigliare all’orecchio del marito, non potendo però fare a meno di un sogghigno ironico molto esplicito!

Mario

Bel video di fustigazione

Orami non ho più parole per descrivere l’infaticabile Magdalene, sempre pronta a segnalare video che a me personalmente piacciono particolarmente. Ecco il video di oggi, fai click qui per vederlo subito.

Nel video, una giovane donna dal fisico davvero notevole subisce una fustigazione molto dura, al temine della quale verrà slegata dalla panca sulla quale si trovava immobilizzata e… ci sarà un colpo di scena!

Ed ecco una foto tratta dal video stesso:

fustigazione donna