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Compilation di frustate

Il video di oggi mi è stato segnalato da Dora tanto tempo fa ma l’ho ritrovato solo oggi. Consiglio di cliccare qui per vederlo. Anche se sono meno di 3 minuti, vale davvero la pena guardarlo non una ma 2 volte. E’ un video durissimo, con ragazze frustate senza pietà, con diversi strumenti, In alcuni casi sembra che l’Uomo danzi mentre impartisce una nuova definizione di dolore alla sfortunata (fortunata?) giovane donna che viene così duramente punita…

China 9

L’uomo era tarchiato, la sua possente muscolatura evidenziata dall’olio cosparso sulla pelle. Indossava un paio di brache gialle e scarpe bianche di pelle di capretto. Era tutto impegnato nella difficile operazione di scegliere una canna adatta, fra la mezza dozzina ben allineate sulla panoplia. Alla fine ne impugno una: non troppo giovane, ma neppure troppo stagionata, senza fessure evidenti, flessibile eppur robusta. L’uomo tese il braccio: la canna ne sembrava il prolungamento naturale, così come un giovane virgulto cresce dal ramo dell’albero.
Assicurò la cappiola di nervo di cavallo, in cima alla canna al proprio polso. Mosse due o tre passi, silenziose le morbide scarpe sul tappeto di cuoio. Come se non avessero aspettato altro, le guardiane fecero calare le tuniche alle due ragazze, sciogliendo i lacci che le fermavano sulle loro eburnee spalle. Esse furono nude. Le guardiane le costrinsero, ma con modi gentili, a piegare il busto in avanti, poi, una guardiana vestita di giallo, chinandosi a terra, infilò i polsi delle due ragazze negli anelli di cuoio dei gambaletti che ciascuna di loro aveva stretti alle caviglie. Erano completamente piegate in avanti, il loro equilibrio precario, sarebbe bastato il minimo sfioramento e le prigioniere sarebbero cadute come precarie statuine.
Ma Huo Pang, terzo boia di Naj Jing, sapeva il fatto suo. Quelle due non sarebbero affatto cadute; avrebbero preso l’intera serie in quella posizione, ridicola, ma ben più stabile di quanto potesse apparire. Quanto alle quattro guardiane, erano sue allieve assolutamente affidabili.
Huo Pang non sapeva affatto perché quelle due dovevano ricevere una punizione così pesante. Sapeva soltanto che due sere prima si era presentata una dama alla sua umile magione ed aveva chiesto insistente di parlare con lui. Il giorno del solstizio i servigi del boia erano richiesti presso la casa del Drago Verde; egli avrebbe dovuto frustare due persone, due colpevoli e, dopo averle battute, doveva infliggere a loro l’oltraggio tremendo. Era tutto regolare, disse la dama, mostrando al boia una tavoletta, accompagnata da otto len d’argento infilati in un cordoncino d’oro. A Huo bastò guardare il sigillo, che spiccava verde sulla nera tavoletta, per capire che il tutto non poteva essere che regolare. Forse una questione privata, che si voleva risolvere così al Drago Verde. Prima di congedarsi, la dama aveva aggiunto che chi l’aveva inviata, avrebbe gradito che l’oltraggio tremendo fosse il più doloroso possibile, il più devastante, ma senza giungere alla morte; e la dama aveva estratto dalla manica del vestito un altro bel lacciolo di len.
Non era più giovanissime, ma neppure vecchie, si disse Huo, guardando quei due corpi nudi: forse 20 primavere o poco più. Quanto avrebbero resistito? Dieci, quindici ? Difficile. Quella pelle diafana, quei muscoli guizzanti non avrebbero sopportato un tale numero di vergate…
Da dietro l’enorme paravento con l’insegna del Drago Verde uscì una voce: era la stessa della dama che si era presentata al boia. “Procedi! Sette frustate, ma che facciano male! E poi…” la voce lasciò in sospeso la frase. Huo si sentì sollevato: come sempre qualcun altro aveva deciso al suo posto; lui era un semplice esecutore.
La canna fischiò, arrivò sulla pelle, la segnò profonda. La ragazza, quella alla sinistra di Huo, strillò. Anche l’altra urlò di dolore. La pelle si incrinò alla quarta vergata. I solchi erano ben nitidi, ben scavati; qua e là, lungo il loro corso, una gocciolina di rosso più acceso. Ed erano sette, paralleli, distanziati uno dall’altro a segnare tutta la pelle delle natiche. Se avesse avuto uno staffile, ragionò Huo da quel bravo professionista che era, anche la parte esterna di quei due culetti sarebbe stata ben marcata…. e le due punite non erano affatto cadute faccia avanti: il lavoro delle guardiane era stato perfetto. Con mosse lente e misurate, Huo rimise al suo posto la canna di bambù: doveva dare tempo al sangue di scendere verso il basso. Forse, per quelle due, il dolore sarebbe stato meno tremendo, la vergogna no!
Huo aveva scelto due dildi a forma di cipolla. Di legno, torniti da un abile artigiano e lucidati. Non certo di quelli enormi, ruvidi, con l’anello di ferro intorno alla testa che si usavano per i criminali maschi; queste due erano pur sempre delle femmine!
Huo voleva che chi stava dietro il paravento vedesse bene, che ammirasse la sua opera. Perciò, agì con estrema calma. Aprì lo spacco delle natiche roventi e peste della prima ragazza, apparve il grinzoso foro, cui il boia appoggiò la parte convessa e maggiore della cipolla, poi ruotò il dildo di un quarto di giro: adesso era in posizione giusta. Huo spinse dentro, con forza. L’urlo fu acutissimo.
Il boia seguitò a spingere, finchè la cipolla non scomparve tutta nell’ano; rimase all’esterno soltanto il corto manico, che serviva ad estrarre il dildo,…. se fosse stato estratto, dopo.
La seconda ragazza mormorò un disperato Noooo sentendo il dildo che le sconvolgeva il tessuto, lo dilaniava. In mezzo fra le due ragazze, Huog impugnò i manici sporgenti dei dildi, con perfetta coordinazione di entrambe le mani, li fece ruotare: un giro verso destra ed uno verso sinistra. Le grida furono lancinanti, rapidi e senza controllo i movimenti dei muscoli. A quella di sinistra, il sangue colò fra le cosce.
Huog fece due passi indietro, si volse verso il paravento e fece un inchino. L’applauso non arrivò.

La sposina frustata in luna di miele

Il video di oggi (clicca qui per vederlo subito) me ho segnalato la bravissima Magdalene, sempre capace di trovare i video più intriganti. Vede come protagonista una giovane sposina a cui durante la luna di miele viene riservato un trattamento particolare: viene legata e frustata a culo nudo dal novello marito. Probabilmente è l’inizio di una serena convivenza matrimoniale, fatta di disciplina & frustate…
Qui sotto trovate una foto del culetto rosso della giovane sposa durante la severa punizione:

sposa frustata