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A suon di pisciate tra troie navigate!

Pissing contest by caldosex. Mi chiamo Elvira (la ragazza in autoreggenti). Quello che mi eccita maggiormente nel sesso sono le sfide. Mi ritengo troia e vado in pre-allarme quando ne fiuto un'altra che vorrebbe in qualche modo superarmi. Ma veniamo al racconto. Quel giorno mi trovavo dalla ginecologa per una visita. Quella stronza era impegnata e non si era preoccupata minimamente di avvertire. Mi ritrovai così, ignara, nel suo studio ad attendere in compagnia di un'altra ragazza. Nell'attesa infinita scambiammo quattro chiacchiere, si chiamava Laura. Mi confidò di esser single e di non amare particolarmente gli uomini. Notai le provocanti scarpe con i tacchi rossi che calzava ma cercai di restare sulle mie. Passarono altri minuti di vana attesa. Iniziai a camminare per la stanza quando ad un tratto senti il suo piede sfregare sulla mia mutanda. Quella troia ci stava provando eccome! Non ebbi troppo tempo per pensare che si mise inginocchiata a leccarmi la patata! Eccitata dalla situazione e innervosita nel contempo dalla sua audacia eccessiva decisi di "punirla" pisciandole in bocca. Ma dopo un pò lei, imperterrita, riprese a slinguazzarmi la figa procurandomi l'orgasmo intenso. Ci baciammo. Poi lei disse:"Aspetta ti faccio vedere una cosa". Si mise  a pecorina sul divano senza mutrande e cominciò vergognosamente ad urinare. La sua pioggia dorata erogata senza alcun ritegno mi bagnò piedi e scarpe. Glieli porsi: ripulirli con la lingua era il minimo che potesse fare. La troia non si sottrasse di certo al compito e leccò minuziosamente. Poi però ne approfittò per usare la lingua anche nella mia spacca. Ormai ero arroventata dal desiderio! Le fistai la sorca, ormai totalmente fradicia, con due dita. Poi mi sedetti a cavalcioni su di lei. Con le medesime dita le rovistai il culo e, poco dopo, iniziai ad urinare copiosamente. La piscia calda fece da lubrificante anale favorendo la fistata e colò anche in abbondanza nella vagina. Tremò tutta e raggiunse un orgasmo bollente dopodichè ci baciammo sensualmente al sapor di piscio.       















A suon di pisciate tra troie navigate!

Pissing contest by caldosex. Mi chiamo Elvira (la ragazza in autoreggenti). Quello che mi eccita maggiormente nel sesso sono le sfide. Mi ritengo troia e vado in pre-allarme quando ne fiuto un'altra che vorrebbe in qualche modo superarmi. Ma veniamo al racconto. Quel giorno mi trovavo dalla ginecologa per una visita. Quella stronza era impegnata e non si era preoccupata minimamente di avvertire. Mi ritrovai così, ignara, nel suo studio ad attendere in compagnia di un'altra ragazza. Nell'attesa infinita scambiammo quattro chiacchiere, si chiamava Laura. Mi confidò di esser single e di non amare particolarmente gli uomini. Notai le provocanti scarpe con i tacchi rossi che calzava ma cercai di restare sulle mie. Passarono altri minuti di vana attesa. Iniziai a camminare per la stanza quando ad un tratto senti il suo piede sfregare sulla mia mutanda. Quella troia ci stava provando eccome! Non ebbi troppo tempo per pensare che si mise inginocchiata a leccarmi la patata! Eccitata dalla situazione e innervosita nel contempo dalla sua audacia eccessiva decisi di "punirla" pisciandole in bocca. Ma dopo un pò lei, imperterrita, riprese a slinguazzarmi la figa procurandomi l'orgasmo intenso. Ci baciammo. Poi lei disse:"Aspetta ti faccio vedere una cosa". Si mise  a pecorina sul divano senza mutrande e cominciò vergognosamente ad urinare. La sua pioggia dorata erogata senza alcun ritegno mi bagnò piedi e scarpe. Glieli porsi: ripulirli con la lingua era il minimo che potesse fare. La troia non si sottrasse di certo al compito e leccò minuziosamente. Poi però ne approfittò per usare la lingua anche nella mia spacca. Ormai ero arroventata dal desiderio! Le fistai la sorca, ormai totalmente fradicia, con due dita. Poi mi sedetti a cavalcioni su di lei. Con le medesime dita le rovistai il culo e, poco dopo, iniziai ad urinare copiosamente. La piscia calda fece da lubrificante anale favorendo la fistata e colò anche in abbondanza nella vagina. Tremò tutta e raggiunse un orgasmo bollente dopodichè ci baciammo sensualmente al sapor di piscio.       















Per evitare il licenziamento scoprì un altro godimento

Mi chiamo Omar. Vi domanderete come mai appaiono due foto inziali così esplicite. Diciamo che servono a spiegare quella che credevo dovesse essere la mia aspettativa principale di vita: le donne e la sorca! Ma mi sbagliavo di grosso, scoprirete in seguito il perchè... by caldosex



Del resto come pensare il contrario avendo a disposizione una moglie avvenente e calda come Monica sempre vogliosa di fottere. Di solito facevamo delle splendide scopate e alla fine le schizzavo pure in bocca, guardate un pò...




Questa era la situazione precedente, almeno fin quando, a capo del reparto dove lavoro come impiegato d'azienda, c'era il vecchio direttore, Ezio Olmi. Ma nella vita tutto può variare e spesso repentinamente. Dalle alte sfere societarie fu nominato Sandro Santini come sostituto di Olmi e la situazione cambiò radicalmente di punto in bianco. Fino ad allora ero stato un impiegato col posto assicurato ma Santini rimise tutto in discussione. Il suo modus operandi era semplicemente questo: produci tanto resti, rendi sotto lo standard e vai fuori... Un paio di contratti che avevo in gestione andarono male e Santini preparò subito la lettera di licenziamento. Ero praticamente fottuto! 20 anni di fedele servizio praticamente buttati nel cesso, e non solo! Non avrei mai potuto dirlo a Monica, le sarebbe venuto minimo un infarto abituata com'era a svuotare la mia carta di credito tra parrucchiere, gioielli, scarpe, vestiti e quant'altro. E allora come avrei potuto uscire dai guai? Pensai di corteggiare la bella moglie di Sandro, Debbie, una gran bionda sexy. L'idea era quella di sedurre lei in modo che facesse pressione sul coniuge, risultato: un buco nell'acqua! Non solo non me la diede, ma spiegò chiaramente che far colpo su di lei non sarebbe servito a nulla perchè il partner, a livello lavorativo, non si sarebbe fatto condizionare in alcun modo.


In più, come se non bastasse, quella vipera raccontò al marito che ci avevo provato con lei. Santini mi prese di faccia in ufficio pochi giorni dopo e sentenziò:"Di un pò stronzetto... credevi per caso che Debbie non me l'avrebbe detto?" e aggiunse:"Ti è piaciuto guardarla pervertito? Vuoi guardare anche il mio cazzo, che ne dici?". Lo disse in tono provocatorio e per umiliarmi ma da lì scattò in me un meccanismo di reazione, un tentativo di autodifesa. Mi dette in qualche modo uno spunto. Cominciai ad inventare di sana pianta, ad improvvisare, spiegai:"Ehm, capo, vede... in realtà ho un problema con le donne, ci provo con tutte per nascondere a me stesso che... sono attratto dagli uomini, specie quelli decisi e pieni di potere come lei...". Santini, che di solito era sempre serio, scoppiò a ridere e commentò:"Mmmm, pensavo avessi una moglie a casa, stai per caso ammettendo che sei frocio?". A quel punto feci un passo indietro, dissi:"Sà non l'ho mai detto a nessuno, ma un uomo di mondo come lei è la persona giusta". Santini rimase in silenzio per un pò, poi esclamò:"Vada, vada, a domani". Il giorno dopo a sorpresa mi propose un bagno nella sua piscina precisando:"Omar, interessante la sua storia, sà forse non la licenzio per ora, ha dimostrato un certo coraggio. Venga domani mattina nella mia villa in piscina, parleremo con più calma della sua situazione". Il giorno dopo mi presentai all'appuntamento...

In piscina come una sgualdrina...
Santini fu subito chiaro, affermò:"Se mi stai prendendo per il culo ti licenzio adesso!". A quel punto non avevo chance, dovevo mostrargli di esser realmente gay. Mi calai in quella che credevo dovesse essere soltanto una parte, una recita, ma qualcosa accadde... L'acqua della piscina era calda ed invitante. Non mi ero mai sognato in tutta la vita di tentare l'approccio con un uomo, una persona del mio stesso sesso. Mi detti coraggio pensando che si sarebbe trattato solo di una parte, di un ruolo, di un fottuto gioco perverso e così, mentre stavamo in acqua, lo baciai in bocca con decisione. Lui non solo corrispose il bacio ma mi accarezzò i coglioni. Mi confidò che il suo interesse per le donne era scemato nel tempo: la moglie, le amanti, poteva averne quante ne voleva e si era stufato. Il suo cazzo, fuori dal costume, era durissimo segno evidente che da tempo sognava una situazione del genere. Il suo cazzone duro era sontuoso davanti ai miei occhi. Come avrei potuto usare la bocca sul suo pene? Mi bloccai un attimo, pensai tra me e me:"Oddio no, non posso farlo, non sono frocio!". Ma qualche impulso animalesco, indipendente dalla volontà mi spinse oltre i limiti, oltre quello che credevo di sapere di me stesso. Chiusi gli occhi e incominciai a leccare l'asta (cadde così il primo tabù, leccare il cazzo). Lui mi accarezzava la testa, mi incoraggiava a proseguire. Contai fino a 3 e... ciomp! Imboccai la sua asta, gli feci un pompino mentre lui se ne stava comodamente a godere col culo appoggiato sul bordo. Mi resi conto che non stavo fingendo, mi piaceva ciò che facevo, ebbi perfino paura di me stesso, come era possibile tutto ciò? Io uomo sposato, etero da una vita, con il cazzo del mio principale tutto in bocca! Glielo ciucciai talmente con gusto da fargli credere che non si trattasse del primo...     

    



 
Lui era infoiato a quel punto, naturalmente me lo piazzò dentro al culo a pecorina nella piscina! (caddè così anche il secondo tabù, prenderlo dietro). Faceva un male cane ma pian piano iniziò a piacermi sul serio: ero la sua troia da sfondare. Da lì proseguimmo a scopare nel giardino adiacente alla vasca. Stavo a cavalluccio su di lui impalandomi sul suo cazzone duro. Mi strinse a sè, lo presi dentro tutto. Man mano il dolore si stemperò e cominciai a godere di brutto. Una splendida chiavata all'aria aperta nella pace della natura. In realtà credevo fossimo soli (soltanto giorni dopo scoprì che la moglie di Santini, a nostra insaputa, ci aveva spiati durante l'intimità). Il capo esplose inondando di sperma la mia chiappa sinistra. Anch'io venni e gli schizzai sul petto mentre se ne stava disteso sul pratone ad assaporare l'orgasmo appena raggiunto. Fu proprio una mattinata di fuoco. Mi girava la testa, ancora non credevo di aver realmente vissuto un'esperienza del genere così inebriante ed appagante. Mi chiedo cosa abbia provato la bella Debbie nel vederci così... sarà stata più incazzata o eccitata? Chi lo sà... probabilmente più la seconda.











Questo è ciò che pensa la bella Debbie, in  merito alla situazione...










Vi è piaciuta la storia ragazzi? Spero proprio di sì. Bhè, adesso devo proprio salutarvi perchè il lavoro incombe: devo correre in ufficio ad espletare le pratiche giornaliere. A proposito, quando siamo in pausa il capo desidera che glielo accarezzi con i piedi... che dolce trastullo vero?

Ossessione per i piedi

Non è facile spiegare razionalmente l'origine delle fantasie sessuali perchè esse spesso derivano dalle nostre pulsioni più nascoste e indecifrabili. Quel che è certo è che alcune persone perdono letteralmente la testa per i piedini femminili...

Pazzo dei suoi piedi...




  
Piedi di colore grande calore...



Seghe coi piedi e relative schizzate: fritto misto!




Giochi coi piedi anche tra donne... 
Lo sapevate che alcune donne hanno dichiarato di esser diventate lesbiche soprattutto per l'incapacità di resistere all'attrazione per i piedi femminili?
 

Cara amica ti lecco piedi e fica

Mi chiamo Floriana (la bionda). Io e Cleo siamo amiche dai tempi della scuola. Molto sexy entrambe abbiamo sempre fatto gola agli uomini anche se lei diceva di non amare le relazioni. Il tempo passò ed io mi fidanzai, lei restò single. Uscendo in comitiva io, lui, lei ed altre persone, mi accorsi che il mio ragazzo la mangiava con gli occhi e naturalmente andai in gelosia. La invitai a casa mia per chiarire la situazione ma di certo non immaginavo a cosa avrebbe portato la conversazione tra vecchie amiche. Cleo sembrava calda e vogliosa come non l'avevo mai vista e in effetti lo era! Mi disse subito che l'obiettivo non era di certo il mio ragazzo ma addirittura me! Caddi dalle nuvole mentre lei, con disinvoltura impressionante mi palpava le natiche. Mi ritrovai le sue dita nelle mutandine e, seppur con inevitabili titubanze, cominciai ad eccitarmi. Del resto non ero mai stata completamente chiusa alle donne, almeno sulla carta. Ebbene si, alle volte mi ero toccata pensando a donne, ma non di certo a Cleo, la mia migliore amica. Ma ora era diverso, era reale, non una semplice fantasia: l'una di fronte all'altra e non certo a prendere il caffè al bar! Cleo, evidentemente esperta, sapeva cosa fare. Mi palpò il seno con decisione da dietro mentre io cercavo a malapena di respingerla. Poi non riuscì più a resisterle, mi calò le mutandine, sentì la sua lingua caldissima scorrere sulla natica e mi bagnai tutta. Mi fece stendere e slinguazzò le dita dei miei piedi, una sensazione favolosa che non avevo mai provato. Ormai ero completamente andata, incanalata sulla via del piacere, allargai le gambe e lei, che non aspettava altro, giocò con la lingua sul clitoride facendomi letteralmente impazzire di piacere. Ero distesa e godevo, leccata per la prima volta da una donna, la mia migliore amica per giunta. Mi leccava e mi succhiava divinamente finchè le esplosi nella bocca in preda ad uno dei più belli e intensi orgasmi mai provati. La gelosia scomparve completamente e cominciai a guardare la bella Cleo con occhi diversi, come non l'avevo mai guardata prima. Divenimmo calde e tenere amanti e speriamo che il mio ragazzo non lo scopra mai... by caldosex  











Un lavoretto coi fiocchi

Gay boy vs mature man by caldosex. Mi chiamo Filippo. Avevo appena compiuto 18 anni quando fui assunto da una ditta di trasporti poco nota. Guidare infondo mi è sempre piaciuto e con un simile lavoro avrei conciliato l'utile con il dilettevole. I primi tempi le cose andarono per il verso giusto, il mensile era sudato ma ben pagato. Ma poi qualcosa cambiò. La crisi, la solita crisi, l'aumento della benzina e chissà cos'altro e il mio capo, Larry Johnson, un palestrato sulla quarantina, cominciò a licenziare gente in tronco senza fornire troppe spiegazioni. Temetti seriamente per il posto di lavoro e così, prima di ricevere una brutta sorpresa, decisi di affrontare il capo faccia a faccia. Entrai nel suo ufficio e agitato esclamai:"Capo, se ha intenzione di tagliare anche me lo dica subito, almeno vado a cercare qualcos'altro alla svelta...". Lui mi guardò e sorrise. Poi rispose:"Mmm tu sei Filippo vero? Hai le palle a venire a dirmelo fin qui dentro... bravo!". Poi aggiunse:"Vedi ragazzo, sono tempi duri, mi dispiace ma c'è la crisi, i primi a sloggiare sono i nuovi...". Ero frustrato, adirato, poi cercai di calmarmi e gli dissi:"Non c'è niente che io possa fare per cercare di restare? La prego mi dia qualsiasi incarico e io lo svolgerò al meglio, lavorerò il doppio se necessario". Lui rispose:"Accidenti sei proprio deciso vedo. Mi dispiace, non si può. Và a casa ragazzo, domani partirà il licenziamento". A quel punto sbottai:"Porca puttana! Ho detto che farò qualsiasi cosa e lei mi butta fuori così?". A quel punto Lo sguardo di Larry si fece serio, disse:"Ascolta giovanotto, questa non è la sede adatta per parlare di certe cose ma forse possiamo metterci d'accordo. Trova un posto dove incontrarci in maniera discreta". A quel punto, con nuove speranze ritrovate, risposi d'istinto:"Possiamo fare a casa mia! Domani pomeriggio non c'è nessuno. Mamma e Papà sono fuori e mia sorella Lena di solito a quell'ora esce con le amiche". Larry sorrise, poi sentenziò:"Ok! Alle quattro da te...". Bussò puntuale alle 16 spaccate, andai ad aprire. Avvertì subito un forte odore di profumo che trovai gradevole. Gli offrì da bere poi lui iniziò a parlare:"Filippo caro io non vorrei licenziarti ma il momento è difficile per l'azienda tuttavia...". Lo esortai a continuare il discorso:"...mi dica se c'è una possibilità". Larry sorrise e tentò di spiegare quello che mai avrei immaginato:"Vedi Filippo le cose non sono sempre tutte bianche o tutte nere, esistono tante sfumature...". Ancor più ansioso di prima chiesi:"La prego sia chiaro, non se ne vada per i vicoli!". Larry propose:"Fà un pò caldo non trovi? Perchè non ci mettiamo più comodi, più in libertà?" e con disinvoltura mi tolse la maglietta, poi si tolse la sua mostrando il bel torace e il vistoso tatuaggio. Restai un pò imbarazzato. Mi sorpresi due volte di più quando si calò il jeans mostrando il grosso cazzo già bello duro. A quel punto mi fu finalmente palese che mr. Johnson era gay. Con decisione tirò giù anche il mio jeans scoprendo il pene. Ci ritrovammo davvero in libertà l'imbarazzo divenne pressocchè totale. Ci sapeva davvero fare quel porcone e ben presto mi ritrovai nudo a pecorina sul letto. Tenuto saldamente per i fianchi fui costretto a concedergli il mio intimo buco vergine. Affondò con decisione ma anche con sensualità. In principio mi sentì quasi come un condannato a morte ma pian piano quel massaggio intimo insolito risultò essere tutt'altro che spiacevole. Mi fottette proprio perbene quel maiale ed io divenni a poco a poco la sua dolce e sottomessa puttana pronta a farsi sbattere in ogni dannata posizione. Mi ingroppò con tale foga passionale che raggiunsi un orgasmo intensissimo mai provato. Sfondato in culo osservai stupito il mio cazzo eiaculare come una fontanella tra spasmi di piacere. Respiravo ancora forte per quei godimenti sublimi ma lui voleva liberare tutta l'eccitazione incamerata. E così mi offrì la sua asta da leccare, da succhiare a fondo. Nel pieno della lussuria trasgressiva non la rifiutai di certo prodigandomi così nel primo memorabile bocchino della mia vita. Stava quasi per godere ma avanzò un'ulteriore richiesta, farsi leccare i piedi. Mi umiliai anche a questo leccandogli i piedi e succhiandogli accuratamente le dita in una sorta di pompino fetish. Il suo cazzo era pronto ad esplodere e lo fece in modo devastante. Gli schizzi caldi e copiosi di sborra mi inondarono bocca e lingua. Continuai a leccare mentre la cappella continuava inesorabilmente a eiaculare. Dopo questo lungo e intenso siparietto ci ricomponemmo. Naturalmente il posto di lavoro fu salvo. Non avrebbe mai toccato chi lo aveva fatto rilassare e godere in quel modo. Il culo me lo aveva proprio rotto alla grande: nonostante le creme lenitive riuscì a malapena a sedermi per almeno una settimana. Mi sentivo una vera troia ma ero tranquillo, convinto che la cosa non sarebbe mai venuta allo scoperto. Mi sbagliavo! Quella spiona di Lena, tornata anzitempo dalla passeggiata con le amiche, aveva osservato le ultime fasi di quel rapporto gay con me che prendevo la sborra in bocca da Johnson. La stronza non disse di aver spiato. La mamma sapeva delle difficoltà sul lavoro. Quando una sera a tavola chiese preoccupata: "Riuscirai a conservare il posto figliolo?" la rassicurai rispondendo:"Ma certo, licenziano gli scarsi, io sono bravo a lavorare...". Quella disgraziata di mia sorella aggiunse:"Ma certo mamma, sapessi com'è bravo a lavorare i cazzi altrui!". La corressi alla disperata:"Si mamma, i fatti altrui voleva dire...".