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Una dolorosa esperienza

Alternativa non ci mandava racconti da tanto tempo ma davvero è stato un tempo ben speso: guardate oggi che meraviglioso racconto ci ha inviato!

Buonasera a tutti, questa notte vi narreró una vicenda successami insieme a mia sorella minore Martina. Martina ha 4 anni meno di me e frequentiamo lo stesso liceo, io in quinta e lei in prima, una matricola. In quella scuola mi conoscevano tutti date le cazzate che ho combinato da sola e con mia cugina Mara, dalle note che prendevo e dalle litigate furiose con i professori; Conosciuta lo ero anche perchè mia madre era la vicepreside e la fautrice di tutte le volte per cui non riuscivo a sedermi sulla sedia dalle tante sculacciate che prendevo, ma non mi bastavano, facevano un male della madonna ma la voglia di combinare guai era più forte di tutte quelle sculacciate. Raramente le prendevo da mio padre(imprenditore sempre super impegnato ed assente) e quella fu una delle più dure datemi da lui. Partiamo dal principio. Ah, dimenticavo anche mia sorella anche se matricola era alquanto conosciuta e soprattutto presa di mira da me e dal mio gruppetto di amici. Anche io da matricola avevo subito le angherie di mio fratello e i suoi amici ed era giusto che io facessi lo stesso con Martina.(pensavo fno ad allora) Come in tutti i licei si svolgevano delle gare di atletica e sport vari quali pallavolo, calcio, tennis e così via. Allora in questi giorni di sport dove tutta la scuola non faceva lezione ed erano tutti a vedere gli atleti ho organizzato tutta una serie di dispetti e scherzi a mia sorella per farla cadere alla campestre, tagliarle le corde della racchetta da tennis, metterle un microfono che fa rumori strani nei pantaloncini da pallavolo e cose una peggio dell’altra, ma quale occasione migliore per lasciare nuda ed inerme mia sorella davanti a tutta la scuola? Allora innanzitutto ci siamo assicurati che Martina arrivasse alle fnali di calcio, la sua squadra contro quella dei miei amici. Poi la mattina della fnale prima di incominciare ci siamo intrufolate nello spogliatoio ed abbiamo sostituito la divisa originale con quella fatta da una nostra amica sarta abbastanza scucita così che appena qualcuno li avrebbe tirati questi si sarebbero strappati tutti a brandelli. Un piano geniale e realizzato alla perfezione. Detto fatto! Dopo aver sistemato tutto inizia la partita. La scuola era tutta riunita intorno al campo da calcio, ma mia mamma non era ancora li. Dopo quasi 20 minuti non la vedo ma decido comunque di mettere in atto il mio piano. La squadra di Martina è in fase di attacco e per cercare di non farla procedere i miei compagni cercano di andarle addosso per prendere la palla, ma invece di quella le si aggrappano ai vestiti e glieli strappano tutti lasciandola solo in mutande. Yesssssssssss scherzo riuscito perfettamente!!!!!!!!!!! Lei dopo un attimo di confusione si rende conto di essere quasi nuda davanti a tutta la scuola ed i miei compagni con telefonini alla mano iniziano a ridere a crepapelle e scattarle foto e flmati e tutto. Lei inizia a piangere ed a cercare di coprirsi mentre i professori le corrono incontro con qualcosa per vestirsi. Intanto i miei amici se la sono date a gambe ed io invece mi stavo godendo la scena ridendo come una pazza! Dopo una sguaiata risata generale il profe di matematica ha chiamato nostra madre che correndo dal suo uffcio(poco distante) irruppe nel campo e tuonó:
“Ragazzi smettetela, non c’è niente da ridere! Tornate tutti nelle vostre classi!” I professori cercavano di tranquillizzare Martina e mia madre urlava a più non posso di flare nelle proprie classi e che avrebbe preso un provvedimento disciplinare per tutto l’istituto. Mentre mi recavo in classe mia madre urló: “Sara M…..vieni immediatamente qui” Ho pensato ed ora che cazzo vuole tanto non saprà mai che sono stata io. “Dimmi mamma” “Sei stata tu ad organizzare questo scherzo imbecille?” “No mamma te lo giuro sarà qualche compagno stupido di Martina” “Non è vero è stato il tuo amico Marco a tirarmi via tutto! Brutta cretina di merda!” “Sciaf,sciaf uno schiaffo a ciascuna! Basta litigare scopriró come è andata, ma sono sicura che stavolta non la passi liscia mia cara Sara. Ora torna subito in classe!” “Ok e comunque belle le mutandine con gli orsetti Marty” “Ti odio brutta stronza sei stata tu!!” “Ragazze basta! Tu fla in classe e tu vai nello spogliatoio e rivestiti” Alla fne di questa diatriba famigliare io mi sono diretta verso la mia classe e Martina verso gli spogliatoi. Suona la campana ed usciamo tutti per andare a mangiare. Dopo un’ ora rientriamo tutti nelle nostre classi ed io avevo una voglia matta di farmi una canna. La teniamo nello zaino del nostro amico di cui si sospetta meno di fare uso di cose così. Mentre nel mio oltre a 1 o forse 2 libri ci sono gli attrezzi per fumare nascosti tra la fodera dello zaino…. Lo cerchiamo ovunque, ma nè il mio nè tutti gli altri zaini dei miei amici ci sono, quando poi dal cortile sentiamo uno strano odore di erba da fumare ed una persona urlare da li: “Mammaaaaaaaaaaa guarda Sara cosa tiene nello zaino!!!” Dovete sapere che il nostro liceo è strutturato con una grande piazza in mezzo e tutto intorno su 2 piani le classi ed uffci. Ovviamente quando si è sentito l’odore di erba nell’aria ed una che gridava come una matta si sono affacciati tutti! E poi continuando ad urlare Martina grida: “Aaaaa mamma e vedi qui la mia divisa originale da calcio e cosa c’è qui roba per farsi le canne e tante ampolle di vetro!!!!!!!” Ero davvero nella merda stavolta. Anche perchè non vi ho ancora detto come potevamo sentire l’odore di erba… Ma semplice dato che quella demente stava facendo un faló davanti a tutti con i nostri zaini e la nostra roba! “Aaaa guarda anche gli zaini degli altri sono piene di ste cose….!!!!!” Dopo quasi 5 minuti di urla è intervenuta mia mamma insieme alla preside ed altri collaboratori e spegnere il fuoco nel cortile e trascinando mia sorella nell’uffcio della preside. Dopo poco sento nel corridoio un ticchettio famigliare e dopo 2 secondi la porta della mia classe si apre sbattendo e facendo comparire la fgura di mia madre sull’uscio. “Tu e tu immediatamente con me nell’uffcio della preside! ORA!” Tu e tu eravamo io e Marco.
Mia madre ha preso per un braccio Marco e con l’altra mano per un orecchio me facendomi sflare davanti a tutte le porte aperte delle classi ed agli occhi dei miei compagni. “Ahia mamma mi fai male.” “Taci!” “Ahiaaaaaaa” “Zitta ho detto!” Arriviamo nell’uffcio ed appena mia madre mi toglie la mano dall’orecchio e vedo mia sorella,con uno scatto le salto addosso facendola capicollare dalla sedia e prendendola a schiaff e parolacce. I profe che c’erano lì hanno cercato di dividerci e tra le urla è subentrata anche mia madre: “Bastaaaaaaa (sciaf e sciaf due bei sberloni)sono stufa di voi due, la smettete di fare le bambine eh? Siete due disgraziate,tu che dovresti dare il buon esempio a tua sorella ed invece le fai scherzi imbecilli???E poi cos’è questa storia che ti fumi le canne eh? Sciaf Sciaf Sciaf Da quanto va avanti??? Eh??? Rispondi!!!! Sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf”(una sberla dietro l’altra in pieno viso) E tu invece che appicchi un fuoco in mezzo al cortile per vendicarti eh? Sciaf sciaf sciaf. Ahhh ma signorinelle stavolta non la passate liscia vedrete che culo a strisce che vi fa diventare vostro padre a forza di cinghiate. Questa è una promessa! “No mamma ti prego mi volevo vendicare ma è stato un gesto stupido ti prego no! Non succederà più giuro scusami ti prego ma le cinghiate no.” “Troppo tardi dovevi pensarci prima carina!” Io invece ero muta come una tomba ma sotto sotto mi stavo cagando addosso perchè le cinghiate di papà le ho prese una sola volta ed erano state devastanti! “E tu non dici niente? Eh? ” Io non ho risposto. “Bene!” (non ho mai visto mia madre così furiosa) Interviene la preside: “Date le circostanze tu Marco per questa bravata sarai sospeso per una settimana con obbligo di frequenza e voi due ora parlo con vostra madre e poi si deciderà la vostra punizione. Marco tu puoi andare mentre voi due no!” Mentre il prof di matematica ci teneva sotto sorveglianza mamma e la preside si stavano consultando. Dopo quasi 10 minuti di attesa ritornano e la preside annuncia: “Questa situazione paradossale che si è venuta a creare per un banale e stupido scherzo è una cosa molto grave, per conto mio siete sospese per 2 settimane anche voi con obbligo di frequenza ed inoltre per il fatto di avervi trovato del fumo negli zaini tu Sara sarai sospesa per altre 2 settimane.” “Mentre per conto mio signorinelle faremo i conti anche con vostro padre a casa” interviene mia madre. “Potete andare nelle vostre classi” “Grazie ed arrivederci” “Ci vediamo a casa e preparatevi per una battuta memorabile!” “Ok mamma a dopo”avevo la voce che tremava… Finito il colloquio con la preside e mamma il profe di matematica ci scorta fuori e ci riaccompagna ognuna nella sua classe.
Durante il tragitto c’è stato un susseguirsi di insulti e parolacce tra me e mia sorella. “Brutta defciente che non sei altro dovrvi proprio bruciare tutto e vendicarti così?” “E e e tu invece dovevi lasciarmi quasi nuda davanti a tutta la scuola? Sei stata una grandissima bastarda ed era questo ció che ti meritavi.” “Senti vaffanculo vedrai quanto urlerai per le cinghiate di papà!” “Urlerai anche tu vedrai, sei grande e grossa ma quando si tratta di sculacciate sei una cagasotto anche tu!” “Stronza bastarda io che le ho prese anche per te e per cercare di non fartele dare da mamma questo è il ringraziamento? Sei solo una piccola bambina viziata.” “A si e quando mai l’avresti fatto non ti frega un cazzo di me ed è per questo che mi hai fatto quegli scherzi brutta cretina!” “Basta basta basta ora basta” interruppe il profe. “Sara in classe! Siediti e basta fare caos!” Sono entrata in classe e tutti mi guardavano, Marco stava già piangendo e credo perchè non sapeva come dire ai suoi della sospensione, lo avrebbero preso a cinghiate anche lui. Un po mi dispiaceva, era tutta colpa mia in fondo ma un’occasione così non mi sarebbe mai più ricapitata. Vado vicino a Marco lo consolo e mi scuso. Dopo mezzora suona la campana ed andiamo a casa. Pur di non vedere mia sorella me la sarei fatta a piedi, ma fortunatamente Martina è andata in macchina con mamma ed io ho preso il pullman. Arriviamo a casa e ad aspettarci c’era già mio padre che in quei giorni era a casa per poi ripartire per l’estero. Quando l’ho visto mi si è fermato il cuore in gola, non sapevo che dire o che fare, pensavo che le cinghiate di cui parlava mamma fossero fasulle,invece papà era a casa ed era tutto vero. “Buon pomeriggio Sara” “Ci ci ci ciao papà.” “Come va?” “Bene e tu? La scuola?” (Tanto sai tutto cosa mi chiedi la scuola?) “Bene grazie, e tu il lavoro?” “Bene, ma vedi Sara io sento che tu non stia andando poi così bene a scuola, mi sono giunte voci di un fatto alquanto grave…. Vedi per raggiungere degli obbiettivi bisogna sudare, sacrifcarsi e perseverare non contiunare a fare i bambini in eterno. Questo per dirti che io vedo e sento che tu non cerchi degli obbiettivi da raggiungere, ti stai adagiando un po troppo sugli allori comportandoti come una bambina piccola, senza dare il buon esempio a tua sorella, anzi facendole del male…” “Ma pap…” “NON INTERROMPERMI MENTRE PARLO! Non aiuti mamma se non perchè te lo dice lei esplicitamente o a suon di sculacciate se no non la ascolti, ma a quanto pare anche quelle a te non servono più quindi ora cambiamo registro andiamo su qualcosa di più pesante e duraturo…. Quindi dato questo tuo comportamento ho deciso che stavolta TU non la passerai liscia con le solite sculacciate dalla mamma che si faranno male ma mai come questa! Stavolta saró io in prima persona a sculacciarti! Ora fla in camera tua,togliti la giacca e poggia le mani sulla tua scrivania. Aaa eee Sara cos’ è che ti fumi le canne quando sei a scuola con i tuoi amichetti?
Da te questa proprio non me l’aspettavo, ma vedrai che sarò in grado di farti cambiare idea una volta per tutte!” Ero attonita dalle parole di mio padre di solito la calma a lui non si addice molto, Ma era meglio non ribattere. “Ok papà.” Ma poi scusate una cosa ma mia sorella che è arrivata prima di me dato che era in macchina dove caspita era fnita? Mia madre era li ad ascoltare mio padre e lei? Bah….. Salgo in camera mia e la vedo con le mutandine abbassate e le mani sulla testa nell’angolo del castigo,con il sedere già rosso e la sento tirare su con il naso. Oddio ho pensato stavolta l’abbiamo proprio combinata grossa. Quando sono entrata Martina ha fatto un salto per lo spavento, credo che pensasse che fossi mamma o papà.. “Ma Marty cosa ti è successo come mai sei già con il culo in famme?” Non risponde “Ohh sto parlando con te!” Non risponde “Ohhh allora??” Nel mentre entrano i miei…. “Non ti risponde perchè non ha il permesso di farlo e neanche tu avevi il permesso di parlare… O sbaglio? Ti avevo dato un ordine preciso che deve essere rispettato, come da qui in poi farai altrimenti saranno sempre guai. Chiaro?” Il silenzio “CHIARO???” Urló mio papà! “Ora fai come ti avevo detto prima.” Tolgo la giacca di dosso, e mi metto mani sulla scrivania. “Vedi Sara tua sorella ha già preso una sonora sculacciata da tua madre ed anche tu ora la subirai ma questa volta da me… Vieni e prendi una sedia poggiandola al centro della stanza. Ora stenditi sulle mie ginocchia e senza urlare preparati a ricevere una sculacciata che mai hai preso.” Stavo sudando e tremando dalla paura! “Pronta?” “S s s i pa pa dr e…” “Bene cominciamo” Dopo essermi messa come voleva mio padre sento una mano che mi tira su la gonna e con un dito nell’elastico delle mutandine me le tira giù in un sol colpo sino alle caviglie. Dopo pochissimi secondi il primo sculaccione esplode su di me. Sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf Un serie di quasi 60 colpi con la mano sul mio povero e nudo culo. Non osavo dire nulla e men che meno lamentarmi a voce alta per evitare un’altra moltitudine di sculacciate. Le lacrime le soffocavo a metà gola sempre per non ricevere sculacciate in più. Dopo un’altra decina di colpi mio padre mi ha fatto la grazia di fermarsi. “ora alzati e mettiti in parte a tua sorella con le mani sopra la testa” “sign sign sign sign sign ok papà.”

Cercavo di non piangere e continuavo a singhiozzare ma era dura non liberarsi e fare un bel pianto, ma d’altro canto non volevo altre sculacciate. “Signorine ora rimanete in posizione! Non voglio sentir fatare una mosca! CHIARO?” “si si papà”ha risposto mia sorella. “bene tra qualche minuto inizieremo la vera e propria punizione, adatta a ragazzine discole e irrispetose come voi!” Prima di uscire dalla stanza mamma si avvicina a noi ci sferra un’altro sculaccione per una e con la sua possente voce tuona: “questa volta la cinghia non ve la toglie nessuno!” Il panico! Mia sorella a quella parola si è buttata a terra implorando i miei a darle qualsiasi punizione ma non la cinghia, io in cuor mio sapevo di meritarmela ma ho cercato di fare linea comune con Martina iniziando a piangere e supplicare i miei un’altra punizione ma non quella. Risultato: mia madre ci ha preso per un braccio facendoci rimanere a terra,ma con il culo per aria, e brandendo il primo oggetto disponibile per sculacciarci. La spazzola di legno. Con quella, aiutata da mio padre che nel contempo stava tornando con la cinghia in mano, ha iniziato a darcele di santa ragione ovunque capitasse: sedere, cosce, polpacci e sulle mani quando cercavamo di coprarci per evitare il colpo. Ma soprattutto nel mentre che ce le dava se ne è uscita con una frase del tipo: “ve l’aveva detto vostro padre di non fare queste scenate greche ed ora ne pagherete le conseguenze anche con lui! DOPPIA RAZIONE DI CINTOLATE! Con quella affermazione mia madre ci ha dato i nostri ultimi 2 sculaccioni per poi lasciare noi inermi sul pavimento a culo all’aria e mio padre sull’uscio della porta con una mano una cintura di cuoio marrone che faceva schioccare in una mano. “siete proprio una delusione totale, io che mi aspettavo di avere delle fglie diligenti mi ritrovo con due monellacce che non vogliono fare nulla ed anzi si fanno del male tra di loro .

Complimenti davvero complimenti! Ma ora che si cambia resistro vedremo come fnirà! Innanzitutto tu Sara mettiti su letto e sotto la tua pancia metti 3 cuscini mentre tu Martina appoggia le tue mani sulla scrivania. Iniziamo con Sara, le regole sono molto semplici: non voglio sentire urla e pianti isterici e voglio che contiate tutti i colpi e se li sbagliate ricomincerò da capo ok?” “si ok” “ok” “bene incominciamo; pronta Sara?” “si padre” “a già poi tu Sara avrai un supplemento con il cane per aver fatto uso di canne a scuola! Mi sono spiegato?” oddio non so se avrei resistito a tutto. “mm ok” nell’arco di una frazione di pochi secondi sento sul mio povero sedere già parecchio in famme: SCIAF. “1” SCIAF “2” SCIAF
“3” SCIAF “4” SCIAF “5” SCIAF “6” SCIAF “7” SCIAF “8” SCIAF “9” SCIAF “10” Al decimo mio padre fortunatamente si ferma. Ero distrutta dal dolore e dentro di me piangevo come una matta ma era meglio che non lo esternassi troppo previa un altro giro di cinghiate sul mio povero sedere. “bene Sara ricominciamo…e riprendi a contare dal numero 10” SCIAF “11” SCIAF “12” SCIAF “13” SCIAF “14” SCIAF “15” SCIAF “16” SCIAF “17” SCIAF “18” SCIAF “19” SCIAF “20” SCIAF “21” SCIAF “22” Emettevo gemiti e cercavo di rimanere nella posizione più consona possibile ma il male che facevano quelle cintolate era insopportabile e dopo il 22° colpo mi è scappato un urlo di disperazione misto alle lacrime. Mio padre che durante le punizioni non sopportava le grida ha iniziato per tutta risposta a colpirmi con la cinghia in una raffca di colpi
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF “basta ti prego non lo sopporto più papi basta ti scongiuroooooooo” “bastaaaaaaa papàààà fa malissimooooo bastaaaaaaa ti pregooooooooooooooooo” senza nenache una parola mio padre continuava imperterrito la sua raffca…. SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF e dopo un’altra decina si improvvisamente bloccato. Io ero in una valle di lacrime,piangevo copiosamente e urlavo dal dolore. Mio padre che si era scostato dal mio letto mi si è avvicinato all’orecchio e mi ha sussurrato: “ cara monellaccia questo era solo l’inizio da domani verrai punita per una settimana a suon di 30 sonore chinghiate dal sottoscritto e se si verifcano di nuovo scene del genere rincarerò la dose fno a che il tuo sedere non diventerà viola capito?” io che non sapevo più come barcamenarmi ho accennato un solo si con la testa, realizzando qualche minuto più tardi quello che mi sarebbe accaduto i giorni successivi. Ero dolorante,spaventata e completamente confusa e dalle tante lacrime versate dal male che quasi non me ne rimanevano più, senza dimenticare poi la punizione col cane che mi sarebbe toccata. Dopo qualche minuto mio padre mi ordina: “bene Sara la tua punizione si conclude qui….. per ora ora scendi dal letto e mettiti mani dietro la testa e faccia al muro che ora tocca tua sorella. Martina vieni sul letto e mettiti in posizione”.

Speravo in tutto il mio cuore che Martina non urlasse se no nostro padre l’avrebbe massacrata con la cinghia, ma dopo aver sentito quello che avevo ricuvuto lamentandomi lei si è messa sul letto senza fare un fato. “bene le tue cintolate saranno 30 come tua sorella mi raccomando silenzio e non voglio sentire un fato ci siamo capiti?? altrimenti sai che ti aspetta…” “ok papà” SCIAF “1” SCIAF “2” SCIAF “3” SCIAF “4” SCIAF “5” SCIAF “6” SCIAF “7” SCIAF “8” SCIAF “9” SCIAF “10” SCIAF
“11” SCIAF “12” SCIAF “13” SCIAF “14” SCIAF “15” SCIAF “16” SCIAF “17” SCIAF “18” SCIAF “19” SCIAF “20” SCIAF “21” SCIAF “22” SCIAF “23” SCIAF “24” SCIAF “25” SCIAF “26” SCIAF “27” SCIAF “28” SCIAF “29” SCIAF “30” fnito l’ultimo colpo mio padre mi intima di mettermi accanto a mia sorella con il sedere ben esposto e le mani sulla scrivania. Non avevo sentito un fato da parte di Martina e questa cosa mi stupiva alquanto ma credo che abbia stretto i denti e sopportato tutto piuttosto di ricevere colpi in più da nostro padre. “Sara avvicinati alla sponda del letto, per te non è ancora fnita. Cara scusa mi porteresti il cane appeso nell’armadio?” chiede a mia madre. “certo” gli risponde lei. “mia cara Sara di questi saranno 20 colpi, non voglio ovviamente sentire un fato e rimani in
posizione con il sedere ben in alto altrimenti sai già cosa succederà…..” “ok papà” “ottimo grazie cara iniziamo conta i colpi e stai ferma in posizione” SCIAF “1” SCIAF “2” SCIAF “3” SCIAF “4” SCIAF “5” SCIAF “6” SCIAF “7” SCIAF “8” SCIAF “9” SCIAF “10” stavo morendo dal male ed ero solo a metà…. aiuto non so come avrei fatto a resistere a quell’inferno…. bruciavano da pazzi e facevano un male cane! Piangevo cercando di non farmi sentire soffocando le lacrime,stringendo a più non posso i denti per evitare di urlare e stritolando le coperte a cui ero saldamente agganciata rimanendo in posizione il più possibile. SCIAF “11” SCIAF “12” SCIAF “13” SCIAF “14” SCIAF “15” SCIAF “16” SCIAF “17” SCIAF “18” SCIAF “19” “ultimo colpo” disse mio padre soddisfatto del lavoro svolto
SCIAF “20” “molto bene, molto bene. Sara ritorna pure vicino a tua sorella.” “Ora ovviamente sarete in castigo fno a data ancora da defnire” tuonò mia madre che aveva partecipato a tutta la scena. “a scuola, anche se siete state sospese andrete ed aiuterete in mensa, a fare le pulizie ed in serra!!”continuò mia madre “Sara con te siamo d’accordo per la tua punizione e non credere che sarà una bella passeggiata anzi sarà l’esatto contrario considerato il fatto anche delle canne e tutto il resto. Siete una delusione totale ed un fallimento per noi ma da domani si cambia nuovamente registro con due monellacce indisciplinate ed irrispettose come voi e la cinghia sarà la priorità ogni volta che succederà qualsiasi cosa sia da parte mia da quella di vostra madre quando io non ci potrò essere. Sono stato suffcentemente chiaro?” “si papà” “ok papà” “ottimo ora rimanete li ferme senza fatare per 2 ore rifettendo su come ci sentiamo noi genitori ad avere due fglie come voi e rifettete anche sulle cazzate che avete fatto!”

Dopo averci lasciato con il dolore alle chiappe nostro padre ci ha lasciato anche con un dolore da un’altra parte dato il risvolto psicologico che si è creato in questa situazione, avverranno altre sculacciate con la cinghia in seguito ma mai più di quella portata. Dopo che i nostri genitori sono usciti io e mia sorella Martina ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette solo SCUSA. Niente più di quella parola per le altre 2 ore successive per paura che nostro padre ci sentisse e riprendesse le sculacciate dato che io ne avrei subite per tutto il resto della settimana come prestabilito. Il dolore era immane per entrambe e cercavamo di non piangere per farci forza, tiravamo su con il naso e di tanto il tanto asciugavamo quelle poche lacrime che ci rimanevano e che ci rigavano ancora il viso.