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Le signorine col vizietto e i maschi si adeguano

Nella vita non si finisce mai di avere sorprese sia dagli altri che da noi stessi. Mi chiamo Dario. Io e il mio amico Dino eravamo fidanzati con due belle brune, io con Elisa e lui con Samantha. Uscivamo spesso in quattro andando a cena e nei locali a ballare. Samantha era solita apprezzare Elisa  facendole complimenti su come vestiva, sulle gambe etc... La mia ragazza ricambiava puntualmente. I sorrisi tra le due si sprecavano ma io e il mio amico, superficialmente, non demmo troppo peso a tutto ciò anche se entrambi sognavamo un'ammucchiata a quattro in cui ci saremmo scambiati la ragazza. La situazione si complicò quando le donne cominciarono a negarsi a letto a noi maschi. Elisa diceva esattamente quel che Samantha pronunciava con Dino: "Non ho stimoli". Un bel giorno io e Dino ci recammo a casa di Samantha e la sorprendemmo insieme ad Elisa. Stavano nel bel mezzo di un 69 lesbo con Elisa in autoreggenti a rete messa sotto. Io e lui restammo a spiare mentre Elisa sditalinava Samantha. Quest'ultima, assai focosa, dopo una leccata di figa decise di far godere la mia ragazza col collo di una bottiglia di vino che le piazzò dritto nella sorca infilandolo tutto dentro. A pecorina Elisa godeva come una troia definendo la bottiglia perfino meglio del cazzo. Non ci avrebbero mai permesso di far parte dei loro giochi e così, sconcertati, io e lui ci spostammo in un'altra stanza per parlare e sfogarci. Dino era disperato, disse: "E' finita non ci vogliono più..." ma io risposi: "Dai non facciamone un dramma, meglio non deprimersi...", lui mi disse: "Perchè hai qualche rimedio?", risposi: "Non lo so, forse...". Passarono dei minuti durante i quali presi coraggio e gli tirai fuori il cazzo, esclamai: "Dai non deprimerti..." e cominciai a fargli un intenso bocchino, il primo della mia vita. Mi disse: "Che fai mai sei pazzo?" ed io deciso: "Zitto e godi!" e continuai a spompinarlo senza esitare. Finalmente cominciò a rilassarsi ed io ci presi sempre più gusto. Pian piano i colpetti di lingua sulla cappella lo fecero godere ed io assaporai la sborra calda che mi schizzò tutta tra le labbra. Con la bocca intrisa del seme cercai la sua lingua e ci perdemmo in un lungo bacio gay. Stavamo scoprendo la strada alternativa per non soffrire dopo la delusione ricevuta dalle ragazze. Il gioco continuò. Lo spogliai e, a cazzo duro, glielo misi nel culo e lo scopai sverginandolo. Urlò un pò per il dolore ma poi ci godette e anche parecchio. Al culmine di una splendida chiavata a pecorina gli sborrai nel culo tutto il seme accumulato in corpo mentre sentivo a distanza i lamenti di piacere della mia ragazza che si faceva sfondare la passera con la bottiglia dalla sua amica troia più di lei. Dopo quell'esperienza continuammo ad uscire a quattro ma per far sesso ci accoppiavamo in modo diverso dal solito, io con lui e lei con lei. Alle ragazze andava benissimo così ed anche a noi maschi. Ancora adesso lo facciamo così.         







Intanto nella stanza accanto...