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La finta santarellina lo prende bene nel culo

Mi chiamo Harry. Da poco avevo rotto con Silvia ed ero giù di corda. Spinto da amici mi recai ad una festa in una villa convinto che mi sarei annoiato. Invece lì conobbi Veronica, una biondina sexy con lo sguardo da zoccola. Ne restai subito intrigato e la corteggiai. Complici le varie birre ingurgitate da entrambi riuscì a portarla abbastanza agevolmente in una specie di ripostiglio e lì glielo misi nella figa senza troppi complimenti. Un'autentica sveltina nemmeno consumata del tutto con la preoccupazione che qualcuno ci scoprisse. Sul più bello, infatti, sentì delle persone avvicinarsi e così, per precauzione, dovemmo interrompere l'idilliaco momento. Non mi diede il suo numero di telefono però prese il mio. Passò quasi un mese. Ero sicuro che non chiamasse più. Pensai di esser stato troppo audace. Inoltre tra le persone che conoscevo presenti alla festa nessuno conosceva il numero del suo cellulare. Ormai rassegnato andai a prendere un drink in un bar nelle vicinanze della mia abitazione. Mentre lo bevevo vidi entrare lei nel locale. Che fortuna! Pensai. Mi avvicinai e le dissi:"Hey ciao Veronica come stai? Ti ricordi di me? Sono Harry, alla festa...". Mi rispose seccata fingendo di non ricordare:"No, non ti conosco... non mi ricordo affatto di te!". Deluso la seguì quando uscì dal locale e scoprì dove abitava. Aspettai alcuni minuti poi bussai alla porta. Aprì e disse stizzita:"Ancora tu? Ma cosa vuoi?". D'istinto la baciai. Mi schiaffeggiò. Poi affermò:"Ho rotto col ragazzo da poco tempo e a quella dannata festa ti approfittasti di me perchè avevo bevuto". Risposi:"Un pò si ma piaceva anche a te o sbaglio?". Lei disse:"Idiota non sai trattare una signora, fuori da casa mia!". Stizzito pensai:"Ma quale signora... con quella faccia da zoccola!". La salutai e andai via. Entrai in un negozio a comprare una scatola di cioccolatini e poi dei fiori. Mi presentai di nuovo da lei. Veronica aprì la porta in vestaglia, disse:"Ancora tu? Ma sei proprio insistente!", risposi:"Volevo solo scusarmi per tutto, ecco questi sono per te". Le detti lo scatolo coi cioccolatini e i fiori poi esclamai:"Bhè... adesso io andrei via e girai le spalle". A quel punto lei disse:"Aspetta. Sono sola in casa ma se prometti di fare il bravo posso offrirti un caffè". Accettai naturalmente. Bevemmo il caffè dopodichè lei disse:"Aspetta un attimo vado di là, torno subito". Passarono buoni dieci minuti e così mi alzai e, a voce alta in modo che sentisse, dissi:"Non voglio disturbare ancora Veronica, grazie del caffè io vado". Mi avviai verso la porta quando sentì la sua voce:"Aspetta, sei sicuro di voler andar ia così?". Quando mi girai la vidi sexy al massimo con una minigonna jeans, calze ricamate e delle scarpe rosse coi tacchi da autentica mignotta. Risposi:"A dire il vero credo che resterò un altro pò Veronica". Le alzai la mini beneficiando dello spettacolo del reggicalze che indossava. Il cazzo si indurì a mille. Succhiai i capezzoli e sentì che si stava eccitando anche lei. Tirai fuori il cazzo e la bionda iniziò a sbocchinare da paura rivelando la sua vera natura da porca. Fantastici risucchi di cappella che mi diedero immenso piacere. Leccai il buco del culo col chiaro intento di lubrificarlo per poi violarlo. Si mise su di me a cavalcioni. Finsi di piazzarlo in figa ma all'ultimo istante spostai il tiro e lo piazzai con decisione dritto nel suo culo. Fece una smorfia ma l'uccello entrò dentro magnificamente a conferma che non era nuova alla pratica magari già effettuata con l'ex ragazzo o con chissà chi. Protestò un pò ma si fece sfondare dal mio cetriolo prendendoci sempre più gusto. La porcellina si masturbava anche la fica mentre lo prendeva nel sedere. A conclusione della lunga e piacevolissima scopata, durante la quale la sentì venire più volte, finalmente godetti e le inondai il culo svuotandomi totalmente i coglioni carichi di seme. Mi sorrise soddisfatta ma disse:"Accidenti mi hai fregata per la seconda volta! Prima la figa alla festa... e poi addirittura il culo!". Risposi:"Ma smettila di fare la parte della santarellina, non sarò certo il primo che ha esplorato il tuo culo!". Spazzando finalmente quel velo di ipocrisia ammise:"E nemmeno l'ultimo!".