BDSM svelato tra Daniela e Michele

Trova Donne Mature in cerca di SESSO GRATIS E VELOCE!

CERCA E INCONTRA MATURE, CLICCA QUI

Ricordando in che fase della mia vita ero capisco solo ora perché questa avventura è stata incredibile, tanto quanto il suo ricordo. Io, Michele, 30enne appena mollato da una ragazza troppo presa da lei e solo in una città che non riuscivo a farmi piacere.

Decisi in quel sabato sera di gennaio di bere qualcosa in compagnia del mio amico di nome Edoardo, così ci recammo nel solito pub.
Nel mezzo delle solite conversazione si avvicinarono due ragazzi e due ragazze, amici di Edoardo, che chiesero di aggiungersi, così accettammo volentieri. Chiacchierando notavo una strana tensione che si era creata con una delle ragazze, Daniela, tanto da non riuscire a non pensare a come averla. La birra aiutò le nostre conversazioni che tra battute e frecciatine si spostò in modo del tutto naturale sulla questione sentimentale. Lei con i suoi sguardi profondi e le sue labbra carnose beveva la sua birra e mi parlava di come ognuno abbia la libertà di scegliere come vivere l’amore e il sesso. Io acconsentivo, pensando che quei discorsi non facevano altro che aumentare il desiderio e la voglia di averla in tutti i modi, come se il solo sesso non bastasse.
Lei mi propose di accompagnarla al bancone per ordinare altro da bere, cosi la accompagnai e notai solo in quel momento la bellezza del suo fisico, tonico e provocante. Al bancone ci sporgemmo per ordinare e subito prima di tornare al tavolo mi sussurrò all’orecchio che se volevo il suo numero dovevo solo chiederlo e poi guadagnarmi la sua fiducia. Io non persi tempo e le confermai la mia volontà di averlo e di essere pronto a tutto, quindi me lo diede e decidemmo già di vederci il giorno dopo per un caffè da soli, da lei. La sua carica sessuale mi aveva inondato e lei se ne era accorta subito, tanto da sorridermi d’istinto.
Il giorno dopo ci trovammo da lei, appartamento molto curato in una strada poco frequentata della città.Mi aprì alla porta con una semplice felpina e una gonna fino sopra il ginocchio, così notai un accenno del tatuaggio sulla coscia. Quel particolare mi fece diventare pazzo, la mia sola idea divenne quella di venirci sopra. Sedendoci uno di fianco all’altro sul divano bevemmo qualcosa chiacchierando e il mio sguardo non riusciva a non andare sul quel tatuaggio. Non perdemmo tempo e ci baciammo appassionatamente, notando che tutte le mie idee sul suo potere e forza sessuale erano confermati. Mi strinse la gola e mi morse il labbro e a me piacque, cosi le chiesi di rifarlo. Quel dolore fu una sensazione strana, si trasformò da dolore a piacere instantaneamente. Andammo avanti così per qualche minuto, poi ci spostammo subito nella sua camera. Mi chiese se avessi voglia di fare cose che probabilmente non avevo mai fatto, io accettai senza alcun dubbio sperando già di provare ancora quella sensazione.
Non potevo minimamente immaginare l’intensità e la forza di quel dolore e piacere.
Mi ordinò di spogliarmi e di allungarmi sul letto, io lo feci con spavalderia e lei mi rimproverò. Capii subito che non sarebbe stato un sesso come tutti quanti gli altri, quindi pronto a godere mi feci legare. La vidi spogliarsi completamente, lasciandosi su solo le mutandine nere, ed io, rivolto con il mio pene duro verso l’alto, aspettavo. Con forza mi tolse i calzini dai piedi e iniziò a baciarli, prima delicatamente e poi con una determinazione che non avevo mai visto prima. Intervallava dei semplici baci a grandi leccate, dalla caviglia alla punta dei piedi, scatenandomi piacere e fastidio. Ad un certo punto scalciai istintivamente, lei si avvicinò di nuovo mi tirò uno schiaffo sulla coscia. Quel dolore e quella mano rosso porpora che subito venne fuori dalla mia pelle alimentarono il fuoco che avevo dentro. La guardai con cattiveria e lei capì che mi aveva conquistato. Eravamo pronti per fare sul serio. Si avvicinò alla mia bocca e dopo avermi leccato le labbra, mi sputò in fronte con sfida e piacere. Prima di allontanarsi mi morse l’orecchio, tanto da farmelo sentire pulsare e gonfiare. Daniela e il suo culo si muovevano verso l’armadio. Lo aprì e ne tirò fuori un frustino flessibile, una frusta con lacci di pelle nera e una benda. Girandosi mi disse: “Benvenuto nel mio mondo”, e io risposi che in quel mondo volevo entrarci e con forza.
Si posizionò molto vicina al mio cazzo e se lo mise tutto in bocca. Sentii i suoi denti e la lingua, poi strinse le palle forte e mi guardò perso nel piacere. Le stringeva con forza, quasi a volerle spremere e averle per lei. Si posizionò sopra di me e spostando le mutandine lo infilò tutto dentro, mentre mi guardava soddisfatta e prepotente. Muovendosi su di me mi persi e mi abbandonai a quel dondolare di piacere chiudendo gli occhi. Daniela mi disse che mi avrebbe bendato, io non feci in tempo a dirle di si che avevo una benda stretta sul viso e lei che mi mordeva il collo, come a farmi capire chi aveva il controllo della situazione. Difatti lei aveva tutto il controllo e io non non volevo nient’altro. Tutt’a un tratto sentii il mio capezzolo tirare, stretto da una morsa dolorosa, e una frustata violenta sul petto, che risuonò nella stanza. Il bruciore mi invase e sentii il suo sedere premere verso di me, come a unire piacere e dolore. Ansimavamo insieme, quasi all’unisono e, tra una frustata e l’altra, si alternavano morsi sul mio braccio e sulla mia bocca. Ero immerso nel suo mondo e nel piacere mentre lei guidava il tutto con estrema passione e io in silenzio ero ai suoi comandi, come una pedina su una scacchiera. In un momento di pieno godimento le chiesi di essere slegato per stringerle quel culo, ma questo la innervosì e aumentò l’intensità delle frustate, come a rimarcare i ruoli.
Lei rallentò il ritmo e si spostò da me, schiaffeggiandomi il viso con un’ultima manata e io ci stetti senza dire nulla, muto. La sentivo camminare nella stanza, come a spostare scatole o scarpe, poi si avvicinò a me e mi slegò un braccio e poi l’altro. Con indosso solo la benda sugli occhi, mi portò al centro della stanza e mi disse di sedermi. La sedia era piacevolmente fredda, tanto che mi vennero i brividi. La sentivo legarmi le caviglie con della stoffa, poi mi prese le mani e le portò dietro la schiena. Daniela ci sapeva veramente fare, riusciva a capire i tempi e le voglie di entrambi. Mi tolse la benda e la vidi di nuovo, in piedi e nuda con quel tatuaggio sulla coscia.
Si posizionò sopra di me, dandomi le spalle e spontaneamente cercai di allungare un braccio per tirarle i capelli. La stoffa che mi legava fece un suono netto, il nodo si strinse ancora un po’ e non mi permise di toccarla. Lei se ne accorse e si girò per vedere nella mia faccia la rabbia che provavo. Quello sguardo le diede la conferma di quello che era, una dominatrice e io un fottuto slave, e le piaceva. Si allungò per prendere la frusta che aveva preventivamente posizionato sul letto, a portata di mano. Il ritmo aumentò, tanto che io ero pronto per avere il mio orgasmo, ma volli reprimerlo perchè non volevo finisse così presto.Daniela con il suo sesto senso da dominatrice colse l’occasione e si alzò, mettendo il suo piede sul mio ginocchio. La vedevo davanti a me, nuda e forte che si avvicinava al mio viso sudato. Mi leccò le labbra, il collo, scese giu fino a prenderlo in bocca. Per una decina di secondi si dedicò a quello, tanto da permettere al mio corpo di soffrire al suo distacco. Io ebbi uno scatto simile ad una reazione di piacere. Sedendosi su di me entrai in lei, ma questa volta non era la sua fica bagnata, ma il suo culo. Muovendosi su di me e con le sue tette schiacchiate al petto io potevo solo godere e stare in silenzio, mentre lei guidava. Accorgendosi del mio vicino orgasmo la vidi riprendere il frustino, facendo aumentare ancora di più la mia voglia di venirle nel sedere. Più ansimavo e il frustino mi avvicinava alla mia gola, per poi sentirlo risuonare sulla mia pelle, la quale diventava rossa. Ansimai con forza, cosi mi ritrovai il frustino sul collo, in diagonale, come ad ostruire in parte la respirazione. In quel preciso momento alzai il bacino per venirle nel sedere, con tutte le forze che avevo e sentii il collo stretto dalla morsa del frustino. L’orgasmo più intenso e più bello che io ricordi, con il suo sguardo compiaciuto e il suo ansimare che si univa al mio.
Mi slegò e mi prese per la gola e mi portò sul letto, Daniela non aveva ancora terminato. Allungandosi sul letto allargò le gambe e mi mostrò con il frustino il punto in cui dovevo andare con la bocca. Era proprio la sua fica. Io mi avventurai e mi concentrai sul suo piacere per minuti interi, con la sua frusta sulla mia schiena che mi premiava quando leccavo i suoi punti giusti. Stringendo le sue cosce con le mani le feci provare un orgasmo lungo e sofferto. Lei gridò con una voce piena di soddisfazione e di comando, mi strinse i capelli e mantenne la mia faccia sulla sua fica. Ci guardammo, io soddisfatto, lei che mi fece capire che avevo solo fatto quello che dovevo, quello che lei mi aveva ordinato di fare.
Stanchi e soddisfatti eravamo sdraiati sul letto, io mi girai e vidi la sedia al centro della stanza, come a verificare l’autenticità dell’avventura. In quel momento capìì che era stato un incontro bdsm molto intenso ed incredibilmente pieno di piacere che, a prescindere dalla mia esperienza piacque anche a Daniela. Glielo leggevo in faccia e lo sentivo sulla pelle, tra i segni di quelle frustate.
Lei andò in bagno, io andai dopo di lei.
Ci guardammo e ci salutammo sulla porta di casa, con la mia schiena e il mio petto che ancora bruciavano.

Trova Donne Mature in cerca di SESSO GRATIS E VELOCE!

CERCA E INCONTRA MATURE, CLICCA QUI

Lascia un commento