Archivi del mese: gennaio 2016

Baldracche mature per fica giovane

Mi chiamo Melissa. Sono una ragazza disinibita che ama sia gli uomini che le donne. In particolare ho una mia preferenza per le signore mature, quelle un pò più stagionate snobbate da alcuni uomini. Andando al cinema durante la settimana adocchiai subito due tipe sotto la cinquantina, una mora e l'altra bionda. Una volta fuori dalla sala le fermai con una scusa e cercai di fare amicizia. Essendo entrambe chiacchierone finirono con lo sbottonarsi raccontando un pò le vicissitudini della loro vita compresi i tradimenti degli ex mariti con donne più giovani di loro. Erano amiche da 20 anni ed entrambe separate, una da 5 anni, l'altra da 7. Erano curiose di conoscere le mie avventure con gli uomini segno evidente che il cazzo non lo prendevano da tempo e che dunque alle separazioni non erano seguiti bollenti flirt con altri maschi. La bruna si chiamava Rossella, l'altra Ludovica. Mi andava di coinvolgerle e così le invitai da me a prendere un caffè. A casa saremmo state molto più comode. Le tipe accettarono e così le portai da me. Mi piaceva l'idea di conoscerle meglio e così non ebbi fretta di sedurle e continuai a chiacchierare con loro. Ce ne stavamo tutte e tre sedute sul divano. Ad un certo punto cominciai ad insaporire la minestra con un pò di pepe: con aria quasi indifferente osservai:"Bhè signore care, se gli uomini non vi si filano più perchè non la risolvete tra di voi?". Rossella mostrò una faccia contrariata e d'istinto rispose:"Vuoi dire che siamo all'ultima spiaggia? Che dobbiamo farlo tra donne?". Ludovica le fece eco:"Non siamo lesbiche cazzo...", sospirò un pò, poi aggiunse:"...bhè anche volendo, ci conosciamo da una vita...". Intrigata rincarai la dose e sorridendo spiegai:"Mmm nessuno ti capisce meglio di una vecchia amica...". Rossella sentenziò:"Parli bene Melissa ma tanto tu sei giovane e ti godi tutti i cazzi che vuoi...mentre noi...". Ludovica sconsolata asserì:"Ammettiamolo, io e Rossy siamo sul viale del tramonto...". A quel punto salì in cattedra io e dissi:"Eh no cazzo! Basta con questa negatività! Non siete da rottamare, ci vuole solo una presenza fresca, giovane, che vi ispiri, che vi ridoni l'entusiamo sessuale, una come me!". A quel punto le due si guardarono in faccia stralunate, poi rivolsero lo sguardo verso di me come per dire:"Ma fai sul serio?". Esclamai:"Basta vittimismi adesso!" e abbracciai Rossella e la baciai in bocca. Rossella fremeva dal desiderio di un corpo caldo e restò incollata alla mia bocca. Infoiata mi leccò i capezzoli come una lesbica navigata. Poi spalancò le cosce in modo che io potessi slinguazzarla perbene. Intanto Ludovica, arrapata più che mai, leccava me. Il ghiaccio ormai era rotto così come i tabù. Baci, leccate di tette, capezzoli, culo, si susseguirono a ritmo vertiginoso in un bollente triangolo lesbico. Alla fine, dopo varie menate, arrivai a farle baciare tra di loro con passione e lì toccai il Cielo con un dito oltre a provare un orgasmo favoloso. Ma quella sera le venute per noi tre si susseguirono a raffica incessante... by caldosex      
















La prima volta con il meccanico

Mi chiamo Walter. Dopo varie delusioni con le donne ho pian piano spostato i miei interessi sessuali sugli uomini. Tuttavia non mi intrigano tutti indistintamente. Quello che mi stimola maggiormente è cercare la complicità che, naturalmente, non si può avere con ogni persona. Dopo aver cambiato vari meccanici incapaci in relazione alla manutenzione dell'auto, capitai per puro caso in un'officina piuttosto valida ed economica. Lasciai l'auto per la revisione biennale di mattina presto e tornai per ritirarla verso le tre del pomeriggio, un orario piuttosto morto. Quando entrai nell'officina gli addetti di prima non c'erano più, era rimasto solo il figlio del proprietario, Jenny. Lo avevo già notato precedentemente, un ragazzo piuttosto carino! Dopo aver pagato il lavoro gli dissi che avevo un'oretta di tempo libero e che potevamo fare quattro chiacchiere volentieri: in tal modo cercai di attaccare bottone, come si suol dire. Era piuttosto simpatico e ci trovammo bene a parlare di tanti argomenti tra cui le auto e, inevitabilmente, le donne. Gli accennai di esser single senza scendere troppo nei dettagli. Anche lui lo era ma mi confidò che una giovane cliente molto carina, di nome Monica, gli faceva il filo. La ragazza gli aveva già inviato alcune foto piccanti sul cellulare che lui orgogliosamente mi mostrò. Per quel minimo di lato etero che mi resta devo ammettere che effettivamente la tipa, carina di viso, aveva anche un bel culetto. Sarebbe passata un paio di ore più tardi per ritirare l'auto riparata da un danno. Lui, naturalmente, sognava di farsela. Dopo aver guardato le foto di Monica gli dissi che non ero poi così attratto dalle donne e lui mi osservò con aria dubbiosa. Continuammo a dialogare del più e del meno finchè io, voglioso, gli aprì la tuta e imboccai con foga il suo splendido uccello. Spiegare di esser frocio sarebbe stato assai più complicato e così decisi di passare direttamente all'azione. Si sorprese un pò all'inizio ma io non smisi di propinargli un delizioso lavoretto di bocca che non potè proprio disprezzare pur dandomi del frocetto. Eravamo lì mezzi nudi tra le gomme: a un certo punto si sedette ed io lo spompinai più comodamente. Avevamo i cazzi ormai belli duri. Eccitato mi segò da dietro e si rese conto di quanto andassi in tiro con i maschi. Anche lui era bello duro e voglioso di godere ed io gli offrì con piacere il culetto. Mi entrò dentro a pecorina e mi sfondò: lasciai che mi stantuffasse perbene. Era proprio uno stallone e mi tenne sotto per un'ora buona finchè schizzai sugli pneumatici mentre lui mi riempì il culo di sborra calda e copiosa. Tra i dialoghi prima, e la scopata poi, il tempo era volato in gran fretta e non ci rendemmo conto che si erano fatte le 5! Proprio mentre mi sborrava nel culo sentimmo la voce di una ragazza che entrava in officina: si trattava di Monica che ci vide nudi e accoppiati in quel modo e si mise naturalmente le mani nei capelli correndo via dal locale e urlando:"Vengo a ritirarla più tardi l'auto!". La frittata ormai era fatta, Monica ormai non gliel'avrebbe più data. Jenny naturalmente andò su tutte le furie, disse che gli avevo fatto perdere una scopata con quella ragazza e in realtà aveva ragione. Tuttavia io sarei stato sempre disponibile e pronto a consolarlo ampiamente offrendogli, senza riserve, sia la mia bocca che il mio culetto. by caldosex               










Cara vicina ti consolo io

Mara era sconvolta per ciò che le avevo raccontato della figlia. Quando terminai di rivelarle tutto ciò di cui ero a conoscenza scoppiò a piangere a dirotto per la delusione. A quel punto, da brava vicina nonchè amica premurosa, cercai di consolarla dapprima dolcemente preparandole una tisana. Poi, quando cominciò a calmarsi, la portai in camera da letto e ci diedi dentro con i baci. Per lei la complicità erotica tra donne rappresentava un mondo totalmente nuovo da scoprire, si aggrappava disperatamente al calore che io volevo offrirle. Il bacio proseguì sempre più caldo accompagnato dalle mie palpate decise alle sue belle tettone. Era piuttosto combattuta tra i preconcetti e il piacere che il suo corpo stava inesorabilmente assaporando finchè cedette al desiderio di godere. La sua figa, da tempo trascurata, finì sotto le amorevoli cure della mia lingua bollente. Godeva eccome la signora, poi ci scambiammo di posizione e fu lei ad assaggiare per la prima volta una fica. Messe a 69, con me sopra, continuammo con foga ad assaporare il piacere. Poi mi dedicai totalmente a lei per sentirla esplodere nella mia bocca. L'avevo fatta mia cazzo! La figlia naturalmente continuò a prendere cazzi in quantità industriale ed io proseguì a consolare la mamma, la mia amata vicina... by caldosex     















Vergine al matrimonio

Mi chiamo Chiara. Mara è la mia vicina. Siamo amiche da un pò, conoscevo bene la sua situazione. Trascurata e cornificata dal marito, Mara riponeva nella bella figlia Altea, che riteneva erroneamente una santa inviolabile, il suo unico illusorio motivo di gioia. Mara ripeteva spesso:"Altea deve arrivare vergine al matrimonio, la mia bambina non dev'essere violata da nessun uomo!". Quando lo diceva mi veniva da ridere, pensavo sempre che al massimo le orecchie avrebbe potuto mantenere intatte quella ragazza fino all'altare. Altea era una gatta morta all'inizio, sembrava restia e riservata nei confronti degli uomini ma poi, col passare del tempo, scoperto il gusto del cazzo, aveva cambiato decisamente atteggiamento divenendo una gran zoccola. Le voci giravano rapide ed io sapevo con certezza che se l'erano ripassata in parecchi, anche in tandem. Da questa situazione presi spunto per trovare anch'io il mio momento di gloria. Da tempo poco incline verso gli uomini, avevo sempre guardato Mara con un certo interesse. Dicendole la verità sulla figlia sarei restata il suo unico punto di riferimento e avrei potuto farmela più facilmente. E così le raccontai alcune delle gesta erotiche della figlia e dopo la coinvolsi in un bollente duetto al femminile... by caldosex    












Sesso al ristorante

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Sesso al ristorante

Si usa sempre. Quando termina la scuola, quando termina un corso ad un seminario, in cui un certo numero di persone hanno lavorato insieme per alcuni mesi, ci si ritrova per una cena, o più semplicemente,per una pizza. E così è stato anche con il corso per la patente europea del computer.
La serata si presentava piuttosto monotona, poiché in realtà non avevo legato con molte persone, o meglio, avevo legato con una sola persona, per cui mi sarei trovato quasi sicuramente a dover chiacchierare di niente con persone che, finita la cena, non avrei quasi certamente più rivisto; mentre avrei gradito una serata con la mia amica. Mi preparai senza troppo entusiasmo ed uscii di casa all’ultimo momento.
Dopo i soliti convenevoli, a tavola feci in modo di trovarmi di fronte a L***, l’unica persona per cui ero uscito quella sera. A fianco avevo la collega che mi aveva assalito durante tutto il corso perché le spiegassi quello che doveva fare e che non riusciva assolutamente a capire. Ma ero certo che quest’ultima non si sarebbe interessata più di tanto a me. E fu così.
Incominciai una chiacchierata fitta con L***, che quella sera aveva indossato un abito davvero elegante: tailleur grigio scuro, una camicia e scarpe con tacchi davvero vertiginosi. Aveva anche indossato un paio di calze color carne davvero notevoli. Il profumo, un po’ maschile, lo avevo notato già da diverso tempo: le stava benissimo. E lei era davvero incantevole. Nei mesi del corso avevo avuto modo di chiacchierare a lungo con lei e ormai ci conoscevamo abbastanza; almeno: lei conosceva me, i miei gusti, le mie manie, se vogliamo. Io di lei conoscevo meno, perché su queste cose lei era molto riservata. Avevamo incominciato a chiacchierare tra noi quando mi ero lasciato andare ad un complimento, del resto meritato, sui suoi piedi. Era ancora la fine di settembre ed era caldo, per cui lei era arrivata al corso con delle infradito che mi avevano fatto girare la testa: aveva un paio di piedini difficilmente superabili, con unghie laccate di un rosso vivo; e, considerando la mia passione per i piedini, miei occhi erano caduti su di loro e così le avevo anche rivelato la mia passione. Nei mesi trascorsi, avevamo parlato spesso di piedi, ma ormai il tempo l’aveva costretta a coprirli e quella visione era sfumata. Ma quella sera indossava un paio di scarpe scollate che lasciavano poco all’immaginazione ed io cercavo ogni occasione per far cadere il mio sguardo su di loro, senza trascurare il resto, ovviamente.
Eravamo alla fine dell’antipasto quando sentii qualcosa che sfiorava la mia gamba. Sono cose che succedono, a volte, ma questo qualcosa non aveva l’aria di essere Adv casuale. Sentivo che mi sfiorava non solo la caviglia e non certo per caso. Risaliva lungo la gamba, all’interno ed all’esterno con insistenza. Mi chinai con una scusa e li vidi. L***, approfittando dell’intimità creata dalla tovaglia molto lunga, aveva sfilato le scarpe ed i suoi piedini erano lì, libero, avvolti nel nylon, con le unghie laccate di rosso vivo, conturbanti. E mi stava sfiorando le gambe salendo e scendendo.
Mi rialzai e la guardai. Mi guardava con un’aria assolutamente indifferente, ma era solo l’apparenza. Continuammo a mangiare ed a chiacchierare, rispondendo anche agli altri che ci coinvolgevano nella loro conversazione. Ma il mio pensiero era a quei piedini che mi scorrevano, e che, ad un certo punto, si erano posti sulle mie ginocchia, invitandomi a sfiorarli. Non c’era bisogno di scuse: mangiavo con la destra e con la sinistra, posta sotto la tovaglia, sfioravo le dita calde e delicate della mia amica. Risalivo lungo il dorso e sotto la pianta ora dell’uno ora dell’altro piedino. E lei continuava a sfiorarmi le ginocchia e mi guardava chiacchierando con calma e obbligandomi a rispondere alle sue domande. Quasi torturandomi: costringendomi a limitare il contatto, che avrei voluto diventasse più forte ed intenso. Ma mi liberò lei stessa da questa situazione. Scusandosi, si alzò dirigendosi perso i bagni.
Non era passato un minuto che qualcuno mi chiamò al cellulare.
“Ti sto aspettando…” era lei.
“Dove?”
“Sono nei bagni. Vieni.”
Non avevo bisogno di scuse. Tenendo sempre il cellulare all’orecchio mi allontanai dalla tavola e mi diressi verso i bagni.
Era lì. Mi a

spettava. Era sulla porta di quello che poteva essere uno sgabuzzino. Entrò ed io la seguii. Chiude la porta e accese la luce. Si trattava di uno sgabuzzino abbastanza grande. L*** si era seduta velocemente su una pila di tovaglie. Si stava sfilando le scarpe.
“Non possiamo stare via molto tempo. Ma hai tutto il tempo di baciarmeli.”
Mi chinai verso quelle perle.
Avvicinai le labbra alle dita ed incominciai a baciarle; poi risalii, come avevo fatto prima sotto il tavolo con la mano, lungo il dorso e lungo le piante. Passavo le labbra sulle calze di nylon e sentivo, sotto di loro, la seta della pelle liscia e morbida.
Mi stavo eccitando.

Sesso al ristorante

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La prima volta con la mia cuginetta

cugina latinoLa prima volta con la mia cuginetta

Io e Anna ci frequentiamo molto ultimamente e il motivo è che balliamo insieme i balli latino americani.
L’idea è stata di sua madre, la quale, ha pensato che facendola accoppiare con me nelle gare regionali, lei fosse fuori pericolo.
Faceva i conti senza la mia voglia sessuale che è ben al di sopra della media.
Io sono un ragazzo che per essere soddisfatto, deve almeno scopare due volte al giorno, fortunatamente ho una ragazza che mi soddisfa abbastanza, ma questo non è bastato a salvare la fighetta della mia cara cuginetta.
I balli che facciamo sono di per se stessi erotici, onestamente all’inizio ho cercato di resistere e di non pensare a Anna, ma poi quando lei dopo poche volte che uscivamo a cominciato a mettere quei vestitini da gara che praticamente mettono in risalto il suo corpo, facendola ancora più desiderabile, io piano piano, mi sono accorto che diventavo sempre più libidinoso nei suoi confronti e che anche le mie azioni lo erano di conseguenza.
Nei balli diventavo più provocante e le mani cominciavano a sfiorare i suoi seni e il suo sedere molto più spesso del dovuto.
I passaggi obbligati di certe figure, mi permettevano di stringerla e avvinghiarmi al suo corpo e molte volte mi eccitavo e senza pudore mi spingevo addosso a lei per fargli sentire il mio eccitamento.
Avevo notato che lei, quando sentiva il mio cazzo duro, faceva delle espressioni imbarazzate ma che non si spostava e questo per me era già un tacito consenso.
Probabilmente erano mie fantasie, ma la voglia cresceva dentro e così quel giorno sotto le feste di natale ho deciso di farle il mio regalo.
La invito a casa mia a fare delle prove e le dico di vestirsi come se fossimo in gara.
Lei arriva con una mini rossa e poco altro sopra.
È veramente sensuale con quel suo vestitino da gara e quando comincio a farla girare per la sala, sento subito il mio eccitamento crescere.
Siamo soli in casa, ho fatto in modo che i miei genitori non ci siano quel pomeriggio e così, le dico che voglio provare un pezzo nuovo, molto sensuale: ho trovato un bolero ritmato che secondo me è veramente travolgente, così, lo metto su e comincio a stringerla dicendo quali passi sono da fare, Lei pur avendo una mini, ha anche uno piccolo spacco laterale che lascia il massimo di libertà nei movimenti e nello stesso tempo mi fa vedere che porta uno slippino piccolissimo.
Non avevo bisogno di quella ulteriore tortura sessuale, ma ben venga anche quella: comincio a metterle una gamba in mezzo alle cosce, come se ballassimo un tango e le mie mani scivolano sul suo corpo con la scusa che devo fare dei passaggi nuovi.
Lei cerca di seguirmi e mi chiede cosa deve fare, io le dico di girarsi e spingere il bacino verso di me, come in una situazione sessuale, lei mi guarda, ci pensa un attimo e poi esegue quel movimento rotatorio col suo culo proprio sul mio cazzo in tiro.
A quel punto, io le metto una mano tra le gambe e vado a poggiarla sotto la mini all’altezza dello slip e spingendo contro ila sua fica, sento quanto è bagnata.
Il coraggio di farlo mi è venuto, quando ho visto i suoi capezzoli duri sotto la camicetta e, quando guardandola in viso ho riconosciuto la tipica faccia di una persona eccitata.
Lei lancia un piccolo gemito e invece di togliermi la mano, spinge ancora di più il suo bacino sul mio cazzo duro e ci rotea il sedere.
Io non capisco più niente, la spingo verso il divano, la faccio piegare facendole mettere le mani sul divano e in quella posizione a carponi, mi abbasso i calzoni e slip e spostandole di lato il piccolo perizoma, le metto dentro in un colpo solo tutto il mio cazzo.
Sento la sua tenera carne farmi spazio e sento anche i suoi sospiri di dolore misto al piacere per la mia intrusione violenta.
Le prendo i fianchi e comincio a scoparla con una passione estrema, il calore di quella figa attorno al mio cazzo r esasperante, sento che è ben stretta e capisco che le sue esperienze sono veramente al lumicino: mentre la scopo selvaggiamente, le chiedo quanti ne ha presi di cazzi prima del mio e lei pudicamente, con la voce rotta dal piacere, mi risponde che ne ha preso solo uno, ma che non cè paragone col mio, che io sono più grosso e che la sto facendo morire dal piacere, al che io la scopo ancora più violento e subito sento che lei smette di gemere e comincia a urlare per il suo primo godimento.
Mi piace scopare Anna…è stretta e mi procura delle fitte di piacere fortissime, in quella posizione poi e un bel vedere, il suo culo, sicuramente vergine è a rischio e lei non lo sa.
Questo pensiero mi fa passare il limite della mia resistenza, le dico che voglio venirle dentro, lei mi dice che non è protetta, allora io esco e le sborro sul vestito il mio piacere, subito la giro e mettendomi in piedi le dico di prendermelo in bocca, lei mi dice che non lo ha mai fatto che gli fa schifo e allora io le dico che è ora che lei impari a essere una vera donna e che deve essere anche troia se vuole fare felice il suo uomo.
Lei punta nell’orgoglio, si butta sul mio cazzo e aprendo la bocca comincia a muoversi sopra con molta inesperienza.
Le dico che con i denti mi fa male, le insegno come muoversi e lei piano, pano, comincia a muoversi con un ritmo che comincia a fare il suo effetto; le stringo i piccoli seni e gioco con i capezzoli, dopo un paio di minuti di quel succhiare, sento che Anna me lo sta facendo indurire di nuovo.
Le faccio dei complimenti per dirgli che è brava e che sta imparando in fretta, lei alza lo sguardo e con due occhi da vera troia, mi fa capire che è felice di farmi contento e me lo fa capire dandoci ancora di più dentro sul mio cazzo adesso di nuovo tesissimo.
Sento le mie palle di nuovo gonfie e pronte a scaricare il loro liquido, allora metto le mani sulla nuca di Anna e per la sua prima volta, lei riceve lo sperma di un uomo nella bocca.
La sento deglutire e cercare di respirare, poi la vedo uscire veloce, appena le lascio la testa e sputare il mio sperma.
Io sorrido e le dico che lo sperma fa bene al corpo e lei di rimando mi dice;
“Allora ingoialo tu”
Sorrido ancora di più e l’accarezzo e le dico che è stata brava, che è portata e che ha delle labbra che sono fatte apposta per fare pompini.
Lei mi guarda e fa finta di offendersi, poi si lascia fare le fusa e per dieci minuti giochiamo con i nostri corpi, poi lei involontariamente si mette di schiena e si sdraia sul mio divano, mettendo in mostra il suo culo perfetto.
Mi cresce la voglia di sodomizzarla e comincio a pensare a come fare senza che lei si ribelli o scappi via.
Le chiedo se qualcuno l’ha mai fatta venire con la lingua, quando lei mi dice che nessuno l’ha mai fatto, capisco che presto avrà fatto due esperienze nuove.
È ancora sdraiata con il suo gonnellino che sta proprio sopra il suo culetto, mi ricorda le pom pom americane, mi metto sopra di lei e le allargo le gambe, lei dai discorsi che ho fatto sa già cosa voglio farle e si lascia aprire le cosce.
Mi butto con la lingua nella sua fighetta ancora umida e comincio a scoparla con la mia lingua rugosa.
Devo dire che a me piace slinguazzare le fighe e ci metto molta passione, ho accumulato una tale esperienza che facilmente le faccio venire e infatti dopo pochi minuti, sento che lei aumenta il ritmo dei suoi sospiri e mi dice che le piace un casino, che è vicinissima a godere di nuovo, allora con la lingua esco leggermente e comincio a leccarle la sottile pelle che divide i due fori e entro sia nel primo che nel secondo.
Anna è troppo presa per riflettere sul pericolo che corre il suo culetto, continua a incitarmi e a gemere dal piacere, così, quando la sento partire per il suo ennesimo piacere, aspetto il momento di massima esplosione e poi mettendole le mani sulle spalle e tenendola forte, le infilo il cazzo nel suo sedere strettissimo.
Il suo grido di dolore si unisce alle parolaccie che mi dice, sento che contrae e cerca di espellermi, io le dico di fare il contrario, di rilassarsi e partecipare che tanto ormai cè lo ha dentro e che io non esco finchè non le vengo dentro.
Lei rimane silenziosa e io rallento il ritmo, quando comincio a sentire che muove le natiche per facilitare la mia entrata, capisco che finalmente si è abituata all’idea di essere sodomizzata .
Continuo piano fino a sentire che smette di gemere, allora le lascio le spalle con le mani e scendo sulla sua fighetta ancora bagnata e comincio a sditalinarla, una sua mano raggiunge la mia e comincia a sua volta a giocare con se stessa.
Quando sento che aumenta il ritmo e di conseguenza spinge il suo bacino sul mio cazzo ben piantato dentro di lei, metto le mani sui suoi fianchi e comincio a scoparle l’ano come se fossi davanti.
Estasiato nel vedere quel culo sodo danzare sotto le mie spinte, vengo come un pazzo e la riempio con quel poco sperma rimastomi.
Sento i suoi sospiri e il suo ultimo orgasmo sotto i miei attacchi e, insieme ci lasciamo andare esausti
Sul tappeto.
“Ti odio”… mi dice…
e sorridendomi mi da un bacio voluttuoso che è tutto un programma e io di risposta, ricambio il suo sorriso di ragazza soddisfatta e gli dico;
- Dai…guarda il lato positivo…adesso che sei ben aperta davanti e indietro: i movimenti ti verranno meglio quando balli con me…“
E lei facendomi la linguaccia, mi risponde;
Se èè vero che da oggi ballerò meglio, allora bisogna che lo rifacciamo presto, perché tu sai quanto io ci tengo a vincere i campionati regionali…

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Deluso dalla fica, consolato dalla verga

Il mio nome è Alessandra. Mio figlio Luigi aveva perso la testa per una troietta mora di nome Miriam. Aveva fatto il gentleman con lei, il timido, il premuroso e Miriam, zoccola insensibile, per pronta risposta si era scopata un altro. Mio figlio li aveva beccati mentre fottevano, con lei che si faceva rompere pure il culo e riempire di sborra. La sutuazione lo aveva traumatizzato al punto da mandarlo in depressione. Ma a volte la vita prende certe strane pieghe. Quei giorni, a casa nostra, il bagno di servizio non funzionava e Thomas, il domestico di colore, aveva pensato bene di utilizzare il bagno posto nella stanza di Luigi per fare la doccia. Quando l'uomo uscì nudo dalla toilette mio figlio non potè fare a meno di notare quanto fosse dotato. La regale verga di Thomas era pronta a consolare il mio povero figliolo. Quando sentì i gemiti accostandomi alla stanza dove stavano osservai dalla fessura della porta semichiusa e vidi mio figlio impalato a pecorina dal cazzuto domestico. Lo stava consolando proprio bene a suon di stantuffate, non c'è che dire! Il dispiacere sull'omosessualità ormai accertata di Luigi fu subito ampiamente superato dall'eccitazione torbida di vederlo impalato, i sughi figali copiosi ne erano la prova. E così mi sditalinai addolcendo enormemente la delusione di mamma mentre lui, il mio ragazzo, si sorbiva cazzo e sborra a volontà. E poi, ansiosa di confidarmi, lo raccontai a mia sorella Elvira, la zia di Luigi. Sapevo che, in fin dei conti, questa storiella sarebbe piaciuta anche a lei e così, quando terminai di raccontarla, ci ritrovammo a sditalinarci in compagnia. Eh si, il dna della porcaggine è insito nella nostra famiglia... by caldosex   




Cosa ha fatto la ragazza?












Luigino deluso...














Alla fine del racconto...


Quella voglia oltre l’amicizia

Mi chiamo Valentina. Con Monica la bruna eravamo amiche da parecchio. Di discorsi sul sesso, sugli uomini ne avevamo abbastanza. L'unica cosa che mi dava da pensare era che lei non si fidanzava mai mentre io avevo un ragazzo. L'avevo sempre considerata una tipa da avventure e lei non lo negava senza però entrare troppo nei dettagli. Spesso mi ripeteva che Giorgio, il mio boyfriend era assillante e di certo non si poteva darle torto. In lei c'era un'espressione quasi di gelosia quando lo affermava. Aveva dormito varie volte da me e non era mai accaduto nulla di insolito. Ma ricordo bene quel giorno in cui successe tutto. Lei era rimasta a dormire da me. Giorgio, il mattino seguente, ci svegliò con una telefonata. Quando terminai la conversazione con lui, lei cominciò ad ironizzare e ci demmo un pò a cuscinate. Ma nel gioco Monica mi dette della stronza, disse che non mi accorgevo di lei. Naturalmente io chiarì che lei era la mia migliore amica. Ma Monica era più vogliosa che mai, mi mostrò con orgoglio il suo seno, disse di toccarlo. Ero un pò confusa ma non volevo contrariarla e lo accarezzai. Anch'io avevo una certa voglia ma le feci notare che eravamo donne ma lei chiese esplicitamente che le sfilassi le mutandine. Il gioco cominciò a diventare molto caldo e io mi eccitai sempre più. Monica con disinvoltura spalancò le mie gambe e ci infilò la lingua in mezzo: quella porca leccava alla grande ed io andai in estasi. Prima di abbandonarmi ai piaceri del lesbo le offrì perfino qualche amico del mio ragazzo per calmarla ma lei voleva fortissimamente la sorca, la mia in particolare! Mi bagnai tutta, poi ricambiai leccando la sua patata ormai fradicia. Ormai la voglia di venire era troppa, incontenibile. Seduta con la fica sulla sua bocca le regalai i miei umori più intimi in preda a un delizioso orgasmo. Poi ci scambiammo e, nella medesima posizione, gustai i suoi sughi intimi sentendola venire intensamente. Quando ci baciammo mescolando i sapori delle fiche mi sentì troia come non lo ero mai stata. Ormai siamo diventate delle calde amanti, impazzisco di piacere quando lei stà nel mio letto. by caldosex    
















Consegne a domicilio per coppia calda

Mi chiamo Monia. In passato avevo sempre temuto che Jerry, il mio compagno e convivente, scopasse con qualcuna delle mie avvenenti amiche. Mai avrei pensato di vivere con lui una situazione del tutto atipica e per questo eccitante. Ma veniamo al racconto vero e proprio. Quella sera il mio uomo aveva ordinato da mangiare al fast food. Non che lo ami particolarmente ma mi andava bene, una volta tanto, pur di evitare di cucinare. A consegnare la cena si presentò un giovanotto biondino dall'aria ambigua di nome Harry. Con sorpresa mia e di Jerry il pacchetto col cibo era clamorosamente vuoto! Quel disgraziato di Harry aveva divorato la nostra cena! Ne sarebbe nata probabilmente una lite ma il biondino trovò un insolito modo per scusarsi prodigandosi a ciucciare di gran gusto l'uccello del mio uomo! Non voleva che raccontassimo al suo capo lo spiacevole inconveniente e per questo ciucciava con dedizione l'uccello del mio lui. Restai sbalordita in un primo momento e ciò non solo per il gesto del ragazzo ma anche perchè al mio partner non sembrò dispiacere affatto. Bhè se volevano giocare così perchè no, infondo si trattava di una nuova esperienza trasgressiva. In men che non si dica il mio lui ricambiò il gesto succhiando a sua volta il pisello dell'ospite. A quel punto mi riscoprì paurosamente bagnata tra le cosce e ciucciai a mia volta il mio lui. Il ghiaccio si stava sciogliendo eccome così come il culetto del biondo che si aprì facilmente al randello duro del mio lui. Vederli scopare mi fece sbordolare il doppio. Se lo inculò perbene il nostro ospite e in varie posizioni e a me arrivavano a turno le loro slinguazzate nella sorca. Poi il mio lui mi penetrò mentre non mancava di ciucciare nel contempo la fava del biondino. Arrivò anche per Harry il momento di assaggiare la passera col suo cazzettino mentre io spompinavo il mio lui. Poi io e il biondino leccammo in tandem il cazzo di Jerry. Erano quasi sul punto di godere: mentre smanettavo i loro piselli vogliosi trovarono anche il tempo di baciarsi in bocca le puttanelle, giutso pochi istanti prima di eiaculare entrambi sulle mie tette. Che bella seratina porca. Ci è così piaciuta che abbiam preso l'abitudine di ordinare al fast food almeno una volta a settimana sperando che mandino sempre il caro Harry a consegnare la cena... by caldosex