Archivi del mese: luglio 2015

Marito impotente in culo lo prende!

Il marito gay by caldosex. Mi chiamo Luana. Di solito non ho mai avuto problemi a far eccitare gli uomini forte del mio fisico prorompente con tettone da urlo. Dopo 5 anni di matrimonio con Jeff le cose nell'intimità iniziarono ad andare male. A letto ormai non si eccitava più neanche lontanamente. Inizialmente pensai si trattasse di un periodo di stress e lasciai correre. Ma poi, pian piano, la situazione diventava sempre più incresciosa. La voglia di scopare era tanta come tanti erano i miei corteggiatori pronti a soddisfarla. E così, da gran troia, finì per cedere e prendere tanti cazzi, tutti quelli di cui mi ero privata in precedenza con relativi interessi. Le chiavate continue coi colleghi d'ufficio e con gli sconosciuti appagavano la sete della figa ma mi dispiaceva che lui stesse in quella situazione di stallo. E così ci recammo da uno specialista per un parere. Il medico-psicologo, dopo approfondite analisi, spiegò che ormai mio marito non era più orientato verso le donne, nè me, nè nessun'altra e che le sue tendenze volgevano verso un ruolo passivo nel sesso, senza troppe responsabilità di prestazione. Avrei potuto cercare di soddisfarlo io con un dildo anale. Ci provai anche qualche volta ma senza troppa efficacia. Infondo si sà, è un oggetto inanimato. Ben diverso è il contatto della carne nella carne ma ciò significava solo una cosa: prenderlo nel culo da un uomo! E così preparai una raccolta di foto di sesso tra uomini (bianchi, neri, cazzi in culo, in bocca, triangoli) in modo da prepararlo psicologicamente a quel che sarebbe stato il suo inevitabile destino in ambito sessuale. Le osservai insieme a lui. Notai il suo sguardo turbato da quelle situazioni ma al tempo stesso eccitato. Il gonfiore tra le gambe indicava la sensazione di piacere (con me il cazzo non si alzava più da tempo!). Un'impotenza soprattutto psicologica dunque, un'impotenza legata alla coscienza di desiderare altro per appagare il proprio piacere. Fu così che divenni la sua complice per trovargli un compagno di giochi. Andammo nei bar,  nei cinema, dappertutto ma, naturalmente, le avances degli uomini erano per me. Un giorno però, dentro un bar, un tizio non calcolò affatto me e si mise a guardare lui con insistenza. "Un frocio" pensai, era fatta! Andai a parlare con il tizio, si chiamava Logan. Gli spiegai che mio marito era alla prima esperienza omosessuale e che io sarei stata consenziente nonchè pura e semplice osservatrice. Conducemmo l'ospite a casa nostra e, dopo qualche drink, loro furono pronti ad approfondire la conoscenza mentre io, curiosa, in autoreggenti stetti a guardare. Il cazzo dell'ospite era davvero notevole. Non ci volle molto perchè finisse giusto in bocca a mio marito. Jeff sembrava davvero emozionato e anche abbastanza portato per succhiare la fava. Logan aveva voglia di scopare e non tardò a prendere il mio povero maritino nel culo a pecorina. Jeff sentì parecchio il dolore dell'inculata. Per fortuna mi ero premunita di passargli un pò di crema idratante nell'ano per attutire un pò il dolore. La chiavata proseguì inesorabile e Jeff andò su e giù su quel cazzo a candela. Quello stallone glielo ficcò dentro fino in fondo. Jeff cominciò a godere di brutto e quel porco di Logan lo segò anche mentre se lo scopava. La sborra fuoriuscì copiosa dal cazzo di mio marito come non vedevo da tempo. Logan, eccitatissimo, continuò a pompare il culo del mio coniuge fino a raggiungere anch'egli l'orgasmo: scaricò tra le chiappe di Jeff fiotti abbondanti di sperma. Finalmente anche mio marito aveva riscoperto il piacere di godere, seppur in modo diverso. A quel punto mi sentì molto più rilassata e mi sarei goduta con maggior serenità le numerose scopate in vista. Mio marito invece avrebbe proseguito gioiosamente per il nuovo trasgressivo percorso intrapreso. E a voi quale strada eccita di più porcellini?


























E' ora di provare il cazzo caro maritino...







Il tarello del prof cafone per la collega

Mi chiamo Vicky, sono docente d'inglese di madrelingua (madre inglese e padre romano). Quando arrivai da Londra per insegnare a Roma, notai subito, tra i colleghi, Franco, un rozzo professore di matematica. Bastarono pochi giorni per capire quanto fosse allupato. Me ne accorsi da come guardava maliziosamente le studentesse e, non ultima, me. Ad ogni occasione dispensava battutacce a sfondo sessuale un pò infelici, alcune in pubblico, altre, le più forti, al mio orecchio. Quando il Preside scelse me e lui per accompagnare i ragazzi in gita scolastica ebbi attimi di shock. Poi però mi ripresi e partimmo per la gita della durata di una settimana. Il viaggio fu un pò stancante, la sera andammo tutti a dormire. Io stavo in una camera e lui in un'altra. Alle prime luci dell'alba venne a bussare alla mia porta con il caffè. Per un attimo pensai che avesse un lato da gentiluomo ma bastarono pochi secondi per smentire ciò. Le sue mani forti mi strinsero la vita con decisione. Quel porcellino ci sapeva fare eccome, mi ritrovai praticamente nuda in un baleno con lui intento a slinguazzare la passera. La sua cafonaggine, i suoi modi rozzi, mi fecero bagnare in modo imprevisto. Mi sentì trattata come una puttana di basso livello e per questo persi la testa. Il suo cazzo era davvero notevole. Infoiata mi ci tuffai sopra afferrandolo in bocca e spompinai di gran carriera. Poi lui lo infilò nella mia spacca figale cavalcandomi come un forsennato: una estenuante chiavata in varie posizioni a ritmo del suo turpiloquio cafonesco che mi fece godere e venire molto più di quanto pensassi. Alla fine anche la mia parte da villana da romanaccia venne fuori ad alimentare l'insolito love talking dialettale. Lo sentì venire intensamente, la sborra calda schizzò lungo tutta la mia pancia rendendomi la regina indecente delle docenti. Quando ci ricomponemmo, con il sole già alto, era ormai tempo di occuparsi dei ragazzi ma, per tutta la settimana, fui la sua inseparabile puttana. By caldosex















Il piacere dell’Università

Il mio nome è George. Quando i miei mi iscrissero all'Università ero piuttosto contrariato all'idea di dover continuare a studiare, cosa che non mi è mai andata a genio. Ma l'incontro fortuito con una collega di studi sexy, Loredana, mi fece decisamente apprezzare la Facoltà. Studio o no, scopare con quella gran fica tettona mi fece passare il tempo in modo assai piacevole tra leccate di figa e pecorine... by caldosex















Sorpreso a rubare si lascia scopare

ladro scopato by caldosex. Il mio nome è Tommy. Quel periodo me la passavo maluccio, compievo furti d'auto e, talvolta, nelle abitazioni. Ho sempre avuto paura di finire dentro, non di altre cose. La vita però è strana e certe volte ti mette di fronte a situazioni molto particolari. Quella notte stavo rubando in un appartamento al secondo piano. Credevo che in casa non ci fosse nessuno ma all'improvviso spuntò fuori un ragazzo biondino più o meno della mia età. Cercai di giustificarmi anche se c'era ben poco da dire. Disse che non mi avrebbe denunciato e così tirai per un attimo un sospiro di sollievo, poi però la situazione si fece complicata. Il biondo mi fece spogliare e indossare indumenti femminili: vestitino, tacchi collant. Non mi piaceva affatto la situazione ma lui era deciso a far sesso! Mi passò il cazzo sulle labbra ma io evitai di succhiarlo. Lui non si perse d'animo e mi inculò a pecorina. Pensavo fosse spiacevole ma non fu così. Cominciai a provare un sottile godimento che mi pervase tutto il corpo. Lui se ne accorse e affondò i colpi. Riuscì a farmi eccitare di brutto. Quando mi porse il cazzo in bocca per la seconda volta non rifiutai: imboccai l'uccello spompinando il mio primo cazzo. Ci stavo prendendo maledettamente gusto quando sentì il suo piacere incombere. Una quantità enorme di sperma caldo e densissimo schizzò nella mia bocca e sul viso. Lo assaporai, lo gustai come mai mi sarei sognato di fare e fui davvero felice. Quasi mi dispiacque di doverlo salutare ma lui precisò che potevo andaralo a trovare. Andai via con qualche bigliettone fregato di nascosto durante la scopata e non restituito. Dopotutto mi meritavo un regalino dopo avergli concesso culo e bocca no? 




















La donna troia del mio amico

caldosex corna. Mi chiamo Jeff. Conosco Walter da tempo, insieme frequentiamo la stessa comitiva. Lui è fidanzato con Erika, una figa mora notevole. Walter è sempre stato un buon amico, fin troppo premuroso, mai avrei voluto dargli dispiaceri ma nessuna ragazza del gruppo mi attizzava come quella maialina di Erika. Avevo sempre cercato di togliere l'occasione, come si suol dire, ma gli imprevisti sono sempre in agguato. Fu proprio Walter a fornire lo spunto quando chiese una cortesia:"Fammi un favore, porta questo libro ad Erika. Tieni, prendi le chiavi del suo appartamento, se non ti risponde stà dormendo al piano di sopra, in tal caso lascia il libro sul tavolo della cucina e vattene". Si fidava ciecamente del sottoscritto e sbagliò. Entrai nell'appartamento di Erika avvolto dal silenzio. Curioso salì le scale ed entrai in camera da letto. Effettivamente stava dormendo ed era mezza nuda. Ammirai il suo corpo favoloso ed ebbi già un'erezione. Quando si svegliò balbettai:"Ciao Erika, scusa il disturbo ero venuto per darti questo libro da parte del tuo ragazzo". Per un attimo sperai che dicesse:"Come ti sei permesso di salire fin qui? Vai via cafone!" o qualcosa del genere. Invece lei sorrise e mostrò le sue grazie a pecorina in una posa da urlo. Era un chiaro invito al quale difficilmente avrei rinunciato. La troia mi leccò subito il cazzo ed io andai in estasi, voleva fottere ed io inzuppai il biscotto nella sua calda micia che da tanto avevo desiderato assaporare. A missionaria, da dietro, a cavalcioni, riempì la sua figa sugosa col mio tarello duro e voglioso. Quando la sentì venire come una porca ebbi un brivido di piacere immenso e fui pronto a godere a mia volta eiaculando abbondanti dosi di sperma nella fessura figale. Dopo l'orgasmo corsi via da quella casa felice di averla scopata ma col rimorso che mi attanagliava di brutto. Per alcuni giorni sembrò che tutto fosse rimasto come prima. Sfortunatamente, però, una ragazza della comitiva che abitava vicino a Erika aveva notato la mia lunga permanenza nell'abitazione, un pò troppo per la semplice consegna di un libro. Walter venne da me con aria incazzata, chiese:"Cosa diavolo hai fatto da lei Jeff?", risposi:"Ma niente Walter, quello che hai chiesto, ho consegnato il libro". Walter mi guardò dubbioso:"Ah si? Un'ora per consegnare un libro? Guarda che Ornella, la nostra amica comune, ti ha visto...". Walter proseguì:"Non negare! Se vuoi salvare la nostra amicizia dici la verità". Non riuscì più a mentire e ammisi di averla scopata. Walter battè un pugno sul tavolo poi disse:"Cazzo! Mi fidavo di te! Sei uno stronzo!". Aveva ragione e non sapevo come giustificarmi, risposi:"Bhè ho sbagliato, ma sai come sono le donne no?". Walter alzò la voce:"Basta! Ora non scaricare la colpa e la coscienza additando tutto a lei. Lo sò che spesso ha atteggiamenti da troia ma tu sei il mio amico, dovevi dire di no, dovevi andartene cazzo!". A quel punto cercai di riparare:"Ascolta, ho fatto una cazzata ma se posso fare qualsiasi cosa per rimediare basta che tu lo chieda...". Walter rispose:"Ma che vuoi rimediare, non c'è nulla che tu possa fare, la nostra amicizia è morta per sempre". A quel punto ribattei:"No, non può finire così per una donna!". Walter mi guardò:"...e pensare che io ero quasi innamorato di te...", Risposi:"Cosa? Dici sul serio?". A quel punto la voce di Walter si fece meno adirata, più sensuale, disse:"Dimostra che ci tieni davvero alla nostra amicizia...". In un folle impulso ci spogliammo entrambi, lui mi baciò, poi disse:"Voglio farti godere amico traditore". Sapevo che sarebbe stato l'unico modo per farlo stare meglio e così gli lasciai l'iniziativa. Walter iniziò a leccare la cappella e infilò in contemporanea un dito nel mio culo. Non avevo mai fatto certe cose con un uomo ma godetti di brutto. Walter non si fermò fin quando rivoletti caldi di sperma schizzarono nella sua bocca. Eccitato mi baciò al sapore della mia stessa sborra, poi sorridendo esclamò:"Forse c'è ancora speranza per la nostra amicizia...".      

















Intanto gli amici si chiariscono...

La segretaria dispettosa

Mi chiamo Umberto. Avevo sempre avuto un debole per Nadia, la mia segretaria sexy ma lei si era sempre negata alle mie avances. Diceva di essere fidanzata e che non bisogna mischiare il lavoro con la vita privata. Fanculo! Ero costretto ad ammirare le sue grazie ogni giorno senza poter muovere un dito. Passò oltre un anno poi fui baciato dalla dea bendata. Un giorno, impegnato dal lavoro fino a tardi, mi addormentai in ufficio. Al risveglio, come una fata, comparve lei in lingerie a darmi il buongiorno. Al principio credetti di sognare ma in realtà era tutto vero. Stava sopra di me con aria da zoccola e prese il cazzo in mano segandolo dolcemente. Poi si dette da fare con la lingua e con la bocca dandomi poco dopo l'opportunità di un magnifico 69. Finalmente assaporai la sua bernarda desiderata da tempo immemore. La stronza era cambiata, aveva operato una scelta: via il ragazzo considerato immaturo ed io al suo posto. Meglio così! Finalmente potetti chiavarla in tutte le posizioni, adorava farsi sfondare la fregna quella maiala dispettosa ed io la calmai a suon di trapanate di cazzo in topa. La sentì gemere, godere e venire più che mai, poi anch'io mi lasciai andare a un'intensa sborrata che le bagnò tutta la pancia. By caldosex















La cugina troia della mia lei

Mi chiamo Mirko. Non immaginavo di incontrare al centro massaggi proprio Valeria, la cugina della mia fidanzata Roberta. In passato l'avevo vista un paio di volte assieme a Roberta, la conoscevo vagamente, tipo buongiorno e buonasera. Era sexy quantomai e colsi la troiaggine acuta nel suo sguardo. Non ci volle molto affinchè mi spompinasse. Andai al settimo cielo e, dopo aver leccato capezzoli e figa, fui pronto ad impalarla a pecorina. Poi lei riprese a succhiare la minchia e dopo la scopai ancora a cavalcioni prima di spruzzare abbondanti fiotti di sborra sui peli della passera. Che gran troia la Valeria! Credo che farò altri massaggi con lei... Gran fica al centro massaggi by caldosex.