Archivi del mese: giugno 2015

Nera da spiaggia

Non ci vuole molto a sedurre una nera sexy caliente come lei a patto di avere poi "l'arsenale" adatto alla situazione. L'intraprendente giovanotto dotato la stuzzica e se la porta a letto senza troppe difficoltà. Qui la bella, dopo aver succhiato un pò la mazza, se la prende tutta in figa e nel culo. A cosce aperte lascia che lui la innaffi a dovere di sborra.  














Un lavoretto coi fiocchi

Gay boy vs mature man by caldosex. Mi chiamo Filippo. Avevo appena compiuto 18 anni quando fui assunto da una ditta di trasporti poco nota. Guidare infondo mi è sempre piaciuto e con un simile lavoro avrei conciliato l'utile con il dilettevole. I primi tempi le cose andarono per il verso giusto, il mensile era sudato ma ben pagato. Ma poi qualcosa cambiò. La crisi, la solita crisi, l'aumento della benzina e chissà cos'altro e il mio capo, Larry Johnson, un palestrato sulla quarantina, cominciò a licenziare gente in tronco senza fornire troppe spiegazioni. Temetti seriamente per il posto di lavoro e così, prima di ricevere una brutta sorpresa, decisi di affrontare il capo faccia a faccia. Entrai nel suo ufficio e agitato esclamai:"Capo, se ha intenzione di tagliare anche me lo dica subito, almeno vado a cercare qualcos'altro alla svelta...". Lui mi guardò e sorrise. Poi rispose:"Mmm tu sei Filippo vero? Hai le palle a venire a dirmelo fin qui dentro... bravo!". Poi aggiunse:"Vedi ragazzo, sono tempi duri, mi dispiace ma c'è la crisi, i primi a sloggiare sono i nuovi...". Ero frustrato, adirato, poi cercai di calmarmi e gli dissi:"Non c'è niente che io possa fare per cercare di restare? La prego mi dia qualsiasi incarico e io lo svolgerò al meglio, lavorerò il doppio se necessario". Lui rispose:"Accidenti sei proprio deciso vedo. Mi dispiace, non si può. Và a casa ragazzo, domani partirà il licenziamento". A quel punto sbottai:"Porca puttana! Ho detto che farò qualsiasi cosa e lei mi butta fuori così?". A quel punto Lo sguardo di Larry si fece serio, disse:"Ascolta giovanotto, questa non è la sede adatta per parlare di certe cose ma forse possiamo metterci d'accordo. Trova un posto dove incontrarci in maniera discreta". A quel punto, con nuove speranze ritrovate, risposi d'istinto:"Possiamo fare a casa mia! Domani pomeriggio non c'è nessuno. Mamma e Papà sono fuori e mia sorella Lena di solito a quell'ora esce con le amiche". Larry sorrise, poi sentenziò:"Ok! Alle quattro da te...". Bussò puntuale alle 16 spaccate, andai ad aprire. Avvertì subito un forte odore di profumo che trovai gradevole. Gli offrì da bere poi lui iniziò a parlare:"Filippo caro io non vorrei licenziarti ma il momento è difficile per l'azienda tuttavia...". Lo esortai a continuare il discorso:"...mi dica se c'è una possibilità". Larry sorrise e tentò di spiegare quello che mai avrei immaginato:"Vedi Filippo le cose non sono sempre tutte bianche o tutte nere, esistono tante sfumature...". Ancor più ansioso di prima chiesi:"La prego sia chiaro, non se ne vada per i vicoli!". Larry propose:"Fà un pò caldo non trovi? Perchè non ci mettiamo più comodi, più in libertà?" e con disinvoltura mi tolse la maglietta, poi si tolse la sua mostrando il bel torace e il vistoso tatuaggio. Restai un pò imbarazzato. Mi sorpresi due volte di più quando si calò il jeans mostrando il grosso cazzo già bello duro. A quel punto mi fu finalmente palese che mr. Johnson era gay. Con decisione tirò giù anche il mio jeans scoprendo il pene. Ci ritrovammo davvero in libertà l'imbarazzo divenne pressocchè totale. Ci sapeva davvero fare quel porcone e ben presto mi ritrovai nudo a pecorina sul letto. Tenuto saldamente per i fianchi fui costretto a concedergli il mio intimo buco vergine. Affondò con decisione ma anche con sensualità. In principio mi sentì quasi come un condannato a morte ma pian piano quel massaggio intimo insolito risultò essere tutt'altro che spiacevole. Mi fottette proprio perbene quel maiale ed io divenni a poco a poco la sua dolce e sottomessa puttana pronta a farsi sbattere in ogni dannata posizione. Mi ingroppò con tale foga passionale che raggiunsi un orgasmo intensissimo mai provato. Sfondato in culo osservai stupito il mio cazzo eiaculare come una fontanella tra spasmi di piacere. Respiravo ancora forte per quei godimenti sublimi ma lui voleva liberare tutta l'eccitazione incamerata. E così mi offrì la sua asta da leccare, da succhiare a fondo. Nel pieno della lussuria trasgressiva non la rifiutai di certo prodigandomi così nel primo memorabile bocchino della mia vita. Stava quasi per godere ma avanzò un'ulteriore richiesta, farsi leccare i piedi. Mi umiliai anche a questo leccandogli i piedi e succhiandogli accuratamente le dita in una sorta di pompino fetish. Il suo cazzo era pronto ad esplodere e lo fece in modo devastante. Gli schizzi caldi e copiosi di sborra mi inondarono bocca e lingua. Continuai a leccare mentre la cappella continuava inesorabilmente a eiaculare. Dopo questo lungo e intenso siparietto ci ricomponemmo. Naturalmente il posto di lavoro fu salvo. Non avrebbe mai toccato chi lo aveva fatto rilassare e godere in quel modo. Il culo me lo aveva proprio rotto alla grande: nonostante le creme lenitive riuscì a malapena a sedermi per almeno una settimana. Mi sentivo una vera troia ma ero tranquillo, convinto che la cosa non sarebbe mai venuta allo scoperto. Mi sbagliavo! Quella spiona di Lena, tornata anzitempo dalla passeggiata con le amiche, aveva osservato le ultime fasi di quel rapporto gay con me che prendevo la sborra in bocca da Johnson. La stronza non disse di aver spiato. La mamma sapeva delle difficoltà sul lavoro. Quando una sera a tavola chiese preoccupata: "Riuscirai a conservare il posto figliolo?" la rassicurai rispondendo:"Ma certo, licenziano gli scarsi, io sono bravo a lavorare...". Quella disgraziata di mia sorella aggiunse:"Ma certo mamma, sapessi com'è bravo a lavorare i cazzi altrui!". La corressi alla disperata:"Si mamma, i fatti altrui voleva dire...".















Il segreto bollente di mio figlio

Gay story by caldosex. Il mio nome è Giulia, sono un'insegnante d'inglese. Sono sposata con Giacomo. Luca è il nostro unico figlio. Il ragazzo, a dir la verità, è stato sempre un pò strano, un tipo dal carattere chiuso, riservato, mai intenzionato a corteggiare ragazze, tanto per intenderci. La sua passione sono le auto ma non credevo che ci fosse dell'altro, e anche piuttosto torbido. Se ne stava spesso giù in garage a smanettare con le macchine mentre io, ignara, mi dedicavo alla lettura. Da un pò di tempo veniva a trovarlo un amico più grande. Pensavo che insieme facessero esperimenti sulle auto ma mi sbagliavo. Un bel giorno, incuriosita e insospettita dal numero di ore eccessivo trascorso in garage, decisi di indagare. Difficile per una madre descrivere ciò che vidi in garage. Non sono mai stata una santarellina ma non avevo mai visto simili scene, e con protagonista mio figlio per giunta. Se ne stava nudo, inginocchiato. L'altro aveva i pantaloni calati, il cazzo di fuori, mio figlio gli faceva un bocchino, inutile girarci intorno. Prima scoperta:"Ok, mio figlio è omosessuale", già difficile da accettare. La curiosità mi spinse a guardare tutta la scena scorgendo di più. L'amico sborrò in bocca al mio ragazzo, e fin qui me lo potevo aspettare. Come se non bastasse però quel porco aggiunse un'abbondante dose di "pioggia dorata" allo sperma. In altre parole si mise a pisciare in bocca a mio figlio dopo averlo schizzato di sperma. A quel punto avevo visto abbastanza ed andai via. Tolsi le scarpe, salì le scale di ferro interne per rientrare a casa scalza per paura che loro udissero il rumore dei tacchi. L'angoscia mi pervase fino a sera mescolata al dubbio di raccontarlo o meno a mio marito. Pensai di tenere la bocca chiusa. Dopotutto Giacomo è un incazzoso ma al tempo stesso facilone. Si sarebbe stizzito di sicuro inizialmente, poi avrebbe detto di non pensarci risolvendo tutto con una chiavata coniugale. Ah gli uomini!







Mai confidenze con i clienti

caldosex fuck. Mi chiamo Giorgio. Svolgo il lavoro di commesso in una piccola cartolibreria di provincia. Per cercare di aumentare le vendite il proprietario, mr. Wells, pensò di inserire un reparto di libri hard. Di solito questo genere di letture è preso di mira da alcuni ragazzi segaioli e da certe persone allupate di mezza età. Un giorno, verso le tre del pomeriggio, orario un pò morto, entrò nel negozio un'affascinante e misteriosa signora bruna con le lenti. Si mise a rovistare tra gli scaffali e a un tratto disse di voler comprare il libro illustrato "Angeli che bruciano", una tipologia di lettura a carattere decisamente pornografico. Le spiegai di cosa si trattasse ma in realtà lei lo sapeva benissimo. La donna, visibilmente eccitata, cominciò a spogliarsi mettendo in mostra le raffinate calze autoreggenti e posò una mano sul mio pacco cercando di coinvolgermi con un bacio. La lasciai fare. Disse apertamente che il marito la trascurava. Si chinò dando sfoggio alle sue notevoli capacità spompinatorie. Sapeva muovere bene la lingua sulla cappella la troiona ed io andai letteralmente in estasi. La tipa aprì le cosce pronta a farsi leccare la passera. Non tardai a lambire la sua carne intima con la lingua gustandone il delicato sapore. Si girò e così le diedi una bella slinguazzata anche nel buco del culo. Era nuda e calda, pronta a farsi impalare. Ne approfittai per piazzarle il tarello durissimo nella fregna sentendola sussultare di piacere. Quella sorca scivolosa accolse il cazzo a meraviglia. La chiavai perbene da dietro ma anche a candela. Se ne venne eccome la troia. Le ultime botte a missionaria propiziarono il mio orgasmo che giunse intenso e copioso inondandole le belle tettone. Mi rilassai pienamente mentre lei stimolava il pisello con la mano facendo fuoriuscire le ultime gocce calde di seme. La donna si rivestì ed io feci altrettanto. Andò via strizzando l'occhiolino evidentemente appagata dalla scopata. Un'ora più tardi arrivò il proprietario e sentenziò come sempre:"Mi raccomando ragazzo, cortesia ma... mai troppe confidenze con i clienti. E se sono donne non farti intenerire eh. Stà certo che vogliono solo scroccare!". Gli risposi:"Certo, ha ragione lei, meglio mantenere le dovute distanze". Aggiunsi:"Le donne? Eh si quelle sono le più pericolose ma stia tranquillo io non faccio sconti a nessuno". E, detto tra noi, nemmeno il mio cazzo!       















Mazza nera per signora porca

Con una signora troia come lei il povero marito cornuto non può dormire quasi mai sonni tranquilli. Il coniuge, ignaro del tutto, è al lavoro. Lei, rimasta sola in casa con il domestico di colore, si spoglia nuda e lo provoca facendo pose da maiala nella terrazza che affaccia sul giardino. L'uomo non è certo di legno ma il suo cazzone duro lo è eccome! Il maschione è pronto ad impalarla a dovere sul lettone sia a pecorina che a candela prima che lei, deliziosa bocchinara slinguazzatrice indomita di cappelle, "riscuota" il meritato premio di puttaneria: copiosi spruzzi di sborra calda in bocca tutti da gustare... by caldosex 














Tre cazzi per la signora ingorda

L'affascinante signora tettona ingorda in raffinato bodystocking nero ama trastullarsi tra i cazzi. Per calmare i suoi bollori ce ne vogliono almeno 3. Li prende proprio dappertutto: in bocca, in culo, nella fica e non disdegna certo la doppia penetrazione. Un ricco menu a base di sborra è quel che ci vuole per completare le calde trombate pomeridiane... by caldosex












Ossessionato dalla cugina

Caldosex story... cugini carnali. Mi chiamo Carlo. Non credo di esser brutto e ho anche un discreto tarello tra le gambe. Sono stato con varie ragazze senza mai però trovare pieno appagamento psicologico e sessuale. E ciò solo per un motivo: l'ossessione folle per mia cugina Viviana. Guardandola noterete che gran pezzo di fica che è. Qualcuno potrebbe però obiettare: si d'accordo ma ci sono tante belle donne in giro, devi proprio fissarti con tua cugina? Si, si, è vero dannazione! Non sò spiegare del tutto da cosa nasce questa morbosità nei suoi confronti. E' bella si, inoltre il gusto del proibito aumenta il desiderio del doppio. Ad ogni modo, nonostante tutto ciò, avevo sempre cercato di tenere a freno questa pulsione trasgressiva. Intanto dovevo sorbirmi le solite litanie di mia madre facendo finta che non mi fregasse nulla. La mia genitrice ripeteva spesso:"Hai visto come si è fatta bella tua cugina Viviana?" ed io rispondevo:"Ah si, carina, niente di che...". Intanto il sangue mi ribolliva al solo pensiero di riuscire a far sesso con lei. Ma andiamo per ordine. Intanto bisogna dire che Viviana solitamente non si comporta affatto da zoccola, o meglio, è sempre molto riservata, compassata, dedita allo studio e al lavoro. In alcuni frangenti arrivai quasi a pensare che fosse una mezza suora finchè notai un dettaglio importante. Gli unici momenti in cui tendeva a lasciarsi andare erano quelli successivi all'aver consumato dei drink forti. La prima volta in cui notai un suo comportamento insolito fu quando, dopo una sbronza in discoteca, dei ragazzi la strusciarono insistentemente e lei li lasciò fare. Naturalmente intervenni prima che la situazione degenerasse ovvero che quei due se la portassero a letto e mi occupai di riportarla a casa. Il giorno dopo la chiamai, le chiesi se stesse bene ma lei era già tornata la solita, rispose:"Cero che stò bene, di che ti preoccupi". Incapace di resisterle un giorno mi feci coraggio e la invitai a casa per un caffè. Confessai ciò che provavo per lei, dissi:"Sono attratto da te, ti desidero Viviana". Lei rispose:"Ma sei fuori di testa? Guarda che sono tua cugina di primo grado! Te lo sei dimenticato forse?". Proseguì:"...e poi tu non mi piaci". Non sapendo cosa fare evitai di rispondere e lasciai che andasse via. Non volevo rinunciare ad averla e così ripensai al suo punto debole, i drink. Con quelli sarebbe uscita fuori la puttana nascosta in lei ed io avrei avuto gioco facile. Inventai una scusa e la chiamai, le dissi:"Ciao Viviana, potresti venire da me, devo chiederti qualche consiglio su una ragazza che mi piace". Lei, con aria sollevata, rispose:"Ah finalmente te la sei trovata una! D'accordo sarò lieta di aiutarti". Quando venne a trovarmi inventai tutto di sana pianta menzionando un'improbabile ragazza di nome Teresa. Intanto le dissi:"Accidenti ho una gran voglia di birra" e la offrì anche a lei che accettò. Viviana cominciava a diventare molto più malleabile del consueto ed io, da grande stronzo, insistevo:"Dai cara, bevi un altro pò, ecco una squisita vodka alla pesca". Sorrideva e beveva, farfugliò:"Mmm buona, mi farai ingrassare con tutto quest'alcol dolce". A un tratto mi fermai. Se avessi continuato sarebbe crollata in un sonno profondo. Volevo solo portarla a quel vantaggioso limite che mi consentiva di sedurla. I suoi freni inibitori erano saltati praticamente del tutto. Incominciai a parlare di sesso e lei sembrò tutt'altro che contrariata finchè le tolsi le mutandine. Il cuore mi batteva forte. Ero emozionatissimo, pronto a realizzare il mio sogno. La feci inginocchiare e le misi davanti alla bocca il mio cazzone durissimo. L'atmosfera era ormai troppo arroventata perchè lei si tirasse indietro e difatti, come speravo, non lo fece. Piuttosto si mise a sbocchinare ed io cominciai a viaggiare sui binari dell'estasi profonda. Che gran bocchinara che diventava dopo aver bevuto! La girai e le piazzai la lingua dritta nel culo. Protestò, si lamentò, ma la sua parte troia ebbe largamente il sopravvento sull'altra. Mi tuffai tra le sue fessure leccando con dedizione ogni pezzo di pelle e di carne che mi si parava davanti. Poi, sempre da dietro, le piazzai il bastone dentro la bernarda scopandola a lungo come avevo sempre desiderato. La girai anche verso di me abbracciandola e continuandola a chiavare di brutto mentre lei gemeva come una zoccola in calore. Finalmente trovai la tanto agognata oasi di piacere profondo: eiaculai a fiume dentro la sua calda e lubrificata vagina riempendola di sborra. Anche lei raggiunse l'amplesso e gustai a pieno le contrazioni della sua pancia. I nostri respiri post orgasmici erano affannosi e i corpi ampiamente sudati. Ne approfittai per piazzarle la lingua in bocca e coronare quel magnifico e irripetibile pomeriggio con un caldissimo bacio lingua a lingua. Naturalmente lei sapeva totalmente di alcol molto più di me ma non m'importava affatto. Dopo di ciò la bella si addormentò sul divano. Lasciai che riposasse per almeno due ore. Poi la svegliai e la buttai sotto la doccia fresca. Dopo di ciò la vestì e la caricai sulla mia auto per riportarla a casa sua. Mezza addormentata mi salutò. Tornai a casa felice per averla finalmente ottenuta seppur col rimorso di esser stato molto bastardo. Qualche giorno dopo si presentò alla mia porta e disse:"Guarda che mi ricordo tutto, sei un bastardo!". Aveva ragione e io cercai di addolcirla:"Ma no cara, i miei sentimenti sono sinceri..." e lei incazzata replicò:"Si come no! Tu volevi solo fottermi, ti sei tolto lo sfiizo vero?", sorrisi ed esclamai:"Eh si..." e lei prontamente mi mollò un sonoro ceffone a 5 dita e andò via. Che volete fare, donne... Ma almeno una volta l'ho trombata!