Archivi del mese: maggio 2015

L’amica troia di mia cugina

Mi chiamo Virginia. Quella mattina dovevo recarmi ad un colloquio di lavoro. Non ero molto convinta di andarci, alla fine però mi decisi. Persi l'autobus per cui feci tardi. Affrettai il passo, attraversai una strada, ero quasi arrivata a destinazione quando incrociai un viso conosciuto: si trattava di Maria, un'amica di mia cugina Ilaria. Le spiegai dove stessi andando e la mia scarsa voglia di sostenere il colloquio. A quel punto Maria disse di abitare proprio da quelle parti e mi chiese di accompagnarla. Stavamo sulle scale quando la salutai ma lei mi trattenne. Disse che potevamo fare quattro chiacchiere sedute sulle scale ed io accettai. Da come mi guardava intuì che per lei le donne non erano semplici amiche. Il suo modo di fare mi incuriosì non poco e così restai con lei a parlare ancora del più e del meno finchè accadde la sorpresina hot: avvicinò la sua bocca alla mia, la aprì sensualmente tanto da farlo risultare un chiaro invito al bacio: le nostre lingue finirono dolcemente a contatto. Ormai ci stavamo lasciando andare, avevamo entrambe i pantaloni sbottonati e mezzi calati vogliose di calore. Fu a quel punto che lei mi mostrò il dildo, dicendo che era il suo fido compagno di giochi da tenere sempre in borsa per eventuali occasioni. A quanto pare quella mattina ero io la sua occasione! Mostrò le tette e volle che facessi altrettanto. Le piaceva di giocare, di provocare ed io ci stavo prendendo maledettamente gusto nell'assecondarla. Mi mostrò la figa depilata ed sentì in quel momento di stare per perdere del tutto il controllo. Mi chiesi cosa diavolo ci facessi io, ragazza fidanzata, per le scale di quel palazzo in compagnia di una mezza sconosciuta. Mille pensieri mi frullarono nella testa ma, prima che potessi fare qualsiasi cosa, lei passò all'azione. Con un gesto rapido calò le mie mutandine e iniziò a leccare la patata con la sua linguetta calda col piercing di colore giallo che già avevo sentito durante il bacio precedente. Ormai ero in suo potere: ammirò le mie fessure poi approfittò del fatto che fossi dannatamente eccitata per piazzare il dildo nella fregna. Mentre lo faceva disse che, a differenza del sesso maschile, il dildo resta sempre duro. Andai completamente in estasi e lasciai che quella gran troia seduttrice mi stantuffasse la figa con l'oggetto. Poi me la ritrovai dietro. Ricordo bene le sue mani calde decise ad allargare le mie chiappe per poi deliziarmi culo e figa con la linguetta. Appoggiata alla ringhiera delle scale non potetti far altro che sbrodolarle nella bocca i liquidi vaginali frutto di un intenso e appagante orgasmo. Ci ricomponemmo giusto in tempo prima che qualche condomino si accorgesse di qualcosa. La salutai e corsi via per le scale. Giorni dopo incontrai Ilaria, mia cugina. Senza entrare nei dettagli le dissi:"Sai ho incontrato per caso la tua amica Maria". Ilaria rispose:"Ah si? Bhè Maria è una cara ragazza infondo ma è irrimediabilmente lesbica, ho dovuto respingere varie volte le sue ardite avances. Stà attenta che potrebbe provarci anche con te!". Restai in silenzio per alcuni secondi poi feci finta di cadere dalle nuvole e falsamente risposi:"Ah, davvero? No, stà tranquilla, l'idea di stare con una donna mi fà venire semplicemente il voltastomaco...". By caldosex              
















Svolta piccante tra amici del cuore

caldosex trav story. Mi chiamo Mirko. Io e Alex ci conoscevamo dal primo anno delle scuole superiori. Era il mio migliore amico, ci confidavamo abbastanza. Eppure non avrei mai lontanamente pensato che un giorno sarebbero accadute certe cose tra di noi. Stavamo a casa sua seduti a bere alcol, come tante altre volte. Tra un sorso e l'altro manifestai il desiderio di fica. Fu a quel punto che lui si allontanò misteriosamente. Tornò poco dopo vestito di tutto punto da donna! Indossava un vestito rosso, la parrucca bionda, le calze nere, il reggicalze, i tacchi e perfino il profumo femminile. Pensai che volesse fare una sorta di scherzo. Disse di essere Alessia (Alex era sparito ormai). Credetti che fosse uno stupido gioco ma cambiai idea quando "Alessia" incominciò a sbocchinare alla grande il mio cazzo. A quel punto fu tutto dannatamente chiaro: io gli piacevo, e non solo come amico; in più aveva una voglia, repressa fino a quel momento, di diventare donna... Il suo bocchino lento e godurioso fatto di ingoi e leccate risvegliò il mio cazzo oltre ogni più rosea aspettativa: l'amico spompinava alla grande! Ci baciammo, ammirai il suo look più da vicino, carezzai le natiche, le leccai. Ormai ero irrimediabilmente duro e infoiato. Glielo spinsi dentro il culo, era ciò che voleva infondo. Violai l'intimo buco che non rappresentava solo un atto sessuale ma un confine della nostra amicizia che si trasformò rapidamente in qualcos'altro di assai più torbido e caldo. Inculai Alessia a pecorina, a candela, le feci sentire tutto il piacere derivante dagli affondi inesorabili del mio cazzone piantato nel suo buco anale ormai ampiamente violato. Mille pensieri mi passavano per la testa: chiavai il mio amico, Alex, chiavai il suo alter ego, Alessia la troia, inculai entrambi in fin dei conti. Avevo troppa voglia di esplodere. Ci baciammo ancora con passione, poi Alessia si inginocchiò e mi segò prima di prenderlo nuovamente tra le labbra: fu a quel punto che mi rilassai completamente ed eiaculai copiosamente nella sua boccuccia calda e accogliente. Alessia continuò a succhiare incessantemente fin quando l'ultima goccia di sborra uscì fuori dai coglioni e così mi svuotò del tutto. By caldosex




















Il mio amico fantasioso

Mi chiamo Luigi. Gianmarco è sempre stato uno dei miei migliori amici. Restai sorpreso quando un giorno mi confessò due cose: 1) che in realtà non gli piacevano le ragazze, prima anomalia e 2) che non resisteva alla tentazione di vestirsi da donna. Insistette nel mostrarsi al femminile e così, a casa sua, lo vidi assumere le sembianze di "Gianna" con tanto di parrucca bruna, tacchi, calze, reggicalze. Disse di sentirsi donna a tutti gli effetti e avrebbe voluto approcciare con me sessualmente ma io, spaventato, mi tirai indietro esclamando:"Dannazione! Non sono mica frocio!". Sconcertato non andai più a trovarlo per parecchio tempo. Passarono alcuni mesi durante i quali ero sempre arrapato e non riuscivo a trovare ragazze disponibili per far sesso. Fu così che ripensai alla proposta di "Gianna", solo un rapido fugace pensiero nella testa, poi lasciai perdere. Ma il cazzo reclamava e così passai da Gianmarco, alias Gianna. Era vestito da donna, mi disse:"Finalmente! Non pensavo che te la prendessi così, dopotutto è solo la mia natura che viene fuori...". Chiesi scusa per il disguido e bevemmo un caffè insieme. Il profumo da donna che usava incrementò drasticamente il mio arrapamento già notevole. Volevo fottere ad ogni costo, desideravo un corpo caldo. Baciai Gianna, la toccai tra le gambe sentendo il suo sesso. Non aspettava altro e mi fu subito addosso. Baciava e leccava il cazzo divinamente. Mi lasciai andare perdendo ogni inibizione. Gianna era pronta a prenderlo nel culo ed io a darglielo tutto. Entrai nel suo buco, affondai con decisione. Mi sembrò una gran porcata ma l'eccitazione rese tutto dannatamente piacevole e stimolante. La scopata fu intervallata dai suoi sbocchinamenti prodigiosi. Nell'eccitazione leccai anche il buco del culo mentre se ne stava a pecorina. Fui poi di nuovo pronto ad infornare la mazza tra le chiappe aumentando il ritmo dei colpi fino a sentire il suo godimento sfrenato. In pieno amplesso eiaculai sulle sue chiappe morbide ricoprendole di sborra calda e copiosa dopodichè ci addormentammo abbracciati. Devo ammetterlo: Gianna è meglio di una ragazza! By caldosex         


















L’età d’oro dell’omosessualità

L’età d’oro dell’omosessualità caldosex
Nell’antica grecia gli omosessuali godevano di tutt’altra reputazione rispetto ai tempi attuali. A quell’epoca i greci erano spontaneamente bisessuali e i rapporti omosessuali facevano addirittura parte di un rituale di passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta. Per i romani l’omosessualità era più complessa ma era comunque parte della vita di un uomo. Gli uomini liberi avevano il dovere di essere “attivi” in tutti i campi della vita quotidiana e soddisfare i loro schiavi.


Una migliore conoscenza del corpo
Contrariamente a quello che si pensa, le pratiche omosessuali non sono così diverse dai rapporti eterosessuali. Il coito anale non è necessariamente il fulcro del rapporto: i due partner danno un’importanza particolare alle carezze e alla stimolazione reciproca. L’eccellente conoscenza del corpo del partner e delle sue zone erogene rende le carezze ancora più dolci e sensuali, il che non sempre avviene nelle coppie eterosessuali. Per quanto riguarda la fedeltà pare che gli uomini accordino una leggera preferenza all’autonomia nei rapporti ma le relazioni omosessuali non sono meno intime né meno fusionali.

Penetrazione e fellatio
La penetrazione, simbolo della sessualità eterosessuale, non è considerata fine a se stessa nei rapporti omosessuali. Negli uomini, contrariamente a quello che si pensa, il ricorso alla penetrazione anale non è sistematico: solo il 36% dei gay ammette di praticare sesso anale con il proprio partner. La fellatio è invece una pratica fondamentale nei rapporti omosessuali.

Barebacking
Gli adepti del barebacking hanno il culto dei rapporti non protetti. Il termine inglese significa “cavalcare a pelo”, senza sella, dunque ricercare volutamente penetrazioni anali non protette. 

Fist-fucking 
Consiste nell’introdurre, nell’ano del partner, mani e/o dita.

Leccando il cazzo in due e non solo

Il mio nome è Gina. Premetto che non sono una santa, di cazzi ne ho presi un bel pò ma, nonostante l'esperienza, nella vita c'è sempre qualche sorpresa all'orizzonte e, talvolta, non è nemmeno così spiacevole. Conoscevo Viviana da un bel pò. Anche lei è molto carina, brunetta come me. Tra di noi non era mai successo nulla di particolare. Non sapevo e non immaginavo che si eccitasse anche con le donne. Quanto a me l'argomento saffico mi aveva sempre un pò intrigato ma solo come fantasia. Quel giorno aspettavo un amico per fare sesso. Max il biondino è sempre stato amante del sesso orale e ciò molto più della normale penetrazione. Ero già pronta a ricevere lui in tacchi, calze ricamate e reggicalze quando ricevetti all'improvviso la telefonata di Viviana. Insistette per venirmi a trovare pur conscia del fatto che attendevo il suddetto ospite. Si presentò a casa mia in tacchi, calze autoreggenti ricamate e minigonna. La sua eccitazione appariva in modo evidente. Ad ogni modo bevemmo un drink. Onestamente non vedevo l'ora di liquidarla dato che Max sarebbe arrivato di lì a poco ma a questo punto ci fu il colpo di scena. Viviana osò laddove nessuna di noi due aveva provato a far prima. Mi ritrovai la sua lingua sui capezzoli. La troietta leccava con disinvoltura, era infoiata al punto che le sarebbe andata bene qualsiasi cosa, anche una donna appunto. Non me la sentì di mandarla via e così la presentai a Max che ebbe il suo pomeriggio fortunato in compagnia di due fiche così. Viviana non esitò affatto a ciucciare il pisello già duro di Max mentre io lo baciavo. Leccammo insieme la cappella, poi loro due si baciarono e io ciucciai il pisello. Quella maialina vogliosa si mise a leccare anche i capezzoli di Max mandandolo ancor più sù di giri. Da brave puttanelle ci dividemmo quel cazzone leccandolo e succhiandolo in tandem in lungo e in largo. A un tratto io sbocchinai mentre lei si dedicò ad una suadente leccata di palle. In qualche modo voleva ringraziarmi dell'invito al triangolo e così mi ritrovai la sua calda lingua al sapore di cazzo nella bocca. Ci baciammo come due lesbichette in calore e la voglia crebbe sempre più. Eccitata la osservai mentre ciucciava da sola l'uccello, poi si mise a segare Max e intanto sentì la sua lingua bollente accarezzarmi dolcemente il buco del culo: andai proprio in estasi in quel momento e venni intensamente. Le lasciai ancora il privilegio di ciucciare il bastone mentre io mi curai di succhiare i testicoli del biondino, ormai prossimo a godere. Per concludere in bellezza ci fiondammo sull'asta in tandem risucchiandola perbene e a quel punto Max non trattenne più la schizzata che arrivò copiosa. Proseguì segandosi velocemente lasciando che tutta la sborra spruzzasse fuori dal cazzo sotto lo sguardo estasiato di noi ragazze. Ottenuto il suo sfogo Max ci salutò. Restammo da sole. Io mi sentivo alquanto appagata ma Viviana no. Invece di andarsene disse:"Vieni qui carina ho ancora voglia!" e mi condusse in camera da letto per attuare un 69 lesbo infuocato durante il quale venimmo entrambe diverse volte. Sfinite ci addormentammo abbracciate svegliandoci solo nella tarda mattinata del giorno seguente. L'odore doppio di umore di fica inebriava intensamente la stanza. Dopo colazione facemmo la doccia insieme scambiandoci ulteriori effusioni sotto l'acqua calda che accarezzava piacevolmente i nostri corpi vogliosi. Prima di andar via chiese:"Non è che questo rovinerà la nostra lunga amicizia?" Le risposi:"No, tranquilla, abbiamo solo seguito i desideri dei nostri corpi". Si rivestì, mi salutò e andò via. Dopo quella volta non l'ho più vista a causa del suo nuovo lavoro fuori città ma spesso mi sditalino pensandola... by caldosex