Archivi del mese: luglio 2014

Racconti di sculacciata: Penitenza

Continuo a ripubblicare i migliori tra i vecchi racconti di sculacciate del passato, questo fu scritto dalla cara Nadine:

La nostra carissima amica Nadine torna con un suo bel racconto, buona lettura e un bacio a Nadine sempre dolcissima.

Dopo il racconto la mia padroncina mi chiese se avevo voglia di ricevere la penitenza della gara, io accettai molto felice  e da qui inizia il racconto.
-piccola allora l’appuntamento e per martedi sei libera la sera?- io abbracciandola – si va bene tanto esco presto dal bar faccio il turno di mattina- sorridendomi mi da una carezza sulla testa – allora martedi si andrà – i giorni passarono veloci e finalmente arrivò martedi, si andò alla villa di francesco , appena arrivate ci accolse abbracciandoci  – ciao come state venite, ma guarda come e bella la nostra piccola nadine – io un imbarazzata dal complimento – sono carina ma lo è molto di più la mia padroncina- e la abbracciai dolcemente , lei mi strinse a sè e mi diede due carezze sui capelli, lui ridendo ci fece entrare, una volta dentro ci si mise in salotto e si parlò del più e del meno ascoltando della musica soft come sottofondo, alle undici l’orologio di lui suonò francesco alzandosi – bene credo sia arrivata l’ora della penitenza no?- io mi accovacciai e poi facendomi coraggio – iniziamo da me va bene?- lui sorrise e prese il paddle di cuoio largo – bene allora conosci la prassi su levati il vestito e resta a sederino scoperto – io levai il vestito restando nuda e mi misi piegata a 90 in mezzo al salotto poggiando le mie mani alle ginocchia , lui si portò dietro di me e guardò il mio sederino – sei stata sculacciata recentemente vedo e anche in modo abbastanza severo non è cosi – mentre lo disse si voltò verso la mia padroncina e gli sorrise, io imbarazzata – si non avevo avuto fiducia in lei e cosi mi ha punita- lui rise – te lo ha fatto capire per bene a quanto vedo di aver sempre fiducia in lei, dai adesso iniziamo- detto ciò alzò il braccio e ciack il primo colpo, andai in avanti per il colpo appena subito era stato molto forte e severo sorprendendomi strinsi le mani alle ginocchia e restai in posizione, lui rialzò il braccio e ciack secondo dopo il ventesimo colpo circa sentii la voce della mia padroncina – ma non sarà un po’ troppo severa come penitenza?- lui la guardò – no e giusta così! se ti lamenterai di nuovo saranno 20 colpi in più a lei – lei si zittì lui invece come prova di potere mi colpì più forte di prima iniziai a piangere ma non mi mossi dalla mia posizione dopo 5 colpi si fermò e dopo colpi ancora più forte per fermarsi dopo altri 5, a quel punto si girò verso la mia padroncina – allora quali andavano bene i primi 5 o i secondi 5?- lei stringendosi sapendo di essere colpevole per la severità della  mia  punizione con voce timida che quasi non la riconoscevo – le prime 5 signore-  lui guardandola – le seconde 5 bene allora hai sentito nadine preparati allora – io mi misi in posizione impaurita e tesa lui alzò il braccio e ciack mi cominciò a colpire severamente e duramente, ogni colpo mi faceva urlare per il male ma finalmente arrivarono al termine, io mi alzai e misi le mani dietro la testa  e restai a piangere per il male.
La mia punizione era finita e adesso toccava alla mia dolce padroncina io mi misi affianco a lei, lei si spogliò come avevo fatto io in precedenza e si posizionò accanto a me, la guardai con imbarazzo e anche con dispiacere, non ero più molto sicura come la ero stata fino al giorno prima , non saprei come descrivere le sensazioni di quella sera, comunque fatto sta che lui si mise dietro a lei come aveva fatto con me – bene erika appena sarai pronta chiedi di essere punita – lei annui la vidi mordersi le labbra e farsi coraggio poi con voce timida – sono pronta per essere colpita la prego inizi signore- lui fece per alzare il braccio, a quel punto quasi inconsciamente mi ritrovai ad abbracciare la mia padroncina dal dietro coprendogli il sederino col mio , lui rimase un interdetto poi con voce leggermente contrariata – cosa stai facendo nadine?- io singhiozzando mi strinsi a lei – non ci riesco a vedere la mia padroncina punita- lui passò il paddle sul mio sedere e poi con voce severa – se non ti togli ti inizierò a colpire molto forte e non come prima – il mio corpo si irrigidii poi piangendo – ti prego lo so che lo abbiamo chiesto noi di ricevere la penitenza ma non ci riesco davvero a vederla punire, so quanto deve essere stata dura per lei vedermi colpire da te signore, se vuoi puoi colpirmi ma non mi toglierò – la mia padroncina ebbe un sussulto a quelle parole poi la sentii rilassarsi e con voce dolce – ti prego dai vai al tuo posto e lascia che mi punisca come merito su- io scossi il capo e mi strinsi, il mio seno si schiacciò contro la sua schiena e il mio sederino si sovrappose al suo coprendolo, lui mi toccò i fianchi mettendomi in posizione –resta ferma cosi e vedremo quanto resisterai detto ciò iniziò a colpire, il colpo era molto forte mi fece urlare più di quelli precedenti era veramente intenzionato a farmi demordere ma io non cedetti mi strinsi a lei i colpi continuarono forti e severi, lei si teneva come poteva per reggere il peso del mio corpo appoggiato a lei che si stava dimenando sotto i colpi severi di francesco, quando arrivò a 50 colpi si fermò io ero a pezzi e piangevo il mio sedere aveva due grossi lividi violacei al centro delle natiche ed era molto gonfio adesso, lo sentivo pulsare ancora e delle piccole fitte come scosse mi attraversavano il sederino, lui incredulo – non ci credo hai resistito fino ad ora ma adesso proverai questa- mentre stava dicendo tutto ciò prese una frusta a nodi di cuoio non tanto lunga la fece schioccare due o tre volte in aria, ad ogni schiocco il mio sangue si gelava, avevo paura di non resistere a quello strumento cosi severo la mia padroncina preoccupata perche sentiva il mio corpo peso su di lei – come stai piccola davvero lasciami non voglio che ti colpisca ancora e troppo cosi – io scossi il capo lei conoscendomi fece un sospiro, a quel punto sentii la voce di francesco – su rimettiti in posizione oppure non ti reggi in piedi?- io presa dall’orgoglio mi feci forza e puntai nuovamente i miei piedi in terra per reggermi, lui mise una gamba in avanti e poi sciack lanciai un urlo molto acuto e iniziai da subito a piangere come una bambina ma non mollai lui continuava ad ogni colpo mi sembrava di sentirmi strappare la pelle da quella frusta , lui continuò fino a 15 poi fermandosi – basta cosi hai vinto non posso punirti ancora – io mi lasciai cadere a terra in ginocchio la mia padroncina si girò e mi baciò dolcemente poi con voce dolce – come stai piccola mia ?- io in lacrime singhiozzante – mi fa malissimo il sederino ma almeno non sei stata punita, non voglio che qualcuno ti tocchi o ti faccia del male – lei sentendosi forse colpevole per avermi lasciata punire da lui – piccola anche io ma ho visto che eri entusiasta- io la bloccai baciandola – no padroncina va bene non hai sbagliato anzi sapevo che era dura per te ma per amore verso di me hai accettato a malincuore la cosa quindi non ti preoccupare- lei sorrise leggermente rincuorata e si iniziò a baciarci, francesco si sedette in attesa di farmi riprendere – beh allora adesso dopo che ti sei ripresa vieni qua che ho una richiesta da farti- io mi girai nel frattempo per guardarmi il sedere, appena vidi come era conciato mi misi una mano davanti alla bocca lui sorrise – non te lo avevano mai fatto cosi e? non ti preoccupare i segni spariranno so fare a gestire certe cose- io annui.

Dopo un 5 minuti mi avvicinai a lui, il quale girandosi verso la mia padroncina tornò a guardare nuovamente me – nadine leggendo i tuoi vari racconti inviati da te via mail ho potuto constatare che ti piace l’idea che le protagoniste facciano qualcosa dopo essere punite- si fermò per farmi rispondere, io sbiancai e annuii lui sorrise il suo viso non era ne severo ne dolce ma rassicurante – quindi volevo dirti che se vuoi puoi provare a farla anche te, non sarà un tradimento verso la tua padroncina sarà solo una prova come i colpi di prima, ne ho parlato già con lei e mi ha detto di chiedertelo senza importi nulla, infatti ne io ne lei vogliamo farti pentire in alcun modo delle tue scelte – detto tutto questo si aprì i calzoni e me lo puntò verso il viso io mi chinai in ginocchio andando a pochi centimetri da esso, l’odore non era male iniziai a scrutarlo, in fin dei conti era la prima volta che lo vedevo da cosi vicino dopo poco sentii francesco sorridere – che fai lo studi?- io imbarazzata – scusami ma lo volevo guardare- rise e con lui la mia padroncina, dentro di me mi sentivo eccitata da esso o perlomeno dall’idea del succhiarlo infatti non so perche ma lo vedo come un atto di sottomissione succhiare il pene ad un uomo, anche se la mia padroncina dice che lo tieni in pugno in realtà un uomo facendo certe cosine, comunque la cosa non mi convince sarà perché non lo ho mai fatto, resistetti alla voglia perché sapevo che spinta dall’eccitazione lo avrei fatto ma subito dopo me ne sarei pentita – scusami non voglio- lui mi guardò e se lo mise nuovamente dentro senza insistere ulteriormente, accarezzandomi i capelli – non ti preoccupare va bene cosi – dopodiché andò di la con la mia padroncina che tornò dopo un 5 minuti, nel frattempo chiaramente avevo controllato la situazione dallo spioncino e li avevo visti chiacchierare tranquillamente (niente idee strane quindi ); la serata terminò cosi e si tornò a casa, nella macchina chiaramente non stetti a sedere ma bensì sdraiata dietro a pancia in giù.
La seconda parte sarà su cosa e avvenuto a casa, e vi assicuro che sarà molto bello anche se parlerà solo in parte di sculacciate un kissolo ciao a tutti

Sesso in piscina

Visto che siamo in Estate, che cosa c'è di meglio di una bella scopata in piscina? Sarà questo che ha pensato la troia della foto, che sorride allargando le gambe e aspettando qualche solerte scopatore.

Filmato dalla Lupus Spanking

I video della Lupus Spanking sono da sempre tra i miei preferiti, anni fa ero abbonata anche al loro servizio (insieme a quello di Mood Picture) peccato di aver perso tutti i video che avevo su un vecchio computer…fatta la premessa, ma credo che i lettori abituali già conoscevano questa mia predilezione, oggi pubblico un video della Lupus Spanking che è stato segnalato da Magdalene: clicca qui per vedere il filmato.

Sesso in piscina

Visto che siamo in Estate, che cosa c'è di meglio di una bella scopata in piscina? Sarà questo che ha pensato la troia della foto, che sorride allargando le gambe e aspettando qualche solerte scopatore.

Mamme che sculacciano, parte sesta: la sculacciata collettiva

Cadute come pere mature nella trappola escogitata dalle loro madri, una quindicina di ragazze che formava il gruppo femminile del palazzo si ritrovarono assieme alle rispettive genitrici nell’ampio salone della casa della professoressa Gualtieri. Lì trovarono uomini e donne di varie età tra i quali c’erano anche dei giovani di bell’aspetto, come le mamme avevano promesso. Tra i presenti qualcuna delle ragazze riconobbe anche parenti o amici dei propri genitori. Però sul tavolo del salone non c’era traccia di bevande alcoliche, di bicchieri e stuzzichini, la cui presenza contraddistingue ogni happy hour. Al contrario, si potevano vedere una ventina di sgabelli alti una cinquantina di centimetri ben allineati lungo le quattro pareti del salone. Qualcuna delle ragazze cominciò a sospettare che il vero scopo di quella riunione fosse diverso da quello che le aveva detto sua madre, la quale insieme alle altre signore intanto era andata a prendere lo strumento che aveva scelto per lasciare i segni brucianti e duraturi, che avrebbero ricoperto di li a poco, i giovani culetti della propria prole femminile, grazie alla punizione che aveva deciso per loro.

La scelta era caduta su tre strumenti: la paletta di legno (paddle), la cinghia di cuoio e le bacchette. Quest’ultime erano state raggruppate a mazzetti di tre tenute insieme da un nastro rosa dalla parte impugnata dalle mamme. La professoressa Gualtieri si era premurata di immergere alcune ore prima dell’arrivo delle ragazze cinghie di cuoio e bacchette nell’acqua contenuta in una grande bacinella ovale.
Poco dopo tutte le signore tornarono nel salone, ciascuna tenendo in mano ben in vista lo strumento scelto per far salire fino a valori insopportabili la temperatura dei culetti femminili che facevano parte della propria famiglia.
Una di loro parlò per tutte a voce alta in modo che chiunque dei presenti potesse ascoltare: “A nessuna di noi è piaciuto attirarvi nella casa della professoressa Gualtieri con il pretesto dell’happy hour. D’altra parte tutte voi siete state monelle fin da piccole, poi da adolescenti ne avete combinate di tutti colori. Noi e i vostri padri forse siamo stati troppo permissivi e non vi abbiamo mai sfiorato con un dito. Ora che siete adulte continuate a comportarvi in modo pessimo, per cui abbiamo stabilito di farvi scontare tutte le vostre colpe passate e presenti sottoponendovi a una punizione che ricorderete a lungo. Poi, dal momento che nonostante siate ormai adulte, continuate a comportarvi come bambine disobbedienti e indisciplinate abbiamo deciso di punirvi come un tempo si castigavano le ragazzine ribelli e cioè con un’abbondante dose di sculacciate sul culetto scoperto che vi lascerà senza fiato. D’altra parte, alla vostra età il sedere è molto meno delicato e sensibile di quello di una ragazzina e quindi, come potete ben vedere, vi puniremo con strumenti che fanno molto più male della nostra mano. Quindi ognuna di voi per prima cosa scelga lo sgabello che preferisce e si metta in piedi davanti ad esso e per seconda scopra bene il sedere.”

Le ragazze a quel punto rimasero atterrite da quelle parole pronunciate con tanta decisione e alcune di loro si misero a piangere, già immaginando il dolore che avrebbero provato sul proprio culetto che, quantunque fosse meno delicato di quello di una ragazzina, restava pur sempre una parte molto sensibile del loro giovane corpo e già immaginavano quale sofferenza avrebbero dovuto patire in seguito alle energiche e ripetute sberle applicate dalla propria madre sulla parte in questione con lo strumento che essa aveva scelto proprio perché lo riteneva idoneo a provocare un dolore intenso e quasi insopportabile.
Intanto la professoressa Gualtieri che sapeva bene quanto il sentirsi umiliate avrebbe contributo a rendere più efficace e completa la punizione delle ragazze, se ne uscì le seguenti parole: “Con questo sole penso che tutti noi siamo d’accordo nel lasciare le finestre aperte in modo da avere un bel ricambio d’aria per tutta la durata del concerto.” Tra sé e sé pensò, ma si guardò bene dal dirlo, in questo modo offriremo a uomini e donne che abitano nel palazzo di fronte uno spettacolo particolarmente stimolante e assolutamente gratuito. Chissà che loro non contraccambino il favore lasciando le finestre aperte quando saranno loro a sculacciare le loro figlie?

Visto che non c’era via di scampo e pensando che, se avessero accettato la punizione con aria contrita e senza fare storie, forse le loro mamme si sarebbero impietosite e avrebbero limitato sia la forza che la durata delle sculacciate, le ragazze obbedirono senza fiatare agli ordini delle loro genitrici. Naturalmente alla loro età non avevano bisogno che la mamma mettesse loro a nudo il culetto in quanto potevano benissimo provvedervi da sole come era stato ordinato loro di fare. Non ci misero molto. Quelle che indossavano i jeans li sbottonarono e li abbassarono fino alle caviglie, poi infilarono i pollici delle due mani nell’elastico delle mutandine che subirono la stessa sorte dei jeans. Le ragazze che portavano la gonna, la sollevarono ai due lati e si abbassarono le mutandine, poi si rimboccarono la gonna ben sopra la vita dove la madre si premurò di fermarla con qualcuna delle mollette da bucato, che la professoressa Gualtieri aveva messo a disposizione, in modo da evitare il rischio che, sul più bello o sul più brutto dipende dai punti di vista, l’agitarsi frenetico del sederino, nel tentativo vano di evitare le sculacciate, facesse cadere la gonna all’indietro offrendo così un’inaspettata protezione al fondoschiena della ragazza.
Terminati i preliminari, ciascuna mamma ingiunse alla figlia di piegarsi in avanti e di appoggiare le mani sullo sgabello tenendo il culetto ben proteso all’indietro, le gambe dritte e unite in modo da proteggere la patatina e di non muoversi per nessun motivo per l’intera durata della punizione, pena una razione supplementare di botte. In questa posizione la ragazza avrebbe ricevuto il castigo sulla parte del culetto con cui ci si siede, cioè quella parte più sensibile e delicata che comincia poco sopra l’attaccatura delle cosce.
Intanto le ragazze si trovavano in uno stato di comprensibile apprensione e si rendevano conto a tal punto di cosa stava per succedere al proprio sederino che in preda all’agitazione mettevano in mostra anche quelle parti intime del corpo, come il buchetto e la patatina, che in condizioni normali avrebbero tenuto rigorosamente nascoste agli sguardi indiscreti. Di conseguenza accadeva inevitabilmente che i signori uomini invitati e, tra questi soprattutto i giovani, cercassero di dissimulare quel certo imbarazzo che proveniva loro dall’evidente rigonfiamento sul davanti dei pantaloni a stento contenuto dalla zip o dalla fila di bottoni.

Spettava ora alla padrona di casa, la professoressa Gualtieri, di dare inizio alla “sculacciata collettiva”. Però non c’era fretta e 5 – 10 minuti potevano essere dedicati ad un ultimo severo rimprovero delle madri alle ragazze già piegate in avanti con le mani sullo sgabello che avevano di fronte e con il culetto scoperto e indifeso bene in aria, esposto alla vista delle loro amiche, a quella più imbarazzante dei parenti, conoscenti e amici dei loro genitori e soprattutto a quella degli estranei del palazzo di fronte. Poi tutte quante in trepida attesa della punizione approfittavano ancora di qualche minuto per riflettere sulle colpe che le avevano portate a subire l’imminente doloroso trattamento a cui le rispettive madri stavano per sottoporle. In questa fase di attesa le patatine avevano cominciato a tremare quanto le natiche se non di più.

Intanto un giovane che era venuto ad assistere allo stuzzicante spettacolo della punizione delle ragazze e che mostrava un evidente rigonfiamento in corrispondenza della parte anteriore dei pantaloni si era avvicinato alla mamma di una bella diciannovenne con lunghi capelli biondi, che già chinata in avanti a gambe unite con le mani appoggiate sullo sgabello, esponeva alla vista di tutti i presenti un culetto delizioso con le natiche piccole ma rotonde come mele. Mentre la signora si stava arrotolando sulla mano destra un’estremità della cinghia cuoio con la quale avrebbe di li a poco coperto di strisce di un bel colore rosso-viola il posteriore della ragazza, il giovane le si rivolse con queste parole: “Signora lasci fare a me. Io ho delle braccia molto forti e posso impartire a sua figlia una punizione che ricorderà a lungo. Anzi, non ho neppure bisogno della cinghia. Nonostante l’età della ragazza me la posso mettere tranquillamente sulle ginocchia nella posizione classica, cioè con la testa da una parte e le gambe penzoloni dall’altra in modo da avere il suo culetto teso da sculacciare con la mia grande e pesante mano destra fino a farla urlare di dolore e piangere a dirotto.”
La signora, anziché risentirsi, con molta presenza di spirito gli rispose con un sorriso: “la ringrazio per la premura ma posso farcela da sola.” Durante questa breve conversazione la ragazza, che naturalmente aveva sentito tutto, aspettava con evidente apprensione l’inizio della punizione con il culetto ben esposto in aria. Al termine del castigo le natiche della ragazza sarebbero state ridotte dalla mamma in condizioni tali da costringere il giovanotto saccente e sfrontato a ricredersi.
Era evidente che il giovane che si era mostrato così “premuroso“ aveva dei secondi fini che andavano al di là del semplice castigo. Però bisogna anche dire che aveva delle attenuanti, circondato come era da culetti femminili tutti così belli da volerseli mangiare: alcuni paffuti, alcuni più tesi, alcuni con la pelle liscia come la seta, alcuni con la pelle d’oca in attesa della punizione, alcuni bianco latte, alcuni più ambrati, alcuni piccoli, alcuni più carnosi, alcuni con la fessura corta, alcuni con la fessura più lunga e così via. In altre parole ce n’era per tutti i gusti.

Finalmente la professoressa Gualtieri dette il via alla punizione e tutte le ragazze serrarono le natiche. Pochi secondi dopo, le madri assestarono alla parte più sensibile del posteriore indifeso della propria figlia o della più grande delle proprie figlie un colpo con tale forza da lasciarla senza fiato. Ognuno dei vari oggetti scelti dalla madri entrando in energico contatto con i culetti delle ragazze produsse un suono caratteristico.
Le palette di legno fecero un rumore assordante nel momento dell’impatto con il sedere della ragazza dando origine a una larga striscia rossa che andava da subito sopra le cosce fino alla metà della fessura tra le natiche in senso verticale e da una parte all’altra del sedere in senso orizzontale. La ragazza non si mise a urlare ma il dolore fu tale che essa dovette fare appello a tutte le sue capacità di resistenza per evitare che ciò avvenisse.
Le cinghie di cuoio bagnate fecero un po’ meno rumore, ma fin dal primo contatto il culetto della malcapitata cominciò a spellarsi e bruciare come il fuoco, mentre si impresse sul posteriore una striscia rossa alta 3 – 4 centimetri che si estendeva da una natica all’altra. Anche in questo caso la ragazza restò a stento in silenzio rendendosi però perfettamente conto che il più bello (si fa per dire) doveva ancora venire.
Infine i mazzetti di tre bacchette flessibili di legno pieno tenute a bagno nell’acqua, scelte dalle madri di quelle ragazze che fin da piccole erano state disubbidienti, indisciplinate e arroganti (il buon giorno si vede dal mattino) e che oramai grandi avevano assunto un comportamento quasi delinquenziale, non fecero molto rumore a parte il caratteristico swisssssch simile a quello di un frustino. Però l’impatto con la pelle sensibile del sedere della ragazza fu terribile. Sul culetto si stamparono sottili strisce orizzontali rosso scuro dai bordi sfrangiati talmente brucianti da vincere ogni resistenza della ragazza che si mise immediatamente a urlare a perdifiato scossa da un pianto convulso.

Contrariamente a quello che le ragazze avevano pensato, le loro madri erano state ben istruite dalla professoressa Gualtieri nei giorni precedenti alla “sculacciata collettiva”, che le aveva convinte tutte a mettere da parte ogni forma di clemenza quando avrebbero dovuto applicare il castigo. Da che mondo è mondo le sculacciate, specialmente quelle inflitte con strumenti scelti appositamente, devono fare un male d’inferno e provocare un bruciore insopportabile. Altrimenti sarebbero una pura e semplice perdita di tempo per chi le da’ e per chi le riceve, e tanto varrebbe non sculacciare affatto e magari andarsi a fare una passeggiata.
Così, dopo il primo colpo ne seguirono molti altri ancora più forti. Le madri incuranti dei pianti e degli strilli delle loro figlie continuavano ad azionare gli strumenti di punizione che stampandosi sui culetti delle ragazze generavano un bruciore acuto, tanto che queste non potevano fare a meno di urlare a perdifiato, mentre la parte colpita si colorava di un rosso intenso che contrastava con il bianco del resto del culetto. La punizione sembrava non dovesse finire mai. Le mamme ben intenzionate ad approfittare di quella occasione per infliggere alla propria figlia una punizione che valesse per tutte quelle, che l’eccessiva indulgenza sua e di suo marito le avevano risparmiato in passato, sembravano inarrestabili e continuavano a usare l’oggetto con energica determinazione sul sedere della propria figlia.
Questa intanto, a causa del bruciore insopportabile delle proprie natiche, aveva perso ogni rispetto di sé stessa e piangeva come una bambina facendo risuonare tutto il salone delle sue grida: “aihhhhhh….che maleeee…., basta mamma …. ti pregoooo…., perdonami….d’ora in poi mi comporterò bene….”. Lo strumento però continuò colpire il sedere come se niente fosse per almeno mezzora, dopo di che ciascun culetto aveva assunto l’aspetto che solitamente acquista un posteriore dopo un prolungato trattamento con strumenti usati appositamente per procurare dolore e bruciava come se la ragazza si fosse seduta su una di quelle grandi stufe roventi di terracotta che si usavano una volta. Tra loro, più di una era oggetto di corteggiamento da parte di qualche ragazzo o aveva già un fidanzato, ma ora urlavano e piangevano disperatamente con la pelle del sedere infiammata e con le mutandine ancora abbassate, mentre la mamma con l’oggetto in mano, guardava soddisfatta il risultato del suo lavoro: il sederino sculacciato a dovere si presentava infatti di un bel rosso viola con qua e là dei lividi neri e delle vescichette di colore viola più intenso di quello del resto del sedere.

Le signore che avevano più figlie femmine dopo aver finito con la più grande dovettero ricominciare con le altre che vennero punite in ordine di età decrescente. Il castigo venne risparmiato solo alle ragazze minorenni, che erano cadute pure loro nella balla dell’happy hour inventata dalle loro mamme, ma che beneficiarono di una sorta di perdono giudiziale e fu chiesto loro solo di promettere di non farlo più. Comunque avevano visto distintamente quello a cui sarebbero andate incontro se, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, non avessero rigato dritto. Per le altre le mamme non fecero parzialità e alla fine comunque tutti i culetti puniti erano viola e bruciavano al punto che uno si sarebbe chiesto come mai non fumassero.
Dopo il fragore delle sculacciate, dei pianti e delle urla che avevano riempito la casa di una musica assordante, il concerto finalmente ebbe termine. Tutte le ragazze tentarono di porre un freno alle lacrime e di asciugarsi le guance nonostante l’acuto bruciore che proveniva dalla pelle infiammata del culetto.
A questo punto però per le ragazze la punizione non era finita del tutto. Infatti ad esse fu ordinato di stare per un’ora in ginocchio faccia al muro con il sederino bene in mostra, con il divieto assoluto di massaggiarlo, affinché tutti potessero vedere e commentare quanto fossero state efficaci le sculacciate. In proposito però il convincimento che le mamme avessero fatto un ottimo lavoro fu generale. Ad esempio una signora disse: “io ho visto più di un culetto sculacciato: generalmente è rosso come un pomodoro maturo, ma questi sono viola, con diversi lividi e anche qualche piccola piaga.” Un’altra signora pure disse la sua: “io con mia figlia che frequenta il primo anno di università, ma non ha nessuna voglia di studiare, ho usato più di una volta il battipanni sul sedere scoperto, ma non ho mai ottenuto risultati così ragguardevoli.”
Intanto furono poche le ragazze che in poco tempo riuscirono a smettere di piangere; la maggior parte continuò a singhiozzare per una buona mezzora.

Durante il tempo che le ragazze trascorsero in ginocchio faccia al muro, le signore si sedettero attorno a un tavolo per conversare del più e del meno. Inevitabilmente finirono per lamentarsi del cattivo comportamento delle proprie figlie e di quanto inadeguate fossero le punizioni che esse ricevevano rispetto a quelle che avrebbero meritato. Così, si misero d’accordo fra di loro di non lasciare passare troppo tempo prima di ritrovarsi tutte insieme per sottoporre le loro pestifere ragazze a un’altra bella ripassata.
Finalmente si fece ora di andare a casa. Le ragazze si rivestirono e si salutarono con un bacetto sulle guance ancora bagnate dalle lacrime. Avevano ancora il viso congestionato e gli occhioni umidi e pensavano a quanto tempo sarebbe dovuto passare prima che potessero nuovamente sedersi senza fare smorfie di dolore. Una volta a casa ciascuna di loro, dopo essersi spogliata, per prima cosa controllò con cura i danni subiti dal proprio posteriore che avrebbe massaggiato a lungo delicatamente dopo averlo cosparso con una dose abbondante di pomata lenitiva, di cui lei e le sue amiche tenevano sempre almeno un vasetto dentro il comodino accanto al letto, anche per far fronte alle sculacciate ricevute dal fidanzato o dal ragazzo per quelle che lo avevano. Inutile dire che la notte successiva alla punizione e un certo numero di quelle che sarebbero venute le ragazze punite avrebbero dovuto dormire a pancia in giù.

mammaallantica

Come realizzare le fantasie sessuali?

Quanti uomini hanno desideri sessuali particolari, desideri che non osano nemmeno confessare alle proprie partner? Quanti uomini hanno voglia di trasgressione, hanno voglia di esperienze nuove e vivono frustati? Che poi questa frustrazione non è qualcosa che coinvolge solo l’ambito sessuale. L’uomo frustrato non rende sul lavoro e nella vita in generale, diciamo che vive una vita a metà e che quindi non è felice. E chi non è felice non produce bene e non vive bene.

La soddisfazione sessuale, piena e completa, è importante per vivere sereni. E per soddisfazione sessuale, cari amici, non intendo solo il fatto di eiaculare un certo numero di volte a settimana. Assolutamente no.

Intendo invece il fatto di vivere e realizzare le fantasie erotiche più profonde e più trasgressive, tutte. Ma come si fa a convincere la propria moglie o fidanzata? Qualche volta potrebbe anche essere possibile e magari conviene fare anche dei sondaggi scherzosi, per vedere come reagisce la propria dolce metà (ovviamente discorso che vale solo per chi una dolce o meno dolce metà ce l’ha, per gente solitaria come sono io non vale).

In caso di una risposta non completamente negativa si potrebbe pensare di approfondire l’argomento , ma, in caso contrario, meglio lasciar perdere. Il fatto è che una donna normale ha paura di abbandonarsi ai suoi istinti sessuali per la semplice ragione che teme di essere etichettata come una puttana, scusate il termine.

Purtroppo è la nostra cultura che ci fa arrivare a queste conclusioni ma non sono qui per fare un trattato storiografico o antropologico (queste cose le lasciamo al grandissimo Roberto Ginocchi). Penso invece che la soluzione a questo grande problema siano le escort. Una escort è sempre in grado di soddisfare le fantasie sessuali più profonde e intime di un uomo, ovviamente se si ha l’intelligenza di sceglierla bene.

Non tutte le escort sono uguali, per questo è importante scegliere un portale giusto per selezionarle. Io l’altro giorno ero a Napoli in vacanza (ho degli amici che volevo vedere) e mi sono concesso 2 ore di puro piacere. Mi sono chiesto: i tuoi desideri più nascosti diventeranno realtà con una escort a Napoli?
E poi ovviamente sono passato all’azione…ecco, se anche tu hai dei desideri nascosti, delle fantasie che non riesci a vivere, affidati alle escort. Sarai più felice, lavorerai meglio e ne guadagnerà l’economia. Sarai più gentile e disponibile con tua moglie e quindi persino la tua relazione ne trarrà beneficio!

Segaiolo.

Sculacciate in famiglia

Un bel racconto di sculacciate in famiglia che ci regala Alternativa1990. Buona lettura.

“vieni qui tu perchè se ti prendo io le prendi e stavolta le prendi con il battipanni!!!”
“col ca**o,vieni tu a prendermi se ci riesci”
“scappa scappa perchè se ti acchiappo sono guai, guai molto seri”
“” “” “” “” REWIND…….
ecco questa che cerca di acchiappare sua sorella minore sono io “alternativa1990”.
Queste affermazioni sono uscite dalla mia e soprattuto dalla sua sporca boccaccia,sempre tra parolacce ed imprecazioni.
Ok ma facciamo un po di ordine.
All’epoca avevo 23 anni e mia sorella 20 era uno spirito libero,mio fratello era partito per andare all’estero a fare carriera e i miei erano in ferie dopo un lungo e snervante periodo lavorativo.
Eravamo sole in quella mega villona senza neanche i domestici, avevano avuto il weekend libero dai nostri genitori ed il comando era stato affidato a me.
23 anni tesi da fare,avere una media decente previa sculacciate e sorellina a cui badare ma data la sua età e la sua voglia di fare,girare,sbrigare e cacciarsi nei guai non era tutto rose e fiori.
Era una fredda mattina d’aututnno e noi ci stavamo bellamente crogiolando nei nostri letti,io non dovevo perdere neanche un minuto troppe cose da fare e poco tempo per farle.
Dopo una mezzoretta di relax ho deciso di alzarmi e continuare quella fatidica tesi, Sara invece era ancora nel letto che dormiva della quarta.
Era stata appena sospesa da scuola per un comportamento non proprio esemplare e mamma prima di partire le aveva impartito proprio una bella lezioncina a suon di sculacciate e messa fino a data da definirsi in castigo quindi niente tv,niente telefono ma soprattutto niente festa.
Si! festa proprio quella a cui sarebbe dovuta andare con i suoi amici per festeggiare il compleanno della sua migliore amica e che sarebbe avvenuta vicino casa nostra di li a breve.
Bando alle ciance e andiamo avanti…
Inizio a studiare,scrivere,rileggere e ricorreggere quando mi scappa l’occhio è quasi mezzogiorno e quella disgraziata non si è ancora alzata.
Mamma ci aveva affidato diversi compiti: a me preparare una tesi esemplare e badare a mia sorella usando qualunque mezzo per farla rigare dritto e a Sara di pulire la casa e preparare da mangiare, inutile dire di fare i compiti e rispettare il castigo impartitole.
La tesi mi sta facendo diventare pazza e il mio umore è tutt’altro che tranquillo e quando sono così meglio starmi alla larga, sembro quasi mia madre in questi giorni scorbutica e severissima.
Io voglio un grandissimo bene a mia sorella l’ho sempre difesa anche per altre punizioni di mamma prendendole io al posto suo o facendo cose io per lei ma stamattina mi ha fatto prudere troppo le mani e quindi quando ce vo ce vo!
Entro nella sua camera e la vedo che ancora dorme tranquillamente(notare che avrebbe dovuto alzarsi alle 8.00 per fare le faccende)
“Saraaaaaaa allora è dalle 9.00 che sono in piedi a fare la tesi e le tue cose ti degni di darmi una mano o chi?”
Mia sorella si è stupita molto del mio ingresso in camera ma data la mia condizione d’essere alla fine ha capito che stavolta ero seria.
Però come al solito ha avuto il suo atteggiamento strafottente e repellente.
“ma siiii tranqui ora mi alzo e faccio, mamma mia quanto rompi le palle”
io che non sopporto il non far niente e la spavaldaggine mi avvicino a lei con fare minaccioso,la prendo per un braccio me la sistemo sulle ginocchia e le assesto qualche bello sculaccione per calmarla.
“ohhh ma che cazzo vuoi sei impazzita? Che cazzo ho fatto volevo solo dormire un po di più del solito.”mi diceva cercando di divincolarsi tra le mie gambe.
SCIAF SCIAF SCIAF
“ti ho sempre insegnato che a me non ti rivolgi così male signorinella,sono tua sorella ed esigo rispetto capito?”
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF
Continuavo a colpirla con forza ed il suo culetto si faceva sempre più rosso come lo deve essere durante una punizione.
Dopo una mezzoretta di danza del suo sedere,ha iniziato a piangere e supplicarmi di smettere.
“ti prego basta ora mi vesto e faccio tutto quello che devo fare, te lo prometto scusami fes ti prego ma tu smettila!!!”
“ok ti do 5 minuti e se non ti presenti giù prendo la cucchiarella e te la dovrai vedere con quella CHIARO??”
“sisi arrivo subito”
Aveva parecchia paura di quella e del battipanni perchè l’ultima volta che mamma li aveva usati non si era potuta sedere per una settimana.
Potrà sembrare che la lezione le sia servita? E invece NO! Disubbidiente,strafottente ed insolente di una ragazza, e si che mamma quando alza le mani non ci risparmia, ma lei non ha ancora imparato a stare buona e deve sempre fare come cavolo vuole lei.
Eh ma stavolta non la passa liscia,basta essere la sorellona brava e gentile ora si cambia registro!
Una volta uscita dalla sua stanza io mi dirigo verso il tavolo per continuare la tesi mentre Sara la sento che si prepara per venire giù,ma quello che mi ha stupito ancora di più è stata sentirla parlottare qualcosa.
Mah, ho pensato avesse qualche problema ed invece altro che problemi e problemi era al telefono con la sua amichetta,allora mi sono avvicinata a sentire ciò che stavano dicendo prima di sbraitare nuovamente nella sua camera.
“quella puttana di mia sorella è entrata in camera mia che stavo dormendo madonna mia chissà,per una volta che lo faccio non casca il mondo ma per lei invece è cascato e non solo quello.
Si si esatto mi ha sculacciato a 20 anni come se fosse mia madre….mmmm che nervi e che zoccola! La odio la odio e la odio, ma stavolta se la vedrà lei con mamma quando vedrà che la sua tesi non è stata svolta e soprattutto che non ha badato a me lasciandomi andare alla festa e non facendomi rispettare il castigo”
Si perchè siccome la mamma lo sa che la difendo a spada tratta tutte le volte se la lascio andare alla festa vuol dire che non rispetto il comando dato dalla mamma e le busco io.
Ma stavolta sarà diverso….
“va beh comunque ora è meglio che vada ci troviamo alla festa alle 23.15 vicino al bar ok? Baci baci a stasera”
Cosaaaaa??? Festa??? sisi ma alla festa andrai sarà il dopo la vera sorpresa!
Dopo quello che ho sentito so come prepararmi,facendo innanzitutto una copia della tesi su un’altra chiavetta e verso le 22 salutare Sara per mandarla a letto e prepararmi sulla sedia di fronte alla finestra di camera sua con un battipanni in una mano,uno stroppino e una cucchiarella nell’altra a luce spenta pronta a farle la grande sopresa al rientro dalla festra attraverso la sua finestra.
Ok ci sono sono pronta.
Inizio a scendere per andare a scrivere la tesi e dopo 10 minuti la vedo scendere.
“allora sono passati 10 minuti che cavolo stavi facendo su?”
“scusa scusa stavo sistemando la mia camera già che ero su. Ora preparo il pranzo e poi finisco le faccende ok? Comunque mi hai fatto tanto male per una cavolata così. Comunque fai bene a darmele quando me le merito.”
ma che lecchina aiuto non credevo fosse capace di tanto e poi l’ultima frase è spettacolare,ma fami il piacere pensavo tra me e me.
“si infatti da oggi cambiamo registro signorina. Ora fai il pranzo che dopo mangiato io devo andare in emeroteca per fare una ricerca e al mio rientro voglio trovare la casa pulita e linda ok?”
“sisi ok ok”
Il pranzo è tranquillo non una parola non uno sguardo,niente di niente.
Finito Sara si alza sprepara,lava i piatti e rassetta la cucina,mai visto faglielo fare senza dirglielo.
Va beh vediamo quanto la commediante è brava a fingere…
Si sono ormai fatte le 16 ed io mi preparo per andare in biblioteca.
“Sara io vado starò almeno una paio d’ore di sicuro anche di più forse comunque quando torno voglio trovare la casa pulita e la cena pronta ok?”
“sisi tranquilla ora vai e non preoccuparti di niente faccio tutto io”
“ah guarda che lascio qui tutto tanto il computer non mi serve,non toccare niente perchè ho la tesi in corso d’opera e non voglio che succeda niente capito?”
“si tanto io ho da fare per tutto il pomeriggio, a stasera sorellona”
“ciao tesoro”
Esco di casa e lascio tutto andare come deve andare tanto ha capito che oggi non c’è tanto da scherzare e io non ho tempo da perdere devo fare la tesi e questo è il mio primo pensiero!
Arrivo e inizio a fare la tesi pensando a cosa starà facendo a casa,ma di sicuro avrà già manomesso la mia tesi per farmela pagare per stamane.
Finisco la ricerca e sono già le 19.30 la chiamo e le dico di mangiare qualcosa che io prendo un pezzo di pizza li vicino e vado a fare la spesa già che sono fuori e poi arrivo.
Si sono ormai fatte le 20.30 che parto dal supermercato arrivando a casa per le 21.00 e quando arrivo effettivamente la casa era pulitissima e profumata, Sara ormai era già in pigiama(vorrei aver voluto vedere cosa indossa sotto)e stava per andare in camera sua pronta per andare a leggere,studiare e fare qualche compito per la settimana ventura.
“ok sorellona io vado in camera a studiare e verso le 22 penso di andare a dormire”
“ok vengo dopo a darti la buonanotte ciao ciao e complimenti per la casa. Smack. Buono studio”
“grazie a dopo bacio”.
Dopo un’oretta che leggevo saggi su saggi di Simposio e Platone si sono fatte le 22.30 e salgo da Sara per darle la buonanotte e la vedo che studia matematica e storia.
“ma che brava sorellina che studia vuoi prendere le orme di tua sorella?”
“ihih eh si dopo la sospensione è meglio che studi se no mamma mi fa di nuovo il culo a strisce con quella sua bacchetta del cavolo”
“eh si è meglio comunque te le sei proprio cercate stavolta”
“eh si hai ragione”
mamma mia pensavo che con questa conversazione avesse cambiato idea pensando alle conseguenze delle sue azioni ma mi sbagliavo è proprio una bravissima attrice e allora CIAK inizia lo spettacolo.
“scusami ma ora ripasso ancora un po matematica e poi vado a nanna che domani voglio svegliarmi presto per studiare ed essere pronta se mamma quando a fine settimana torna mi interroga su quello che ho studiato.”
“ok tesoro buon fine studio e buonanotte. Sogni d’oro cucciolina”
“notte notte e buono studio anche a te per la tesi” (accennando un sogghigno).
“ciao ciao mi chiudi la porta per piacere? Grazie notte!”
“ok notte”
la vedo che rimette la faccia sui libri e poi le do un bacio sulla fronte e me ne vado.
Mi accingo ad andare a studiare e dopo 10 minuti sento dei rumori nella camera e sento che l’imposta della finestra sbatte e la grondaia scricchiola.
Come immaginavo è uscita dalla finestra scendendo dalla grondaia aiutandosi con il reticolo a rombi di legno dove si trova l’edera rampicante,tanto la festa era a 200 metri da casa.
Nel frattempo che lei pensa che non l’abbia sentita mi viene in mente di guardare il computer e la chiavetta per vedere se la tesi era ancora al suo posto, scendo accendo il pc e come apro l’icona della chiavetta era vuota.
Prevedibile e stronza,lo sa anche lei da quanto tempo ci sto dietro e voleva rovinarmi così….
Menomale ho fatto una copia su un’altra chiavetta.
Passa il tempo si fanno mezzanotte,l’1,l’1.30 e siccome non sapevo l’ora di rientro verso le 2.00 vado in camera sua a luce spenta aspettandola al varco con gli strumenti.
Si erano fatte circa le 3.00 e sento che qualcosa si muove fuori dalla finestra.
Riconosco subito il rumore e capisco che è il reticolato dove lei loavrebbe usato per salire,quello che però non sapevo è che con lei si è portata una torcia per vedere dove mettere i piedi una volta nella camera,ma oltre a dove mettere i piedi ha visto me seduta vicino alla porta della sua caera con tre arnesi in mano.
È rimasta impietrita alla vista della mia figura e quando ha realizzato che ero io è scappata fuori nuovamente dalla finestra scendendo dalla grondaia per scappare da me e dalle mie cattive intenzioni(dice lei).
Allora siccome non sono scema prima di andare a rincorrerla nel giardino ho chiuso la finestra dall’interno, preso le chiavi di casa(da fuori non si apre)e sono corsa in giardino a prenderla.
Psssss….. ricordate le parole che erano scritte all’inizio del racconto??
Ecco ora si possono proprio citare:
“Sara vieni qui subito perchè se ti prendo io stavolta le prendi e le buschi con il battipanni!!!”
“col ca**o,vieni tu a prendermi se ci riesci”
“scappa scappa perchè se ti acchiappo sono guai, guai molto seri”
Dopo molte e molte e molte e molte volte a girare come delle pazze in giardino ecco che la sua prevedibilità esce e commette il passo falso che la porterà al patibolo.
Siccome si era stufata di correre pensa bene di salire per entrare dalla finestra della sua camera e farla franca,ma ripeto siccome non sono nata ieri io quella l’ho chiusa e quindi mi ritrovo con mia sorella appesa al 1 piano di altezza che cerca disperatamente una soluzione perchè sa che se scende da dove è salita per lei è finita!
“eheh e adesso come pensi di fare?? sono mica nata ieri cara mia e vieni giù che se cadi ti fai male”
“non ci penso nemmeno brutta stronza piuttosto rimango qui tutta notte piuttosto che venire da te ed essere sculacciata come una bimba per essere andata ad una festa”
“Sara ti ho detto di venire qui e anche celermente!”
“No”
“Si”
“No”
“Si”
“no e poi no ho detto!!!”
“guarda che se vengo io ti tiro giù per la grondaia da un orecchio chiaro?”
“tanto non riesci….”
“scommettiamo?”
1 minuto ed ero già arrampicata sulla grondaia anche io.
“ed ora come la mettiamo scendi tu o ti trascino giù a forza?”
“nono lo faccio da sola”
arrivati con i piedi saldamente a terra la prendo per un orecchio e la tiro a forza in casa,ed una volta entrate la porto direttamente in camera sua.
“ora tira su il vestito,(se così si può chiamare,pezzo di straccetto con tanga ultra sottile tipo filo interdentale…)”
“ma non ci penso proprio,chi sei tu per dirmi quello che devo o non devo fare? Mamma ti ha affidato il comando ma non è che devi essere come mamma si te stessa.”
“taci bimba io sono sempre me stessa sei tu che dovresti imparare a comportarti meglio e non fare queste cazzate e te lo dice una che ti ha sempre difeso in tutto e per tutto ed ora però basta.”
“difeso?”
“si cara la mia sorellina sai quante volte le ho prese per le cavolate che tu combinavi? Mi addossavo sempre la colpa e le buscavo da mamma,ma a te di questo non te ne è mai fregato niente e quindi ora che ho la possibilità ti ritorno tutto quello che ti doveva andare ancora anni fa! E comunque basta parole su il vestito e mettiti con le mani appoggiate alla sponda del letto. ORA e MUOVITI!”
ha capito che stavolta non ce ne erano di mi dispiace di ma perfavore e di scusa era così e basta!
Sul letto ho preparato gli strumenti che avrei usato per la punizione e quando lei li ha visti mi si è buttata addosso piangendo e supplicandomi di non usarli,ma ormai era troppo tardi.
“inizieremo con la cucchiarella,poi lo stroppino e poi dulcis in fundo il tanto tuo amato battipanni”
“no ti prego ti prego ti prego ti prego.”
“ah e poi mi sono dimenticata di dirti che devi contare ogni colpo ok?
“ascoltami ti prego non farlo ti scongiuro sarò più diligente”
“ok iniziamo”
“no ti pr”
CIAF
un rumore è risuato nella stanza e poi silenzio.
CIAF,CIAF,CIAF,CIAF
“1,2,3,4”
“auch ahia auch ahia,basta ti prego mi fa malissimo è un dolore immane!”
“ma va, ma sai quanto ne ho patito io al posto tuo disgraziata ed ora si continua e non voglio sentir volare una mosca.”
e così fino a 30 dove dopo dal solo rumore dei colpi si è iniziato a sentire un pianto infinito.
“bastaaaaaaaa ti pregooooooooooo,non lo farò mai piùùùùùùùù!!!!!”
“vai avanti a contare che è meglio per te!”
“31,32,33,34,35,36,37” e così via fino a 100.
Il culetto era ormai già diventato rosso,ma a me non bastava doveva capire che quello che aveva fatto era sbagliato e che ne avrebbe pagato le conseguenze.
“ora prendi la sedia,posizionala al centro della stanza a mettiti in ginocchio sopra di essa”
“sign,sign,sign basta ti supplico”
“mani sopra la testa e taci”
intanto che si posizionava ho preso in mano lo stroppino ed ho iniziato a passarlo sulle sue natiche già ben infuocate.
“di questo sono 50 capito?”
“si”
“conta”
SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF……..
Dopo circa il 25° Sara inizia a strillare dopo ogni colpo.
“Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh,mi fa maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee non ce la faccio più!!!!!”
“vedi cosa vuol dire provare dolore? Io ne ho provato il doppio per colpa tua e soprattutto di cose di cui non centravo niente!”
“lo so mi dispiace,racconterò tutto a mamma e vedrai che mi sistemerà lei per le feste per questa storia ma tu smetti di sculacciarmi”
SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF
“eh no cara non è ancora finita con la bacchetta e dopo ricorda che hai ancora il battipanni da assaggiare”.
“no quello no me ne hai già date abbastanza ti prego quello no”
SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF
“ed invece sarà proprio quello con cui dovrai riflettere sull’azione più sbagliata che potessi fare…”
“cioè?”
SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF
“la mia tesi stupida ragazzina,sai che se non ti avessi sentito parlare al telefono che volevi cancellare e se io non avessi fatto una copia ora tutto il mio lavoro di cui è molto tempo che ci sto dietro sarebbe andato tutto in fumo ed avrei dovuto rifarla da capo e perdere altri mesi ,saltando così la discussione per la laurea di gennaio?”
“mi dispiace volevo fartela pagare per stamattina”
“ma per una cosa di cui eri nel torto marcio? Vedi sei proprio una bimba ed è così che devi essere trattata, sculacciata a sedere nudo sulle ginocchia di mamma e mie! Ora alzati dalla sedia e stenditi sul letto,ultima sculacciata e questi saranno 100!”
Sara non ha osato proferire parola si è messa sul letto affondando la testa nel cuscino e piangendo come una fontana aspettando di ricevere la sua meritata punizione.
“sei pronta? Contali tutti ed ad alta voce,se sbagli ricomincio chiaro?”
“si ho capito”
SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,
“bastaaaaaa sto morendo dal maleeeeee ti prego basta mi stai uccidendo mi brucia infinitamente bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF,SCIAF, e così via fino a 100.
Non ne ha saltato né sbagliato uno troppa paura che ricominciassi.
“ed ora alzati,mettiti con la faccia al muro le mani alzate,non toccarti e stai li finchè non ti chiamo io. Rifletti su ciò che hi fatto e ricorda che ho fatto tutto questo per il tuo bene.”
“ok”
Prendo gli arnesi,esco dalla sua camera e mi preparo una tisana ormani erano quasi le 05.00.
Dopo 20 minuti risalgo in camera sua e la vedo che piange ancora disperata.
“Sara basta ora calmati e vieni via di li,vieni sul letto e cerca di chiudere gli occhi. Alla mamma non diremo nulla di questa cosa e se chiederà come mai hai il culetto così rosso le dirai che ti ho sculacciato perchè avevi studiato poco ed io mi sono arrabbiata anchè perchè sai che se infrangi il castigo di mamma quella ti riduce il culo a strisce e ti somministra il clistere di punizione vero?”
“si infatti lo so e comunque dopo tutto grazie,sign sign sei stata molto severa ma ho preferito te che mamma”
“ora basta frignare buttati giù e fai bei sogni e soprattutto domani mi dedico solo a te e studiamo per l’interrogazione e le verifiche che dovrai fare…”
“ma con la tesi?”
“tu non preoccuparti mi sono portata avanti oggi e comunque tu sei la mia sorellina ed io devo aiutarti ok?
“ok grazie 1000 sorellona ti voglio bene”
“ora riposa che domani sarà una lunga giornata di studio ti voglio bene anche io. Buonanotte tesoro mio.”
“dolce notte a te”
Finita la conversazione sono uscita dalla camera lasciando Sara da sola con i suoi pensieri ed il suo male,mi sedetti al tavolo e continuai la tesi fino alla tarda mattinata lasciando dormire così Sara,che una volta svegliata, mi venne accanto dicendomi che era pronta per lo studio.
Studiammo tutta la mattina e una volta ritornata a scuola le interrogazioni andarono tutti benissimo.
Eh brava la mia sorellina, dopo qualche sculaccione ha finalmente capito come comportarsi.

PANE E NUT…….

Il bel racconto di oggi è stato scritto da Stefi. Buona lettura.

Stavolta era proprio nei guai. Stef dei guai ne sentiva l’odore anche a distanza e stavolta era proprio nei GUAI.
Lunga sul lettino del pronto soccorso con una flebo attaccata al braccio cercava di riprendersi dal suo ultimo malore da ipoglicemia , solo che stavolta era stato davvero grave e essendogli accaduto in studio avevano chiamato l’ambulanza…..e Marco, che nello stesso momento era atterrato all’aeroporto, di ritorno da un viaggio di affari di 5 giorni a Los Angeles.
Prima di partire Marco glielo aveva detto chiaro: non doveva dimenticarsi di mangiare , dato che era quella una cosa che Stef faceva di malavoglia , soprattutto se si e’ sotto presentazione della denuncia dei redditi e nello studio c’e’ il delirio.
Erano stati 5 giorni relativamente tranquilli; lavoro, le telefonate di Marco, le telefonate della suocera che in tutti i modi aveva provato a invitarla ai pasti principali allertata da Marco e la tanta nostalgia di quando rientrava a casa e era da sola senza Marco. Non sopportava di averlo lontano.
Il cibo era passato in second’ordine ; e ora ne pagava come al solito le conseguenze.
Stef tesoro…- Sua suocera era spuntata in camera e la guardava con un misto di tenerezza , apprensione e rimprovero – cosa hai combinato ??? Marco e’ furioso, mi ha chiamato dall’aeroporto, di correre qui per non farti stare da sola, mentre lui recuperava i bagagli e l’auto…-
Non e’ nulla Sara, solo un calo di zuccheri, tempo una mezz’oretta staro’ benissimo….-
Ti avro’ invitato una decina di volte per venire a mangiare a casa … adori come cucina Luisa… lei sa cosa ti piace …-
Sara al lavoro e’ un brutto periodo e poi…. senza Marco…. –
Ok tesoro , ma dovrai trovare una buonissima scusa per questo malore … a Marco si vedeva il fumo che usciva dal naso anche per telefono, questa non la passi liscia sai…-
Non e’ grave …sto benissimo… cosa posso farci se non ho mai molta fame??.
Stef….-
Marco sulla soglia della stanza la squadra da capo a piedi. E’ indeciso se ucciderla li’ tra tutti quei testimoni o portarla a casa e poi…. ucciderla. La telefonata del suo amico, nonche’ capo di Stef, in cui lo avvisava che Stef stava andando al pronto soccorso dato che era svenuta e non riuscivano a farla riprendere , gli aveva tolto almeno 10 anni di vita.
Sara cerca subito di calmarlo conoscendo il figlio – Tranquillo non e’ nulla , ora passera’ il dottore e ci dira’ quando potremo portarla a casa. Sono cose che succedono e ora Stef deve stare serena –
Stef non sa dove guardare… effettivamente Marco faceva il fumo dal naso e anche un po’ dalle orecchie. Riesce solo a dire- Sto bene… non e’ niente-
Mentre Marco si avvicina e le da un bacio tra i capelli, piu’ per non strozzarla che altro; entra un dottorino :
Lei e’ il marito??? Dovrebbe stare piu’ col fiato sul collo a sua moglie sa… non e’ che stia male… le sue analisi sono buone tranne che per il quadro ….diciamo cosi’ …. Energetico. Signora da quale campo di concentramento e’ fuggita di recente??? E’ anemica … di vitamine il suo sangue non sa nemmeno l’esistenza e la glicemia chiaramente e’ a livelli bassissimi… non so neanche come faccia a camminare,-
A quel punto Marco oltre al fumo sputava anche fuoco dagli occhi e Stef tentava di farsi piu’ piccola di quello che era .
COsa si puo’ fare dottore???- Sara tentava di mettere una pezza aspettandosi l’esplosione di Marco da un momento all’altro.
DEVE MANGIARE… FARE UNA VITA TRANQUILLA PER UN PO’… NIENTE PALESTRA… NIENTE SPORT… SOLO CIBI MOLTO CALORICI… VERDURA BEN CONDITA , FRUTTA SECCA… CIOCCOLATA…. INSOMMA IL PARADISO DI UNA DONNA NO???-
Tranquillo dottore ci penso io- disse Marco
Consiglierei anche delle iniezioni di ricostituente ottime in questi casi e anche della pappa reale …-
Ok Dottore, ci segni le iniezioni, faremo tutto quello che si deve-
Signora le do anche dei giorni di malattia cosi’ stara’ un po’ a casa senza stress … la sua anemia lo richiede se non vuole fare infusioni di ferro che a volte danno dei fastidiosi effetti collaterali-
Stef cerca di ribattere di non volere nessun giorno di malattia ma Marco la fulmina , incenerisce , e disperde le sue ceneri con un a sola occhiata. Stef decide che il silenzio in quel caso sarebbe stato di platino e non d’oro.
-Possiamo portarla a casa??? –
-Si certo mando qualcuno a togliere la flebo, ma signora si ricordi: deve mangiare altrimenti ci rivedremo qui presto e allora si dovranno prendere altre misure, chiaro????-
Il tragitto verso casa in macchina fu silenzioso e pesante. Ogni tanto Marco la guardava per vedere se stesse bene e poi si rituffava nei suoi pensieri grigi.
Una volta in casa le dice di filare subito a letto e lei non fa commenti e scappa via.
Dopo aver dormito un’oretta Stef si sveglia sentendo delle voci in casa; si alza e trova in soggiorno sua suocera , suo suocero, Marco e la mitica cuoca dei suoceri, Luisa.
Come stai Stef?- il suocero cordiale e affettuoso se la tira tra le braccia ; a lei piaceva, sembrava un po’ Marco con 30 anni di piu’.
Sto bene … non e’ successo nulla … non esageriamo…-
Abbiamo portato un sacco di spesa e tante cosine pronte buonissime che ha preparato Luisa che e’ voluta venire per accertarsi che Marco sappia come scaldarle. Accidenti pero’ pulce (anche il suocero la chiamava cosi’) nella dispensa per quanto era vuota c’era l’eco e il frigo sembrava piangesse di commozione quando ha visto le prime cose che gli abbiamo messo dentro- e detto questo scoppio’ in una risata roboante .
Non ti preoccupare papa’ ora ci penso io a lei… mangera ’ con le buone o con le cattive….- e mentre diceva CATTIVE a Stef si aprirono scenari infernali davanti.
Ok togliamo il disturbo ragazzi, Marco seguila un po’ di piu eh… il ricostituente con tutto il necessario per le iniezioni e’ li’, tu sai farle quindi…- Sara le dette un buffetto sulla guancia… luisa e suocero un bel baciotto e sparirono in un attimo.
Era rimasta sola con Marco. Con Marco incaxxato da morire. Con Marco a cui tutti avevano praticamente detto che lui era stato poco attento. Ahi ahi ahi. Ora erano dolori.
Ti senti meglio davvero???-
Stef per un attimo va nel panico. Se gli avesse detto di si l’avrebbe punita subito era sicura… ma se avesse detto di no… l’avrebbe rispedita a letto, soffocata di attenzioni e poi…. punita.
Si Marco sto bene te l’ho detto …state esageran…..-
Ok allora vai in camera spogliati nuda e mettiti all’angolo con le braccia sulla testa fino a quando non arrivo; -
Marco ti prego…-
Fila in camera Stef o ne prenderai il doppio e ti garantisco che il doppio di quello che penso di farti non lo reggeresti-
Stef sparisce in corridoio, arriva in camera, si spoglia e si mette al suo angoletto come ordinato. Le lacrime gia’ iniziano a scenderle ;
Sente Marco entrare circa mezz’ora dopo, quando lei gia’ si e’ maledetta migliaia di volte per non essere mai andata a fare spesa in quei giorni, per aver deluso Marco, per aver messo tutti in pensiero.
Ok Stef…. Lunga sul letto sui due cuscini… sedere bene in fuori… stavolta le prendi con la cintura… in questi anni non l’ho mai usata ma ora e’ davvero indispensabile… non pregare … non urlarmi di smettere… perche’ tanto le prenderai tutte… senza pieta….’ e poi parleremo del resto-
Stef esegui’ gli ordini terrorIzzata…. Aveva appena finito di sistemarsi che Marco inzio’.
CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAF CIAFCIAFCIAFCIAFCIAf
Un delirio di colpi si abbatte sul suo sederino, forti, veloci, dolorosissimi. Dopo i primi in cui prova a resistere si lascia andare e piange tanto, chiedendo scusa a Marco, cercando di intenerirlo ma non ci fu verso. Ne prese davvero un numero spropositato(verso i 70° colpo aveva smesso di contare mentalmente….e la fine era ancora parecchio lontana) , che alla fine non le sentiva arrivare quasi piu’ per quanto dolore aveva.
Quando Marco smette di punirla, ormai non ha piu’ neanche la forza di muoversi. Gli occhi gonfi di pianto , il respiro mozzato dai singhiozzi. Lo sente uscire dalla stanza senza dire una parola. Rientra poco dopo con un bicchiere di succo con una cannuccia.
Tieni pulce….bevi… e’ fresco….- Stef beve senza fare un fiato tra singhiozzi ormai senza lacrime. Marco prende un asciugamano umido e glielo stende sulla parte martoriarata… ne prende un altro sempre umido e facendo con delicatezza glielo passa sul viso arrossato dal pianto , sugli occhi , sulla fronte, che poi inizia a coprirle di baci.
Mi dispiace pulce ma era davvero necessario, ho avuto cosi’ paura dopo la telefonata che se te le avessi date appena arrivati a casa ti avrei fatto le vesciche…. Invece ora te l’ho fatto solo blu… Non devi mai piu’ fare una cosa del genere altrimenti non potro’ mai fidarmi di lasciarti da sola… sei adulta e sai che gia’ pesi come una piuma d’oca…. Abbiamo anche parlato di avere un bambino, ma se tu non sei in forze come si fa??? Mi prometti che mangerai un po’ di piu’ e soprattutto che te ne ricorderai???-
Si amore te lo giuro…. Mangero’ di piu’ … tutto quello che mi metterai nel piatto… in questi giorni….senza te… io quando non ci sei…. Sono triste e mi si chiude lo stomaco…..-
Il che e’ tutto dire eh…-
Si ma non succedera’ piu’…. Se tu partirai io andro’ a mangiare dai tuoi…. Te lo prometto-
Ok pulce… comunque sei in punizione…. Ogni mattina appena alzati e ogni sera prima di andare a letto , per una settimana , prenderai 5 colpi di cintura tanto per non dimenticare… e da oggi farai colazione e chiuderemo la serata con una bella fetta di pane e nutella…. Ti piace la nutella giusto??? Pensa tu che roba…ci sono donne che ucciderebbero per avere una punizione cosi’…-
Ok amore…-
E ora facciamo la prima iniezione … ne dovrai fare 6, prendo l’occorrente….-
No ti pregooooooo… mi fa troppo male ancora….-
Meglio amorino… pulcetta mia….cosi’ non sentirai ne’ l’ago… ne’il liquido che entra…- e con un sorriso quasi malefico si precipita a prendere tutto quello che occorre per torturarla ancora.
Stef pero’ e’ felice…lui e’ li’…. Si prende cura di lei…e aveva parlato di avere un bambino… Non subito eh… anche la sua ginecologa le ha detto che avrebbe dovuto prima un po’ rafforzarsi , ma lo avrebbero avuto presto…. E aveva un motivo in piu’ per mangiare… oltre a Marco e a… una cintura di cuoio marrone!!!!