Archivi del mese: aprile 2014

Se monete non hai le fessure ci darai!

Mi chiamo Susy. Prima del matrimonio facevo la cubista nei locali e, dietro le quinte, di cazzi ne avevo visti e presi parecchi. Dopo sposata mi ero ripromessa di cambiar vita anche se... quando sei puttana nell'indole prima o poi tale natura in qualche modo inevitabilmente riaffiora. Provai a fare la brava ragazza trovandomi anche un lavoro d'ufficio. Il mio vestiario provocante alimentava i commenti pesanti dei colleghi che ci provavano pressocchè di continuo ma fin lì tenni la situazione a bada. La sera riabbracciare mio marito mi faceva resistere sulla buona strada. Ma, come si suol dire, l'occasione fà l'uomo ladro. Come tutti i giorni, terminato il lavoro, uscì dall'ufficio dirigendomi verso l'auto. Misi in moto ma la vettura non partiva. Non ci ho mai capito niente di meccanica di automobili così chiamai mio marito Piero sul cell. intorno alle 18,30 e gli dissi:"L'auto mi ha piantata in asso puoi venire a prendermi tu?" sicura che sarebbe venuto ma lui rispose:"Mi dispiace cara ma proprio oggi ho un'importante riunione di lavoro tra pochi minuti, prendi un taxi". Merda! Che nervi! Scesi dall'auto ma non c'era anima viva. A un tratto comparvero praticamente dal nulla due tizi con marcato accento siciliano, uno dei due disse:"Signora bella serve aiuto?", risposi:"Si, si è rotta l'auto, non sò come tornare a casa". L'altro rispose:"E qual'è il problema, venga con noi, l'accompagniamo noi a casa". Si sà che una donna sola che accetta il passaggio da due sconosciuti non è certo una brillante idea ma del resto non sapevo proprio come fare e così corsi il rischio. Una volta in auto cominciarono con le allusioni, uno disse all'altro:"Mmm vedesti Johnny che bella signora abbiamo con noi stasera?". L'altro rispose:"Vidi vidi Franchino" e aggiunse:"Bella femmina come ti chiami?", risposi:"Mi chiamo Assunta o Susy, come preferite". Aggiunsi:"Abito in via della croce, sapete dov'è?". Franchino rideva e disse ironicamente:"Signora bella, la vita è una croce!". Vedendomi preoccupata Johnny disse:"Signora! Pallida ti facesti! Perchè mai?", risposi:"Ma questa non è la strada di casa!". Franchino esclamò:"E no, temo proprio di no". In quel momento realizzai di esser fottuta e, come vedrete in seguito, in ogni senso. Johnny, che era alla guida, fermò l'auto di colpo e disse:"Allora, numero uno vediamo cos'hai in questa borsa!". Me la strappò di mano e la diede all'altro che iniziò a frugare dentro. Dopo pochi istanti Johnny disse:"Minchia! ma non c'è niente qui dentro, solo dieci euro di merda!". Mi giustificai dicendo:"Sapete com'è, devo ancora prendere lo stipendio". Franchino ci ricamò sopra:"Hai sentito Johnny la signora qui presente deve ancora prendere lo stipendio ah ah ah". Johnny affermò:"Ti soccorremmo dopo che la tua auto ti piantò e tu vuoi ringraziarci con 10 euro?". Mi agitai:"Vi prego sono stanca voglio andare a casa, sono una brava donna, lasciatemi in pace". Franchino scoppiò a ridere:"Cosa? una brava donna? Ah ah ah con quella faccia da zoccola?". Mi sfuggì un:"Ora non più...". Altra risatona di Johnny che obiettò:"Ora no? Allora prima lo fosti! Se prima lo fosti lo sei anche ora!". Franchino dispose così:"Bene, ti accompagneremo a casa perchè siamo dei gentlemen ma prima ci devi pagare e non certo con 10 euro! Con quelli ci puliamo 'o culo!". Strepitai un pò:"No no... basta! Fatemi scendere!". Johnny disse:"Stà buona, regoleremo la faccenda in un posto molto carino". Mi condussero in un locale abbandonato. Ormai in trappola provai a vedere se si fossero accontentati di vedermi solo un pò nuda. Mi spogliai restando solo con i vistosi e provocanti tacchi rossi. Mostrai le fessure che scatenarono i loro arditi commenti. Johnny disse:"Ah! Guarda un pò che pezzo di femmina!". Franchino esclamò:"Mmm mi si è fatta bella dura la minchia!". Ero preoccupata da quei delinquenti ma l'adrenalina mi salì a mille e vederli così eccitati me la fece bagnare di brutto specie ricordando i mitici tempi del cubo in cui decine di uomini, raccolti in pochi metri, si arrapavano sbavando per me.


Tutto sommato non erano nemmeno brutti quei due manigoldi. Mi venne una bella voglia di sottofondo di scopare anche se cercai fino all'ultimo momento di resistere alla tentazione reprimendo gli istinti e respingendo temporaneamente le loro audacissime avances. Alle sensazioni già presenti di timore e arrapamento si unì quella della rabbia per il fatto che il marito non era venuto in mio soccorso dando priorità ai suoi impegni. Fu così che, pur manifestando una lieve resistenza a cedere, iniziai a sbocchinare a turno quei cazzoni bramosi di piacere. Lo feci per un pò, poi uno di quei cazzi iniziò a sfondarmi il culo alla grande. Ero ormai in loro potere e in preda al piacere. Dopo un pò si scambiarono e così mi beccai dentro anche l'altro. Gli piaceva nel culo a tutti e due e nel culo fu. Lo prendevo e naturalmente sbocchinavo. Spompinando uno a cavalcioni dell'altro come una troia raggiunsi un intenso orgasmo. Poi ciucciai ancora i loro cazzi ormai sul punto di esplodere. Una doppia dose di sborra mi allagò bocca, viso e seno. Cercai di ripulire accuratamente le aste con la lingua mentre loro mi davano in tutte le maniere della puttana. Dopo che i loro coglioni si svuotarono completamente cercai di ricompormi. Mi indicarono una toilette dove avrei potuto ripulirmi un pò. Li guardai e dissi:"Sono stata brava? Adesso posso andare a casa?". Risposero all'unisono:"Bravissima fosti! Certo che puoi andare a casa, ti accompagniamo noi". Stavolta seguirono la strada giusta e finalmente giunsi, a notte fonda, nei pressi della mia abitazione. Vedendo che rientravo mio marito aprì la porta, uscì fuori e chiese:"Cara, tutto bene?" ed io:"Si, questi due signori si sono gentilmente offerti di darmi un passaggio". Piero li ringraziò e i tizi salutarono e si allontanarono. Johnny, andando via, esclamò:"Di nulla signore, è sempre un piacere aiutare una bella signora come sua moglie". Una volta dentro casa Piero giustamente osservò:"Ehm cara non capisco una cosa però: mi hai chiamato nel tardo pomeriggio, ora sono le 3 di notte! Come mai ci hai messo tanto per tornare?". Risposi:"Sono stanca, adesso voglio solo andare a dormire, ne possiamo riparlare domani?". Ma lui insistette:"Cosa diavolo hai combinato in più di otto ore?". Risposi:"Mah niente, quei due hanno insistito per invitarmi a cena e mi sembrava brutto rifiutare". Piero restò dubbioso. Ci mettemmo a letto, stravolta chiusi gli occhi per cercare di dormire ma mio marito affermò:"Mmm accidenti che strano odore che hai addosso, sembra quasi... quasi...". Presi la parola:"Non sembra quasi... è sborra va bene? Sai chi erano quei due? Fottuti delinquenti! Volevano soldi ma non avevo che 10 euro e così ho dovuto accontentarli con il mio corpo". Piero disse:"Oddio! Che terribile esperienza! Poverina! Ma possiamo denunciarli è stupro!" ed io:"Ma no no. Sono persone pericolose e poi non è stato così terribile, anzi...", lui chiese:"Cosa vuoi dire?", risposi:"Oh niente solo che avevano dei cazzi da paura, erano due inesauribili stalloni. Mi hanno rotto il culo più di quanto non lo sia già e fatto infradiciare la figa di umori come non accadeva da tempo. Ecco come son passate tante ore cornuto!".



















La curiosità uccise il gatto?

Il racconto di sculacciate di oggi ci viene regalato da Luca ed è davvero molto intrigante, oltre che originale. Buona lettura a tutti e grazie al bravissimo Luca!

Mia madre era oramai sei mesi che si sbrigava in cantina nel dopolavoro e nel week end aveva sempre molte cose da fare, ma una era sempre stata la sua passione e la portava avanti con dedizione e passione.
Una era la sua passione finché non scoprii mio malgrado che erano due.
Io e mia madre siamo quasi amiche o meglio lei si considera una sorella maggiore con l’obbligo dell’educazione, io una figlia che finge di avere una sorella maggiore.
Non ci dicevamo certo tutto, ma molto e da quando mio padre se ne era “fuggito” per non pagare gli alimenti fummo costrette a diventare ancora più intime, facendoci forza e dandoci sostegno l’una con l’altra.
Tutto questo per dire che se una persona che ti è vicina ti nasconde un suo progetto allora è ovvio che la curiosità ti divora come un lupo divora un pollo.
Io dall’alto dei miei 19 anni con una terza abbondante e un culetto da sogno provavo a fare gli occhi da cerbiatta per mostrare un mix di sensualità e bambinesca malizia che sapevo la faceva ridere. Rotto il ghiaccio le chiedevo a cosa lavorasse e che cosa servissero i libri di statistica e la cantina, i bulloni e i dadi.
Lei mi rispose che se un giorno l’avessi scoperto, sarebbe stato un colpo impressionante e irripetibile.
Una risposta del genere mi fece venire una voglia matta di capire di che si trattasse, ma ogni volta che mia madre si distraeva per uscire si ricordava comunque di chiudere a chiave la porta della cantina. Sapevo solamente che qualunque cosa stesse costruendo aveva a che vedere con i dadi da gioco ed era sicuramente una macchina, sia per i pezzi di ricambio che venivano comperati, sia per i rumori che venivano dalla cantina. Una macchina elettrica per l’esattezza e quando vidi entrare anche un tablet con touch screen iniziai a pensare a qualcosa di elettronico.
Che mia madre fosse una meccanica esperta lo sapevo, che avesse inventiva lo aveva dimostrato più volte, ma che tutte queste qualità potessero essere unite alla passione che immetteva nel suo progetto era incredibile.
Una volta la vidi uscire dalla cantina con la faccia rossa rossa, sudata sorrideva dicendo che aveva perso almeno due chilogrammi.
Quindi aveva costruito una specie di macchina per dimagrire e se al voleva tenere solo per se? E i segni sui polsi erano simili a quelli di braccialetti stretti stretti.
Una macchina che ti costringe a dimagrire sudando! Pensai che me l’avrebbe fatta vedere prima o poi, siamo amiche, sorelle, madre e figlia! Deve farmela vedere e se funziona deva farmela provare!
Esercizi yoga? Pilates estremo? Massaggio Ayurvedico? Stimolazione muscolare? Insomma, quanto devo morirci!?
Ovviamente scema non sono e se non posso avere soddisfazione con i metodi corretti posso ottenerli con quelli scorretti… se devo avere una madre fuori casa e una porta aperta, bhe… è solo questione di organizzarsi per tempo.
Il primo problema oltre i mie chiletti, di troppo (pochi ma troppi al tempo stesso devo dire)erano le chiavi. O le copiavo o trovavo il modo di far lasciare la porta aperta.
Copiarle era più facile ma comunque complicato, perché bisognava averle.
Mi preoccupai del problema facendo gli occhi dolci ( e mostrando il mio seno) al ferramenta che mi diede una strumentino utile a copiare le chiavi (di fatto una chiavetta pluri dentata che prendeva la forma della chiave che le poggiavi sopra così da poter poi fare agilmente la copia.
Approfittai di una doccia di mia madre per iniziare il mio piano diabolico, presi il calco delle chiavi e via di corsa dal ferramenta.
Sfruttando copiosamente il mio potere femminile ottenni pure le chiavi gratis e per gratis intendo che non ho dovuto neanche strusciarmi un poco. Meno un uomo vede la luce più fa quello che gli dici per niente eheeh, sono una diavoletta.
Aspettare di essere sola a casa era solo questione di tempo, anche se tra lezioni di tennis e gli incontri con le amiche ero sicuramente io quella che rimaneva fori di casa più a lungo, prima o poi gli impegni di lavoro avrebbero di fatto creato tutto il tempo di cui avessi avuto bisogno.
Per avere l’occasione di rimanere sola con la mia curiosità avevo rubato, ingannato e mentito. Persino le mie amiche più care erano state escluse e le avevo ingannate mentendo quando mi chiesero se sarei stata sola per fare una festicciola tra donne.
Si, sarei rimasta sola e per sola intendo senza seccature in giro, mia madre se ne sarebbe andata per quasi 6 – 8 ore ma per le mie amiche sarei stata a studiare con mia madre fissa in cucina.
Per mia madre una sono una santa (e anche per il ferramenta), ed io mi sentivo un genio.
Aspettai studiando e facendomi una doccia fredda per evitare di urlare la mia concitazione, aspettai che mia madre uscisse di casa, un bacetto sulla guancia ed un sorriso. Guardai la macchina uscire dal vialetto, girare verso la strada principale e superare il semaforo all’angolo.
Mi girai lentamente, presi le mie copie di chiavi e mi avvicinai alla cantina con lentezza obbligata e non certo per non cadere, ma per non sembrare a me stessa una bambinetta impaziente.
Sapevo che il mio cuore stava andando a mille, ma le gambe comunque scendevano i venti scalini della cantina con tranquillità cercando di capire cosa si celasse sotto il telone.
Scoprii i pesante telone e vidi una sella, dei pedali e una specie di macchina multi-braccio. Era sicuramente una macchina per dimagrire, con la ginnastica di sicuro. La posizione da prendere favoriva i muscoli del gluteo e le pedivelle erano per le cosce ed i glutei gli esercizi migliori.
La statistica, dovevo trovare che cosa centrasse la statistica. Vidi un braccio meccanico collegato ad una scodella co due dadi da gioco, i numeri della tombola e delle carte da poker.
MI chiesi a che dovessero servire, ma pensa che fossero in relazione con gli esercizi.
Decisi dopo una buona mezzoretta di provare la macchina, ero titubante perché i bracci meccanici finivano in una scatola nera che non dava la possibilità di sbirciare (e ci ho provato anche strisciando per terra).
Mi misi sulla sella seduta con le gambe ai lati ed i piedi sui pedali, accesi quindi la console con l’unico grosso bottone verde con su scritto “ON” (che genio intuitivo che sono!).
La macchina prese a funzionare e partirono subito le istruzioni.
La prima istruzione prevedeva solo un comando: “pedalare”.
Inizia così a pedalare e più pedalavo e più la macchina mostrava una barra di avanzamento, barra che avanzava sempre più lentamente invogliandomi a pedalare sempre più velocemente. Dopo neanche due minuti ero completamente madida di sudore e mi tolsi la blusa, la maglietta e la mia micro minigonna, rimasi così in mutande e reggiseno. Se avessi avuto più rispetto per me stessa avrei messo una tutina da ginnastica, ma non volevo mollare per più di un ora la macchina (tempo minimo per scegliere la tutina).
Arrivai alla mia massima velocità e sforzo possibile quando finalmente la macchina rispose con un messaggio: upload completato.
Quindi comparve un nuovo messaggio che chiedeva di poggiare i polsi alle polsiere e quindi utilizzare i mouse per orientare il cursore.
Feci come mi disse la macchina e la prima domanda che comparve a monitor un’altra istruzione.
“Dopo aver attaccato le quattro morsette a molla al disotto della tuta premere OK”.
Pensai che il software fosse da migliorare perché prima mi faceva appoggiare alle polsiere e poi mi chiedeva azioni che mi avrebbero fatto sollevare i polsi, vabbe… visto che oramai mi ero tolta tutto agganciai le morsette alle mutandine e ritornai con i polsi appoggiati al posto giusto per premere “OK”.
Comparve quindi una scritta per la scelta del training: semplice, medio, duro.
Mia madre aveva lasciato il fuoco sul “duro” e anche solo per emulazione e non sentirmi da meno, anche se sudata scelsi duro.
Comparve una nuova scelta: “obbligo a terminare?”, con due opzioni: “SI” e “NO”.
Ovviamente scelsi “SI” (ci mancherebbe) e polsi e caviglie si bloccarono in una morsa non dolorosa ma tenace e non forzabile.
A questo punto comparvero tre scelte: tombola, poker, dadi.
Io non sapevo giocare a poker e la tombola era noiosa, scesi quindi dadi.
Il computer quindi fece comparire a video un riassunto delle mie scelte.
Dadi: gioco duro.
Primo dado strumento. Secondo dado numero. Regola: somma a turno.
Fattore moltiplicativo turno*10.
Obbligo a finire.
La macchina a questo punto iniziò a muoversi spostando il mio peso in avanti, tanto che le polsiere strette mi servivano più per non cadere che per trattenermi. La sella si allontanò dai polsi, stirandomi bene la schiena (stretching iniziale?) e le gambe da accavallate alla sella finirono allineate dietro (insomma a pecora, più o meno).
Comparve sul monitor una scritta: “turno uno”.
E venne lanciato il primo dado: 2.
Un secondo di clessidra (un windows è sempre un windows) e comparve la scritta: PADDLE CUOIO.
La curiosità e un lieve timore mi si descrissero in mente… che COSA!
Venne lanciato il secondo dado: 5 un secondo di clessidra e divenne: 5 * 1 * 10 = 50.
In men che non si dica ricevetti in successione di due secondi l’uno dall’altro ben 50 sculacciate sulle mie mutandine rosa. Avevo la faccia così rossa che la sentivo bollire e qualche lacrimuccia mi era uscita insieme alle bestemmie. Ad ogni SCIAK! Io mi ripetevo: SCEMA!
Cinquanta volte SCEMA! E come si ferma sto coso!
Arrivai agli ultimi colpi con un sospiro e la macchina si riattivò:

“Turno due”.
Dado 1: 3  paddle legno.
Dado 2: 1  1*1*10 = 10.

Con la medesima intensità e forza di prima mi sculacciò con un robusto paddle di legno, io piansi dal secondo colpo, ma inesorabili gli SCIAKK del legno martoriavano il mio povero deretano.
In lacrime, chiedendomi se sarei riuscita a chiedere aiuto, impotente guardai il monitor.

“Turno tre”.
Dado 1: 4  cintura
Dado2: 1 1*1*10 = 10

Dieci colpi di cinta, che sul posteriore rosso sembrarono 100. Urlai AIUTO a squarciagola, preferendo farmi trovare in mutandine e reggiseno da chiunque purché finisse il tutto.

E arrivai al
“Turno 4”
Dado 1: 5  battipanni.
Dado2: 3  3*1*10 = 30.

Nooo! Non così, non VOGLIO!!!! Urlai, quasi a chiedere la pietà alla macchina. Non servì, 30 sculacciate di battipanni severe sul mio culetto (ma c’era ancora?). Le lacrime mi colavano tanto copiose che quado arrivò il turno 5 quasi no vedevo il monitor.
SPLAT, SPLAT, SPLAT… Le ultime tre prima delle nuove, piansi immaginando il mio destino.

“Turno 5”
Dado 1: 4 cintura
Dado 2: 1  1*2*10 = 20

Cosa… no cosa, perché! No 10, solo 10!
Ma come si contratta con una macchina!
“Severità 2/6”: e a grande velocità ricevetti 20 scudisciate! Na al secondo. Non piansi perché il dolore oramai omogene“Severità 2/6”: o.
Il mio culetto doveva essere oramai rosso e gonfio perché sentivo le mutandine strette.

“Turno 6”
Dado 1: 3  paddle legno
Dado 2: 6  6*2*10 = 120
“Severità 2/6”

Piansi anche solo al pensiero, come avrei sopportato 120 colpi di paddle! Nooooo, povera meeee, non li merito non ho fatto niente!
Bwaaa, non vogl… SCIAKK! Il primo di 120 sculacciate ad un secondo l’una dall’atra mi appiattirono le natiche.
A 60 avevo smesso di piangere, ma il mio culetto era da buttare.
A 120 avevo perso le forze e singhiozzando ripetevo scusa scusa scusa, a me stessa per la mia stupidità.

Turni 6.
estratti: 2*1 -//- 3*2 -//- 4*2 -//- 5*1
Aggiornare le statistiche?

Il controllo ritornò a me e scelsi OK… che razza di modo per studiare le distribuzioni statistiche.
RINIZIARE? S, N
No, NO, cliccai di gran fretta.
OBBLIGO A TERMINARE… Continuare a totale estarzione.
Seconda manches…
Eliminazione tuta.

Io non ho la tuta! Ma sentii i gancetti di ferro tirare verso il basso le mie mutandine, con le gambe diritte non potei impedire alla macchina di denudarmi il culetto.
l’aria fresca mi diede qualche secondi di piacere ma con orrore guardai il monitor.

“Turno 7”
Dado 1: 3  paddle legno
Dado 2: 5  5*3*10 = 150
“Severità 3/6”

Oramai avevo capito, se uno strumento compariva più volte venivo colpita col un moltiplicatore pari al numero di volte estratto per il valore del dado per 10.
Iniziarono le 150 sculacciate più dure della mia vita e mentre le lacrime scendevano ed ululavo come una cagna, mi rendevo conto di essermela andata a cercare.
Ciò che fino a ieri non credevo possibile neanche sopportare oggi era realtà assoluta.
Un culetto martoriato, rosso dolente colpito a ripetizione una volta al secondo con forza crescente e dolore onnipresente.
Piansi copiosamente e continuativamente, finché arrivata agi ultimi colpi la macchina si fermo un istante.

“Turno 8”
Dado 1: 4  cintura
Dado 2: 3  4*3*10 = 120
“Severità 3/6”
Rassegnata al mio destino, cercai di rilassare i muscoli del culo, ma la rapida successione delle cinghiate sulla pelle nuda rendevano il tutto quasi impossibile, la cintura stava facendo davvero un bel lavoro con 120 colpi a disposizione ricoprì tutta la superficie deretanica e lo arrossì talmente tanto che oramai neanche più le lacrime uscivano, strinsi id enti aspettando la fine con gli occhi pieni di lacrime.

“Turno 9”
Dado 1: 5  battipanni
Dado 2: 6  6*2*10 = 120
“Severità 2/6”

Ed ecco la bambina cattiva che le prende sonoramente con il battipanni. Ed effettivamente sono stata cattiva, ho mentito e rubato e rimentito ed ingannato. Al Karma non si sfugge.
Mi sentivo giustamente punita, severamente punita, dolorosamente punita. Piangevo SBAMM! E il pentimento cresceva alle stelle. SBAMM e le promesse d’essere più cosciente salivano al cielo. SBAMM! E piangevo dimenandomi e chiedendo scusa ad una macchina. Se mai avessi finito di subire questa tortura avrei confessato tutto a mia madre. SBAM! SBAM! SBAM! La miia pelle si sta spaccando, BWAAAHAHAAA!!!!
Ma ogni punizione finisce prima o poi e la mia fu un lungo 120 SBAM! Poi.

“Turno 10”
Dado 1: 4  cintura
Dado 2: 3  3*4*10 = 120
“Severità 4/6”
Per aumentare la severità comparve un nuovo braccio, due cinture ad alta velocità alternate per chiappa.
Feci solo in tempo ad inorridire che la punizione iniziò inesorabile, facendomi stringere i denti e mi sforzai con tutta la forza di liberare le mani, ma sudando anche sette camice non riuscivo a fare altro che sudare e piangere, rossa in volto e nel culo stringevo le chiappe e mi chiesi perché solo numeri alti! Che razza di distribuzione statistica è!?
SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH! SWISH!
AHHAHHAAAAA!
Sono colpevole, ma lo merito? Si me lo merito, ma perché solo io!
120 SWISH! Dopo, la mia voce tremava e non volevo guardare il monito. Non lo guardai e aspettai il mio destino.
Se avessi guardato avrei visto:

“Turno 11”
Dado 1: 5  battipanni
Dado 2: 6  6*3*10 = 180
“Severità 3/6”

Ma ma è impossibile, c’è un errore nel programma, non va beneee!!!
SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM! SBAMMM!
per 150 volte ripetei “C’E’ UN ERRORE” ma non si può ragionare con una macchina. Non si può si può solo prendere le sculacciate!
E quel che è peggio è che se esce battipanni ancora una volta me ne becco due!
Mi feci coraggio tremando e stavolta guardai il monitor, perché le soprese mi fregano sempre.

“Turno 12”
Dado 1: 6  plastic birch
Dado 2: 1  1*1*10 = 10
“Severità 1/6”

Questo era nuovo, così lento e blando che non mi avrebbe fatto niente se non fosse per il culetto rosso e la plastica dura e la pelle nuda non l’avrei sentito. Invece lo sentii, ma trattenendo il fiato riuscii a sopportare i pochi colpi e passai oltre.

Turni 12.
estratti prima manche: 2*1 -//- 3*2 -//- 4*2 -//- 5*1
estratti seconda manche: 3*1 -//- 4*2 -//- 5*2 -//- 6*1
Totale: 2*1 -//- 3*3 -//- 4*4 -//- 5*3 -//- 6*1
Numero ritardatario 1

Aggiornare le statistiche?

Scelsi OK.
RINIZIARE? S, N
SCELSI NO!
“Turno 13”
Dado 1: 2  paddle cuoio
Dado 2: 2  2*2*10 = 40
“Severità 2/6”

Oddio, 2,2,2 che combinazione. Il largo paddle di cuoio mi colpì abbastanza forte e rapido, ma il peggio fu il fatto che uniformò i segni, schiacciando i lividi che nel frattempo erano usciti. Riiniziai a piangerele poche lacrime che ancora avevo. Le braccia stanche di tirare per liberarsi si presero una pausa, ma gli SCIAK! Si ripetevano a forza di bestemmie che pensavo con sempre più insistenza.

“Turno 14”
Dado 1: 6  plastic birch
Dado 2: 3  3*2*10 = 60
“Severità 2/6”

Le mie speranze di chiudere la partita con lo strumento uno, morirono all’istante.
SWISH! E Ri-SWISH, le chiappe tremavano e le bestemmie dal pensiero diventavano voce reale, imprecazioni di ogni genere degni di uno scaricatore di porto.
La pioggia di lacrime si mescolava con la saliva delle bestemmie. Piangere non aiutava, ma lo afcevo copiosamente.

“Turno 15”
Dado 1: 6  plastic birch
Dado 2: 2  2*3*10 = 60
“Severità 3/6”

Ma che è!? Devo recuperare lo strumento! Sempre lui, noo! MAMMA MAMMA AIUTO AIUTAMI ti prego scusami! Non lo farò più MAMMA MAMMA, SCUSAAAA!
BWAA, Basta!!!!
SHISCH SCHISH SWISCH. ORA avevo un altro strumento che raggiungeva quota tre e mi avrebbe fatto vedere le stelle se fosse uscito un’altra volta.
La paura oramai mi riempiva il volto, ora ero a probabilità pari per una cura di disciplina esemplare.

“Turno 16”
Dado 1: 3  paddle legno
Dado 2: 2  2*4*10 = 80
“Severità 4/6”

Non avevo fatto in tempo a leggere, né a parlare che un secondo braccio armato con un paddle di legno.
La pioggia di sculacciate i rapida successione mi fece perdere la voglia di contare per al vita, 80 forti, fortissimi su un culetto dolentissimo. Ingiustizia che i miei pianti mescolavano con altre bestemmie.
Odio tutti SCIAK SCIAK SCIAK. Tutti, tutti tutti!

“Turno 17”
Dado 1: 3  paddle legno
Dado 2: 6  6*5*10 = 300
“Severità 5/6”

La sella si girò piegandosi ancora, le gambe mi vennero allargate ai bordi, le doppie braccia cambiarono con due pesanti paddle bucati.
Una cosa nera si avvicinò alla bocca, io la serrai. Non prendo niente in bocca.
Inizio la punizione, dopo i primi 3 colpi urlai a squarciagola e aprendo la bocca l’oggetto nero entrò.
Era sapone, mi ritrovai a mordere il sapone per non urlare. Un sapone duro che mi impastò i denti.
UHHMMMMM! Urlai dentro di me, pensando che la macchina mi stesse punendo anche per le bestemmie.
Verso i 100 avevo quasi masticato via il sapone, a 200 oramai le mie urla si sentivano anche se sbavavo bollicine. A 300 la macchia si fermò, allora iniziai a pregare, mi impegnai nella mistica pentendomi di tutti i miei peccati.
Pregai Dio, i santi, gli spiriti, gli angeli, Buddha, Topolino, mia madre, tutti!

“Turno 18”
Dado 1: 1  mano
Dado 2: 4  4*1*10 = 40
“Severità 1/6”
Preparazione all’uscita.

Quasi urali dalla gioia, era finita, 40 con un guanto a forma di mano piena di sughero. Faceva male ma non così tanto, quasi una defatigazione. Ero libera!
I 40 colpi mi strapparono qualche lacrima e dovetti pure stringere i denti, ma finirono in un attimo e muovendomi per liberarmi non riuscii a farlo e quindi guardai il monitor.

“Energia prodotta pedalando prima dei 18 turni da raggiungere per uscire”
“Posizione di uscita 18 turni = 18 colpi di cane severità (18/6) = 3/6 ripetere fino a raggiungimento energia prodotta”

Sbiancai, e dinizia a pedalare, alla velocità maggiore che potevo, dopo qualche secondo degli “swwiishhh” mi colpirono le natiche, io aumentavo il ritmo più che potevo, il culo doleva anche per il movimento, piangevo ma pedalavo, non mi fermavo mai.
Raggiunsi la mia quota energia in pochissimo tempo ma ricevetti comunque i mie colpi di cane stabiliti.
Le polsiere si aprirono, caddi a terra e quando dopo 10 minuti mi alzai vidi sul monitor:

Turni 18.
estratti prima manche: 2*1 -//- 3*2 -//- 4*2 -//- 5*1
estratti seconda manche: 3*1 -//- 4*2 -//- 5*2 -//- 6*1
estratti seconda manche: 1*1 -//- 2*1 -//- 3*2 -//- 6*2
Totale: 1*1 – //- 2*2 -//- 3*5 -//- 4*4 -//- 5*3 -//- 6*3

Aggiornare statistiche?
Scelsi OK.

RIINIZIARE?

Spensi tutto e lentamente mi portai in bagno, dovevo pulirmi la bocca e sciacquare le chiappe. Andai poi in camera mia e mi addormentai, sulla pancia.

Gemma, parte 2

Finalmente è arrivata la seconda parte del racconto di Mzeesimba, la prima parte la trovate cliccando qui.

Con Gemma ci eravamo ancora visti svariate volte ; ma adesso era da qualche mese che non la sentivo, l’ avevo chiamata qualche volta, ma era sempre impegnata con il suo lavoro.

Fui percio’ stupito quando a una chiamata sul cellulare comparve il suo nome.

Naturalmente risposi .

Ciao Gio’ e’ da un po’ che non ci sentiamo, scusami ma ero cosi’ impegnata in ditta che non sono mai riuscita a liberarmi, scusami ancora !

Capisco- risposi – ehh il lavoro !!! Comunque mi sei mancata !

Oh anche Tu, ho cosi’ voglia di vederti !!

Anch’ io !! Ho voglia di sculacciare il tuo culetto delizioso !!!!!

Gio’ … Sei sempre cosi’ esplicito !! Mi sono bastate queste parole per eccitarmi …..

Io questa settimana sono sola, lui non c’e’ ….. E’ in South Africa x affari ; perche’ non ci vediamo qui da me ??

Va bene ! Domani a pranzo ? Poi sono libero fino a sera

Oh si !! – disse Lei – ti aspetto per l’ una …va bene ?

Perfetto allora ci vediamo domani”

L’ indomani mi presentai al cancello alle 13.00 precise : Lei abitava in una villa molto bella in collina , da cui si vedeva tutta la citta’ in basso, bianca perche’ era nevicato di recente .

Entrai con l’ auto e fui accolto dalla cameriera .

Buongiorno dottore, si accomodi in salotto, dia pure a me cappotto e sciarpa…., la signora arriva subito.

 

Aspettai in piedi a lato del camino acceso e poco dopo Gemma arrivo’ bella, con maglioncino fuksia e jeans neri attillati.

Mi abbraccio’ stretta, ci baciammo …..poi : ” Vieni Gio’ andiamo a mangiare “.

Mi prese per mano e mi condusse in sala : la tavola era paarecchiata con piatti neri e il mangiare gia’ sul tavolo, cibo giapponese .

mmmmmm che delizia- dissi- amo mangiare giapponese !

Mangiammo con le bacchette, bevendo sake’ , delizioso tutto ! Poi Gemma chiamo’ la cameriera ” Carmen, porta 2 caffe’ in salotto, davanti al camino .”

Ci accomodammo sul divano…..la cameriera arrivo’ con i caffe’ ma…..si inciampo’ e mi rovescio’ il caffe’ addosso, sulla camicia.

Ohh Caz….” mi scappo’ di bocca .

Invece Gemma fulmino’ Carmen con lo sguardo ” Ma guarda cosa hai fatto, stronza, adesso pulisci tutto, vai a prendere una camicia nuova …poi dopo facciamo i conti !!

Ohh Gio’, scusa tanto…..mi sa che dovrai punire anche Lei ……..

La baciai e ..” dovro’ punire tutte e due mi sa !! Lei per la sua sbadataggine e Te per non averle insegnato bene !!

Ohh si hai ragione anche io sono da punire ” disse strofinandosi contro .

Mi cambiai la camicia e poi aspettai.

Carmen , adesso ti faro’ punire dal mio amico per quello che hai combinato

Nooo La prego Signora!!!!!

Vai a prendere il frustino poi mettiti in ginocchio sulla poltrona !!!”

Piangendo ando’ a prendere lo ” strumento “poi me lo porse con gli occhi bassi e si mise in ginocchio sulla poltrona.

Mi vergogno , signora, la pregooo !!!”

Meglio- disse Gemma- fa anche questo parte della punizione!!”

Poi ” alzati la gonna , abbassa le mutandine alle ginocchia e anche le calze !!!!

 

- Oh Dio-pensai- non me lo sarei mai aspettato…..mi sto eccitando…….-

 

Presi il frustino, mi misi di fianco alla Carmen ( aveva un bel culetto, pieno e rotondo, la carnagione un po’ scura, penso fosse di origine ispanica ) e, mentre Gemma la teneva per i polsi incominciai a colpirla sulle cosce ………ogni colpo lasciava un segno rosso rilevato e doveva bruciare parecchio.

Carmen si dimenava e singhiozzava piangendo forte ” Nooooo Noooo basta basta la prego fa tanto male !!! ” E ogni volta che colpivo , il frustino sibilava e Carmen contraeva le natiche aspettando il colpo !

Gemma era eccitata, rossa in viso e strusciava il bacino contro la poltrona !!!

Incominciai a colpire il culo con colpi forti e incrociati mentre la cameriera gemeva sempre piu’ forte…….sussurrando :” pieta’ …non lo faccio piu’……La prego !!!

Il culo e le cosce erano coperti di strisce rosse e violacee incrociate e rilevate e anche dove non vi erano segni la pelle era arrossata !!…..Dopo una trentina di colpi mi fermai.

Guardai Gemma eccitatissima e le dissi :” Ti ricordi cosa ti ho detto ? Anche Tu meriti una correzione !!! Vai sulla poltrona vicino a Carmen, abbassa Jeans e mutandine alle ginocchia !!!!!

Si amore, subito ” Si mise vicino alla Carmen e si abbasso’ pantaloni e mutandine.

- Dio che culo stupendo- pensai e incominciai a colpirla sul culetto che presto divenne tutto rosso e striato di righe violacee. Ogni volta il frustino sibilava, Gemma contraeva le natiche ma teneva sempre il culetto sporto indietro per ricevere il colpo.

Gemma incomincio’ a piangere e a gemere mentre diceva ” ohhhh che male !!!! Grazie amore, le merito ….puniscimi siii siii “…..dopo poco culetto e cosce erano coperte di strisce rosse rilevate, come quelle della cameriera….

 

Sudato e stremato mi fermai, buttai il frustino accarezzando quei due culetti doloranti che erano bollenti al tatto.

La loro patatina era umida di umori…..

 

Mi misi sul divano e…. ” venite qui tutte e due !! ” ordinai.

Arrivarono , i visi arrossati e i segni delle lacrime sulle guance.

 

Gemma mi sbottono’ i pantaloni e prese il mio membro eretto accarezzandolo dolcemente, mentre Carmen lo leccava prendendolo in bocca.

Poi ci mettemmo sul tappeto e mentre loro due si leccavano a vicenda presi Gemma da dietro, aiutato da Carmen. Facemmo sesso selvaggiamente per molto tempo ….poi quando non riuscii piu’ a trattenermi lo tirai fuori da Gemma e venni nella bocca di Carmen.

 

La cameriera si rivesti’ e usci’ silenziosamente .

Restai ancora sul tappeto , davanti al camino con Gemma, accarezzando dolcemente il suo culetto segnato ….facemmo ancora l’ amore , questa volta senza fretta , dolcemente ,

 

Poi me ne andai verso sera …… Lei mi accompagno’ fino alla macchina, mentre ricominciava a nevicare ” questa volta non lascero’ passare tutti questi mesi Gio’

Si tesoro, anch’io voglio rivederti presto !!!!

Ci baciammo , salii in macchina e mene andai

Triangolo con l’amica di mia moglie

Mi chiamo Claudio. Sapevo che Serena, la mia bella moglie mora, da qualche tempo si recava in piscina una volta a settimana accompagnata da un'amica. Gli impegni d'ufficio non mi permisero di indagare più a fondo riguardo a questa donna misteriosa. Fatto stà che un giorno, di rientro dal lavoro, aprì la porta di casa e trovai Serena con l'altra mezze nude avvinghiate a lesbicare. Mi si rizzarono i capelli a quella vista e naturalmente anche il cazzo. L'amica di Serena si chiamava Vanessa, un'autentico pezzo di gnocca bionda. Feci presto la sua conoscenza dato che mi sbocchinò vogliosamente mentre mia moglie si concentrava a leccare le palle. Tra me e me pensavo:"Cavolo che fortuna con due tope così!". Le loro calde bocche e lingue, usate congiuntamente sul cazzo, portarono l'erezione a mille. Cominciai a fottere Vanessa poi castigai a turno un pò l'una e un pò l'altra finchè il pisello esplose in un magnifico lago di sborra che bagnò le loro bocche da maiale. Mi svuotai perbene i coglioni con due donne così sexy e porcelline. Quando Vanessa ci salutò e andò via Serena mi chiese:"Ti è piaciuta la mia amica?", risposi:"Si, eccome! Dovresti farla venire più spesso qui a casa". Serena sorrise e disse:"Ma caro veramente viene già qui tutti i giorni, solo che di solito và via prima che rientri tu...".