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I Racconti di Frusta Gentile 2013-09-30 18:04:02

http://iraccontidifrustagentile.myblog.it/media/02/01/1604533182.jpgMal’erba.Hai provato il fumo e ti piace.Non certo il tabaccoTi piace l’erba. L’hai scoperta questa estate in vacanzaTe l’hanno fatta provare e ora ne vai matta.E l’hai insegnato anche al tuo ragazzoe anche lui ci sta prendendo gusto..Così ti manda da Luca, quello che te l’ha fatta provare, a cercarla..A Luca piaci.. è un po’ innamorato e ci ha sempre provato con tete la offre anche gratis..e cerca di approfittarnevuole abbracciarti.. baciarti..ma è troppo educato.. e te lo chiede gentilmentee tu hai tutta la forza per rifiutaregli dici di andare al diavolo..che fai a meno di luie te ne vai…E allora chiedi in giro..e si.. c’è un ragazzo, in un bar li vicino, che ti può procurare la roba..Non sai chi è, ne hai un po’ paura…ma vuoi far la figura della vigliacca.. e tornare a casa a mani vuotee allora ti avventuri e trovi un locale squallido ai bordi di periferia..entri..chiedi.. ma lui non c’èè giù nello scantinato.. a fare chissà cheVai nel retro.. scendi lentamente le scale semibuie..per fortuna non hai i tacchi troppo altieccolo.. è di spalle..alto e robusto.. in jeans e canottierasta preparando le dosi…il locale puzza di erba..e già ti senti stordireSi gira..ti guarda..ti squadra.. “Che vuoi troietta”?“Roba buona.. Sei Alan? dicono che tu ce l’hai!”“Hai i soldi? Più è buona e più buoni devono essere i soldi..”“Si certo…”, e mostri cento euro.“Eh.. mia cara, per quello posso solo darti roba di scarto. Vuoi davvero quella buona? Allora ci vuole un sovrapprezzo”.“Ma io non ho altro!”.“Sicura? Con quel bel culetto?”.“No no..non scherzare, che se lo sa il mio ragazzo mi ammazza”.“Ah si? E come mai ha mandato te allora? Scema che sei.. sai che a lui importa più della roba che di te… che cazzo vuoi che gliene freghi come fai ad averla”.“No no..lui mi ama.. E poi che ne so che hai roba buona?”.“Vieni.. te la faccio assaggiare”, e intanto si prepara un cannone..poi lo accende e te lo fa provareBastano poche tirate e già ti senti la testa ovattata..la lingua impastata e il tempo rallentatopian piano ti senti cedere le ginocchia..Ripassi la canna a lui dicendo.. “Buona davvero!”Lui fa due tiri e poi te la risbatte in bocca..e pian piano ti spinge sul divanoDici di NO come un’ebete.. ripetendolo come una cantilena.. con sempre meno convinzioneLui si siede accanto a teti abbraccia e ti tocca le tetteTenti una debole resistenza.. ma intanto ti senti solleticare un qualcosa dentroLui ti infila le mani sotto la magliasotto il reggiseno..e si impossessa dei tuoi globi caldi.. che anche se piccoli gli riempiono le maniTi piace e ora non ti ribelli più.. anzi ti senti altrove con la mente..lasciando il corpo come un burattino senz’anima…E a lui piaci proprio così..un corpo senz’anima e senza volontà, ma eccitatoTi pizzica i capezzoli e questo ti fa impazzire ma anche ti riporta sulla terra..sul divano…e apri la bocca per parlareLui te la chiude con un bacio che sa di erba…e ti senti rigettata indietroPoi senti dei movimenti.. una zip che scendee una spinta sulla tua schiena..e ti ritrovi riversa su di luie il suo grosso cazzo rigido davantidi nuovo ti riprendi un attimo.. cerchi di sollevarti.. ma ti mancano le forze e la volontà, e la mano di lui ti trattiene…La tua bocca aperta viene prontamente chiusa dal suo cazzo che ti entra dentro.Tu ancora non sai quanti cazzi sarai costretta a vedere..frequentando questo giro..da quando diventerà un vizio..Comunque ti costringe in un pompino che a te sembra lentissimo.. profondo.. sempre più profondo.. fino in fondo alla tua gola.. guidandoti con la mano che ti tiene per i capelli…fino a farti mancare il respiroNon hai mai fatto un pompino così profondo a nessuno..nemmeno al tuo ragazzo… in fondo non hai tanta esperienza.Sarà la canna o la sua mano che ti guida e ti spinge giù.. e ti lasci fare come una bambola di gomma..ma non rimani indifferente a quella violenza.. ti senti usata..ma la cosa ti piacefinalmente ti senti di non avere scelta.. di non potere di re di no..come hai fatto tante volte…e di goderti un bel cazzone e sentirti puttana senza che sia una tua volontà..senza false moraliMa ad un certo punto, quando ci stavi prendendo gusto, ti afferra per i capelli e ti strappa viati getta distesa sul divanoti solleva completamente la maglia e si affanna sui tuoi capezzoli che succhia e morde alternativamentee intanto ti è sopra..ti sovrasta..ti sta tra le gambeil suo cazzo preme sulla tua gonnaTi tiene larghe le gambe con le sue…ti solleva di colpo la gonnati strappa via le mutandinetu tenti di parlare.. di reagirema sei fatta..sei stracotta.. i tuoi movimenti sono lenti..non hai forza di volontà e nemmeno nelle bracciaTi mette una mano sulla bocca mentre con l’altra punta il cazzo all’ingresso della tua vaginaIn un attimo di lucidità.. lo implori con gli occhi…scuotendo la testa terrorizzata..e dici “NO NO NO!!”“Che c’è troietta.. non hai mai visto un cazzo?”.E tu ancora con gli occhi “NO NO!!!”“Ah, non dirmi che figa come sei, sei ancora vergine…bene… tanto meglio allora… oggi è la mia giornata fortunata…”, -e con un colpo solo affonda dentro di te.. rompendoti tutta e facendoti urlare.. ma il tuo grido rimane strozzato dalla sua manoe lui non si ferma certo li.. ma colpo su colpo infierisce sulla tua ferita appena aperta e sanguinante facendoti impazzire dal dolorenon è come ti avevano detto.. non è così bello.. ti senti squartata,,, ti fa male tutto, li sotto.. ogni colpo è una sofferenzati senti il ventre aperto e solo l’effetto ovattante della canna ti permette di estraniarti un po’… e di non morire…dura poco o tanto, non lo sai.. solo ad un certo punto lui grugnisce.. tu finalmente sei libera di urlare “NO…DENTRO NOOOO “.Lui ti affonda più forte nel ventre e poi finalmente si sollevail suo cazzo è sporco di sangue..che gocciola a terra mentre il membro si rattrappisceti guardi tra le cosce e anche tu hai strisce di sangue ovunquelui ti getta le mutandine strappate per farti asciugareti rimette in piedi..ti mette in mano un pacchetto di roba”Brava bambina, questa roba te la sei proprio guadagnata, ed è roba buona come te”…ti prende i 100 euro e ti mette alla porta.“Torna pure quando vuoi.. la mia porta e la mia patta sono sempre aperti per te.. ahahahh”E mentre tu esci barcollando.. la voce di lui ti accompagna in un ultimo saluto…“Ah.. una cosa.. se avrai un bambino, puoi chiamalo Alan”.

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I Racconti di Frusta Gentile 2013-09-30 18:00:08

http://iraccontidifrustagentile.myblog.it/media/01/00/4176885709.jpgNon posso più farne a meno.Avevo 18 anni la prima volta che un uomo mi ha sodomizzata. Ero una ragazza molto timida e con poca esperienza. Era il mio secondo amante, un uomo sposato di 38 anni. E’ sempre lusinghiero per una ragazza farsi rimorchiare da un uomo più maturo. Ero in vacanza in Corsica, con i miei amici. C’era una discoteca nel camping dove ci eravamo installati ed è lì che l’ho incontrato. Dopo qualche ballo, mi ha proposto di andare a fare un giro sulla spiaggia, sfuggendo a sua moglie. Sapevo che cosa sarebbe successo. Ero terribilmente eccitata! Era difficile masturbarsi in tenda, con i miei amici, e all’aperto non osavo. Gli unici piccoli piaceri che mi regalavo erano sotto la doccia del campeggio o in mare. Quell’uomo mi piaceva molto. Era alto, robusto, occhi scuri, pelle olivastra. Ero pronta a cedergli. Ci siamo sdraiati sulla sabbia, a un centinaio di metri dalla discoteca. Mi ha baciata e quando la sua mano è scivolata sotto la gonna, ero imbarazzata all’idea di come avrebbe trovato le mie mutandine. Ero già tutta bagnata! La sua mano m accarezzava dolcemente tra le cosce. Le dita sono passate sotto l’elastico e a quel punto non sono riuscita a trattenere urletti di piacere e ho abbandonato tutte le riserve e i falsi pudori. Mi sono chinata e gli ho sbottonato i pantaloni per tirargli fuori l’uccello. La notte nascondeva il mio turbamento. Con mano timida ho cominciato a masturbarlo. Lui mi ha tolto la maglietta e le mutandine. Ero come fuori di me. Mi ha leccato la fighetta depilata mentre le dita mi strizzavano i capezzoli. La sua lingua scivolava tra le labbra della mia fessura, risalendo fino al clitoride e scendendo fino al buco del culo. Il ragazzo con cui avevo scopato la prima e unica volta due mesi prima aveva totalmente ignorato il mio culo. Invece quest’uomo vi si soffermava e la cosa mi eccitava ancora di più. Mi lasciavo fare. Allargavo le cosce per facilitare il lavoro della lingua e delle dita. Il tipo se la prendeva comoda. Mi succhiava il clitoride, lo stuzzicava con la lingua un po’ ruvida, lo masturbava con l’indice e il pollice. Poi mi ha penetrato davanti e dietro con le dita dure per scavarsi un passaggio tra i miei orifizi ancora stretti. Per prendermi, mi ha fatto mettere a quattro zampe sulla sabbia. La sola volta che avevo fatto l’amore era stato nella classica posizione del missionario. Ora mostravo entrambi i miei buchi in mezzo allo spacco che lui teneva aperto. C’era in questa nuova posizione qualcosa di osceno che mi eccitava da morire.L’uomo si è divertito a far scivolare più volte il suo glande gonfio tra le mie natiche e sulla fessura bollente. Non ne potevo più. Mi sono sorpresa a chiedergli, col respiro rauco: “Scopami, dai, scopami, prendimi… subito!”.Il suo glande si è fermato proprio sul mio buco del culo. Mi chiedevo cosa aveva intenzione di fare, quando l’ho sentito forzare l’apertura. Non ho neanche osato protestare. La sua cappella avanzava già lentamente prendendo possesso dentro di me. Serravo i denti per non fargli capire che sentivo dolore. Temevo di sembrare stupida e imbranata. Se mi inculava era perché, secondo me, tutte le donne lo accettavano. Lui aveva più esperienza di me e io sapevo così poco del sesso che per un attimo ho pensato che il ragazzo che mi aveva sverginato non aveva fatto le cose fino in fondo, tralasciando il buco del culo. Anche davanti avevo sentito male. D’un tratto, ho accettato il dolore che mi procurava quel sesso duro che si infilava nella mia intimità più proibita. Il suo cazzo avanzava a piccoli colpi. I muscoli anali gli cedevano difficilmente il passaggio. A momenti, mi dilatavo un po’ di più e il glande si infilava guadagnando centimetri. Mi bruciava ma, per orgoglio, ho fatto finta di niente. Non gli ho neanche detto che era la prima volta che un uomo mi prendeva così.Dato che la sua lingua mi aveva fatto impazzire, quasi soffrivo per essere troppo eccitata e non poter venire. Quando è entrato del tutto, i primi va-e-vieni sono stati terribili. Poi il suo uccello scivolava meglio, sempre meglio. L’uomo si muoveva lentamente, tenendomi per i fianchi. Una volta che il mio culo ha mostrato meno resistenza, con la mano mi ha masturbato il clitoride. E in quel momento tutto è cambiato. Il dolore è scomparso a vantaggio del piacere. Ho sentito qualcosa di molto piacevole tra le mie natiche. Da piacevole, si è trasformato in bello, poi delizioso. L’uomo ha accelerato i movimenti. Ad ogni colpo il suo ventre sbatteva contro le mie natiche. La mano che mi stava masturbando si dava da fare con foga. Non sapevo più da dove mi arrivava il piacere. Due dita si sono infilate nella vagina, mentre il pollice è rimasto sul clitoride. Il piacere era così intenso che avevo l’impressione di stare per svenire. Sentivo vampate di calore. Ero tutta sudata. E, neanche a dirlo, bagnata fradicia tra le cosce. D’un tratto mi sono messa a gridare. Non ho resistito oltre. Godevo col clitoride, con la vagina e col buco del culo. Anche il tipo è venuto nello stesso momento, ma io ero già lontana, travolta dall’orgasmo. Quando si è ritirato dal mio culo, il dolore è ritornato. Mi veniva da dentro. Ho fatto fatica a ritornare a piedi al campeggio. C’è voluto un giorno per rimettermi in sesto, e poi mi sono fatta prendere ancora da dietro. Il mio ano accettava sempre meglio la penetrazione e poi ho sofferto di meno. Ora la sodomia è pratica ricorrente nei miei rapporti sessuali e mi è diventata indispensabile.

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I Racconti di Frusta Gentile 2013-09-30 17:04:02

https://iraccontidifrustagentile.myblog.it/media/02/01/1604533182.jpgMal’erba.

Hai provato il fumo e ti piace.
Non certo il tabacco
Ti piace l’erba.
L’hai scoperta questa estate in vacanza
Te l’hanno fatta provare e ora ne vai matta.
E l’hai insegnato anche al tuo ragazzo
e anche lui ci sta prendendo gusto..
Così ti manda da Luca, quello che te l’ha fatta provare, a cercarla..

A Luca piaci.. è un po’ innamorato e ci ha sempre provato con te
te la offre anche gratis..
e cerca di approfittarne
vuole abbracciarti.. baciarti..
ma è troppo educato.. e te lo chiede gentilmente
e tu hai tutta la forza per rifiutare
gli dici di andare al diavolo..che fai a meno di lui
e te ne vai…

E allora chiedi in giro..
e si.. c'è un ragazzo, in un bar li vicino, che ti può procurare la roba..

Non sai chi è, ne hai un po’ paura...
ma vuoi far la figura della vigliacca.. e tornare a casa a mani vuote
e allora ti avventuri e trovi un locale squallido ai bordi di periferia..
entri..chiedi.. ma lui non c'è
è giù nello scantinato.. a fare chissà che

Vai nel retro.. scendi lentamente le scale semibuie..
per fortuna non hai i tacchi troppo alti
eccolo.. è di spalle..
alto e robusto.. in jeans e canottiera
sta preparando le dosi...
il locale puzza di erba..e già ti senti stordire

Si gira..ti guarda..ti squadra.. "Che vuoi troietta"?
“Roba buona.. Sei Alan? dicono che tu ce l'hai!”
“Hai i soldi? Più è buona e più buoni devono essere i soldi..”
“Si certo...”, e mostri cento euro.
“Eh.. mia cara, per quello posso solo darti roba di scarto. Vuoi davvero
quella buona? Allora ci vuole un sovrapprezzo”.
“Ma io non ho altro!”.
“Sicura? Con quel bel culetto?”.
“No no..non scherzare, che se lo sa il mio ragazzo mi ammazza”.
“Ah si? E come mai ha mandato te allora? Scema che sei.. sai che a lui importa
più della roba che di te... che cazzo vuoi che gliene freghi come fai ad
averla”.
“No no..lui mi ama.. E poi che ne so che hai roba buona?”.
“Vieni.. te la faccio assaggiare”, e intanto si prepara un cannone..
poi lo accende e te lo fa provare
Bastano poche tirate e già ti senti la testa ovattata..la lingua impastata e
il tempo rallentato
pian piano ti senti cedere le ginocchia..
Ripassi la canna a lui dicendo.. “Buona davvero!”
Lui fa due tiri e poi te la risbatte in bocca..
e pian piano ti spinge sul divano
Dici di NO come un'ebete.. ripetendolo come una cantilena.. con sempre meno
convinzione
Lui si siede accanto a te
ti abbraccia e ti tocca le tette
Tenti una debole resistenza.. ma intanto ti senti solleticare un qualcosa
dentro
Lui ti infila le mani sotto la maglia
sotto il reggiseno..
e si impossessa dei tuoi globi caldi.. che anche se piccoli gli riempiono le
mani
Ti piace e ora non ti ribelli più.. anzi ti senti altrove con la mente..
lasciando il corpo come un burattino senz'anima…
E a lui piaci proprio così..un corpo senz'anima e senza volontà, ma eccitato
Ti pizzica i capezzoli e questo ti fa impazzire ma anche ti riporta sulla
terra..sul divano...e apri la bocca per parlare
Lui te la chiude con un bacio che sa di erba...e ti senti rigettata indietro

Poi senti dei movimenti.. una zip che scende
e una spinta sulla tua schiena..
e ti ritrovi riversa su di lui
e il suo grosso cazzo rigido davanti
di nuovo ti riprendi un attimo.. cerchi di sollevarti.. ma ti mancano le forze
e la volontà,
e la mano di lui ti trattiene…

La tua bocca aperta viene prontamente chiusa dal suo cazzo che ti entra
dentro.
Tu ancora non sai quanti cazzi sarai costretta a vedere..frequentando questo
giro..da quando diventerà un vizio..
Comunque ti costringe in un pompino che a te sembra lentissimo.. profondo..
sempre più profondo.. fino in fondo alla tua gola.. guidandoti con la mano che
ti tiene per i capelli...fino a farti mancare il respiro
Non hai mai fatto un pompino così profondo a nessuno..nemmeno al tuo
ragazzo... in fondo non hai tanta esperienza.
Sarà la canna o la sua mano che ti guida e ti spinge giù.. e ti lasci fare
come una bambola di gomma..
ma non rimani indifferente a quella violenza.. ti senti usata..ma la cosa ti
piace
finalmente ti senti di non avere scelta.. di non potere di re di no..come hai
fatto tante volte…
e di goderti un bel cazzone e sentirti puttana senza che sia una tua volontà..
senza false morali
Ma ad un certo punto, quando ci stavi prendendo gusto, ti afferra per i
capelli e ti strappa via
ti getta distesa sul divano
ti solleva completamente la maglia e si affanna sui tuoi capezzoli che succhia
e morde alternativamente
e intanto ti è sopra..ti sovrasta..
ti sta tra le gambe
il suo cazzo preme sulla tua gonna

Ti tiene larghe le gambe con le sue...
ti solleva di colpo la gonna
ti strappa via le mutandine
tu tenti di parlare.. di reagire
ma sei fatta..sei stracotta.. i tuoi movimenti sono lenti..
non hai forza di volontà e nemmeno nelle braccia
Ti mette una mano sulla bocca mentre con l'altra punta il cazzo all'ingresso
della tua vagina
In un attimo di lucidità.. lo implori con gli occhi...scuotendo la testa
terrorizzata..e dici “NO NO NO!!”
“Che c'è troietta.. non hai mai visto un cazzo?”.
E tu ancora con gli occhi “NO NO!!!”
“Ah, non dirmi che figa come sei, sei ancora vergine…
bene... tanto meglio allora... oggi è la mia giornata fortunata...”, -
e con un colpo solo affonda dentro di te.. rompendoti tutta e facendoti
urlare.. ma il tuo grido rimane strozzato dalla sua mano
e lui non si ferma certo li.. ma colpo su colpo infierisce sulla tua ferita
appena aperta e sanguinante facendoti impazzire dal dolore
non è come ti avevano detto.. non è così bello.. ti senti squartata,,, ti fa
male tutto, li sotto.. ogni colpo è una sofferenza
ti senti il ventre aperto e solo l'effetto ovattante della canna ti permette
di estraniarti un po’... e di non morire...
dura poco o tanto, non lo sai.. solo ad un certo punto lui grugnisce..
tu finalmente sei libera di urlare “NO…DENTRO NOOOO “.
Lui ti affonda più forte nel ventre e poi finalmente si solleva
il suo cazzo è sporco di sangue..che gocciola a terra mentre il membro si
rattrappisce
ti guardi tra le cosce e anche tu hai strisce di sangue ovunque
lui ti getta le mutandine strappate per farti asciugare
ti rimette in piedi..
ti mette in mano un pacchetto di roba
"Brava bambina, questa roba te la sei proprio guadagnata, ed è roba buona come
te"...ti prende i 100 euro e ti mette alla porta.
“Torna pure quando vuoi.. la mia porta e la mia patta sono sempre aperti per
te.. ahahahh”
E mentre tu esci barcollando.. la voce di lui ti accompagna in un ultimo
saluto…
“Ah.. una cosa.. se avrai un bambino, puoi chiamalo Alan”.

I Racconti di Frusta Gentile 2013-09-30 17:00:08

https://iraccontidifrustagentile.myblog.it/media/01/00/4176885709.jpgNon posso più farne a meno.

Avevo 18 anni la prima volta che un uomo mi ha sodomizzata. Ero una ragazza
molto timida e con poca esperienza. Era il mio secondo amante, un uomo sposato
di 38 anni. E’ sempre lusinghiero per una ragazza farsi rimorchiare da un uomo
più maturo.
Ero in vacanza in Corsica, con i miei amici. C’era una discoteca nel camping
dove ci eravamo installati ed è lì che l’ho incontrato. Dopo qualche ballo, mi
ha proposto di andare a fare un giro sulla spiaggia, sfuggendo a sua moglie.
Sapevo che cosa sarebbe successo. Ero terribilmente eccitata! Era difficile
masturbarsi in tenda, con i miei amici, e all’aperto non osavo. Gli unici
piccoli piaceri che mi regalavo erano sotto la doccia del campeggio o in mare.
Quell’uomo mi piaceva molto.
Era alto, robusto, occhi scuri, pelle olivastra. Ero pronta a cedergli. Ci
siamo sdraiati sulla sabbia, a un centinaio di metri dalla discoteca. Mi ha
baciata e quando la sua mano è scivolata sotto la gonna, ero imbarazzata all’
idea di come avrebbe trovato le mie mutandine. Ero già tutta bagnata!
La sua mano m accarezzava dolcemente tra le cosce. Le dita sono passate sotto
l’elastico e a quel punto non sono riuscita a trattenere urletti di piacere e
ho abbandonato tutte le riserve e i falsi pudori. Mi sono chinata e gli ho
sbottonato i pantaloni per tirargli fuori l’uccello. La notte nascondeva il mio
turbamento. Con mano timida ho cominciato a masturbarlo. Lui mi ha tolto la
maglietta e le mutandine. Ero come fuori di me. Mi ha leccato la fighetta
depilata mentre le dita mi strizzavano i capezzoli.
La sua lingua scivolava tra le labbra della mia fessura, risalendo fino al
clitoride e scendendo fino al buco del culo. Il ragazzo con cui avevo scopato
la prima e unica volta due mesi prima aveva totalmente ignorato il mio culo.
Invece quest’uomo vi si soffermava e la cosa mi eccitava ancora di più. Mi
lasciavo fare. Allargavo le cosce per facilitare il lavoro della lingua e delle
dita. Il tipo se la prendeva comoda. Mi succhiava il clitoride, lo stuzzicava
con la lingua un po’ ruvida, lo masturbava con l’indice e il pollice. Poi mi ha
penetrato davanti e dietro con le dita dure per scavarsi un passaggio tra i
miei orifizi ancora stretti.
Per prendermi, mi ha fatto mettere a quattro zampe sulla sabbia. La sola volta
che avevo fatto l’amore era stato nella classica posizione del missionario. Ora
mostravo entrambi i miei buchi in mezzo allo spacco che lui teneva aperto. C’
era in questa nuova posizione qualcosa di osceno che mi eccitava da morire.
L’uomo si è divertito a far scivolare più volte il suo glande gonfio tra le
mie natiche e sulla fessura bollente. Non ne potevo più. Mi sono sorpresa a
chiedergli, col respiro rauco: “Scopami, dai, scopami, prendimi… subito!”.
Il suo glande si è fermato proprio sul mio buco del culo. Mi chiedevo cosa
aveva intenzione di fare, quando l’ho sentito forzare l’apertura. Non ho
neanche osato protestare. La sua cappella avanzava già lentamente prendendo
possesso dentro di me. Serravo i denti per non fargli capire che sentivo
dolore. Temevo di sembrare stupida e imbranata. Se mi inculava era perché,
secondo me, tutte le donne lo accettavano. Lui aveva più esperienza di me e io
sapevo così poco del sesso che per un attimo ho pensato che il ragazzo che mi
aveva sverginato non aveva fatto le cose fino in fondo, tralasciando il buco
del culo. Anche davanti avevo sentito male. D’un tratto, ho accettato il dolore
che mi procurava quel sesso duro che si infilava nella mia intimità più
proibita.
Il suo cazzo avanzava a piccoli colpi. I muscoli anali gli cedevano
difficilmente il passaggio. A momenti, mi dilatavo un po’ di più e il glande si
infilava guadagnando centimetri. Mi bruciava ma, per orgoglio, ho fatto finta
di niente. Non gli ho neanche detto che era la prima volta che un uomo mi
prendeva così.
Dato che la sua lingua mi aveva fatto impazzire, quasi soffrivo per essere
troppo eccitata e non poter venire. Quando è entrato del tutto, i primi va-e-
vieni sono stati terribili. Poi il suo uccello scivolava meglio, sempre meglio.
L’uomo si muoveva lentamente, tenendomi per i fianchi. Una volta che il mio
culo ha mostrato meno resistenza, con la mano mi ha masturbato il clitoride.
E in quel momento tutto è cambiato. Il dolore è scomparso a vantaggio del
piacere. Ho sentito qualcosa di molto piacevole tra le mie natiche. Da
piacevole, si è trasformato in bello, poi delizioso. L’uomo ha accelerato i
movimenti. Ad ogni colpo il suo ventre sbatteva contro le mie natiche. La mano
che mi stava masturbando si dava da fare con foga. Non sapevo più da dove mi
arrivava il piacere. Due dita si sono infilate nella vagina, mentre il pollice
è rimasto sul clitoride. Il piacere era così intenso che avevo l’impressione di
stare per svenire. Sentivo vampate di calore. Ero tutta sudata. E, neanche a
dirlo, bagnata fradicia tra le cosce.
D’un tratto mi sono messa a gridare. Non ho resistito oltre. Godevo col
clitoride, con la vagina e col buco del culo. Anche il tipo è venuto nello
stesso momento, ma io ero già lontana, travolta dall’orgasmo. Quando si è
ritirato dal mio culo, il dolore è ritornato. Mi veniva da dentro. Ho fatto
fatica a ritornare a piedi al campeggio.
C’è voluto un giorno per rimettermi in sesto, e poi mi sono fatta prendere
ancora da dietro. Il mio ano accettava sempre meglio la penetrazione e poi ho
sofferto di meno.
Ora la sodomia è pratica ricorrente nei miei rapporti sessuali e mi è
diventata indispensabile.

Mi dico…

Immagine
Pizzi, perizoma, corsetto, guepiere... dichiarazione di intenti.
Mi balli davanti sinuosa, la luce fioca rivela curve e espressioni.
Alcune parole, sempre le stesse, il cui tono rivela l'eccitazione.
Non ricordo esattamente come ci siamo arrivati, non importa, balli, passi a pochi centimetri dal mio viso, posso sentire il calore del tuo corpo, il calore di ogni parte del tuo corpo.
Trovo interessante la tua sicurezza e mi piace vederti convinta di avere in pugno la situazione. Ogni volta che provo ad allungare le mani con esperienza mi fermi delicatamente.
Aspetterò, mi dico, mentre ti giri verso di me e con un piede fra le mie gambe saggi, se i tempi sono maturi.
Aspetterò, mi dico, che tu mi dia le spalle un'altra volta, mentre mostri i tuoi seni scalzandoli da quel monumentale intrigo di lacci e merletti.
Ed eccoti di spalle, leggermente inclinata in avanti... ho aspettato abbastanza, mi dico, e con un cambio di ritmo inatteso passo dall'essere passivo osservatore a qualcosa di diverso.
Lo faccio afferrandoti le natiche con decisione, allargandole coi pollici, baciando, leccando, muovendomi dall’esterno verso l’interno, puntando dritto al luogo in cui voglio approdare, sentendo chiaramente che il tuo respiro si è fatto diverso, sentendo chiaramente che inspiri dalla bocca stringendo i denti.
Accenni a volerti girare, ma stavolta sono io che con esperienza ti fermo, facendo leva sui tuoi fianchi e sul tuo perizoma, che faccio cadere per tornare alla mia precedente attività. Ora sono io che saggio a che punto siamo, dilettandomi a stuzzicarti con le dita anche poco più su.
Alla tua richiesta di fermarmi rispondo allontanandomi leggermente, e tu girandoti lentamente ti siedi sopra di me, mentre con la mano accompagni il mio corpo dentro al tuo.
Ora ti osservo, mentre ad occhi chiusi ti muovi sopra di me trattenendomi tra le tue gambe senza sollevarti, muovendo il bacino, seguendo i movimenti che il tuo istinto ti detta. Ascolto il tuo corpo assecondando il tuo respiro e le tue espressioni. Le nostre mani sollevate, strette in un incrocio di dita.
Aspetterò, mi dico, inebriato del tuo corpo che trae godimento dal mio, che tu raggiunga l’apice del piacere.
Aspetterò, mi dico, che venga il mio turno, mentre i tuoi fremiti incontrollati si diffondono nel mio corpo.
Il tuo bellissimo viso appagato, non mi distoglie dall’idea che ora tocchi a me, e mentre ti avvicini con la bocca al mio ventre, io ti fermo. Nel tuo viso appare una nota di perplessità, destinata a svanire dalla mia vista nel momento in cui ti ho girato. Tu assecondando il mio desiderio, ti prepari ad accogliermi nuovamente aprendo le gambe, ma dalla reazione del tuo corpo ho capito subito che non ti aspettavi prendessi una via alternativa.
Con forza, tirandoti e strattonandoti, per soddisfare il mio desiderio, per aumentare la mia sensazione di possesso, sentendoti gemere ancora una volta. Godendo di te. Godendo di noi.
Non ci volle ancora molto per sentire il mio cuore accelerare all’impazzata, ma la sorpresa è stata sentire che al mio accenno di ritirata, mi trattenevi dentro di te.
Aspetterò, mi dico, che il tuo odore si dilegui naturalmente.
Aspetterò, mi dico, di poterti rivedere.

Mi dico…

Immagine
Pizzi, perizoma, corsetto, guepiere... dichiarazione di intenti.
Mi balli davanti sinuosa, la luce fioca rivela curve e espressioni.
Alcune parole, sempre le stesse, il cui tono rivela l'eccitazione.
Non ricordo esattamente come ci siamo arrivati, non importa, balli, passi a pochi centimetri dal mio viso, posso sentire il calore del tuo corpo, il calore di ogni parte del tuo corpo.
Trovo interessante la tua sicurezza e mi piace vederti convinta di avere in pugno la situazione. Ogni volta che provo ad allungare le mani con esperienza mi fermi delicatamente.
Aspetterò, mi dico, mentre ti giri verso di me e con un piede fra le mie gambe saggi, se i tempi sono maturi.
Aspetterò, mi dico, che tu mi dia le spalle un'altra volta, mentre mostri i tuoi seni scalzandoli da quel monumentale intrigo di lacci e merletti.
Ed eccoti di spalle, leggermente inclinata in avanti... ho aspettato abbastanza, mi dico, e con un cambio di ritmo inatteso passo dall'essere passivo osservatore a qualcosa di diverso.
Lo faccio afferrandoti le natiche con decisione, allargandole coi pollici, baciando, leccando, muovendomi dall’esterno verso l’interno, puntando dritto al luogo in cui voglio approdare, sentendo chiaramente che il tuo respiro si è fatto diverso, sentendo chiaramente che inspiri dalla bocca stringendo i denti.
Accenni a volerti girare, ma stavolta sono io che con esperienza ti fermo, facendo leva sui tuoi fianchi e sul tuo perizoma, che faccio cadere per tornare alla mia precedente attività. Ora sono io che saggio a che punto siamo, dilettandomi a stuzzicarti con le dita anche poco più su.
Alla tua richiesta di fermarmi rispondo allontanandomi leggermente, e tu girandoti lentamente ti siedi sopra di me, mentre con la mano accompagni il mio corpo dentro al tuo.
Ora ti osservo, mentre ad occhi chiusi ti muovi sopra di me trattenendomi tra le tue gambe senza sollevarti, muovendo il bacino, seguendo i movimenti che il tuo istinto ti detta. Ascolto il tuo corpo assecondando il tuo respiro e le tue espressioni. Le nostre mani sollevate, strette in un incrocio di dita.
Aspetterò, mi dico, inebriato del tuo corpo che trae godimento dal mio, che tu raggiunga l’apice del piacere.
Aspetterò, mi dico, che venga il mio turno, mentre i tuoi fremiti incontrollati si diffondono nel mio corpo.
Il tuo bellissimo viso appagato, non mi distoglie dall’idea che ora tocchi a me, e mentre ti avvicini con la bocca al mio ventre, io ti fermo. Nel tuo viso appare una nota di perplessità, destinata a svanire dalla mia vista nel momento in cui ti ho girato. Tu assecondando il mio desiderio, ti prepari ad accogliermi nuovamente aprendo le gambe, ma dalla reazione del tuo corpo ho capito subito che non ti aspettavi prendessi una via alternativa.
Con forza, tirandoti e strattonandoti, per soddisfare il mio desiderio, per aumentare la mia sensazione di possesso, sentendoti gemere ancora una volta. Godendo di te. Godendo di noi.
Non ci volle ancora molto per sentire il mio cuore accelerare all’impazzata, ma la sorpresa è stata sentire che al mio accenno di ritirata, mi trattenevi dentro di te.
Aspetterò, mi dico, che il tuo odore si dilegui naturalmente.
Aspetterò, mi dico, di poterti rivedere.

Amante della moglie castigato da marito e amico

Mi chiamo Morena e sono sposata con Daniele da 5 anni. Si sà che dopo un pò di tempo il matrimonio può entrare nel circolo vizioso della routine e perdere colpi. Fu così che dopo i primi due anni mi cercai un amante come diversivo. Con la sua innegabile dolcezza erotica Stefano mi diede nuovi inebrianti stimoli. Tutto filò liscio fin quando Daniele se ne accorse leggendo un incauto sms non cancellato sul mio cellulare. Il mio coniuge, inviperito, si presentò a casa con un amico, Elio, con l'intento iniziale di picchiare il rivale in amore. Tutto si stava avviando al peggio ma, dopo un primo furibondo litigio, in cui cercai con tutte le forze di difendere Stefano addossandomi la colpa, Elio ebbe un'insolita e perversa idea, con aria sorridente disse a mio marito: "Daniele caro, perchè dobbiamo picchiarlo il biondino, ho un'idea migliore. Il tipo non sembra tanto male, castighiamolo insieme così ci divertiamo pure mentre gli diamo una bella lezione, che ne dici?". Daniele ci pensò sù e disse: "Elio, am che diavolo ti salta in mente? Non sarai mica frocio?". Elio risposi: "Un pò lo siamo tutti no? E poi le trasgressioni eccitano, lo sai bene". A quel punto Daniele si rivolse a me e disse: "E tu zoccola cosa ne pensi? E' a causa tua che ci troviamo in questa situazione. Io sinceramente vorrei picchiarlo sto biondino del cazzo!". Per evitare guai peggiori al povero Stefano cercai di avvalorare le idee di quel porco dell'amico di Daniele ed esclamai: "Bhè, forse il tuo amico ha ragione, dovresti punirlo sessualmente". Un pò lo feci per salvare il mio amante e un altro pò perchè quell'idea zozza infondo mi eccitava terribilmente. Non avevo mai visto una fottuta a due tra uomini, figuariamoci a tre! Elio rincalzò: "Hai visto? Anche la tua signora è d'accordo, dai scopiamocelo!" e iniziò a spogliarsi. Daniele fece altrettanto affermando: "Ma si và, perchè no... scopiamolo! Poi magari dopo lo ammazzo...". Stefano era già spogliato e i due porci gli furono subito addosso. Lo presero in tandem senza troppi indugi. I due cazzi duri si infilarono prepotentemente nel culo del biondo che urlò di dolore. Due cetrioli del genere avrebbero fatto male anche a me che sono più abituata. La fottuta aumentò di intensità mentre mio marito cercò e trovò anche il lingua a lingua con l'inerme amante. I cazzi stantuffavano e sfondavano il culo di Stefano che iniziò a provarci pure piacere, anche se non voleva ammetterlo. La mia figa si sbrodolò sempre di più, eccitata a mille dall'interminabile trapanamento doppio. L'accarezzai dapprima sopra i collant, poi mi spogliai del tutto per poter toccare più comodamente. Al culmine di una bollentissima chiavata di quasi due ore i pali vogliosi sfogarono tutta la libidine incremando copiosamente il culo del mio sottomesso amante. Mentre sborravano a fiume mio marito urlò a Stefano: "Ti piacciono la figa e le tettone di mia moglie vero stronzone? E adesso 'paga il biglietto', goditi pure questa fava e quella del mio amico". A quel punto aumentai il ritmo del ditalino fino a godere intensamente. Da quella volta Daniele non è più geloso di Stefano e, insieme ad Elio fanno spesso dei bei triangoli.