Archivi del mese: luglio 2009

Vacanzina erotica…

Carissimi sono tornata, era da qualche tempo che latitavo...sapete il caldo, le gite al mare, insomma non mi sono certo mancate le distrazioni che mi hanno distolto dal blog, ma ora rimedierò!


In questi giorni mi sono data da fare...

Il weekend scorso sono andata con Simona al mare, a Rimini: il programma era abbronzarci adeguatamente e, ovviamente, divertirci...
Alloggiavamo in una sorta di bettola, con la doccia attaccata al soffitto del bagno ma con un ottimo ristorantino annesso: non eravamo certo intenzionate a passare in albergo i pochi giorni a disposizione!

Appena arrivate Simona si precipitò sotto il curioso soffione della citata doccia, io
invece mi gettai prona sul letto e senza accorgermene mi ritrovai a osservare la mia amica:
l'acqua correva lungo il suo corpo, i capezzoli turgidi gocciolavano sensualmente e intorno alla sua patatina rasata si formava un piccolo ma intenso torrente d'acqua che periodicamente si tingeva di bianco per la schiuma del sapone. Le sue dita dalle lunghe unghie frizionavano la pelle, indugiando parecchio sui genitali e sui glutei. Mi dava le spalle e i miei occhi cercavano di catturare ogni minimo particolare di quell'eccitante visione...inconsciamente avevo iniziato a strusciarmi sul materasso, mi sembrava di esser tornata bambina, quando dodicenne, passavo le giornate a stimolare la mia giovanissima, ma già affamatissima, fighetta sfregandola su tutto ciò che mi capitava a tiro.

Mi ritrovai ben presto nuda con una mano sul clitoride e una che accarezzava il culetto, ma ormai cresciuta, decisi di cogliere l'occasione e andai a far compagnia a Simona...mi accolse con sorriso malizioso carico di desiderio, le nostre bocche si unirono in un bacio profondo mentre le nostre tette si schiacciavano tra loro fraternamente...l'acqua si insinuava in ogni angolo dei nostri corpi quasi volesse partecipare voluttuosamente alle nostre effusioni, che andavano intensificandosi di attimo in attimo. Mi prese una sorta di frenesia: volevo godere subito! Le chiesi di leccarmela ma lei si attardava a succhiarmi il seno, il mio lato dominante iniziava a prendere il sopravvento e così bruscamente le misi le mani attorno al collo e la forzai a inginocchiarsi davanti a me.
"Leccamela, troia!Fammi vedere quanto sei zoccola!" e lei eccitata dai miei insulti, mi mostrò tutta la sua maestria nei lavoretti con la bocca.

"Infilami un dito nel culo, puttanella!" e subito sentìì il suo medio salirmi su per il buchetto, iniziai a scuotere il sederino per meglio gustare la delizia di questo intruso, "Sì così, dai!Un dito anche nella figa, da brava!", non riuscivo più a stare in piedi dal piacere e così mi appoggiai al lavandino piegando il culo all'infuori per non far cessare l'incantevole servizietto... Simona alternatamente aumentava e rallentava il ritmo per prolungare la mia goduria e di questo le ero grata...
Sentendomi vicina all'orgasmo la feci smettere e riconoscente iniziai a ricambiare.

La spinsi fuori dal bagno, e la feci sdraiare sul letto, eravamo entrambe gocciolanti e bagnammo il pavimento, presi la borsetta e tirai fuori il mio vibratore, color carne con tanto di vene e cappella, iniziai a leccarlo e mordicchiarlo, poi me lo infilai nella patatina ed estrattolo, lo passai sulle sue labbra per farle assaporare i miei umori, lei gradiva e la sua bocca avidamente catturò il pene finto: "Che porcellina!Sei proprio una bimba cattiva, adesso ti insegno come ci si comporta!" e mentre lei si metteva a carponi presi a sculacciarla: "Cosa dici alla mammina?" e lei in risposta, "Scusami, me lo merito!Non lo faccio più!" e poi violentemente la penetrai con il vibratore messo a massima potenza. Le strappai urla di piacere e venne rapidamente.

A questo punto mancavo solo io e decisi di usare a mia volta lo strumento di piacere coperto dal miele di Simona, nel mentre lei mi leccava il culetto...iniziai a gridare frasi oscene nella speranza che qualcuno passando sul pianerottolo potesse sentirci, con le mani mi pizzicavo i capezzoli e muovevo il vibratore, l'orgasmo arrivò intenso e spossata mi lasciai cadere sul letto.

Ci alzammo per l'ora di cena.

Ma il resto a domani...

Vacanzina erotica…

Carissimi sono tornata, era da qualche tempo che latitavo...sapete il caldo, le gite al mare, insomma non mi sono certo mancate le distrazioni che mi hanno distolto dal blog, ma ora rimedierò!


In questi giorni mi sono data da fare...

Il weekend scorso sono andata con Simona al mare, a Rimini: il programma era abbronzarci adeguatamente e, ovviamente, divertirci...
Alloggiavamo in una sorta di bettola, con la doccia attaccata al soffitto del bagno ma con un ottimo ristorantino annesso: non eravamo certo intenzionate a passare in albergo i pochi giorni a disposizione!

Appena arrivate Simona si precipitò sotto il curioso soffione della citata doccia, io
invece mi gettai prona sul letto e senza accorgermene mi ritrovai a osservare la mia amica:
l'acqua correva lungo il suo corpo, i capezzoli turgidi gocciolavano sensualmente e intorno alla sua patatina rasata si formava un piccolo ma intenso torrente d'acqua che periodicamente si tingeva di bianco per la schiuma del sapone. Le sue dita dalle lunghe unghie frizionavano la pelle, indugiando parecchio sui genitali e sui glutei. Mi dava le spalle e i miei occhi cercavano di catturare ogni minimo particolare di quell'eccitante visione...inconsciamente avevo iniziato a strusciarmi sul materasso, mi sembrava di esser tornata bambina, quando dodicenne, passavo le giornate a stimolare la mia giovanissima, ma già affamatissima, fighetta sfregandola su tutto ciò che mi capitava a tiro.

Mi ritrovai ben presto nuda con una mano sul clitoride e una che accarezzava il culetto, ma ormai cresciuta, decisi di cogliere l'occasione e andai a far compagnia a Simona...mi accolse con sorriso malizioso carico di desiderio, le nostre bocche si unirono in un bacio profondo mentre le nostre tette si schiacciavano tra loro fraternamente...l'acqua si insinuava in ogni angolo dei nostri corpi quasi volesse partecipare voluttuosamente alle nostre effusioni, che andavano intensificandosi di attimo in attimo. Mi prese una sorta di frenesia: volevo godere subito! Le chiesi di leccarmela ma lei si attardava a succhiarmi il seno, il mio lato dominante iniziava a prendere il sopravvento e così bruscamente le misi le mani attorno al collo e la forzai a inginocchiarsi davanti a me.
"Leccamela, troia!Fammi vedere quanto sei zoccola!" e lei eccitata dai miei insulti, mi mostrò tutta la sua maestria nei lavoretti con la bocca.

"Infilami un dito nel culo, puttanella!" e subito sentìì il suo medio salirmi su per il buchetto, iniziai a scuotere il sederino per meglio gustare la delizia di questo intruso, "Sì così, dai!Un dito anche nella figa, da brava!", non riuscivo più a stare in piedi dal piacere e così mi appoggiai al lavandino piegando il culo all'infuori per non far cessare l'incantevole servizietto... Simona alternatamente aumentava e rallentava il ritmo per prolungare la mia goduria e di questo le ero grata...
Sentendomi vicina all'orgasmo la feci smettere e riconoscente iniziai a ricambiare.

La spinsi fuori dal bagno, e la feci sdraiare sul letto, eravamo entrambe gocciolanti e bagnammo il pavimento, presi la borsetta e tirai fuori il mio vibratore, color carne con tanto di vene e cappella, iniziai a leccarlo e mordicchiarlo, poi me lo infilai nella patatina ed estrattolo, lo passai sulle sue labbra per farle assaporare i miei umori, lei gradiva e la sua bocca avidamente catturò il pene finto: "Che porcellina!Sei proprio una bimba cattiva, adesso ti insegno come ci si comporta!" e mentre lei si metteva a carponi presi a sculacciarla: "Cosa dici alla mammina?" e lei in risposta, "Scusami, me lo merito!Non lo faccio più!" e poi violentemente la penetrai con il vibratore messo a massima potenza. Le strappai urla di piacere e venne rapidamente.

A questo punto mancavo solo io e decisi di usare a mia volta lo strumento di piacere coperto dal miele di Simona, nel mentre lei mi leccava il culetto...iniziai a gridare frasi oscene nella speranza che qualcuno passando sul pianerottolo potesse sentirci, con le mani mi pizzicavo i capezzoli e muovevo il vibratore, l'orgasmo arrivò intenso e spossata mi lasciai cadere sul letto.

Ci alzammo per l'ora di cena.

Ma il resto a domani...

"Ricordi, la tua prima orgia?"

Circa un paio d'ore fa ho sentito al telefono la mia amica Simona, mi stava raccontando del suo pazzo venerdì di sesso in un privè, quando mi ha posto la domanda che ho scelto come titolo per questo post: "Ricordi, la tua prima orgia?".

Subito la mente è volata indietro negli anni senza riuscire a determinare con assoluta precisione il momento della mia iniziazione orgiastica: non perchè io sia una cariatide, ma perchè non saprei definire esattamente il termine orgia.

Se con orgia intendiamo un rapporto sessuale di gruppo tra maschi e donne, quindi un rapporto eterossessuale generalizzato, allora lo ebbi a diciassette anni; se invece intendessimo un rapporto promiscuo senza distinzione di sessi, allora lo ebbi a diciotto.

Sicuramente il secondo fu decisamente più sfrenato: ricordo che fu durante le vacanze natalizie.
Mi trovavo in montagna, a Barzio, con alcune compagne di scuola e alcuni loro amici, avevamo infatti trascorso insieme il Capodanno e saremmo rimasti fino al mattino della Befana.

Durante la notte di San Silvestro c'erano state alcune avvisaglie di quello che sarebbe poi successo: dopo la mezzanotte infatti, noi ragazze, ubriache e fumate, ci eravamo esibite in balletti sexy, che si erano conclusi con scambi di effusioni generalizzate ma poi l'alcool aveva avuto la meglio sugli istinti animaleschi.

Ma quel giorno 3 gennaio, fin da pranzo, le cose avevano preso una piega particolare: dopo aver mangiato infatti uno dei ragazzi aveva tirato fuori un dvd porno preso da una videoteca automatica: era un film lesbo.

Come tutti i film porno, non c'era una trama, ma la fotografia non era niente male: lingue su cosce e tette, mani che esploravano ogni orifizio umano, urletti di piacere...l'eccitazione di noi spettatori si palpava nell'aria; infatti all'inizio c'erano state risatine... i ragazzi si vantavano di aver già fatto tutto quello che appariva sullo schermo, ma poi pian pianino il silenzio era calato nella stanza.
Amanda, la padrona di casa, abbracciata al suo ragazzo, aveva iniziato a limonare e a sbottonargli i calzoni, al che i maschi si erano agitati non poco...gli sguardi si erano fatti maliziosi, vogliosi, noi ragazze iniziammo ad apprezzare le carezze scomposte che stavo raccogliendo i nostri corpi da adolescenti...

Indossavo dei jeans a vita bassissima e Mirko che mi sedeva accanto non faticò molto ad infilarmi la destra nel tanga, del resto io da brava, agevolai l'operazione slacciandomi i Levis, e mostrando la mia patatina già segretamente bagnata...lui tirò fuori un pene dalle dimensioni apprezzabili e me lo mise in mano...presi a lavorarlo di bocca, mentre venivo deliziata da alcune dita, che pochi minuti dopo scoprìì esser femminili...era Luana, una rossa in carne, con una faccia da porca che mi aveva sempre intrigato e che adesso confermava pienamente l'idea che mi ero fatta di lei.
Era abilissima nell'accarezzarmi il clitoride: l'indice mi penetrava ripetutamente mentre il pollice indugiava tra le grandi e piccole labbra con improvvisi (e piacevolissimi) scarti di direzione.


Chiusi gli occhi per godere meglio e quando gli riarprii vidi davanti a me un altro cazzo che presi volentieri in bocca: iniziai a mostrare la mia innata abilità nel sesso orale, tutti i ragazzi a turno vennero da me e tutti, senza eccezione, mi vennero o in bocca o sulla faccia...ma nel frattempo le altre non erano da meno: Amanda si era fatta infilare da due insospettabili compagni (i secchioni della classe, per l'occasione trasformatisi in torelli da monta, anche se con gli occhiali spessi che continuavano a far capolino sui loro nasi) mentre il suo fidanzato si masturbava godendosi lo spettacolo; Laura, la mia compagna di banco per quell'anno, aveva calato definitivamente la maschera di ragazza paolotta e casta, dando libero sfogo alle sue tendenze lesbiche con Luana, la visione delle loro effusioni mi eccitava in modo particolare.

Nel frattempo il ragazzo di Amanda si era deciso a prendermi da dietro, mentre io leccavo la patatina a Laura...era un coro di gemiti e di frasi oscene...ci rotolavamo tra i vestiti sparsi per terra, nella foga qualcuno aveva fatto cadere un vaso da una madia, ma nessuno si era preoccupato di raccoglierlo...eravamo in preda alla lussuria più sfrenata: i due secchioni iniziarono a sodomizzarsi a vicenda, mentre Laura e Luana iniziarono a versarsi addosso dello spumante...uno spruzzo di vino raggiunse la mia faccia, la rabbia mi montò e, scaraventatami su Laura, cominciai a prenderla a sberle sul culo, ci presi gusto e lei tornò ad essere la solita ragazza sottomessa di sempre. Le ordinai di leccarmi la patatina, capivo di trovarmi di frontre a una masochista e così la accontentai: iniziai a baciare Luana, mentre la lingua della mia schiavetta inumidiva il mio culetto, le strinsi la faccia tra le mie cosce... i suoi lunghi capelli mossi solleticavano le mie parti intime e i suoi mugolii facevano vibrare la mia carne...alla fine dopo l'ennesimo orgasmo di quell'interminabile orgia, l'abbandonai ai maschi che le sveginarono il culo mentre lei urlava di dolore misto a piacere.
Il baccanale durò tutta la notte e non saprei dire quando finì.

A mezzogiorno mi svegliai stanchissima: la patatina e il culetto erano arrossati e doloranti, la lingua indolenzita e in bocca avevo ancora il sapore dello sperma ingoiato durante l'orgia, sulle gambe avevo dei lividi di cui ignoravo l'origine, insomma ero fisicamente a pezzi ma contenta e appagata.

Nota positiva: da quel giorno la mia fama di pompinara provetta si rafforzò, anche se a questo contribuirono molto le esagerazioni dei maschietti...

"Ricordi, la tua prima orgia?"

Circa un paio d'ore fa ho sentito al telefono la mia amica Simona, mi stava raccontando del suo pazzo venerdì di sesso in un privè, quando mi ha posto la domanda che ho scelto come titolo per questo post: "Ricordi, la tua prima orgia?".

Subito la mente è volata indietro negli anni senza riuscire a determinare con assoluta precisione il momento della mia iniziazione orgiastica: non perchè io sia una cariatide, ma perchè non saprei definire esattamente il termine orgia.

Se con orgia intendiamo un rapporto sessuale di gruppo tra maschi e donne, quindi un rapporto eterossessuale generalizzato, allora lo ebbi a diciassette anni; se invece intendessimo un rapporto promiscuo senza distinzione di sessi, allora lo ebbi a diciotto.

Sicuramente il secondo fu decisamente più sfrenato: ricordo che fu durante le vacanze natalizie.
Mi trovavo in montagna, a Barzio, con alcune compagne di scuola e alcuni loro amici, avevamo infatti trascorso insieme il Capodanno e saremmo rimasti fino al mattino della Befana.

Durante la notte di San Silvestro c'erano state alcune avvisaglie di quello che sarebbe poi successo: dopo la mezzanotte infatti, noi ragazze, ubriache e fumate, ci eravamo esibite in balletti sexy, che si erano conclusi con scambi di effusioni generalizzate ma poi l'alcool aveva avuto la meglio sugli istinti animaleschi.

Ma quel giorno 3 gennaio, fin da pranzo, le cose avevano preso una piega particolare: dopo aver mangiato infatti uno dei ragazzi aveva tirato fuori un dvd porno preso da una videoteca automatica: era un film lesbo.

Come tutti i film porno, non c'era una trama, ma la fotografia non era niente male: lingue su cosce e tette, mani che esploravano ogni orifizio umano, urletti di piacere...l'eccitazione di noi spettatori si palpava nell'aria; infatti all'inizio c'erano state risatine... i ragazzi si vantavano di aver già fatto tutto quello che appariva sullo schermo, ma poi pian pianino il silenzio era calato nella stanza.
Amanda, la padrona di casa, abbracciata al suo ragazzo, aveva iniziato a limonare e a sbottonargli i calzoni, al che i maschi si erano agitati non poco...gli sguardi si erano fatti maliziosi, vogliosi, noi ragazze iniziammo ad apprezzare le carezze scomposte che stavo raccogliendo i nostri corpi da adolescenti...

Indossavo dei jeans a vita bassissima e Mirko che mi sedeva accanto non faticò molto ad infilarmi la destra nel tanga, del resto io da brava, agevolai l'operazione slacciandomi i Levis, e mostrando la mia patatina già segretamente bagnata...lui tirò fuori un pene dalle dimensioni apprezzabili e me lo mise in mano...presi a lavorarlo di bocca, mentre venivo deliziata da alcune dita, che pochi minuti dopo scoprìì esser femminili...era Luana, una rossa in carne, con una faccia da porca che mi aveva sempre intrigato e che adesso confermava pienamente l'idea che mi ero fatta di lei.
Era abilissima nell'accarezzarmi il clitoride: l'indice mi penetrava ripetutamente mentre il pollice indugiava tra le grandi e piccole labbra con improvvisi (e piacevolissimi) scarti di direzione.


Chiusi gli occhi per godere meglio e quando gli riarprii vidi davanti a me un altro cazzo che presi volentieri in bocca: iniziai a mostrare la mia innata abilità nel sesso orale, tutti i ragazzi a turno vennero da me e tutti, senza eccezione, mi vennero o in bocca o sulla faccia...ma nel frattempo le altre non erano da meno: Amanda si era fatta infilare da due insospettabili compagni (i secchioni della classe, per l'occasione trasformatisi in torelli da monta, anche se con gli occhiali spessi che continuavano a far capolino sui loro nasi) mentre il suo fidanzato si masturbava godendosi lo spettacolo; Laura, la mia compagna di banco per quell'anno, aveva calato definitivamente la maschera di ragazza paolotta e casta, dando libero sfogo alle sue tendenze lesbiche con Luana, la visione delle loro effusioni mi eccitava in modo particolare.

Nel frattempo il ragazzo di Amanda si era deciso a prendermi da dietro, mentre io leccavo la patatina a Laura...era un coro di gemiti e di frasi oscene...ci rotolavamo tra i vestiti sparsi per terra, nella foga qualcuno aveva fatto cadere un vaso da una madia, ma nessuno si era preoccupato di raccoglierlo...eravamo in preda alla lussuria più sfrenata: i due secchioni iniziarono a sodomizzarsi a vicenda, mentre Laura e Luana iniziarono a versarsi addosso dello spumante...uno spruzzo di vino raggiunse la mia faccia, la rabbia mi montò e, scaraventatami su Laura, cominciai a prenderla a sberle sul culo, ci presi gusto e lei tornò ad essere la solita ragazza sottomessa di sempre. Le ordinai di leccarmi la patatina, capivo di trovarmi di frontre a una masochista e così la accontentai: iniziai a baciare Luana, mentre la lingua della mia schiavetta inumidiva il mio culetto, le strinsi la faccia tra le mie cosce... i suoi lunghi capelli mossi solleticavano le mie parti intime e i suoi mugolii facevano vibrare la mia carne...alla fine dopo l'ennesimo orgasmo di quell'interminabile orgia, l'abbandonai ai maschi che le sveginarono il culo mentre lei urlava di dolore misto a piacere.
Il baccanale durò tutta la notte e non saprei dire quando finì.

A mezzogiorno mi svegliai stanchissima: la patatina e il culetto erano arrossati e doloranti, la lingua indolenzita e in bocca avevo ancora il sapore dello sperma ingoiato durante l'orgia, sulle gambe avevo dei lividi di cui ignoravo l'origine, insomma ero fisicamente a pezzi ma contenta e appagata.

Nota positiva: da quel giorno la mia fama di pompinara provetta si rafforzò, anche se a questo contribuirono molto le esagerazioni dei maschietti...

Telefono o no?

Carissimi, ancora una volta mi appello a voi per prendere una decisione: dato che spesso chattando mi diverto a fare la troietta , ho pensato di farlo anche per telefono, con un numero fisso normale, non di quelli che non si capisce quanto costino, e nemmeno attivo sempre, dato che non farei solo quello nella vita.
Insomma un telefono erotico personale, chiederei una ricarica postepay, diciamo 10 euro per 12-15 minuti (senza esser troppo fiscali), che ne dite?

Ho messo nella colonna di destra, in basso un sondaggio, rispondete, mi raccomando.

Telefono o no?

Carissimi, ancora una volta mi appello a voi per prendere una decisione: dato che spesso chattando mi diverto a fare la troietta , ho pensato di farlo anche per telefono, con un numero fisso normale, non di quelli che non si capisce quanto costino, e nemmeno attivo sempre, dato che non farei solo quello nella vita.
Insomma un telefono erotico personale, chiederei una ricarica postepay, diciamo 10 euro per 12-15 minuti (senza esser troppo fiscali), che ne dite?

Ho messo nella colonna di destra, in basso un sondaggio, rispondete, mi raccomando.

Ritorno al pissing

Venerdì pomeriggio, appena iniziate le ferie, ho deciso di movimentare un poco la giornata: qualche settimana fa, in chat (77chat, per la cronaca trovate pure una mia stanza permanente omonima al mio blog https://mondofetish.iobloggo.com/), ho conosciuto un uomo interessante che mi ha risvegliato una passione mai sopita ma negli ultimi tempi latente: il pissing...

Alle 16:00 in punto ci siamo incontrati vicino al Mothel Monza dove abbiamo preso una camera...
di solito, lo sapete, non faccio incontri con persone conosciute in chat, ma questa volta la tentazione ha vinto, anche perchè lui era conosciuto da una mia amica che mi aveva garantito sulla sua correttezza, inoltre è un cliente assiduo del mio blog fetish...così chiusa la porta della stanza, ci siamo ritrovati a tu per tu: indossavo una minigonna di lino verde pastello, una magliettina aderente in pendant, sandali alla schiava con tacco 12, perizomino micro bianco, niente calze. Lui, A., indossava un serissimo completo grigio con tanto di cravatta regimental (solo a vederlo mi faceva un caldo!).

Saltai i convenevoli e lo feci spogliare; come rimase nudo lo portai in bagno e lo feci sdraiare nella vasca, divaricai le gambe e iniziai a farmela leccare, prima lentamente, poi con un ritmo crescente...tenevo la pipì da almeno un'oretta prima dell'incontro e la vescica iniziava a protestare...ma il sapiente lavoro della lingua di A. portandomi vicino all'orgasmo mi aiutava a trattenerla... mi sembrava di esser tornata bambina quando pur di continuare a giocare in cortile trattenevo la pipì fino a scoppiare...mi piace farlo perchè il bruciore che sale dalla mia patatina sofferente si unisce all'eccitazione di quello che accadrà dopo: amo farmela addosso, ancor più farla addosso a un'uomo.

Per aumentare la mia eccitazione mi sedetti sulla faccia di A. e con mia stessa sorpresa gli donai un peto, gli dissi "Respira tutto!E continua a leccarmi!", mi sentivo una vera troia, il mio lato dominante iniziava a rompere le barriere dell'inibizione: volevo umiliarlo, lui stesso lo desiderava, così con il tacco dei miei sandali (amo tenere le scarpe durante i rapporti sessuali) iniziai a tormentargli il pene, strappandogli gemiti di dolore misto a piacere...nel frattempo iniziai ad agitare il culetto, sentivo il suo naso vicino al buchetto, la sua lingua incessantemente continuava a deliziarmi, il mio miele si mischiava alla sua saliva, ero bagnatissima.

Mi feci infilare un dito nella patatina, mi scappava fortissimo di orinare ma non volevo ancora, non volevo donargli subito la mia preziosa pioggia aurea, doveva meritarsela!
Mi feci dare la cravatta e gliela annodai sul cazzo, poi iniziai a masturbarlo, portandolo a un passo dall'orgasmo per poi interrompermi, una vera tortura che il poveretto dovette subire per un'ora.

Ormai iniziavo a provare dolori intensi, gli feci spalancare la bocca e lo inondai con la mia pipì: "Bevi tutto!Ti piace, eh?Ahhh che sollievo!Continua a leccare!", il flusso stava per terminare quando violento giunse l'orgasmo, all'improvviso chiusi d'istinto le cosce schiacciando la faccia di A. che apprezzò dato che la sua eiaculazione raggiunse le mie tette. "Complimenti,
nonostante la cravatta sei riuscito a venire!Ora ripuliscimi il seno, lecca il tuo sperma." Così ripulita mi ricomposi e restammo un altro po' a chiaccherare, alla fine decisi di regalargli il microperizomino bianco, non prima di averlo "battezzato" con un poco di altra pipì...

Dovrò contenere questa mia passione: "Trattenere la pipì fa male!" diceva mia madre.

Ritorno al pissing

Venerdì pomeriggio, appena iniziate le ferie, ho deciso di movimentare un poco la giornata: qualche settimana fa, in chat (77chat, per la cronaca trovate pure una mia stanza permanente omonima al mio blog http://mondofetish.iobloggo.com/), ho conosciuto un uomo interessante che mi ha risvegliato una passione mai sopita ma negli ultimi tempi latente: il pissing...

Alle 16:00 in punto ci siamo incontrati vicino al Mothel Monza dove abbiamo preso una camera...
di solito, lo sapete, non faccio incontri con persone conosciute in chat, ma questa volta la tentazione ha vinto, anche perchè lui era conosciuto da una mia amica che mi aveva garantito sulla sua correttezza, inoltre è un cliente assiduo del mio blog fetish...così chiusa la porta della stanza, ci siamo ritrovati a tu per tu: indossavo una minigonna di lino verde pastello, una magliettina aderente in pendant, sandali alla schiava con tacco 12, perizomino micro bianco, niente calze. Lui, A., indossava un serissimo completo grigio con tanto di cravatta regimental (solo a vederlo mi faceva un caldo!).

Saltai i convenevoli e lo feci spogliare; come rimase nudo lo portai in bagno e lo feci sdraiare nella vasca, divaricai le gambe e iniziai a farmela leccare, prima lentamente, poi con un ritmo crescente...tenevo la pipì da almeno un'oretta prima dell'incontro e la vescica iniziava a protestare...ma il sapiente lavoro della lingua di A. portandomi vicino all'orgasmo mi aiutava a trattenerla... mi sembrava di esser tornata bambina quando pur di continuare a giocare in cortile trattenevo la pipì fino a scoppiare...mi piace farlo perchè il bruciore che sale dalla mia patatina sofferente si unisce all'eccitazione di quello che accadrà dopo: amo farmela addosso, ancor più farla addosso a un'uomo.

Per aumentare la mia eccitazione mi sedetti sulla faccia di A. e con mia stessa sorpresa gli donai un peto, gli dissi "Respira tutto!E continua a leccarmi!", mi sentivo una vera troia, il mio lato dominante iniziava a rompere le barriere dell'inibizione: volevo umiliarlo, lui stesso lo desiderava, così con il tacco dei miei sandali (amo tenere le scarpe durante i rapporti sessuali) iniziai a tormentargli il pene, strappandogli gemiti di dolore misto a piacere...nel frattempo iniziai ad agitare il culetto, sentivo il suo naso vicino al buchetto, la sua lingua incessantemente continuava a deliziarmi, il mio miele si mischiava alla sua saliva, ero bagnatissima.

Mi feci infilare un dito nella patatina, mi scappava fortissimo di orinare ma non volevo ancora, non volevo donargli subito la mia preziosa pioggia aurea, doveva meritarsela!
Mi feci dare la cravatta e gliela annodai sul cazzo, poi iniziai a masturbarlo, portandolo a un passo dall'orgasmo per poi interrompermi, una vera tortura che il poveretto dovette subire per un'ora.

Ormai iniziavo a provare dolori intensi, gli feci spalancare la bocca e lo inondai con la mia pipì: "Bevi tutto!Ti piace, eh?Ahhh che sollievo!Continua a leccare!", il flusso stava per terminare quando violento giunse l'orgasmo, all'improvviso chiusi d'istinto le cosce schiacciando la faccia di A. che apprezzò dato che la sua eiaculazione raggiunse le mie tette. "Complimenti,
nonostante la cravatta sei riuscito a venire!Ora ripuliscimi il seno, lecca il tuo sperma." Così ripulita mi ricomposi e restammo un altro po' a chiaccherare, alla fine decisi di regalargli il microperizomino bianco, non prima di averlo "battezzato" con un poco di altra pipì...

Dovrò contenere questa mia passione: "Trattenere la pipì fa male!" diceva mia madre.

I saldi

Oggi ero libera e quindi ho deciso bene di andare a far shopping!
Volevo approfittare dei saldi. Così nel mio lungo giro per i negozi di Monza, sono approdata anche al nuovo centro commerciale, quello vicino al rondò dei pini...solito rituale della ricerca, finchè vidi in una vetrina di un negozio una splendida camicetta.

Entrata, presi subito l'oggetto dei miei desideri e mi infilai in un salottino prova. Iniziai a spogliarmi quando, riflesso nello specchio del camerino, vidi un ragazzo che mi stava spiando: la tenda infatti non aderiva perfettamente alla parete. Il suo sguardo era palesemente eccitato e questo mi procurò una certa soddisfazione.

Feci finta di niente e continuai a spogliarmi, rimanendo con il seno scoperto. Da fuori sentivo una voce femminile rivolta all' "ammiratore" inaspettato: "Amore, come mi sta?Brutto eh? Adesso provo quello azzurro!Dovevo prendere la taglia più grande!". La vicinanza della sua fidanzata accese la mia perversa fantasia: decisi di spogliarmi completamente per tormentare il povero (mica tanto però!) guardone. Lui iniziò a rispondere alla sua amata con smozzicati e incoerenti monosillabi, ma lei era troppo presa per rendersene conto, del resto gli uomini portati da una donna a far shopping sono come pesci fuor d'acqua, vere palle ai piedi...

Lentamente mi sfilai la minigonna, poi fecero conoscenza con il pavimento le mutandine, gli davo le spalle e l'idea che ammirasse il mio culetto mi spinse a chinarmi a novanta gradi...con le gambe divaricate iniziai a passarmi il dito destro in mezzo alle cosce...ero bagnata e la situazione mi eccitava moltissimo...immaginavo il gonfiore dei suoi pantaloni...mentre la sua ragazza era lì ad un passo da me...con la mano sinistra frugai nella borsetta e ne tirai fuori le palline cinesi che in maniera ostentata infilai nella patatina...lottavo per trattenere i gemiti di piacere, mi sforzavo di godere in silenzio, e di rendere tutto visibile allo spettatore...questo doveva essere totalmente preso dallo spettacolino perchè a un certo punto sentii:"Caro, allora mi vuoi portare la 50?!Sto parlando con te!!", e lui rispose"Sì, sì ti sta benissimo, lo compriamo...e l'altro l'hai provato?". A queste parole mi venne da ridere e ormai vicinissima all'orgasmo, mi girai verso di lui cercandone lo sguardo, lui non si stupì, aveva capito le mie intenzioni...mi scappò un gemito e venni.

La ragazza uscì dal camerino: "Che succede, amore?", e lui, dopo aver tirato del tutto la tendina del mio camerino, inventò una balla assurda: "Niente, sono passate due ragazze e una si sentiva male...", trattenni la risata a malapena. Ancora nuda, aspettai che si fossero allontanati, ero tutta sudata e non volevo che i vestiti mi si incollassero, inoltre l'idea di poter esser scoperta non mi dispiaceva affatto...dopo una decina di minuti mi rivestii e tirai la tenda: si era formata una coda!

A proposito la camicetta non l'ho comperata: mi stava malissimo! Meno male che esistono i camerini per provare...i vestiti!?!